{"id":22894,"date":"2019-04-26T11:09:00","date_gmt":"2019-04-26T09:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=22894"},"modified":"2019-04-26T11:09:00","modified_gmt":"2019-04-26T09:09:00","slug":"benedetto-giuseppe-labre-una-santita-donata-dallo-spirito-attualissima-oggi-2","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/benedetto-giuseppe-labre-una-santita-donata-dallo-spirito-attualissima-oggi-2\/","title":{"rendered":"Benedetto Giuseppe Labre. Una santit\u00e0 donata dallo Spirito \u2013 attualissima oggi"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Parrocchia della Nativit\u00e0 di via Gallia \u2013 marted\u00ec 12 marzo 2019<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Beno\u00eet Joseph Labre (Amettes,\u00a0Francia, 1748 \u2013 Roma 1783) \u00e8 uno dei santi pi\u00f9 straordinari dell\u2019epoca moderna: pellegrino a vita, laico, senza casa e senza famiglia, vive per la strada e tra i pi\u00f9 poveri per occuparsi solo della ricerca di Dio.<\/p>\n<p>Un\u2019esistenza in radicale contrasto con le idee dominanti nell\u2019umanit\u00e0 e nella Chiesa del suo tempo ma anche di oggi. Visse appena 35 anni restando a tutti sconosciuto, ma la sua santit\u00e0 fu immediatamente riconosciuta dal popolo cristiano di Roma, a partire dai poveri tra i quali era vissuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un camminante di Dio<\/strong><\/p>\n<p>Nasce in una famiglia di solida pratica cristiana, primo di 15 figli. Siamo nel Nord della Francia al confine con il Belgio, diocesi di Boulogne Sur Mer. Colpiti dalla sua sensibilit\u00e0 religiosa, i genitori lo affidano a uno zio prete, parroco di Erin, borgo vicino al paese natale, Amettes, perch\u00e9 lo prepari al seminario. Vi resta sei anni e mezzo, fino alla morte dello zio nel 1766. Viene poi affidato a un altro zio sacerdote, vicario a Conteville, dove resta fino verso i vent\u2019anni quando inizia a bussare senza fortuna alla porta di vari monasteri trappisti e certosini: gli dicono che \u00e8 troppo giovane, o troppo debole.<\/p>\n<p>Viene infine accettato per sei settimane in una Certosa e per otto mesi in un monastero cistercense, dal quale viene dimesso dopo una grande febbre vinta a fatica. Nel congedarlo l\u2019abate gli dice: \u201cFiglio mio, non eravate destinato al nostro ordine. Dio vi aspetta altrove\u201d. Interrogato per la causa di canonizzazione, un successivo abate informa che era restato loro novizio per otto mesi ed era stato \u201clicenziato a motivo de travagli del suo spirito, che davano a temere del suo capo: buon soggetto, pio, faticatore, egli lasciava con molto rincrescimento la Casa\u201d.<\/p>\n<p>Combatt\u00e8 per tutta la vita con gli scrupoli di coscienza. Raggiunse una certa pace solo negli ultimi mesi della sua esistenza. I grandi rigori delle Certose e delle Trappe a lui parevano \u201ctroppo miti\u201d. In vista dell\u2019ammissione alla vita monastica apprese il latino, familiarizz\u00f2 con la Scrittura, si esercit\u00f2 nel canto liturgico. Gli ripugnava invece lo studio della Dialettica, cio\u00e8 della filosofia. Nelle due brevi esperienze monastiche \u2013 scriver\u00e0 il suo confessore e biografo Giuseppe Marconi, penitenziere a Sant\u2019Ignazio \u2013 era colto da aridit\u00e0 spirituale e \u201ccredeva di pi\u00f9 non vedere il suo Dio\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019altrove di Benedetto Giuseppe \u2013 preconizzato dal congedo dell\u2019Abate che l\u2019aveva avuto novizio \u2013 diventa il pellegrinaggio e sar\u00e0 un contemplativo della strada. A partire dai 22 anni, si fa pellegrino in\u00a0Francia, Germania, Polonia, Svizzera, Spagna dove arriva a Santiago di Compostela e Italia, dove si spinge fino a Santa Maria di Leuca. Si calcola che in 14 anni abbia percorso circa 30.000 chilometri. Arriva a Roma nel dicembre del 1770, passando per Loreto e Assisi. A Loreto andr\u00e0 11 volte, ad Einsiedeln (Santuario mariano della Svizzera tedesca) cinque volte.<\/p>\n<p>In Roma anche peregrina da una chiesa all\u2019altra, specie in quelle che praticano l\u2019adorazione eucaristica e le devozioni mariane. Dorme al Colosseo, sotto il 43\u00b0 arco, alla V stazione della Via Crucis: quella del Cireneo che aiuta Ges\u00f9 a portare la croce.<\/p>\n<p>Il mercoled\u00ec santo del 1783 si accascia sfinito sui gradini che sono davanti alla facciata di Santa Maria ai Monti, dove passava intere giornate in contemplazione dell\u2019icona mariana che vi \u00e8 custodita. Viene soccorso dalla famiglia del \u201cmacellaro\u201d Francesco Zaccarelli: il figlio Pierpaolo lo porta nella loro casa di Via dei Serpenti e la figlia Anna lo sistema nel proprio letto.<\/p>\n<p>Riceve l\u2019Unzione degli infermi e spira la sera di quello stesso giorno. Aveva 35 anni. Acclamato santo dalla voce popolare, il processo per la canonizzazione viene avviato a un anno dalla morte. Sar\u00e0 fatto beato nel 1860 da Pio IX e canonizzato nel 1881 da Leone XIII. La sua festa \u00e8 posta al 16 aprile, che \u00e8 la data della morte. La casa nella quale \u00e8 morto dopo la canonizzazione diviene (nel 1885) un santuario che custodisce la sua memoria, affidato alle Oblate Apostole Pro Sanctitate (via dei Serpenti 2).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Testimoni del pellegrino <\/strong><\/p>\n<p>Il processo di canonizzazione avviato tempestivamente ha raccolto le testimonianze di chi l\u2019aveva conosciuto: dai genitori ai confessori, ai frequentatori delle chiese e dei santuari dove si era fatto pellegrino, alle famiglie che l\u2019avevano ospitato nei pellegrinaggi. In tanti luoghi vennero segnalate tracce del suo passaggio e della sua carit\u00e0. Presto gli furono attribuite guarigioni.<\/p>\n<p>Ecco alcune delle testimonianze raccolte nel processo di canonizzazione, o dai biografi, che aiutano a intendere il cercatore di Dio che fu Benedetto Giuseppe.<\/p>\n<p>\u201c<em>Andava a piedi con l\u2019abito meschino e cencioso, non mai variato per quanto variassero le stagioni [&#8230;] e per viaggio da vero povero non curava i tempi rigidi e nevosi dell\u2019inverno, n\u00e9 i caldissimi e molesti dell\u2019estate; per lo pi\u00f9 lasciando le vie battute si avviava per sentieri solitari con sommo stento per dover valicare fossi, monti, dirupi e vie rotte per le piogge. Contento di quel Dio che lo guidava [\u2026] dormiva per lo pi\u00f9 sulla nuda terra e anche all\u2019aria aperta<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Scrisse il confessore Giuseppe Marconi che la voce popolare l\u2019indicava come \u201cil povero delle Quarantore\u201d, tanta era la consuetudine di vederlo inginocchiato davanti al Santissimo esposto: \u201c<em>Non v\u2019 era lontananza di luogo, non piogge s\u00ec dirotte, non freddo s\u00ec crudo, non caldo s\u00ec eccessivo che lo potesse trattenere, bench\u00e9 egli andasse mal coperto nel capo, mal vestito e difeso nei piedi. Passava egli le intere giornate genuflesso avanti al suo altare, e dall\u2019esterna apparenza ben si notava l\u2019interno incendio che gli ardeva nel cuore<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>Restava in quella Santa Casa [di Loreto] cos\u00ec compreso dall\u2019amor di Maria, che fu veduto in chiesa tutto intero il giorno, digiuno, contento del nutrimento spirituale che lo saziava, stando coll\u2019amata sua madre Maria<\/em>\u201d. Nostalgico del santuario marchigiano, a Roma andava spesso nella chiesa di Santa Maria di Loreto al Foro Traiano.<\/p>\n<p>\u201c<em>Al bisogno di cibo soddisfaceva con duri frusti di pane, e con erbe gittate per la via, alla sete con l\u2019acqua; n\u00e9 mai dalla carit\u00e0 altrui, o dalle preghiere si lasci\u00f2 indurre a usare pi\u00f9 larga e salubre refezione<\/em>\u201d (cos\u00ec il cardinale Macchi nel \u201cBreve Pontificio per la beatificazione del Venerabile Benedetto Giuseppe Labre\u201d).<\/p>\n<p>\u201c<em>Macilento com\u2019era e squallido, se talvolta veniva fastidiosamente rigettato o schernito ed insultato dalla procace plebaglia, non solo non risentivasi, ma anzi tranquillo e lieto riceveva ogni ludribio e ogni ingiuria<\/em>\u201d (ibidem).<\/p>\n<p>Non predicava ma molti attestarono che vederlo in preghiera era gi\u00e0 un insegnamento. Si racconta che i sacerdoti che lo vedevano inginocchiato in fondo alla chiesa sentivano un inspiegabile fervore nel celebrare la messa, o nel predicare. Un connazionale pittore, Andr\u00e9 Bley, lo incontr\u00f2 un giorno per Roma e lo supplic\u00f2 a lungo di posare per lui: aveva bisogno di un modello per il volto di Cristo.<\/p>\n<p>A Santa Maria in Aquiro la sua frequente presenza \u00e8 ricordata nella prima cappella a destra: sulla balaustra un\u2019iscrizione segna il punto dove si fermava a pregare. Tre tele lo raffigurano sulle pareti.<\/p>\n<p>\u201c<em>Molti portavansi a bella posta in detta chiesa [della Madonna dei Monti], e si mettevan di proposito ad osservarlo, destandosi ne\u2019 loro cuori affetti di compunzione nel mirarlo cos\u00ec innamorato e devoto di Maria Santissima<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Dopo che era morto, cavarono dalla sua sacca sdrucita i libri che aveva sempre con s\u00e9: un breviario che usava tutti i giorni, l\u2019Imitazione di Cristo\u00a0in latino, il\u00a0\u201cMemoriale della vita cristiana\u201d\u00a0del domenicano Louis de Grenade, l\u2019\u201cEpistola di Ges\u00f9 Cristo alle anime fedeli\u201d del certosino Jean Juste Lanspergio, un\u00a0\u201cEsercizio della Via Crucis\u201d, l\u2019Ufficio dei sette dolori della Vergine. Insieme a questi libri c\u2019erano delle immagini: il Bambino dell\u2019Ara Coeli, la Vergine di Loreto, il Salvatore che porta la croce. C\u2019erano anche delle monete d\u2019argento e di rame, un almanacco strappato, bucce d\u2019arancio e di limone, croste di pane secco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Due lettere ai genitori<\/strong><\/p>\n<p>Del 2 ottobre 1769 \u00e8 la lettera che Benedetto Giuseppe scrisse ai genitori quando dovette lasciare la Certosa di Montreuil-sur-Mer: \u00ab<em>Vi informo che non avendomi i Certosini giudicato adatto alla loro condizione, ne sono uscito il due di ottobre; considero la cosa come un ordine della Divina Provvidenza che mi chiama ad uno stato pi\u00f9 perfetto, essi stessi hanno detto che era la mano di Dio che mi ritirava da loro. Dunque, mi incammino verso la Trappa, questo luogo che desidero tanto, e da tanto tempo [\u2026]. Vi prego caldamente l\u2019uno e l\u2019altra di darmi la vostra benedizione affinch\u00e9 il Signore mi accompagni. Io pregher\u00f2 il buon Dio per voi, tutti i giorni della mia vita, soprattutto non vi preoccupate per me. Anche se avessi voluto restarvi, non mi avrebbero ricevuto, per questo mi rallegro molto, perch\u00e9 vedo che l\u2019Onnipotente mi guida [\u2026]. Il buon Dio che ho ricevuto prima di uscire mi assister\u00e0 e mi condurr\u00e0 nell\u2019impresa che Lui stesso mi ha ispirata. Io avr\u00f2 sempre il suo timore davanti agli occhi e il suo amore nel cuore [\u2026]. Ho l\u2019onore di essere, con profondo rispetto, vostro umilissimo servitore. Montreuil, 2 ottobre 1769. Beno\u00eet-Joseph Labre<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Fatti 800 chilometri a piedi, arriva alla Trappa di Sept-Fonts il 30 ottobre 1769. L\u201911 novembre prende l\u2019abito di novizio con il nome di frate Urbano.\u00a0Otto mesi pi\u00f9 tardi \u00e8 obbligato a uscirne e cos\u00ec cessa la sua ricerca della via monastica. Benedetto Giuseppe intuisce che il suo monastero, anzi il suo eremo sar\u00e0 la peregrinazione e s\u2019incammina per Roma. Dal Piemonte scrive una nuova lettera ai genitori il 31 agosto 1770: \u00ab<em>Mio carissimo padre, mia carissima madre. Voi avete saputo che sono uscito dall\u2019abbazia di Sept-Fonts e senza dubbio siete in pena di sapere quale strada io ho preso da allora, e quale stato di vita io desidero abbracciare [\u2026]. Ho preso la via di Roma. Adesso sono quasi a mezza strada [\u2026]. Non vi preoccupate per me, io non mancher\u00f2 di mandarvi mie notizie, vorrei molto averne di vostre e dei miei fratelli e sorelle, ma questo non \u00e8 possibile adesso perch\u00e9 non sto fisso in un luogo. Non mancher\u00f2 di pregare Dio per voi ogni giorno, vi chiedo perdono di tutte le pene che posso avervi procurato e vi prego di accordarmi le vostre benedizioni affinch\u00e9 Dio benedica i miei progetti. \u00c8 per ordine della Provvidenza che ho intrapreso questo viaggio<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Onnipotente mi guida\u201d ed \u201c\u00c8 per ordine della Provvidenza che ho intrapreso questo viaggio\u201d sono i due testi scritti lasciati da Benedetto Giuseppe che meglio ci aiutano a intendere la sua insolita chiamata alla santit\u00e0. La consapevolezza che ebbe fin dall\u2019inizio della via unica che avrebbe battuto, \u201cispirata dal buon Dio\u201d.<br \/>\n<strong>Riconosciuto santo dal popolo<\/strong><\/p>\n<p>Il grido di santit\u00e0 \u2013 \u201cE\u2019 morto il santo \u2013 il penitente del Colosseo\u201d \u2013 fu cos\u00ec rapido che le due parrocchie, San Salvatore ai Monti e San Martino ai Monti, si disputarono il diritto ad averne la tomba: la casa dove era morto dipendeva dall\u2019una, l\u2019ospizio dell\u2019abate Paolo Mancini, sua ultima residenza, dall\u2019altra [tre anni prima della morte, l\u2019abate l\u2019aveva convinto a prendere alloggio, per recuperare forze, nell\u2019ospizio ch\u2019egli aveva realizzato presso la chiesa di San Martino].<\/p>\n<p>Dalla sera del gioved\u00ec santo fino alla domenica di Pasqua il corpo fu esposto alla Madonna dei Monti. Tanta era l\u2019affluenza di popolo che i soldati corsi che montavano la guardia alle porte di Roma furono chiamati da una vicina caserma per assicurare il servizio d\u2019ordine.<\/p>\n<p>La tomba fu sistemata \u201cin quella chiesa da lui pi\u00f9 d\u2019ogni altra frequentata, ed in quella parte medesima, in cui era stato veduto per pi\u00f9 anni starsene orando genuflesso\u201d (Giuseppe Marconi).<\/p>\n<p>Per intendere il valore del riconoscimento popolare spontaneo della santit\u00e0 di Benedetto Giuseppe occorre dare un\u2019occhiata alla situazione del Papato negli anni della stagione romana del nostro folle di Dio.<\/p>\n<p>Egli fu un uomo di nuda fede in un tempo di religione mondanizzata. Anche la scelta di farsi povero, che tanto l\u2019avvicina a Francesco d\u2019Assisi, va intesa come radicale spoliazione da tutto ci\u00f2 che non \u00e8 di aiuto alla ricerca di Dio.<\/p>\n<p>Giunto a Roma \u2013 come gi\u00e0 detto \u2013 nel 1770, Benedetto Giuseppe \u2013 ancora buon camminatore \u2013 riparte nel 1793 per compiere il Cammino di Compostela, passando per Manresa, in Catalogna, per pregare nella Grotta di Ignazio di Lojola e per venerare a Saragoza la Virgen del Pilar. Rientrer\u00e0 a Roma il 3 aprile del 1774.<\/p>\n<p>Mentr\u2019egli pieno di commozione visita in Spagna i luoghi di Ignazio di Loyola, Clemente XIV sopprime la Compagnia di Ges\u00f9: l\u2019ultimo atto \u00e8 dell\u2019agosto 1773. Il generale dei Gesuiti, Lorenzo Ricci, viene imprigionato a Castel Sant\u2019Angelo e muore in carcere. Il Papa soppressore muore il 22 settembre 1774 e per eleggere il successore, Pio VI, dovranno passare quasi cinque mesi, con ogni interferenza dei sovrani europei, in un tripudio di lotte tra ordini religiosi e cordate cardinalizie.<\/p>\n<p>Siamo in una Roma papale in piena decadenza, che verr\u00e0 presto risvegliata dallo tsunami della rivoluzione francese e di Napoleone, che imprigioner\u00e0 i Papi Pio VI e Pio VII. E\u2019 sullo sfondo di quella stagione del Papato che dobbiamo collocare il nostro Benedetto Giuseppe, sempre pellegrino, in preghiera, scrupoloso di ogni osservanza, tanto che fu sospettato di giansenismo. Nella Causa di canonizzazione fu avanzato il dubbio \u201cche potesse essere infetto degli errori dei Giansenisti\u201d e per questo avesse \u201clo spirito spaventato\u201d.<\/p>\n<p>La lontananza e insieme il pieno rispetto per quella Roma papale li manifester\u00e0 in pienezza rispondendo cos\u00ec a chi lo rimproverer\u00e0 per non essere andato a Porta del Popolo a festeggiare Pio VI in partenza per Vienna, il 27 febbraio 1782, avendo preferito fare visita a un malato presso il Colosseo: \u201cA che serve vedere il Papa? Bisogna pregare per lui\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una santit\u00e0 donata dallo Spirito: la pi\u00f9 preziosa<\/strong><\/p>\n<p>Benedetto Giuseppe \u00e8 stato un \u201cfolle di Dio\u201d, simile a quelli della tradizione ortodossa, quasi gemello all\u2019autore dei \u201cRacconti di un pellegrino russo\u201d, che un secolo pi\u00f9 tardi peregriner\u00e0 a Oriente come Benedetto a Occidente. Non era un vagabondo e non era un barbone. Era piuttosto un monaco errante. Andava cercando l\u2019Assoluto. Potrebbe essere il patrono di chi cerca la propria via. Di chi attende un segno.<\/p>\n<p>Non mendicava. Raramente chiedeva l\u2019elemosina, e solo per aiutare altri, pi\u00f9 bisognosi. Non mendicava pane, mendicava Dio. \u201cBenedetto Labre, girovago e mendicante di Dio\u201d lo invocano le \u201cLitanie di Bose\u201d.<\/p>\n<p>Monaco della citt\u00e0 o del cammino, potrebbe anche essere una sua descrizione. E santo della strada. \u201c<em>San Benedetto Labre fu cercatore di Dio sulle strade della terra. La solitudine fu la sua\u00a0vocazione, foss\u2019egli smarrito fra sentieri selvaggi o fra il popolo di Roma.\u00a0La contemplazione dovette essere tutta la sua vita nel tempo che precedette la beatitudine\u00a0eterna<\/em>\u201d (Jacques e Raissa Maritain).<\/p>\n<p>Ma forse la parola pi\u00f9 penetrante sulla santit\u00e0 donata dallo Spirito di cui fu portatore Benedetto Giuseppe la scrisse la mamma di Benedetto, Anne Barbera, a una signora di Loreto, Barbara Sori, che aveva pi\u00f9 volte alloggiato il pellegrino: \u00ab<em>Signora, non dimenticheremo mai tutto quello che avete fatto per il nostro caro figlio Beno\u00eet-Joseph al momento dei suoi pellegrinaggi a Loreto. Voi mi dite che per me \u00e8 consolante di aver dato la vita a questo figlio e ne convengo con voi, signora, ma ho motivo di inorgoglirmene? Affatto. Io riconosco umilmente che un padre e una madre non sono che i vili strumenti di cui Dio si serve per dare la vita fisica ai loro figli. Per questo se Beno\u00eet-Joseph, il nostro caro figlio, si \u00e8 santificato sulla terra con la pratica dell\u2019umilt\u00e0 e di altre virt\u00f9 cristiane, io confesso candidamente che la condotta o piuttosto la vita edificante ch\u2019egli ha condotto fin dall\u2019infanzia era il puro effetto della grazia e per conseguenza, solo il lavoro dello Spirito Santo [\u2026]. Anne Barbe Gensire \u2013 Amettes \u2013 20 gennaio 1785<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>E\u2019 straordinaria la consapevolezza di questa madre e merciaia che in una lettera di fine Settecento mostra una perfetta intuizione del concetto di \u201csantit\u00e0 donata dallo Spirito\u201d che il teologo Hans Urs von Balthasar formuler\u00e0 due secoli pi\u00f9 tardi, nel volume \u201cSorelle nello Spirito. Teresa di Lisieux e Elisabella di Digione\u201d (1970), per distinguerla dalla \u201csantit\u00e0 abituale\u201d, educata dalla Chiesa.<\/p>\n<p>L\u20198 dicembre 1881, giorno della canonizzazione di Benedetto Giuseppe, il poeta francese Paul Verlaine, gi\u00e0 pellegrino ad Amettes nel 1877, dedic\u00f2 un veggente sonetto\u00a0al nuovo santo intitolato <em>Saint Beno\u00eet-Joseph Labre\u00a0<\/em><strong><br \/>\n<\/strong><em>(Jour de la canonisation), <\/em>che entr\u00f2 poi nella raccolta\u00a0\u201cAmour\u201d\u00a0del 1888.\u00a0 Ne segnalo questi due passaggi che attestano un\u2019ottima percezione del dono sorprendente e risvegliante che Benedetto Giuseppe fu per l\u2019umanit\u00e0 del suo tempo: <em>Come \u00e8 buona la Chiesa in questo secolo di odio,\u00a0\/ d\u2019orgoglio e d\u2019avarizia e di tutti i peccati,\u00a0\/ a esaltare oggi il nascosto fra i nascosti,\u00a0\/ il dolce fra i dolci dinanzi all\u2019ignoranza umana\u00a0\/ [\u2026] che libero dai sensi, \/ fece di Povert\u00e0 la sua sposa e la sua regina\u00a0\/ come un altro Alessio, come un altro Francesco,\u00a0\/ e fu il Povero obbrobrioso e angelico, che del Vangelo\u00a0\/ pratic\u00f2 insieme la dolcezza e lo scandalo!\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Attualit\u00e0 di Labre nel nuovo millennio<\/strong><\/p>\n<p>Un santo antico ma anche anticipatore. Interrogato su come riuscisse a superare la notte oscura della fede di cui faceva esperienza, rispondeva: \u201cAllora io unisco la mia desolazione a quella di Ges\u00f9 nell\u2019Orto degli Olivi\u201d (testimonianza processuale del padre Temple). In queste parole avvertiamo un\u2019anticipazione di Teresa di Lisieux e addirittura di Chiara Lubich, maestra dell\u2019amore a \u201cGes\u00f9 abbandonato\u201d.<\/p>\n<p>Avendo narrato a un confessore che nel meditare la Passione di Cristo si sentiva \u201csollevato verso la Trinit\u00e0\u201d, richiesto di dire che cosa conoscesse di quel mistero, rispose: \u201cIo non conosco niente ma mi sento trasportato\u201d (testimonianza processuale del padre Almerici). Qui si avverte qualcosa di Santa Elisabetta di Digione che dalla Trinit\u00e0 si sentiva \u201cportata in Paradiso\u201d.<\/p>\n<p>Interrogato su come riuscisse a non disperare della salvezza, pur trovandosi spesso nella prova della fede, rispondeva: \u201cIl primo movimento del mio cuore \u00e8 di persuadermi che voi, mio Signore Beneamato, non siete lontano da me come i miei difetti meriterebbero\u201d. E confidava che essendo \u201cDio tanto buono e tanto amorevole, basta dimandargli di cuore ci\u00f2 che spetta alla salute dell\u2019anima e al bene del corpo per ottenerlo\u201d (ibidem). Qui pare di sentire Papa Francesco sulla Misericordia divina che sempre e tutto perdona.<\/p>\n<p>Concludo indicando i singolari insegnamenti che possiamo trarre dalla figura di questo santo fuori da ogni modello e tradizione, che in Roma possiamo facilmente conoscere e amare, visitando la sua tomba in Santa Maria ai Monti, i luoghi dove pass\u00f2 e il santuario che gli \u00e8 dedicato nella casa del macellaro Zaccarelli dove mor\u00ec:<\/p>\n<ol>\n<li>che la santit\u00e0 di Benedetto Giuseppe, colta innanzitutto dai poveri in mezzo ai quali era vissuto, ci attesta che mai in nessuna epoca il Popolo di Dio ha smarrito il sentimento di Cristo povero, neanche in epoche nelle quali quel sentimento non ispirava la vita della Chiesa gerarchica;<\/li>\n<li>che quella santit\u00e0 attestata da un povero tra i poveri potrebbe trovare una rinnovata attualit\u00e0 nella Chiesa del Vaticano II e di Papa Francesco che \u201criconosce nei poveri e nei sofferenti l\u2019immagine del proprio fondatore, povero e sofferente\u201d (<em>Lumen Gentium<\/em> 8,3).<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Parrocchia della Nativit\u00e0 di via Gallia \u2013 marted\u00ec 12 marzo 2019 &nbsp; Beno\u00eet Joseph Labre (Amettes,\u00a0Francia, 1748 \u2013 Roma 1783) \u00e8 uno dei santi pi\u00f9 straordinari dell\u2019epoca moderna: pellegrino&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/benedetto-giuseppe-labre-una-santita-donata-dallo-spirito-attualissima-oggi-2\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Benedetto Giuseppe Labre. Una santit\u00e0 donata dallo Spirito \u2013 attualissima oggi<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-22894","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22894","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22894"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22894\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22895,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22894\/revisions\/22895"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}