{"id":22861,"date":"2019-04-19T09:46:06","date_gmt":"2019-04-19T07:46:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=22861"},"modified":"2019-04-19T10:25:29","modified_gmt":"2019-04-19T08:25:29","slug":"presentazione-del-volume-di-piero-giustozzi-san-claudio-al-chienti-xx-secolo-sparizioni-e-misteri","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/presentazione-del-volume-di-piero-giustozzi-san-claudio-al-chienti-xx-secolo-sparizioni-e-misteri\/","title":{"rendered":"Presentazione del volume di Piero Giustozzi &#8220;San Claudio al Chienti &#8211; XX secolo &#8211; Sparizioni e misteri&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Chiesa superiore di San Claudio<\/em><\/p>\n<p><em>Sabato 13 aprile 2019 &#8211; ore 17.00<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo libretto \u00e8 un appello perch\u00e9 si scavi a San Candido e perch\u00e9 non si smetta troppo presto dallo scavare, com\u2019\u00e8 gi\u00e0 avvenuto. E non solo questo: l\u2019autore chiede che scavando non si trascuri nulla di ci\u00f2 che sappiamo e di ci\u00f2 che non sappiamo di questa straordinaria memoria dei tempi che furono. Per quello che conta, io l\u2019appello lo condivido.<\/p>\n<p>Le mura di San Claudio a casa loro tra il grano e il granturco: \u00e8 l\u2019immagine che sempre a me torna dalla prima volta che la vidi. Avevo vent\u2019anni, c\u2019era il sole. Quelle torri del colore del fieno mi parvero degne di un re.<\/p>\n<p>Ci tornai tre decenni dopo e potei vederne ogni angolo, ammesso al cantiere dei restauratori. Sbirciai le scale a chiocciola all\u2019interno delle torri, che permettevano di salire dalla chiesa inferiore alla superiore come si fosse dentro a un castello e si passasse dal cortile dei villani al piano dei cavalieri. San Claudio \u00e8 cos\u00ec, a ogni pilastro spunta una leggenda.<\/p>\n<p>Vi ero tornato perch\u00e9 di San Claudio avevo letto in una pagina arguta di Vincenzo Cardarelli, che era vissuto a Roma ma aveva scritto con giusto orgoglio \u201csono marchigiano anch\u2019io\u201d, dunque proprio come me che qui sono nato \u2013 nella campagna tra Recanati e Osimo \u2013 e vivo a Roma. Quella pagina del volume di viaggi \u201cIl cielo sulle citt\u00e0\u201d (1939) narra la familiarit\u00e0 dei contadini piceni con le rovine di Helvia Recina, con il Castello della Rancia e \u2013 appunto \u2013 con la chiesa di San Claudio al Chienti. Annota che i mezzadri della Mensa arcivescovile di Fermo si \u201cgiovavano\u201d della parte superiore dell\u2019edificio \u201ccome di una soffitta e di un ripostiglio per gli attrezzi agricoli\u201d e ci\u00f2 facendo non intendevano certo profanare \u201cla loro chiesetta romanica\u201d.<\/p>\n<p>Leggendo, tra l\u2019ammirazione per la bellezza della prosa d\u2019arte mi saliva una critica: ma Vincenzo che dici, \u201cchiesetta romanica\u201d l\u2019alma San Claudio? Se ha due torri non pu\u00f2 essere una chiesetta! Io discuto con gli autori che leggo.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 poi capitato di vedere foto d\u2019inizio Novecento dove le absidi e i pagliai che a esse si accostavano familiarmente erano tutti dello stesso colore. Quelle immagini mi hanno riconciliato con il conterraneo Cardarelli che aveva colto la continuit\u00e0 connaturata tra i campi e l\u2019alta San Claudio. Ecco l\u2019aggettivo giusto, Vincenzo, tu che sei maestro dell\u2019aggettivo: l\u2019alta San Claudio!<\/p>\n<p>I contadini di qui sempre l\u2019hanno cercata \u2013 la loro chiesa \u2013 per accendervi una candela ed ecco che ora un figlio di questa terra, pi\u00f9 attrezzato, pone in bell\u2019ordine tutte le domande e apre la strada agli archeologi che, si spera, ripuliranno e leggeranno le pietre che la terra ha conservato.<\/p>\n<p>\u201cQui conviene scavare\u201d dice il responsabile di una missione archeologica dopo i sondaggi su un terreno promettente, monitorate le foto aeree, censite le pietre affioranti: ecco, questo lavoro esplorativo del mio amico di prima giovinezza Piero Giustozzi viene a formulare quella valutazione di convenienza. Con buona pace \u2013 ancora \u2013 dell\u2019acuto Cardarelli che pur guardando con intelletto d\u2019amore alla San Claudio dei contadini aveva concluso che questa non era una terra propizia \u201cper chi voglia andarci a frugare il passato\u201d. Contemporaneo in tutto il caro Cardarelli ai restauratori che ripulirono i muri, i portali e le torri ma solo per un momento posero mente alle pietre che qua e l\u00e0 affioravano sotto gli aratri e i badili.<\/p>\n<p>Giustozzi \u00e8 lo storico di famiglia che ama il luogo e non cessa di girare intorno alle pietre di sopra che si sono conservate perch\u00e9 care agli oranti e a quelle di sotto che sono giunte a noi perch\u00e9 sconosciute ai predatori. Ma \u00e8 anche lo storico laborioso che cerca negli archivi e se trova cartelle vuote si chiede perch\u00e9 non sia stata conservata memoria di fatti che pure sono noti per tradizione orale, di persone vive fino a ieri.<\/p>\n<p>E\u2019 infine \u2013 il mio amico \u2013 lo storico non accademico, meglio disposto a prendere in esame anche le voci e le ipotesi azzardate: \u201cVanno comunque verificate\u201d, osserva saggiamente. A svolgimento del sottotitolo \u201cMisteri e sparizioni\u201d il libretto d\u00e0 conto di narrazioni restate senza riscontro scritto e di carte trafugate. Riferisce l\u2019ipotesi d\u2019uno studioso creativo, Giovanni Carnevale, che San Claudio sia da identificare con Aquisgrana e che qui sia stata un tempo la tomba di Carlo Magno.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere che tanta storia sia andata perduta? Di certo le cose che furono sono pi\u00f9 di quelle dei libri. A Giacomo Leopardi, che era di queste parti, \u201cfieramente\u201d si stringeva il cuore \u2013 confida nel canto \u201cLa sera del d\u00ec di festa\u201d \u2013 \u201ca pensar come tutto al mondo passa, \/ e quasi orma non lascia\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il tenace Giustozzi le orme bisogna cercarle, facendo tesoro dei minimi segni che arrivano dal passato. Il libretto narra che un giorno qui si trov\u00f2, rifacendo una pavimentazione, un guerriero sepolto con la sua spada, che poi sono scomparsi, prima la spada e poi il guerriero. Ovvero trafugati. E informa che intorno a San Claudio ci sono vaste fondamenta che sono state un giorno scavate e poi ricoperte. Riscaviamo \u2013 conclude \u2013 ma stavolta andiamo pi\u00f9 in profondo e pi\u00f9 a largo.<\/p>\n<p>Il mio amico ha il sentimento del luogo dove vive. Somiglia in questo a quei contadini che erano capaci di sentire le vene dell\u2019acqua che scorreva sotto i loro piedi e di indicare con sicurezza il punto dove scavare il pozzo.<\/p>\n<p>Come il sensitivo dei pozzi, Giustozzi ha camminato a lungo la terra dove vive. E\u2019 lo storico umile che si appassiona a una pietra. Conoscendo di San Claudio tutto quello che si vede e si racconta, ora afferma che intorno a quelle absidi \u00e8 ora di riprendere a scavare. Sar\u00e0 bene ascoltarlo.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa superiore di San Claudio Sabato 13 aprile 2019 &#8211; ore 17.00 &nbsp; Questo libretto \u00e8 un appello perch\u00e9 si scavi a San Candido e perch\u00e9 non si smetta troppo&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/presentazione-del-volume-di-piero-giustozzi-san-claudio-al-chienti-xx-secolo-sparizioni-e-misteri\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Presentazione del volume di Piero Giustozzi &#8220;San Claudio al Chienti &#8211; XX secolo &#8211; Sparizioni e misteri&#8221;<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-22861","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22861","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22861"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22861\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22870,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22861\/revisions\/22870"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22861"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}