{"id":22897,"date":"2019-04-26T11:11:05","date_gmt":"2019-04-26T09:11:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=22897"},"modified":"2019-04-26T11:11:05","modified_gmt":"2019-04-26T09:11:05","slug":"pecchiamo-ancora-e-come-mai-non-ci-confessiamo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/pecchiamo-ancora-e-come-mai-non-ci-confessiamo\/","title":{"rendered":"Pecchiamo ancora? E come mai non ci confessiamo?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi chiamano ad Abano Terme per la Quaresima con un titolo urticante: \u201cPecchiamo ancora?\u201d. Accompagnato per\u00f2 da un sottotitolo ammorbidente: \u201cI peccati sociali alla luce della <em>Laudato s\u00ec<\/em>\u201d. Mi trovo meglio con l\u2019arduo titolo ed \u00e8 soprattutto su quello che provo a narrare la conversazione che ne \u00e8 venuta.<\/p>\n<p>A differenza di quanto a volte leggo o sento, mi pare di non avere difficolt\u00e0 a sentirmi peccatore tra peccatori. Lo dice sempre Francesco, lo dicevano i santi nei secoli. Ma uscendo dalla predicazione: io, tu, il terzo e il quarto che stanno a cena con noi, quelli che siamo nelle parrocchie in che modo ci sentiamo peccatori? Abbiamo le parole per dirlo?<\/p>\n<p>Ho svolto questa riflessione con i miei uditori. La percezione del peccato comporta un mezzo interrogatorio di s\u00e9 a s\u00e9 stesso. Li ho invitati ad applicare al loro orto quello che io azzardavo per il mio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un perdono da chiedere <\/strong><\/p>\n<p><strong>a ognuno dei figli<\/strong><\/p>\n<p>La materia dell\u2019esame \u00e8 data dalle scene di vita attraversate nei tanti anni. E\u2019 da quel d\u00ec che vengo parlando con me stesso come un coatto. A modo che il sonnambulo cammina per s\u00e9. E\u2019 una conversazione da cristiano? Contiene cio\u00e8 qualcosa che assomiglia a Cristo?<\/p>\n<p>Poco. Quasi nulla. Forse 90 dei miei sentimenti e delle mie parole \u2013 90 su cento \u2013 non sanno di cristiano. Ci intendiamo se questa sproporzione la chiamo peccato?<\/p>\n<p>Ho cinque figli e due nipoti. Mi chiedo che padre e che nonno io sia. Se lo chiedono tutti i nonni e i genitori.<\/p>\n<p>Alle volte leggiamo che qualcuno all\u2019ultimo giorno chiede perdono ai familiari per il mancato amore. Da qualche anno mi interrogo sulla possibilit\u00e0 di farlo al penultimo giorno. Cio\u00e8 oggi. E cerco un perdono da chiedere a ognuno dei figli. Anche qui il nome di peccato non ci starebbe male.<\/p>\n<p>Da mezzo secolo faccio il giornalista. Avr\u00f2 scritto diecimila articoli. Con quelli del blog andiamo sui quindicimila. In tutti c\u2019erano nomi di uomini e donne. Come li ho trattati?<\/p>\n<p>Ci sono poi il caseggiato, la citt\u00e0. Quando Dio e la sua Parola rimangono cos\u00ec incredibilmente celati alla comune umanit\u00e0 che \u00e8 intorno a noi, che ne sar\u00e0 del nostro nome di cristiani? Chi potr\u00e0 dire d\u2019esserlo se intorno nessuno ci fa caso?<\/p>\n<p>Se non ci sono giovani nelle chiese noi adulti ci chiameremo in causa, o ci limiteremo alla domanda scusante \u201cche ci posso fare\u201d?<\/p>\n<p>Per me il peccato \u00e8 dove non hai armi. Dove tocchi con mano la finitudine. Quando avverti che il mistero del male ti avvolge.<\/p>\n<p>Provo a ridirlo: c\u2019\u00e8 senso del peccato quando c\u2019\u00e8 avvertenza della grazia.<\/p>\n<p>Il mistero del male l\u2019avverto con chiarezza sia nel foro interno, quello che sopra chiamavo della conversazione con me stesso, sia in quello familiare o sociale. O ecclesiale. Da quando il cardinale Ratzinger ci ha donato le parole \u201cquanta sporcizia nella Chiesa\u201d siamo da quelle aiutati a percepire il peccato della Chiesa di oggi e non solo quello del passato, sul quale gi\u00e0 ci aveva ammaestrati papa Wojtyla.<\/p>\n<p>Il peccato della Chiesa di oggi \u201csorpresa in flagrante adulterio\u201d, come ha detto Francesco ai preti di Roma il 7 marzo.<\/p>\n<p>Ma ad Abano mi attendevano anche sui peccati sociali, con riferimento esplicito alla <em>Laudato si<\/em>. Mi dicevano a cena i preti della vasta parrocchia di San Lorenzo Martire: \u201cQui nessuno confessa qualcosa che riguardi l\u2019ambiente, i rifiuti, l\u2019uso delle energie, lo spreco del cibo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quei vecchi schemi <\/strong><\/p>\n<p><strong>per l\u2019esame di coscienza<\/strong><\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 morale nei confronti del pianeta con \u00e8 ancora entrata nella lingua della comunit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>Preparandomi all\u2019appuntamento di Abano ho scorso lo \u201cSchema di esame di coscienza\u201d che ogni anno \u2013 da quando c\u2019\u00e8 Francesco \u2013 viene proposto con il libretto della celebrazione penitenziale di Quaresima che il papa presiede in San Pietro e che quest\u2019anno \u00e8 caduta il 29 marzo. In esso non c\u2019\u00e8 nessun accenno alla \u201ccura della casa comune\u201d.<\/p>\n<p>Lo schema propone 30 domande o grappoli di domande, per un totale di un centinaio di spunti, anche efficaci nella formulazione: \u201cLa mia preghiera \u00e8 un vero colloquio cuore a cuore con Dio o \u00e8 solo una vuota pratica esteriore?\u201d; \u201cSo dare del mio a chi \u00e8 pi\u00f9 povero di me?\u201d. C\u2019\u00e8 la domanda \u201cho pagato le tasse\u201d ma non c\u2019\u00e8 il rispetto per \u201csora nostra madre terra\u201d.<\/p>\n<p>Ho chiesto a persona che lavora alla Penitenzieria e ho realizzato che lo schema \u00e8 lo stesso che figura in appendice al \u201cRito della Penitenza\u201d che \u00e8 del 1972. La versione italiana, con premessa del cardinale Poma presidente della Cei, \u00e8 del 1974. Sono parole di mezzo secolo fa. E allora c\u2019era gi\u00e0 \u2013 nella nostra lingua \u2013 la responsabilit\u00e0 sociale ma non c\u2019era ancora quella ecologica.<\/p>\n<p>Rispetto al vecchio schema, in quello delle celebrazioni bergogliane \u00e8 stata aggiunta una sola ultima domanda che dice: \u201cHo omesso un bene che era per me possibile realizzare?\u201d E\u2019 la pedagogia del bene possibile cara a Francesco (EG 44, AL 308) e sono contento che sia stata inserita. Ma \u00e8 tempo che tutto lo schema sia rifatto. La nuova creatura cristiana che la grazia fa crescere in noi abbisogna di nuovi discernimenti.<\/p>\n<p>La <em>Laudato s\u00ec<\/em> invita a \u201criconoscere i peccati contro la creazione\u201d e su questo si appella all\u2019autorit\u00e0 di varie conferenze episcopali e del patriarca Bartolomeo: il \u201ccaro Patriarca ecumenico con il quale condividiamo la speranza nella piena comunione ecclesiale\u201d (n. 7). Bartolomeo che gi\u00e0 nel 2002 firmava con Giovanni Paolo una \u201cDichiarazione congiunta sulla protezione del creato\u201d che parlava di \u201cpeccato\u201d, \u201cpentimento\u201d, \u201cconversione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Con le tasse <\/strong><\/p>\n<p><strong>m\u2019aggiusto<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019enciclica Francesco riporta brani del patriarca. Ecco il pi\u00f9 puntuale: \u201cChe gli esseri umani distruggano la diversit\u00e0 biologica nella creazione di Dio; che gli esseri umani compromettano l\u2019integrit\u00e0 della terra e contribuiscano al cambiamento climatico, spogliando la terra delle sue foreste naturali o distruggendo le sue zone umide; che gli esseri umani inquinino le acque, il suolo, l\u2019aria: tutti questi sono peccati\u201d (n. 8).<a name=\"_ftnref15\"><\/a><\/p>\n<p>Chiedo ai preti che mi chiamano per conferenze se ascoltano mai \u2013 in confessione \u2013 l\u2019accusa di evasione fiscale o di mancato rispetto della natura. Mi dicono che a differenza del peccato contro la creazione, quello delle tasse viene nominato: \u201cM\u2019aggiusto\u201d, dicono i pi\u00f9 per indicare aggiustamenti che avvertono meno corretti.<\/p>\n<p>Credo sia una questione di tempi. Il dovere di pagare le tasse la predicazione ordinaria lo segnala almeno dal tempo del Vaticano II. Forse tra una trentina d\u2019anni entrer\u00e0 anche il dovere ecologico.<\/p>\n<p>La predicazione narrativa di Francesco potrebbe dare buoni spunti a chi volesse mettere mano a un aggiornamento degli esami di coscienza che tenga d\u2019occhio la vita d\u2019ogni giorno. Una volta ha usato l\u2019espressione \u201cpeccato quotidiano\u201d.<\/p>\n<p>Il papa che confessa e si confessa in San Pietro mostra un vero genio per la percezione della quotidianit\u00e0 in chiave evangelica. Dev\u2019esserci un elemento autobiografico alla radice della sua attenzione preferenziale al sacramento della penitenza: \u201cIl miglior confessore \u00e8 di solito quello che si confessa meglio\u201d, afferma il 2 giugno 2016 in occasione del giubileo dei sacerdoti.<\/p>\n<p>Metto qui un cestino degli spunti che \u00e8 venuto offrendo negli anni. Li prendo da parole sue, anche se non do il rimando alla fonte.<\/p>\n<p><em>Non chiudere la porta ai bisognosi<\/em>: a chi ha fame, \u00e8 straniero, malato, in carcere, in mare, nel deserto.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Non andare <\/strong><\/p>\n<p><strong>dalla cartomante<\/strong><\/p>\n<p><em>Non gettare la moneta al mendicante<\/em>: quando aiuti un povero lo guarderai negli occhi, gli darai la mano, gli chiederai il nome.<\/p>\n<p><em>Non scartare l\u2019anziano<\/em>: sia nelle decisioni della vita familiare, sia nella conversazione occasionale.<\/p>\n<p><em>Non litigare davanti ai figli<\/em> e non prendere i figli come ostaggi nelle liti.<\/p>\n<p><em>Non spennare il prossimo tuo<\/em>: mormorazioni e calunnie \u201cpreparano il brodo per distruggere il giusto\u201d.<\/p>\n<p><em>Non prendere bustarelle<\/em>: \u201cPerch\u00e9 si incomincia magari con una piccola, ma \u00e8 come la droga\u201d.<\/p>\n<p><em>Non fare il cristiano ipocrita<\/em>: per esempio quello che fa offerte alla Chiesa ma paga la domestica in nero.<\/p>\n<p><em>Non andare dalla cartomante<\/em> \u201cche ti legge la mano e tu la paghi: questo \u00e8 un idolo\u201d.<\/p>\n<p><em>Non gettare il cibo avanzato<\/em>. Non trascurare il grido dei poveri e del pianeta, punta su un altro stile di vita e vedi di educare i figli all\u2019alleanza tra l\u2019umanit\u00e0 e l\u2019ambiente.<\/p>\n<p><em>Non fare il bullo con i deboli<\/em>, sia a scuola sia nella Rete. Questo del bullismo si presenta come un nuovo, intonso capitolo della pedagogia familiare e dei nuovi doveri del Web.<\/p>\n<p><em>Non dimenticare di pregare per i governanti<\/em>: e tanto pi\u00f9 lo dovresti fare quanto pi\u00f9 ti apparissero inaffidabili. \u201cSe voi trovate che non avete pregato per i governanti, portate questo in confessione\u201d (omelia del 18 settembre 2017).<\/p>\n<p>Il richiamo alla preghiera per i governanti lo potremmo applicare allo stesso Francesco, ai vescovi e ai preti, a chiunque abbia un ruolo nella Chiesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cNon voglio bene <\/strong><\/p>\n<p><strong>a papa Francesco\u201d<\/strong><\/p>\n<p>I confessori da me interpellati narrano di penitenti che confessano di non amare il papa, di non farcela a pregare per lui. E si sentono a disagio. Questo \u00e8 un fatto nuovo per i cristiani comuni.<\/p>\n<p>La non condivisione del papa \u2013 in verit\u00e0 \u2013 \u00e8 un\u2019artrosi cronica dei praticanti. In questa rubrica mi sono impegnato a fornire spunti d\u2019approccio amichevole a Benedetto XVI che dedicavo \u2013 per tutti i suoi otto anni \u2013 a chi non riusciva ad amare quel papa: ed erano tanti, proprio come oggi. Ma quegli antipatizzanti magari non praticavano granch\u00e8 la confessione, mentre ora l\u2019antipatia al papa fa la fila ai confessionali.<\/p>\n<p>E\u2019 facile capire il fatto: il papa che tiene ferme le parole e le cose disturba meno di quello che le smuove. Ma trattandosi di una percezione nuova del peccato l\u2019accusa \u201cnon amo il papa\u201d non poteva non trovare spazio sotto un titolo che chiede se \u201cpecchiamo ancora\u201d.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Mi chiamano ad Abano Terme per la Quaresima con un titolo urticante: \u201cPecchiamo ancora?\u201d. 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