{"id":21234,"date":"2018-03-19T17:27:02","date_gmt":"2018-03-19T16:27:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=21234"},"modified":"2018-03-19T17:27:33","modified_gmt":"2018-03-19T16:27:33","slug":"la-novita-il-vangelo-preso-alla-lettera","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/prefazioni-e-capitoli\/la-novita-il-vangelo-preso-alla-lettera\/","title":{"rendered":"La novit\u00e0? Il Vangelo preso alla lettera"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Nel 2014 aprivi il tuo libro su papa Bergoglio affermando che \u00abFrancesco \u00e8 un papa nuovo che comanda ai suoi di cessare dal lamento e dal conflitto ideologico che li blocca da decenni e di riprendere la missione alle genti per porre tra loro segni comprensibili della novit\u00e0 cristiana invocata dal mutamento dei tempi\u00bb. A distanza di qualche anno, quali esiti ti sembra abbia prodotto quell\u2019appello?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cEsiti non grandi e non tutti buoni, almeno qui da noi. Nella parte pi\u00f9 tradizionale del Popolo di Dio, specie in quella colta e identitaria, il lamento e il conflitto sono addirittura aumentati. Ma \u00e8 aumentata anche la percezione dell\u2019urgenza di uscire dal sonno e di riprendere la missione, una percezione stimolata dalle parole del Papa ma anche proprio dal conflitto che si \u00e8 scatenato. Chi segue davvero Francesco non dovrebbe temere il conflitto\u201d.<\/p>\n<p><strong>A pochi mesi dall\u2019elezione di Bergoglio, che aveva assunto il nome di Francesco, Leonardo Boff scrisse: \u00abSicuramente la Chiesa cattolica romana non sar\u00e0 pi\u00f9 la stessa\u00bb. A cinque anni di distanza, come reagisci leggendo tali parole? Cosa \u00e8 gi\u00e0 cambiato, cosa sta cambiando, cosa fatica a cambiare? <\/strong><\/p>\n<p>\u201cE\u2019 cambiata la figura papale. Sta cambiando, cio\u00e8 va crescendo la percezione dell\u2019indebolimento della testimonianza cristiana nel Nord del mondo. Stenta a cambiare l\u2019inerzia abitudinaria della maggioranza dei praticanti. Credo ovunque, ma certamente in Europa. Francesco predica l\u2019uscita missionaria, che \u00e8 una necessit\u00e0 segnalata dalla fragilit\u00e0 delle famiglie, dall\u2019abbandono dei giovani, dal calo delle vocazioni. Ma \u00e8 una necessit\u00e0 non ancora pienamente avvertita. Questo Pontificato \u00e8 una provocazione all\u2019avvertenza e una prova di risposta, non gli attribuirei altri ruoli. I cambiamenti che sollecita non sono realizzabili in tempi brevi. Quando ci sar\u00e0 avvertenza, l\u2019uscita sar\u00e0 tentata. Qui vedo anche la ragione provvidenziale della scelta di un Papa non europeo: la vedo nell\u2019esperienza tutta missionaria delle Chiese del Sud del mondo, meno costituite, meno organizzate, meno colte; ma pi\u00f9 pronte a reagire, pi\u00f9 agili, pi\u00f9 dinamiche\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sulle orme del santo di Assisi, papa Francesco ci ha abituati a gesti controcorrente, a segnali di discontinuit\u00e0 forti, a cominciare da un\u2019attenzione particolare ai poveri. Guardando alla realt\u00e0 ecclesiale italiana, avverti che stia cambiando qualcosa su questo fronte?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019attenzione ai poveri era gi\u00e0 forte: la risorsa migliore della nostra Chiesa e anche la pi\u00f9 diffusa. Di scuro ora si fa qualcosa di pi\u00f9 ma non quanto si aspettava il Papa: per esempio il suo appello alle parrocchie d\u2019Europa perch\u00e9 tutte si attivassero in prima persona nell\u2019accoglienza ai rifugiati ha avuto una risposta minima: a partire dalla stesa Roma, appena un dieci per cento hanno fatto qualcosa che prima non facevano. La scossa papale \u00e8 grande, la risposta \u00e8 piccola. La discontinuit\u00e0 scuote ma l\u2019attivazione missionaria \u00e8 appena germinale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non v\u2019\u00e8 dubbio che uno dei messaggi pi\u00f9 forti che ha toccato anche il mondo laico \u00e8 l\u2019appello a una seria e radicale conversione ecologica. Ti sembra che stia maturando una nuova sensibilit\u00e0 su questi temi in casa cattolica o siamo ancora alla proclamazione di meri principi?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cE\u2019 il campo nel quale Francesco ha trovato la migliore risposta nei giovani. Solo loro prendono sul serio il suo appello. L\u2019assenso dell\u2019apparato e degli operatori pastorali \u00e8 di maniera. Il rigetto da parte della maggioranza silente \u00e8 massiccio: \u201cPerch\u00e9 un Papa deve occuparsi dell\u2019ambiente e del pianeta?\u201d si obietta, esattamente come a lungo furono respinte lungo gli ultimi 120 anni tutte le conversioni morali suggerite dai papi in risposta alle nuove responsabilit\u00e0 storiche. Perch\u00e9 la Chiesa deve entrare nella questione operaia, in quella della pace, in quella della decolonizzazione? Cos\u00ec erano stati rimproverati i papi Pecci, Roncalli, Montini a ogni tappa di ampliamento di quella conversione.<\/p>\n<p><strong>Il primato del Vangelo sulla dottrina \u00e8 un leit-motiv di papa Francesco. A qualcuno, per\u00f2, pare che ci\u00f2 si traduca in una sorta di \u201callentamento\u201d del depositum fidei. Tu come rispondi?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 un allentamento: Bergoglio sul Credo \u00e8 e sull\u2019impianto cattolico \u00e8 tradizionale. Ne fa fede l\u2019insistenza sul peccato, sulla confessione, su Satana; il continuo affidamento a Maria, l\u2019enfasi sul ruolo dei sacerdoti. Ma l\u2019affermazione del primato del Vangelo, che io considero provvidenziale, comporta uno spostamento nelle priorit\u00e0. Nella sua predicazione e nel suo governo il primo posto non tocca pi\u00f9 alla preoccupazione di evitare errori dottrinali, ma all\u2019impegno di promuovere una fattiva risposta al comando evangelico dell\u2019amore di Dio e del prossimo\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019avvio di pontificato di Francesco \u00e8 stato salutato da una serie di copertine entusiaste di testate insospettabili (da Rolling Stone a Vanity Fair\u2026). Non v\u2019\u00e8 dubbio che con la sua semplicit\u00e0 e spontaneit\u00e0 papa Francesco abbia fatto breccia in ambienti tradizionalmente indifferenti o persino ostili alla Chiesa. Ma nel Vangelo non leggiamo che i discepoli di Cristo devono temere il giorno in cui otterranno il successo terreno?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDa giornalista di molte primavere non do importanza alle copertine entusiaste o ad altre forme di plauso mondano, specie se viene da gente ostile alla Chiesa o interessata a un uso strumentale \u2013 e per lo pi\u00f9 politico \u2013 delle parole del Papa. Un tale plauso strumentale non \u00e8 nuovo negli annali ecclesiastici: quello che fa Scalfari con Francesco lo faceva Ferrara con Benedetto. Maggiore interesse merita la rispondenza spontanea delle persone semplici, specie quella che viene dai pi\u00f9 bisognosi e dai tribolati, ma anche quella che possiamo qualificare come popolare e parrocchiale, dei viaggi papali o delle udienze in piazza San Pietro. Il favore dei potenti andrebbe invece certamente temuto, ma non mi pare che Francesco ne raccolga pi\u00f9 degli altri Papi. Prendiamo il suo continuo richiamo all\u2019accoglienza degli immigrati: non gli battono le mani n\u00e9 il presidente degli Usa, n\u00e9 gli organismi centrali dell\u2019Unione Europea, n\u00e9 i governanti di Cina e Russia, n\u00e9 la cattolicissima Polonia. E potrei continuare l\u2019elenco dei contrari\u201d.<\/p>\n<p><strong>Dal tuo punto di vista, in quali aspetti i primi cinque anni di pontificato hanno incarnato di pi\u00f9 il messaggio di san Francesco, cui papa Bergoglio ha scelto di ispirarsi?\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl Vangelo sine glossa, cio\u00e8 preso alla lettera e \u2013 in esso \u2013 la scelta dei poveri, anch\u2019essa letterale. Per Francesco d\u2019Assisi era lo sposalizio con Madonna Povert\u00e0, per Papa Francesco \u00e8 la priorit\u00e0 da dare alla promozione di una Chiesa povera e per i poveri. Nella scelta di campo a favore dei poveri, poi, il segno peculiare di questo gesuita che si \u00e8 fatto francescano \u00e8 la preferenza per i pi\u00f9 poveri tra i poveri che per lui sono i rifugiati e gli immigrati come per Francesco d\u2019Assisi erano i lebbrosi. Il Vangelo alla lettera fa scandalo: era scandaloso il \u201cdimorare presso di lebbrosi\u201d da parte del figlio di Bernardone, e tutti temevano il contagio che avrebbe potuto venirne all\u2019intera citt\u00e0; \u00e8 scandalosa oggi la premura del Papa per rifugiati e immigrati, e tanti l\u2019accusano di moltiplicarne l\u2019arrivo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il santo di Assisi \u00e8 passato alla storia anche per aver osato incontrare il Sultano. Quali i passi pi\u00f9 significativi che, secondo te, papa Francesco ha compiuto nei confronti dell\u2019islam?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa sua tenace, forse esagerata insistenza sul carattere pacifico del vero Islam, dell\u2019Islam che prega. Con annessa sottovalutazione \u2013 nel senso della minore menzione \u2013 del fondamentalismo islamista. E\u2019 un passo chiave nel contesto dell\u2019imperante islamofobia mondiale. Tanto precario e folle, e quasi impresentabile, come lo fu l\u2019andata di Francesco dal Sultano. E\u2019 ragionevole immaginare che i responsabili della crociata l\u2019avvertissero dei rischi che stava correndo, come stanno facendo oggi buona parte dei cattolici verso Papa Francesco. Per il resto (contatti ufficiali, dialogo interreligioso, visite a moschee) mi pare che i suoi passi siano sulla linea dei predecessori\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quale fu la tua primissima reazione, cinque anni addietro, all\u2019udire la scelta del nome Francesco? <\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon ho avuto il minimo dubbio che si trattasse di Francesco d\u2019Assisi e non di Francesco Saverio, come sosteneva qualcuno intorno a me. Ed \u00e8 stato un brivido, anzi una vertigine\u201d.<\/p>\n<p><strong>Brivido va bene, ma perch\u00e9 vertigine?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUso questa parola per dire l\u2019avvertenza di un rischio, una mezza paura di perdere l\u2019equilibrio. Un vaticanista lavora sui precedenti e ha riflessi condizionati. Il nome Francesco voleva dire l\u2019uscita dalla serie bimillenaria dei vescovi di Roma: nessun Papa del secondo millennio ha mai preso un nome che non ci fosse stato nel primo millennio. Restare in quella rosa era come un incardinamento nella successione pontificale. E fu cos\u00ec anche nei soli due casi di Papi del secondo millennio che conservarono da Papi il nome di battesimo: Adriano VI (Adriaan Florensz di Utrecht eletto nel 1522) e Marcello II (Marcello Cervini eletto nel 1555). A questa regola si sono attenuti tutti compreso Giovanni Paolo I che crea \u2013 \u00e8 vero \u2013 un nome nuovo, ma unendone due gi\u00e0 presenti. Con Papa Francesco davvero cambia il millennio\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Nel 2014 aprivi il tuo libro su papa Bergoglio affermando che \u00abFrancesco \u00e8 un papa nuovo che comanda ai suoi di cessare dal lamento e dal conflitto ideologico che li&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/prefazioni-e-capitoli\/la-novita-il-vangelo-preso-alla-lettera\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">La novit\u00e0? 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