{"id":22252,"date":"2018-11-06T19:07:09","date_gmt":"2018-11-06T18:07:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=22252"},"modified":"2018-11-06T19:07:51","modified_gmt":"2018-11-06T18:07:51","slug":"lacrime-sul-cammino-della-chiesa-il-diario-di-bartoletti-e-la-nascita-della-cei-dopo-il-vaticano-ii","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/lacrime-sul-cammino-della-chiesa-il-diario-di-bartoletti-e-la-nascita-della-cei-dopo-il-vaticano-ii\/","title":{"rendered":"Lacrime sul cammino della Chiesa Il \u201cDiario\u201d di Bartoletti e la nascita della CEI dopo il Vaticano II"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho letto il <em>Diario<\/em> di Bartoletti (1916-1976) con l\u2019emozione che provoca il ritrovamento di un amico, grato ai curatori per aver fornito un testo utile a conoscere un uomo al quale molto dobbiamo. Un vescovo nostro che con il suo \u201cprimato dell\u2019evangelizzazione\u201d possiamo collocare in una genealogia ideale del primato del Vangelo che ora Francesco predica con tanta energia. Gli viene \u2013 quel primato \u2013 dal Vaticano II e da Medellin, ma anche dalla <em>Evangelii nuntiandi<\/em> (1975) e l\u00ec, in quel capitolo, c\u2019\u00e8 anche Bartoletti che applicando all\u2019Italia il Concilio e il Sinodo del 1974 ebbe a introdurre nei nostri piani pastorali l\u2019idea che per prima va posta l\u2019opera dell\u2019evangelizzazione.<\/p>\n<p>Sono partito con entusiasmo nella lettura del <em>Diario<\/em> a motivo che Bartoletti un poco l\u2019avevo conosciuto, incontrandolo da vaticanista della <em>Repubblica<\/em> nascente un paio di volte nella sede della Cei che proprio con la sua segreteria (1972-1976) prese la forma attuale. Sono poi andato avanti con qualche sofferenza a motivo del sentimento drammatico della vita che il <em>Diario<\/em> trasmette. Ma nel <em>Diario<\/em> c\u2019\u00e8 la guerra, la caduta di Mussolini, il passaggio del fronte; c\u2019\u00e8 il Concilio, ci sono \u2013 sullo sfondo \u2013 i Sinodi e la CEI, c\u2019\u00e8 il provvidenziale rapporto con Paolo VI senza il quale Bartoletti, io credo, non sarebbe oggi noto fuori della Toscana: e dunque sono andato avanti e ho concluso che si tratta di \u00e8 un testo utile a intendere sia l\u2019opera sia la santit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una nota del <em>Diario<\/em> alla data del 26 luglio 1943, avendo egli 27 anni ed essendo un educatore del seminario minore di Firenze: \u201c<em>Mussolini \u00e8 caduto: ho sentito Iddio attraversare la storia! Fino a ieri sera nessuno ci pensava; e si viveva soltanto sotto l\u2019incubo delle incursioni. Stamani, aria insolita. Ho incontrato il babbo: non ne poteva pi\u00f9 dalla gioia [\u2026]. Eppure sento la tristezza di un uomo che passa e non mi so capacitare di un avvenimento cos\u00ec travolgente. \u00c8 proprio Iddio che domina la storia! Un uomo \u2018che aveva sempre ragione\u2019; un idolo addirittura, a cui tutti indistintamente mandavano il loro incenso; un semidio, che faceva e disfaceva d\u2019uomini e cose, oggi \u00e8 il ludibrio di tutti; \u00e8 un pover\u2019uomo della strada, forse anche meno. Dio \u00e8 passato! Per\u00f2 la gente non lo sa; e mi fa rabbia essa pure. Non si accorge che il momento \u00e8 terribilmente grave<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Si sente in queste parole la ruminazione del Magnificat da parte di uno che aveva studiato al Biblico e il sentimento della storia di Alessandro Manzoni. Nella tristezza per \u201cun uomo che passa\u201d e nella \u201crabbia\u201d per la gente che festeggia c\u2019\u00e8 tutta la pietas di una persona rara che ci lasci\u00f2 prima del compimento dei sessant\u2019anni.<\/p>\n<p>Quello di Bartoletti non \u00e8 un diario continuato ma si tratta di annotazioni discontinue rintracciate nelle sue agende di lavoro insieme agli appuntamenti e ai promemoria. Fino alla caduta di Mussolini si tratta di riflessioni riguardanti la preghiera, la vita di fede, la conduzione della giornata; ma a partire da quella data prende corpo l\u2019attenzione agli eventi della guerra e \u2013 dopo la guerra \u2013 ai fatti della societ\u00e0. Si direbbe che l\u2019attenzione alla storia sia il frutto \u2013 nel giovane Bartoletti \u2013 di quel drammatico \u201cattraversamento\u201d operato da Dio: un\u2019aratura del mondo che questo prete e cristiano cos\u00ec assorto fino ad allora nella cura della vita interiore non cesser\u00e0 pi\u00f9 di scrutare.<\/p>\n<p>11 agosto 1943. \u201c<em>Ascoltiamo i colpi di un bombardamento su Firenze. Queste distruzioni non sono che il simbolo di crolli pi\u00f9 vasti. Quale il nostro domani?<\/em>\u201d<\/p>\n<p>10 settembre 1943. \u201c<em>Una settimana che vale un secolo per la sua drammatica storia. Passaggio di tedeschi; disastro automobilistico alle Filigare e quel ragazzo, che mi \u00e8 morto fra le braccia; armistizio; povera patria nostra, insultata, divisa, annientata; ma pi\u00f9 ancora annientati gli uomini, i nostri uomini, le nostre donne, i nostri soldati. Che incoscienza e che egoismo. Traditori e traditi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Per uno che fino al luglio precedente non aveva mai annotato un evento \u201cesterno\u201d, \u00e8 straordinaria la prontezza nel decifrare quelle tragiche giornate. Dello stesso segno sono le annotazioni sul \u201cterribile bombardamento\u201d del 2 maggio 1944 che rompe \u201cqualche vetro\u201d nelle camerate del seminario. Pi\u00f9 forte \u00e8 la reazione emotiva del Bartoletti ormai rettore del Seminario minore quanto questo viene requisito dai tedeschi: \u201cgiornata dolorosa\u201d, \u201cmodi inumani degli ufficiali incaricati all\u2019occupazione\u201d, \u201cdolore e anche rabbia da parte mia\u201d (8 giugno 1944).<\/p>\n<p>Seguono tre righe che dicono qualcosa sull\u2019anima di Bartoletti, forte ma inadatta ai conflitti: \u201c<em>Che cosa inumana la guerra, e che malvagit\u00e0 nell\u2019uomo! Non potr\u00f2 mai dimenticare il dolore di oggi, e la faccia malvagia di coloro che me lo hanno procurato<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 un uomo di pace e di riflessione chiamato a gestire alte responsabilit\u00e0 in situazioni di forte contrasto non avendo vocazione ad affrontarle e vivendole male, o comunque con grande \u2013 forse eccessiva \u2013 sofferenza. Qui con i tedeschi, gi\u00e0 prima con la conduzione del seminario minore e pi\u00f9 tardi di quello maggiore; e nei rapporti con l\u2019arcivescovo Florit (coadiutore del cardinale Dalla Costa dal 1954) a Firenze e con l\u2019arcivescovo Torrini a Luca; e poi in Concilio, nei Sinodi del 1971 e del 1974, alla CEI.<\/p>\n<p>Il conflitto era inevitabile per un lettore di Bernanos e di Mauriac, autore di una tesi di licenza alla Gregoriana su Rosmini, amico di Montini fin dagli anni \u201930, legato d\u2019amicizia con le figure pi\u00f9 vive del clero fiorentino del primo dopoguerra, subito simpatizzante dell\u2019ala marciante del Vaticano II e vivacemente insofferente della \u201cpalude\u201d in esso rappresentata dall\u2019episcopato italiano. Montini lo protegge e lo promuove, da papa lo chiama a ruoli impegnativi: gli affida una relazione sulla situazione della Chiesa da tenere al Sinodo del 1971, lo inserisce come membro di nomina papale nel Consiglio della Segreteria del Sinodo successiva a quell\u2019assemblea, lo fa presidente di una Commissione sulla donna nella Chiesa nel 1973, lo chiama a segretario della CEI nel 1972 e lo conferma in tale incarico nel 1975 ripromettendosi di farlo in futuro presidente. Il <em>Diario<\/em> ci dice a ogni tappa quanto Bartoletti consenta, come con docilit\u00e0 obbedisca, con quanta forza e sofferenza conduca quelle imprese.<\/p>\n<p>Quando Paolo VI in vista dell\u2019approvazione della legge sull\u2019aborto da parte del Parlamento italiano convoca presso di s\u00e8, il pomeriggio del 2 marzo 1976, il cardinale Villot, gli arcivescovi Casaroli, Benelli e Bartoletti, ci \u00e8 del tutto evidente che quei cinque portano tutti la stessa pena ma diversa \u00e8 la sofferenza d\u2019ognuno nel portarla e massima quella del nostro uomo: gi\u00e0 lo sapevamo dalle testimonianze che si erano avute sull\u2019evento, concordi nell\u2019attribuire a quella consultazione il tracollo di salute di Bartoletti che la notte seguente accusa l\u2019infarto che in tre giorni lo porter\u00e0 alla morte, il 5 marzo; ma la lettura del Diario ci lascia intuire il prezzo che il nostro ebbe a pagare in simili eventi.<\/p>\n<p>La sua tendenza a somatizzare i contrasti e ad accusare la \u201ccattiveria\u201d degli interlocutori \u00e8 frequente nel <em>Diario<\/em> e spesso con toni simili al lamento con cui aveva registrato la \u201cmalvagit\u00e0\u201d dei militari tedeschi che quel giorno si erano impadroniti del \u201csuo\u201d seminario.<\/p>\n<p>\u201c<em>Gli uomini sono pi\u00f9 esigenti del buon Dio<\/em>\u201d annota il 1\u00b0 luglio 1942 quando sente \u201cil vuoto\u201d intorno a s\u00e9 a seguito di qualche disapprovazione per una sua \u201crelazione\u201d ai sacerdoti giovani sulla \u201cvita interiore\u201d. \u201c<em>Il mondo e gli uomini sono inconsciamente cattivi<\/em>\u201d scrive il 21 agosto raccontando di aver \u201cpianto come un bambino\u201d per analoghe \u201cincomprensioni\u201d incontrate nei colleghi educatori del seminario: \u201c<em>Ora studier\u00f2 gli uomini; li amer\u00f2; ma sar\u00f2 prudente<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>Molte piccole umiliazioni in questi giorni<\/em>\u201d \u00e8 una nota del 20 dicembre 1942. Si rende conto di esagerare nel dare importanza all\u2019approvazione altrui, di cui ha sempre bisogno, ricevendo invece frequenti \u201cumiliazioni\u201d: \u201c<em>Non so sopportarle. Le sento troppo; le accresco forse con la mia fantasia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Chi sta studiando le \u201cvirt\u00f9 eroiche\u201d del nostro (la causa di canonizzazione \u00e8 stata introdotta nel 2007) dovr\u00e0 prestare attenzione a questo crogiuolo interiore. Egli conduce un lavoro di aggiornamento della formazione sacerdotale a Firenze, della pastorale diocesana a Lucca, dell\u2019intera immagine della Chiesa in Concilio, nei Sinodi e alla CEI, sempre soffrendo nella carne ogni contrasto. Non evita i conflitti ma li patisce come un momento dello scontro tra la grazia e il peccato: \u201c<em>Bernanos \u00e8 diventato spaventosamente mio<\/em>\u201d scrive in una lettera dell\u201911 febbraio 1946 al confratello Mario Lupori, vedendosi contestato come rettore del seminario maggiore di Firenze. Da una nota di <em>Diario<\/em> del giorno prima sappiamo che stava leggendo il <em>Diario di un parroco di campagna<\/em> che da qualche mese era tradotto in italiano.<\/p>\n<p>Nell\u2019aggiornamento culturale \u00e8 tempestivo gi\u00e0 da giovane e sempre lo sar\u00e0. Nel 1943 Mazzolari pubblica <em>Impegno con Cristo<\/em> e Bartoletti lo cita nel <em>Diario<\/em> il 12 agosto di quell\u2019anno.<\/p>\n<p>Le pagine sul Concilio ce lo restituiscono come l\u2019immaginavamo dai suoi testi in materia: entusiasta della \u201cprofezia\u201d di Giovanni XXIII, timoroso che il suo \u201cottimismo\u201d, la sua \u201cfiducia\u201d, la sua \u201cfede\u201d possano essere contraddetto dai \u201cpadri\u201d che ha convocato: \u201c<em>Speriamo di non rinnegare, n\u00e9 deludere noi l\u2019atteggiamento di Papa Giovanni<\/em>\u201d (14 ottobre 1962). Alla stessa data leggiamo un appunto sulla famosa \u201criunione dei vescovi italiani alla Domus Mariae\u201d che dice da solo le riserve del combattivo Bartoletti rispetto ai confratelli della penisola: \u201c<em>Mi spiace, davvero, il clima in cui ci mettiamo, avallando sempre pi\u00f9 i sospetti nei riguardi dell\u2019episcopato straniero e confermando sempre pi\u00f9 le nostre false sicurezze e il nostro conformismo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Tra tutte le pagine del <em>Diario<\/em> che ce lo danno come referente di Paolo VI presso il nostro episcopato, la meglio parlante \u00e8 forse quella del 20 settembre 1975, a un anno dal referendum sul divorzio e quando gi\u00e0 prendono piede le resistenze di tanti al suo progetto in vista del convegno \u201cEvangelizzazione e promozione umana\u201d che si terr\u00e0 dopo la sua morte: \u201c<em>L\u2019udienza di oggi \u00e8 stata per me una grazia del Signore, attesa con sofferenza, ricevuta con intima gioia e profonda commozione. Il Papa, quasi rispondendo ai miei dubbi e insicurezze interiori, mi ha confermato il suo mandato e la sua fiducia, approvando quanto ho potuto fare nella difficile situazione italiana ed esortandomi a continuare col suo pieno appoggio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Va letto questo <em>Diario<\/em>. Per conoscere di che lacrime grondi il cammino pur cautissimo della nostra Chiesa. L\u2019autentico martirio che esso \u2013 apparso insufficiente ai pi\u00f9 \u2013 \u00e8 costato a uomini come Bartoletti. Egli \u00e8 forse colui che pi\u00f9 ne ha sofferto. Altri che hanno vissuto lo stesso supplizio \u2013 da Lercaro a Pellegrino, da Ballestrero a Martini, per mantenerci nella sfera gerarchica \u2013 erano per\u00f2 dotati di migliore corazza, meno esposti psicologicamente ai colpi della fortuna. \u201cColpi di Dio\u201d li chiama addirittura Bartoletti alla data 11 febbraio 1946.<\/p>\n<p>Ma la ragione pi\u00f9 forte per leggere il <em>Diario<\/em> \u00e8 in un fatto che in esso non \u00e8 mai nominato: cio\u00e8 \u2013 come dicevo all\u2019inizio \u2013 nel fatto che Bartoletti \u00e8 il geniale promotore della scelta per l\u2019evangelizzazione ed \u00e8 il creatore della formula \u201cprimato dell\u2019evangelizzazione\u201d che ora vive una stagione piena nella predicazione di Papa Francesco. Il <em>Diario<\/em> ci dice l\u2019humus, il terreno di coltura nel quale quella scelta \u2013 qui da noi \u2013 \u00e8 germogliata, ha attecchito e ha portato frutto.<\/p>\n<p>Appena arrivato a Roma per la Cei (siamo all\u2019inizio del settembre del 1972) Bartoletti si impegna perch\u00e9 il piano pastorale votato dall\u2019assemblea dei vescovi il giugno precedente muti nome e ci riesce: non sar\u00e0 pi\u00f9 \u201cSacramenti e catechesi\u201d, ma \u201cEvangelizzazione e sacramenti\u201d, da cui poi germiner\u00e0 l\u2019altro: \u201cEvangelizzazione e promozione umana\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019opera \u2013 la sua \u2013 di aggiornamento culturale e pastorale della Cei che il cardinale Martini \u2013 ricordando Bartoletti al clero di Firenze nel 1980 \u2013 qualificher\u00e0 come \u201ctraghettamento della Chiesa italiana sulla sponda del Vaticano II\u201d. Un passaggio \u2013 per dirla con un testo bartolettiano \u2013 \u201cda una Chiesa di praticanti a una Chiesa di credenti, da un cristianesimo di tradizione a un cristianesimo di convinzione e di testimonianza\u201d.<\/p>\n<p>Termino con le parole calde con le quali don Pietro Gianneschi, che fu segretario di Bartoletti a Lucca e a Roma, ha presentato a met\u00e0 dicembre il <em>Diario<\/em> del suo \u201cvescovo\u201d a San Donato di Calenzano, Firenze, paese natale di Bartoletti:<\/p>\n<p>\u201cNon ho mai parlato di un avvenimento che porto nel cuore e che si svolse il marted\u00ec 2 marzo 1976. Il vescovo aveva partecipato a un incontro con Paolo VI e i suoi pi\u00f9 diretti collaboratori: il cardinale Villot e gli arcivescovi Casaroli e Benelli. Argomento della riunione il referendum sull\u2019aborto. Durante la cena non disse neanche una parola, tanto era stanco e stressato. Poi dicemmo il Rosario e la Compieta. Al momento di salutarci, mi mise la mano sulla spalla e mi chiese di andare nel suo studio. Dalle 21 alle 23,30 si svolse il pi\u00f9 coinvolgente e profondo colloquio tra il vescovo e me. Mi parl\u00f2 dell\u2019incontro avuto e di come Paolo VI avesse dato il massimo di importanza e accolto quanto da lui suggerito in ordine all\u2019atteggiamento pastorale della Chiesa italiana circa i problemi riguardanti l\u2019aborto. Entr\u00f2 poi a parlarmi di se stesso; dell\u2019intenso lavoro che caratterizzava la sua vita; delle voci che si stavano diffondendo su una sua nomina ad arcivescovo di Firenze o ad altre importanti cariche. Ma il colloquio si estese anche ad altri aspetti della sua vita, compresa la malferma salute che in quei mesi si era aggravata. Ma quello che soprattutto mi colp\u00ec furono le parole con\u00a0 cui ribad\u00ec che a lui interessava soltanto l\u2019abbandono filiale alla volont\u00e0 del Padre. Io pure manifestai quello che c\u2019era nel mio cuore con una completa apertura. Poi ci salutammo, affidandoci al Signore. Alle due di notte le suore per prime sentirono i suoi lamenti: era in preda a una grave crisi, che fu poi precisata in un edema polmonare e in un infarto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n<p>\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026..<\/p>\n<p>ENRICO BARTOLETTI, <em>In spe fortitudo. Diario spirituale 1933-1975<\/em>, EDB 213, pp. 204, euro18,50.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Regno 2\/2014, pp. 27-29<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ho letto il Diario di Bartoletti (1916-1976) con l\u2019emozione che provoca il ritrovamento di un amico, grato ai curatori per aver fornito un testo utile a conoscere un uomo&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/lacrime-sul-cammino-della-chiesa-il-diario-di-bartoletti-e-la-nascita-della-cei-dopo-il-vaticano-ii\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Lacrime sul cammino della Chiesa Il \u201cDiario\u201d di Bartoletti e la nascita della CEI dopo il Vaticano II<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-22252","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22252","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22252"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22252\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22254,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22252\/revisions\/22254"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22252"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}