{"id":2079,"date":"2009-09-30T18:13:27","date_gmt":"2009-09-30T16:13:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2079"},"modified":"2009-09-30T18:13:27","modified_gmt":"2009-09-30T16:13:27","slug":"che-cosa-cerco-e-come","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/che-cosa-cerco-e-come\/","title":{"rendered":"Che cosa cerco e come"},"content":{"rendered":"<p>Questa pagina apre un\u2019indagine nella quale vorrei coinvolgere il visitatore. Racconto fatti di Vangelo di cui sono protagonisti i cristiani dell\u2019Italia di oggi e invito chi legge a collaborare, segnalando altre storie. Per lo pi\u00f9 questi fatti non arrivano sui media nazionali, eppure sono belli a raccontare e capaci di crescere nella memoria. Essi nell\u2019insieme attestano una straordinaria attualit\u00e0 del Vangelo nell\u2019Italia di oggi. Inducono a pensare che la vita cristiana, osservata nelle cose essenziali, sia meno precaria nel nostro popolo di quanto non dicano le statistiche o le inchieste d\u2019opinione. Invitano \u2014 infine \u2014 a scommettere sul destino del paese: la sua anima pi\u00f9 antica, che \u00e8 quella cristiana, ha saputo dare in questi ultimi anni risposte creative a incredibili esplosioni di violenza, alle solitudini metropolitane, alla crisi sociale della famiglia, all\u2019arrivo tra noi di altre genti, alla droga e all\u2019Aids, a ogni nuova paura della morte. N\u00e9 si tratta esclusivamente di \u201cfatti\u201d cristiani: l\u2019indagine \u00e8 partita da essi ma si \u00e8 poi aperta, come per lievitazione, a \u201cfatti\u201d di umanit\u00e0 non meno ammirevoli, che potremmo qualificare come \u201cnaturalmente\u201d cristiani.<\/p>\n<p><strong>Fatti di Vangelo e di piena umanit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Per fatti di Vangelo e di piena umanit\u00e0 intendo le testimonianze pi\u00f9 radicali e disinteressate, direttamente ispirate alle beatitudini e all\u2019esempio di Ges\u00f9, o vissute in obbedienza alla comune vocazione umana: la fede e l\u2019amore pagati con la vita, ogni forma di misericordia, la povert\u00e0 scelta o accolta, la sofferenza redenta dalla grazia, l\u2019amore senza motivo e quello per i nemici, l\u2019accettazione della morte nella speranza della risurrezione o nella dignit\u00e0 di chi resta fedele fino all\u2019ultimo alla propria missione di uomo.<br \/>\nPu\u00f2 essere un fatto che prende tutta una vita, pu\u00f2 essere un atto singolo, pu\u00f2 essere una preghiera. Cerco i fatti e mi accontento delle parole solo quando costituiscono un fatto: cio\u00e8 quando sono pagate con la vita o con l\u2019anima.<br \/>\nI fatti qui raccolti erano per met\u00e0 noti e per met\u00e0 sconosciuti. Partendo da quelli noti, mettendoli in ordine e cercando di approfondirli, mi imbattevo in altri a loro legati o somiglianti. Ho quindi sentito il bisogno \u2014 per guardare pi\u00f9 ampiamente \u2014 di chiedere aiuto ad amici e conoscenti, esperti dei diversi settori e portavoce di gruppi e movimenti.<br \/>\nAmpliata l\u2019indagine \u2013 con l\u2019invio di una lettera intitolata CERCO FATTI DI VANGELO \u2013 ho visto venirmi incontro una folla di uomini e di cristiani veri, appassionati, seri, pi\u00f9 grande di quella che mi aspettavo. Una famiglia che cresceva ogni giorno, a mano a mano che mi arrivavano da tutta l\u2019Italia le segnalazioni che avevo richiesto. Oltre i fatti noti da cui ero partito veniva a profilarsi un sommerso evangelico di straordinaria ricchezza. Invece di fermarmi ad approfondire le storie selezionate, ho pensato che era il caso di andare avanti: quanto gi\u00e0 raccolto \u2014 e che viene qui presentato \u2014 poteva servire come traccia di lavoro e provocazione a un nuovo ampliamento della ricerca.<br \/>\nLo scopo \u00e8 di portare alla luce quel sommerso. Di gettare un particolare scandaglio nel vissuto della nostra Italia. Di convocare \u2014 con gli strumenti dell\u2019indagine giornalistica \u2014 quella famiglia di uomini e di credenti che dicevo e di mostrarla al mondo. L\u2019indagine non ha altro scopo che quello conoscitivo: raccogliere delle storie, raccontarle, farle girare.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata l\u2019indagine<\/strong><\/p>\n<p>Per essere pi\u00f9 chiaro su come \u00e8 nato questo progetto e su quali potrebbero esserne gli sviluppi, far\u00f2 l\u2019esempio del capitolo terzo sul perdono agli uccisori dei parenti. Sono partito dall\u2019intuizione che vi fosse una particolare attualit\u00e0 di questa obbedienza al Vangelo nell\u2019Italia di oggi. Ho messo insieme i casi famosi, che mi erano gi\u00e0 noti per il mio lavoro di giornalista: da Giovanni Bachelet a Eva Cannas, ai familiari di Borsellino, a Carlo Castagna. Erano una decina.<br \/>\nRaccogliendo la documentazione e parlando con i protagonisti sono venuto a conoscenza di un\u2019altra decina di casi. Diveniva cos\u00ec evidente che vi erano dei filoni in questa materia, che poteva essere divisa per aree geografiche o tipo di delitto (faida, mafia, terrorismo, omicidi comuni). Ed ecco che a un\u2019indagine meglio mirata iniziavano a emergere storie che non erano mai state raccontate fuori del loro ambiente cittadino o associativo. Invece di studiarle mi sono limitato a raccontarle sobriamente ma con gli elementi informativi essenziali, in modo che possano essere lette sia da chi vuol solo conoscere che cosa fanno e dicono i cristiani d\u2019Italia e i loro concittadini di buona volont\u00e0 quando gli uccidono lo sposo, un fratello o una figlia, sia da chi vuole documentarsi e approfondire.<br \/>\nEd eccoci al punto: il visitatore che fosse provocato nella memoria da questo capitolo e avvertisse di conoscere un caso simile, potrebbe segnalarlo e cos\u00ec altra luce verrebbe fatta sul modo di essere uomini e cristiani in quest\u2019epoca e in questo paese. La stessa cosa vale per gli altri capitoli.<\/p>\n<p><strong>Venti capitoli e un\u2019appendice<\/strong><\/p>\n<p>Il martirio, il perdono, la sofferenza, la morte, l\u2019amore del prossimo e quello degli sposi, la carit\u00e0, la preghiera, l\u2019aiuto agli ebrei perseguitati, l\u2019accoglienza degli stranieri, la donazione di organi: sono questi i grandi temi della pagina, a ciascuno dei quali \u00e8 dedicato uno o pi\u00f9 capitoli.<br \/>\nDel <em>martirio <\/em>tratta l\u2019ampio primo capitolo, suddiviso nelle categorie dei martiri della missione, della carit\u00e0, della giustizia e della dignit\u00e0 della donna: innumerevole anche oggi \u00e8 la schiera dei martiri.<br \/>\nLa rassegna parte dai nostri missionari che hanno subito una morte violenta nella missione alle genti. Tra essi vi sono splendide figure di martiri della Chiesa dei poveri (Tullio Favali, Ezechiele Ramin), del dialogo tra le religioni (Salvatore Carzedda, Annalena Tonelli, Andrea Santoro), dell\u2019assistenza ai drogati (Silvio Lomazzi). Sono certo che il visitatore li amer\u00e0. E che sar\u00e0 colpito dalla conoscenza ravvicinata di un martire della carit\u00e0 come Gabriele Moreno Locatelli e di un martire della giustizia come il giudice Rosario Livatino.<br \/>\nSegue un capitolo \u2013 il secondo \u2013 dedicato alle <em>madri<\/em> che muoiono per far nascere il loro bambino, scegliendo di evitare cure che potrebbero guarirle ma che danneggerebbero il figlio in arrivo: credo non vi sia oggi testimonianza pi\u00f9 vicina della loro a quella dei martiri.<br \/>\nIl <em>perdono <\/em>degli uccisori dei parenti, cio\u00e8 la forma pi\u00f9 visibile dell\u2019amore per i nemici: lo metto \u2013 capitolo terzo \u2013 subito dopo il martirio e le madri che d\u00e0nno la vita perch\u00e9 anch\u2019esso \u00e8 un modo di dare la vita. \u00c8 anch\u2019esso un capitolo ampio e lo considero un buon segno: in Italia abbiamo questa ricchezza del perdono, forse il tratto cristiano pi\u00f9 convincente del nostro popolo. Segnalo, tra tutte, le storie di quattro donne coraggiose: Mariangela Calvisi per la faida sarda, Giulia Irac\u00e0 per la mafia calabrese, Italina Ala per il terrorismo, Franca Ferretti per gli omicidi comuni. Sono le storie meno conosciute e forse le pi\u00f9 ricche del capitolo.<br \/>\nLa beatitudine della <em>sofferenza <\/em>\u00e8 indagata \u2013 nei capitoli quattro, cinque e sei \u2013 in tre tappe dell\u2019avventura umana: la reazione all\u2019handicap, la serenit\u00e0 nella malattia, l\u2019accoglienza della vecchiaia. Cio\u00e8 la fede in Dio o la gratitudine alla vita attestate nel dolore. Se la testimonianza pi\u00f9 grande \u00e8 quella di chi d\u00e0 la vita, subito dopo viene quella di chi accetta una vita di passione. Maria Grazia Tom\u00e8 e Ambrogio Fogar per l\u2019handicap, Cesira Stringhetti (che \u00e8 stata alla catena di montaggio) e Mario Castelli (un gesuita creativo) per la malattia, Adolfo Bachelet per la vecchiaia sono state le mie scoperte.<br \/>\nLa sofferenza pi\u00f9 grande \u00e8 la <em>morte<\/em>: la parte centrale della pagina si avvia con due capitoli sulla prova di fede che i cristiani d\u2019Italia d\u00e0nno oggi di fronte alla morte dei parenti e nell\u2019acconsentire alla propria morte \u2013 capitolo settimo \u2013 o nella decisione di vivere in comunione con i fratelli questo momento supremo \u2013 capitolo ottavo. Ecco una bellissima schiera di giovani e vecchi, di ragazze e di vescovi che scelgono di entrare nella morte a occhi aperti. Segnalo tre splendide cristiane: Chiara Nebuloni che parla dei <em>doni <\/em>che ha ricevuto nei mesi della morte del marito; Daniela Albrigo che va lieta al Signore come alle nozze; Antonia Salvini Amadei, che fa del proprio testamento una chiamata di tutti all\u2019attesa del Regno.<br \/>\n<em>L\u2019amore <\/em>dell\u2019uomo e della donna attestato nella buona e nella cattiva sorte dovrebbe forse dar luogo al capitolo pi\u00f9 vasto, ma per ora esso \u2013 il nono \u2013 \u00e8 breve: i cristiani hanno sempre avuto difficolt\u00e0 a raccontare \u2014 non a vivere \u2014 l\u2019amore sponsale. La nostra generazione forse la superer\u00e0. Le storie raccolte lasciano immaginare qualcosa della bellezza che ne avremo. Per me le pi\u00f9 care sono quelle dei due fidanzati Ruggiero e Laura che \u2014 morendo \u2014 lasciano alla ragazza e al ragazzo che non sposeranno un promemoria di nozze eterne.<br \/>\nSegue un capitolo \u2013 il decimo \u2013 che apre una finestra sul fenomeno storicamente nuovo delle coppie e delle <em>famiglie missionarie<\/em>: un dono dello Spirito alla nostra epoca che segnala una particolare giovinezza ecclesiale della famiglia, mentre troppo \u2013 forse \u2013 ci si applica a studiarne la crisi sociale.<br \/>\nSegni di vitalit\u00e0 della famiglia si hanno anche dal territorio immenso della <em>carit\u00e0 <\/em>al quale sono dedicati in parte o in tutto i capitoli dall\u2019undicesimo al quindicesimo, ma che avrebbe potuto da solo riempire l\u2019intera pagina. L\u2019ho guardato attraverso le avventure pi\u00f9 radicali: quelle che si corrono nel soccorso del prossimo in generale; nelle adozioni di creature menomate o abbandonate; nel farsi carcerati coi carcerati; in chi torna cristiano dall\u2019inferno della droga, dell\u2019Aids, della prostituzione o del terrorismo; nell\u2019offrire il proprio corpo per donazioni e trapianti.<br \/>\nEcco Sabatino Jefuniello, meridionale emigrato a Milano, che lascia tutto per mettersi al servizio dei barboni<em>. <\/em>Norina Galavotti che non conosce uomo e fa crescere 74 bambini. Suor Zaveria Marini che vorrebbe dare a ogni carcerata un vestito nuovo e uno specchio grande. Enrica Plebani, figlia prodiga del duemila, che muore di Aids dopo essere uscita dalla droga ed essersi messa al servizio dei pi\u00f9 poveri: potrebbe essere una patrona dei sieropositivi. Come potrebbero esserlo \u2013 tra chi muore di Aids \u2013 Paolo Caccone ed Enrico Barzaghi.<br \/>\nIl capitolo sedicesimo raccoglie storie di <em>perfetta letizia<\/em> e vorrebbe anche rispondere all\u2019esigenza di dare un\u2019attestazione gioiosa della vita cristiana in un\u2019epoca dove sembra essersi fatta rara la gratitudine per il dono della vita e della fede.<br \/>\nAgli <em>eremiti<\/em> e ai <em>pellegrini<\/em> \u2013 che propongono segni insoliti, e anche difficili a intendere, agli abitanti della citt\u00e0 mondiale \u2013 \u00e8 dedicato il capitolo diciassette.<br \/>\nIl diciottesimo offre vedute d\u2019insieme e primi piani dei <em>giusti delle nazioni<\/em> italiani: cio\u00e8 dei nostri connazionali che misero a rischio la propria vita per soccorrere gli ebrei durante l\u2019occupazione tedesca e nazista di una parte del territorio italiano sul finire della seconda guerra mondiale.<br \/>\n<em>Samaritani centurioni cananee<\/em> \u00e8 il titolo del capitolo diciannove aperto ai testimoni che non appartengono alla comunit\u00e0 cristiana e anch\u2019esso \u00e8 destinato a crescere: un giorno potrebbe pareggiare da solo il resto della pagina. Giovanni Falcone \u00e8 un martire della giustizia esattamente come Paolo Borsellino: questi d\u00e0 la vita in nome di Cristo, quello in nome dell\u2019uomo. Io li quoto ambedue.<br \/>\nIl capitolo venti raccoglie fatti di <em>preghiera pubblica<\/em>, dalle lettere di Moro prigioniero al <em>Miserere <\/em>dell\u2019ex terrorista Cavallina, a una poesia di Alda Merini: tra i doni di questi anni difficili c\u2019\u00e8 l\u2019inatteso, nuovissimo ritorno della preghiera sulla scena secolare. In essa la forza delle parole \u00e8 spesso grandiosa. Come altre grida e altre lodi riportate nella pagina, non sembrano appartenere a quest\u2019epoca che svaluta ogni linguaggio.<br \/>\nL\u2019ultimo capitolo \u2013 numerato come ventunesimo per alludere a un\u2019elencazione aperta \u2013 \u00e8 da considerare come un\u2019appendice: esso infatti raccoglie storie affini a quelle degli altri capitoli e che come quelle rimandano ad accadimenti reali, ma che hanno una minore forza fattuale o che non possono essere narrate con nomi e date e dunque vengono presentate con il genere letterario della <em>parabola<\/em>. La pedagogia testimoniale si \u00e8 sempre avvalsa di questa forma narrativa che credo stia per sperimentare una rinnovata vitalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Verso una nuova immagine di Chiesa<\/strong><\/p>\n<p>Quando si tratta di cristiani, le mie sono storie di cristiani comuni, o se in esse incontriamo laici qualificati ed ecclesiastici, qui ci interessiamo a ci\u00f2 che ci hanno comunicato in quanto cristiani comuni: quando la malattia, o l\u2019imminenza della morte, o altro caso drammatico della vita li ha ricondotti alla condizione spoglia del credente che recita il <em>Padre nostro.<\/em> E\u2019 in questa chiave che \u2013 accanto agli sconosciuti \u2013 incontreremo personaggi come Giovanni Benelli, Luigi Maverna, Giuseppe Dossetti, Luigi Giussani, Divo Barsotti.<br \/>\nSpesso sono storie di infelici: storpi e ciechi e colpiti da ogni male affollano queste pagine, sofferenti che hanno incontrato il Consolatore nel mezzo della prova. Non si meravigli il visitatore: anche il Vangelo \u00e8 pieno di lebbrosi e di altri tribolati. Nessuna meraviglia che \u2014 oggi come ieri \u2014 il Vangelo sia una lieta notizia soprattutto per i poveri di ogni povert\u00e0.<br \/>\nQuand\u2019ero all\u2019inizio dell\u2019indagine, supponevo che l\u2019insieme di queste storie configurasse un\u2019immagine di Chiesa del futuro meno istituzionale e meno colta, pi\u00f9 feriale e pi\u00f9 confessante. E forse anche meno concordataria e meno politica, pi\u00f9 ecumenica e pi\u00f9 escatologica: cio\u00e8 pi\u00f9 tesa al compimento finale. Veda il visitatore se condivide questa impressione.<br \/>\nQualcosa di pi\u00f9 vorrei dire sull\u2019attesa dei tempi ultimi: percorre tante storie di questa pagina ed \u00e8 in esse pi\u00f9 evidente di quanto non risuoni nella predicazione ordinaria. Quell\u2019atteggiamento ha un significato che va oltre i destini della Chiesa: l\u2019attesa \u00e8 il pi\u00f9 radicale e rivoluzionario degli atteggiamenti umani. Se attendo vuol dire che non mi accontento di questa vita.<\/p>\n<p><strong>Questi fatti sono buone notizie per l\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>Qui si contravviene al sistema. Qui i cittadini comuni e i cristiani d\u2019ogni giorno osano remare contro. Questi fatti di Vangelo e di piena umanit\u00e0 sono esempi di un\u2019altra vita, alternativi al sistema e capaci di configurare una rivoluzione dell\u2019esistente.<br \/>\nLa cultura del nostro mondo veloce e competitivo irride al mistero, nega spazio all\u2019accoglienza della vita, ospedalizza forzosamente il malato e il morente, chiude i disabili e gli anziani negli istituti, isola i drogati e i malati di Aids, tende a fare d\u2019ogni deviante un carcerato e di ogni carcerato un nemico, vorrebbe relegare in quartieri cintati o rispedire al loro paese gli immigrati, esalta la ricerca della ricchezza e del potere, idolatra la soddisfazione sessuale: ed ecco i cristiani che \u2014 in nome del Vangelo \u2014 contravvengono a questo sistema e alla sua etica dello stordimento. Qu\u00ec \u00e8 la via della nuova evangelizzazione e di un\u2019educazione alla cittadinanza adeguata ai tempi che viviamo: il mondo moderno non vuol sentire sermoni morali e prediche, \u00e8 mal disposto per ogni segno di presenza istituzionale, crede solo a ci\u00f2 che vede e pu\u00f2 dunque essere raggiunto soltanto dai fatti.<br \/>\nI protagonisti di queste storie muoiono per Cristo o per far nascere un figlio, fanno la vera lotta all\u2019handicap che \u00e8 quella che parte da se stessi, scommettono fino in fondo sull\u2019amore, arrivano a quello impensabile per i nemici, qualche volta dicono di essere felici nella malattia, adottano un bambino disabile per amarlo due volte, guardano in faccia la morte, trasformano la disperazione in preghiera. Molte di queste operazioni hanno un\u2019evidente dimensione umana e sociale: danno un senso al dolore, scoprono un fratello in ogni uomo, anche in quello menomato, anche nel nemico, negano i confini, riscattano ogni momento della vita compreso quello della morte. I cristiani veri sono \u2014 oggi come sempre \u2014 un\u2019avanguardia dell\u2019umanit\u00e0. E la vera umanit\u00e0 a loro spontaneamente si accompagna.<br \/>\nNon sono dunque tutti ubriachi, gli abitanti di questo paese. C\u2019\u00e8 in mezzo a loro \u2014 ancora numeroso \u2014 un popolo di tribolati che grida a Dio e ai fratelli e spera sempre. Che attende una liberazione pi\u00f9 grande d\u2019ogni promessa umana, o con dignit\u00e0 accetta il limite che \u00e8 proprio della condizione umana senza disattendere alle proprie responsabilit\u00e0. Un\u2019attesa e un\u2019accettazione che costituiscono una speranza per tutti.<\/p>\n<p><strong>Continuer\u00f2 a cercare<\/strong><\/p>\n<p>Non sono sempre grandi storie quelle che racconto, qualche volta sono minime e marginali. Vorrei che fossero poste al centro, ma non presumo troppo. Sono un giornalista e mi spetta farle conoscere, senza perbenismi e senza reticenze. Con simpatia per i mille casi, compresi quelli oscuri. Perch\u00e9 anche il giornalista pu\u00f2 farsi tutto a tutti.<br \/>\n\u00abQuali notizie restano nuove?\u00bb chiedeva Ezra Pound. Da giornalista che ha scritto migliaia di articoli su fatti e parole che nessuno pi\u00f9 ricorda, mi sono chiesto: quali notizie da me incontrate in tanti anni sono ancora nuove? Sono partito da quelle che tali erano restate e ho aggiunto quelle che al momento non avevo ravvisato. Al visitatore chiedo di compiere lo stesso esercizio. Si chieda di che cosa si \u00e8 alimentata la sua fede in Cristo o la sua fiducia nell\u2019uomo, di quali fatti si \u00e8 nutrito tra tutti quelli che l\u2019hanno coinvolto e quelli mi segnaler\u00e0.<br \/>\nNon sempre sono atti dei martiri. Qui depongono ladri e assassini, donne e uomini che hanno peccato ogni giorno della loro vita. E pregano mafiosi e terroristi perch\u00e9 lo Spirito soffia dove vuole.<br \/>\nNon ho difficolt\u00e0 ad ammettere che questa scelta di alcune centinaia di fatti \u00e8 troppo casuale e poco rappresentativa. Che di raccolte cos\u00ec se ne potrebbe fare un\u2019altra senza nessuno di questi fatti: tanto ne sono convinto che cercher\u00f2 di farne un\u2019altra o altre due! Chi volesse aiutarmi, trova sotto la mia foto \u2013 nella <em>home page<\/em> del blog \u2013 la mia e-mail e trova qui, dopo la firma e la data, l\u2019indirizzo postale a cui inviare segnalazioni e testi.<\/p>\n<p><strong>LUIGI ACCATTOLI \u2013 1\u00b0 ottobre 2009<\/strong><\/p>\n<p><em>Indirizzo postale<\/em>:<br \/>\nVia di Santa Maria Maggiore, 112<br \/>\n00184 Roma<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa pagina apre un\u2019indagine nella quale vorrei coinvolgere il visitatore. 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