{"id":22959,"date":"2019-05-17T23:16:24","date_gmt":"2019-05-17T21:16:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=22959"},"modified":"2019-05-17T23:16:24","modified_gmt":"2019-05-17T21:16:24","slug":"baget-bozzo-o-della-vocazione-orbitante-a-esplorare-laltra-faccia-del-pianeta","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/baget-bozzo-o-della-vocazione-orbitante-a-esplorare-laltra-faccia-del-pianeta\/","title":{"rendered":"\u00a0\u00a0 Baget Bozzo o della vocazione orbitante a esplorare l\u2019altra faccia del pianeta"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Genova \u2013 <\/em><em>Sala del Munizioniere a Palazzo Ducale<\/em><\/p>\n<p><em>Luned\u00ec 6 maggio 2019<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo mio contributo potrebbe anche essere intitolato \u201cBaget Bozzo o l\u2019elogio della contraddizione\u201d: cio\u00e8 di quell\u2019aspetto della sua intelligenza del reale e della sua figura pubblica che pi\u00f9 attirava polemiche.<\/p>\n<p>Volevo bene a don Gianni e anch\u2019egli me ne voleva. L\u2019ho aiutato nella collaborazione a \u201cRepubblica\u201d, che avvi\u00f2 quand\u2019ero il vaticanista di quel giornale. Ho molto imparato da lui nell\u2019arte della comunicazione, nella quale era grande. Sono stato ospite nella sua mitica casa genovese. Qualche volta ho polemizzato con lui, specie in materia di Islam e ho parlato di lui in morte, lodandolo per i doni che da lui mi sono venuti e che amo interpretare in riferimento alla vocazione orbitante che ho posto a titolo di questo intervento. Essa era sorella della leggerezza, della passionalit\u00e0 e della vivezza d\u2019anima che lo caratterizzavano.<\/p>\n<p>Frequentandolo mi sono convinto ch\u2019egli fosse guidato come da un istinto che lo portava, nel tempo, a cercare l\u2019altra faccia d\u2019ogni pianeta, come chi giri intorno al Colosseo facendo suoi tutti i punti di vista che viene sperimentando. Credo che abbia fatto questo sulla DC, sul Concilio, su Dossetti, sull\u2019Islam. Non sapevi dove l\u2019avresti ritrovato, da un capodanno all\u2019altro. Quell\u2019interminata rotazione gli permetteva di sentire il pro e il contro di una situazione e di un personaggio. Gli regalava anche l\u2019esperienza di spiazzanti bilocazioni: nel 1978 dirigeva ancora \u201cRenovatio\u201d ed entrava nel gruppo di redazione di \u201cBozze\u201d, qualche anno prima aveva collaborato in contemporanea con il cardinale Siri e con la Pro Civitate Christiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fu stregato da Utopia ma poi divenne suo nemico<\/strong><\/p>\n<p>Quando pi\u00f9 tardi accuser\u00e0 il cardinale Martini di cedere al fascino di Utopia, non sar\u00e0 solo ironia la sua: a essa aggiungeva la duplice coscienza di chi aveva amato Utopia \u2013 tanto da dedicarle il volume <em>Chiesa e utopia<\/em>, Il Mulino 1971, dove la diceva \u201cnata dal Vangelo\u201d \u2013 e ora la odiava. Lo stesso si pu\u00f2 dire per le parole \u201ccompassione\u201d e \u201ccarit\u00e0\u201d che \u2013 a seconda delle stagioni \u2013 esaltava o vituperava. E per pacifismo, non violenza, uguaglianza, ecologia, comunismo, ecumenismo, individualismo, strutture di peccato, ritorno alle fonti.<\/p>\n<p>La sua libert\u00e0 di parola era sovrana nei confronti di ognuno e di tutti, si trattasse di arcivescovi di Genova o del Baget Bozzo dell\u2019anno precedente. Una volta loda la secolarizzazione \u201cpensata\u201d da Dietrich Bonhoeffer \u201cgrande figura cristiana, quasi un padre della Chiesa del nostro tempo\u201d (<em>Il Manifesto<\/em> 8 9 1979), un\u2019altra volta se ne libera con uno sberleffo: \u201cIl paese ha votato per il capitalismo delle immagini. La secolarizzazione, pensata a sinistra (chi si ricorda di Dietrich Bonhoeffer?), \u00e8 stata realizzata a destra\u201d (<em>La Repubblica<\/em>, 1 4 1994).<\/p>\n<p>Dedica il libro <em>I cattolici e la lettera di Berlinguer<\/em> (Vallecchi 1978) \u201cA Giorgio La Pira che lo Spirito Santo fece profeta di pace\u201d. Ma 23 anni dopo ne <em>L\u2019Anticristo<\/em> (Mondadori 2001, p. 102) lo squalifica come \u201cil santone di questo mondo postcattolico\u201d. Del resto l\u2019aveva gi\u00e0 maltrattato un ventennio prima, proprio per il profetismo, a cavallo del \u201960, quando cercava di fornire una rifondazione culturale alla destra cattolica e ovviamente La Pira si poneva oggettivamente come un naturale antagonista di quella ricerca: la vocazione orbitante comporta che l\u2019orbita riproponga negli anni vicinanze e lontananze gi\u00e0 sperimentate.<\/p>\n<p>Qui innalza Jacques Maritain: \u201cVissi il movimento giovanile democristiano come il luogo in cui si sarebbe potuto formare l\u2019<em>homo novus<\/em>, l\u2019uomo dell\u2019umanesimo integrale di Maritain\u201d (<em>Vocazione<\/em>, Rizzoli 1982, p. 29); e qui l\u2019abbatte: \u201cJacques Maritain, il cui umanesimo integrale fu cos\u00ec dannoso per Paolo VI e per la Chiesa\u201d (<em>L\u2019Anticristo<\/em>, cit., p. 80).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La vocazione a sostenere due ruoli in commedia <\/strong><\/p>\n<p>Una volta \u201cil cattolicesimo del cardinale Martini \u00e8 il ripiegamento del Concilio\u201d (<em>La Repubblica<\/em> 30 1 1985), cio\u00e8 il povero cardinale ripiega rispetto ai suoi stessi convincimenti conciliari; un\u2019altra \u00e8 un incendiario: \u201cPensa al Vaticano II come a un Concilio interrotto, la cui opera deve essere continuata\u201d (<em>Il Giornale<\/em> 10 9 2001).<\/p>\n<p>La sorte di Martini decide quella di Cacciari. \u201cIl cardinale Martini ha creato il singolare istituto della \u2018cattedra dei non credenti\u2019. Gli ha offerto un contributo significativo una singolare figura di filosofo e di politico italiano, Massimo Cacciari. Egli ha fatto dei dogmi del Cristianesimo l\u2019oggetto della filosofia\u201d (<em>La Repubblica<\/em>, 8 5 1993). Ma quattro anni pi\u00f9 tardi \u201cMartini mette i non credenti in cattedra, e vi chiama l\u2019ambiguissimo Massimo Cacciari, che \u00e8 un eretico senza essere un credente\u201d (<em>Il Giornale <\/em>10 3 1997).<\/p>\n<p>Eccoci al tormentone della destra che accusa i papi di essere deboli con la sinistra e viceversa, ed ecco come don Gianni risulta brillante in ambedue i ruoli: \u201cMentre i teologi del dialogo vengono convocati su un piano processuale e penale, il vescovo scismatico \u00e8 ricevuto in sede colloquiale, da pari a pari. Il cardinale Ratzinger che non transige a sinistra, cede tutto ancor prima di trattare a destra\u201d (<em>La Repubblica<\/em> 16 7 1987); \u201cNei confronti del movimento di Econe si giunse alla scomunica perch\u00e9 esso contestava la dottrina del Vaticano II; ma quando ci si trova di fronte a una contestazione della storia della Chiesa cattolica, quando la somiglianza con le Chiese protestanti raggiunge l\u2019identit\u00e0, non si deve prendere nessun provvedimento?\u201d (<em>L\u2019Anticristo<\/em>, cit., p. 79).<\/p>\n<p>Anche la dialettica tra fede e carit\u00e0 don Gianni la vive come un\u2019altalena. \u201cLa domanda del Papa \u2018pastore\u2019 non chiede di rinunciare al rigore della fede, ma lo tempera nell\u2019applicazione con il primato della carit\u00e0\u201d scrive su <em>La Repubblica<\/em> alla vigilia del conclave che elegger\u00e0 Wojtyla (7 10 1978). Ed ecco il voltapagina: \u201cPenso che Satana sia riuscito nel suo capolavoro: di sostituire la carit\u00e0 alla fede, di abolire la fede in nome della carit\u00e0. E con ci\u00f2 giungere all\u2019odio della Chiesa del passato, che \u00e8 oggi la Chiesa in Paradiso\u201d (<em>Tempi<\/em> 1 11 2001).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nessuno ha sofferto di pi\u00f9 per il \u201cmea culpa\u201d giubilare<\/strong><\/p>\n<p>In un testo intitolato <em>Dio \u00e8 pubblico<\/em> (nel volume miscellaneo <em>Dio in pubblico<\/em>, Queriniana 1978, pp. 141-142) invita a considerare \u201cquanto la Chiesa \u00e8 cambiata in meglio\u201d rispetto ai tempi della sua giovinezza. Ma due decenni pi\u00f9 tardi boller\u00e0 come \u201cvergognosi\u201d i \u201cgiorni di abbandono della fede, pezzo a pezzo, che viviamo da quarant\u2019anni\u201d (<em>Tempi<\/em> 1 11 2001).<\/p>\n<p>Nessuno come lui ha sofferto per il \u201cmea culpa\u201d giubilare, prima per ottenerlo e poi per averlo avuto: \u201cUna Chiesa che riconoscesse di essere peccatrice proprio in quanto istituzione, relativizzerebbe in modo giusto e proprio la sua dimensione istituzionale. E solo in quanto si riconosce tale, diviene <em>Sancta Ecclesia Catholica<\/em>, l\u2019oggetto della fede\u201d (<em>E Dio cre\u00f2 Dio<\/em>, Rizzoli 1985, p. 179); \u201cMi sento certo nel Signore di far notare come le richieste di perdono eliminano di fatto una delle note essenziali della Chiesa: la santit\u00e0, intesa come criterio di riconoscimento storico della Chiesa visibile come Chiesa che produce i santi\u201d (<em>Il Giornale<\/em> 27 10 2001).<\/p>\n<p>\u201cL\u2019adagio \u2018fuori della Chiesa non c\u2019\u00e8 salvezza\u2019 venne reinterpretato dal Concilio. Fu un grande passo innanzi che pose la Chiesa all\u2019avanguardia del cammino verso l\u2019unit\u00e0 di un mondo obbligato a una sempre maggiore convivenza, ma lacerato ancora da tutte le divisioni del passato\u201d: cos\u00ec afferma convinto sulla <em>Repubblica<\/em> (3 8 1988). Ma dopo la <em>Dominus Jesus<\/em> (2000) annuncia trionfante: \u201cTorna il \u2018fuori della Chiesa non c\u2019\u00e8 salvezza\u2019: il Cattolicesimo ritorna il Cattolicesimo\u201d (<em>Il Secolo XIX<\/em> 7 9 2000).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Se la Chiesa di Roma abbandona l\u2019Occidente<\/strong><\/p>\n<p>Ecco le due facce del sacerdozio femminile: \u201cNessuna immagine ci sembra pi\u00f9 efficace della donna sacerdote per stabilire un futuro non fondato su rapporti di forza come in passato\u201d (<em>La <\/em><em>Repubblica <\/em>25 9 1988); \u201cIl sacerdozio \u00e8 irremissibilmente maschile: solo il maschio rappresenta carnalmente Ges\u00f9\u201d (<em>L\u2019Anticristo<\/em>, cit., p. 74).<\/p>\n<p>Il Vaticano II ha preparato la Chiesa ad affrontare una crisi epocale o l\u2019ha provocata? Don Gianni sostiene ambedue le parti: \u201cIl coinvolgimento della Chiesa cattolica nella crisi della civilt\u00e0 occidentale sarebbe stato molto pi\u00f9 drammatico senza il grande tentativo conciliare di fondare un nuovo linguaggio (\u2026) per dire la fede nel tempo del nichilismo\u201d (<em>Il Manifesto<\/em> 8 9 1979); \u201cNon c\u2019era crisi nella Chiesa prima del Concilio: \u00e8 il Concilio che ha determinato la crisi\u201d (<em>L\u2019Anticristo<\/em>, cit. p. 11).<\/p>\n<p>La violenza \u00e8 cristiana, no \u00e8 musulmana: \u201cL\u2019Islam non ha mai compiuto una violenza come quella compiuta dai cristiani sugli indios e sui negri nel segno di un Dio che ha conosciuto la violenza\u201d (<em>E Dio cre\u00f2 Dio<\/em>, cit., p. 47); \u201cLa guerra di religione \u00e8 entrata nella storia perch\u00e9 l\u2019Islam non distingue tra politica e religione\u201d (<em>Il Giornale<\/em> 12 9 2001).<\/p>\n<p>Una volta protesta perch\u00e9 \u201cLa Chiesa cattolica rimane soprattutto la Chiesa d\u2019Occidente\u201d (<em>La Repubblica<\/em> 9 1 1980); un\u2019altra volta perch\u00e9 \u201ccon Giovanni Paolo II la Chiesa cattolica abbandona l\u2019Occidente\u201d (<em>Panorama<\/em> 11 10 2001).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ma la passione per Savonarola non l\u2019ha mai abbandonato<\/strong><\/p>\n<p>N\u00e9 vale dire che egli abbia mutato qualche posizione mutando i tempi. La sua collaborazione alla <em>Repubblica <\/em>\u2013 fui io a presentarlo a Scalfari e per pi\u00f9 di cinque anni ne rividi gli articoli che i dimafonisti tastierizzavano a fatica, stante la sua dizione avventurosa \u2013 dura quasi vent\u2019anni: il primo articolo compare il 12 maggio 1976, l\u2019ultimo il 7 aprile 1995. Aggiungendovi i primi anni \u201970 in cui si innamora di Utopia e scrive la storia della DC, abbiamo un quarto di secolo a dominante liberal. Ma prima c\u2019era stato un altro quarto e passa di posizioni antitetiche e dopo \u2013 dall\u2019ingresso in politica di Berlusconi \u2013 un terzo venticinquennio di ritorno a destra. I suoi anni sono quelli di Ratzinger \u2013 era nato due anni prima del futuro papa \u2013 che ha avversato come teologo innovatore, ha lodato per il distacco da <em>Concilium<\/em>, ha prima combattuto e poi sostenuto come prefetto della Fede, ha infine esaltato come papa.<\/p>\n<p>Lo periodizzo per quarti di secolo, ma \u00e8 una semplificazione di comodo per ottenere un quadro dominabile con una sola occhiata. Giovanni Tassani \u2013 il pi\u00f9 attrezzato tra gli interpreti del nostro \u2013 sostiene in un testo recente che Baget Bozzo \u201cva considerato quinquennio per quinquennio, se non anno per anno\u201d [intervista per una tesi di dottorato, realizzata da Biagio Ferraro il 4 settembre 2015].<\/p>\n<p>Ho svolto questo raffronto tra un Baget Bozzo e l\u2019altro tenendomi sulla sponda ecclesiale del suo impegno, ma lo si potrebbe intrecciare anche per la sponda politica: poniamo in riferimento al Pci o al Psi, o a singoli personaggi come Moro o Gedda. Ho il ricordo di una conversazione su Moro: prima deplorato per il virtuosismo politico e poi riconosciuto grande per lo stesso. Facendogli osservare quel mutamento d\u2019opinione mi disse: \u201cQuando una grandezza si manifesta, va riconosciuta\u201d.<\/p>\n<p>Conosco un solo testo di don Gianni che riflette sulla sua vocazione orbitante. Era richiamato nell\u2019intervista che gli fece Tassani all\u2019indomani dell\u2019elezione al Parlamento Europeo, pubblicata dal \u201cManifesto\u201d il 23 giugno 1984 con il titolo \u201cMi piace ruotare. Che male c\u2019\u00e8?\u201d. Quel testo conviene vederlo nel contesto: era apparso nel volume intervista di don Gianni curato da Carlo Cardia e intitolato \u201cQuesti cattolici\u201d (Editori Riuniti 1979). Eccolo: \u201c<em>Tutta la mia vita, tutto il mio pensiero ha ruotato attorno al problema del rapporto tra cristianesimo e storia, mosso soltanto dalla volont\u00e0 di capire per testimoniare. Ruotare vuol dire passare attraverso spazi \u2018contrari\u2019 ma avere il medesimo centro. Ruotare non vuol dire contraddirsi<\/em>\u201d. E\u2019 in riferimento a queste parole che ho scelto di trattare a dieci anni dalla morte di questa sua vocazione orbitante e di trattarne con ammirazione e non con biasimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Affascinato dal vedere i due lati di una contraddizione<\/strong><\/p>\n<p>Un riferimento indiretto alla vocazione orbitante \u00e8 anche in \u201cVocazione\u201d (Rizzoli 1982), l\u2019autobiografica dell\u2019esperienza mistica di don Gianni: \u201c<em>L\u2019esperienza mi ha insegnato che il principio metodologico dovrebbe essere quello di bilanciare un\u2019affermazione sulla realt\u00e0 divina sempre con la sua contraria. E ci\u00f2 vale anche per le esperienze e le azioni umane in quanto riferite al divino<\/em>\u201d. Perch\u00e9 \u201c<em>in Dio i contrari non sono contraddittori\u201d e \u201cnulla vi \u00e8 di pi\u00f9 fascinoso per la fantasia umana che vedere contemporaneamente i due lati di una contraddizione<\/em>\u201d (pp. 68 e 142).<\/p>\n<p>E\u2019 un\u2019esperienza frequente di chi conversava con lui a un livello di buon impegno: mentre l\u2019interlocutore restava spiazzato dalle tumultuose addizioni e contraddizioni, lui, don Gianni, appariva affascinato dalla percezione magari improvvisa, o anche momentanea, a guizzo d\u2019occhi, delle due facce di un pianeta.<\/p>\n<p>Non dimentico i meriti di don Gianni, che a dieci anni dalla morte ci appaiono forse pi\u00f9 chiari. L\u2019intelligenza, il lavoro assiduo, la capacit\u00e0 di linguaggio, il coraggio di esporsi. L\u2019attitudine a parlare di Dio nella lingua dell\u2019epoca. L\u2019insistenza sul \u201cdono\u201d dei profeti e sulla necessit\u00e0 di riscattarlo nei confronti del sacerdozio: la sua passione per Savonarola non \u00e8 mai venuta meno. La denuncia del peso che il magistero ha posto sulla sessualit\u00e0. La rivendicazione della libert\u00e0 di scelta politica per i cattolici, in anni a essa ostili. La difesa degli omosessuali: il volume \u201cLa Chiesa e la cultura radicale\u201d (Queriniana 1978) aveva gi\u00e0 un capitolo sulla \u201ccondizione omosessuale\u201d. Da allora e per trent\u2019anni la sua sar\u00e0 un delle pochissime voci cristiane che in Italia diranno parole nuove su questo arduo argomento.<\/p>\n<p>Nessuna operazione sarebbe pi\u00f9 arbitraria di quella che presumesse di staccare questi suoi apporti dalla vocazione orbitante, assumendoli in un \u201cfermo immagine\u201d senza indicazione di data e di contesto. Si perderebbe il controluce, l\u2019intima dialettica che connota la sua interminata istruttoria e che la fa comprensibile solo se la cogliamo sullo sfondo dell\u2019intero sviluppo orbitale. Per esempio l\u2019attitudine a parlare di Dio nella lingua dell\u2019epoca \u2013 che a mio parere \u00e8 il pi\u00f9 duraturo dei suoi doni \u2013 ci apparirebbe monca, unidirezionale; mentre fu autenticamente cattolica, ovvero universale, anche se necessariamente indirizzata a destinatari diversificati, che in una stagione potevano essere i lettori di \u201cRepubblica\u201d e in un\u2019altra quelli del \u201cGiornale\u201d.<\/p>\n<p>Altrettanto \u2013 credo \u2013 si potrebbe dire per il tema dei temi che \u00e8 il rapporto tra cristianesimo e storia: non ha solo affermato il convincimento del carattere plurale, anzi molteplice, di quel rapporto, ma ne ha dato una dimostrazione fattuale impegnandosi nei decenni in successive e varie sue sperimentazioni.<\/p>\n<p>Non avesse orbitato e non si fosse contraddetto, non sarebbe stato don Gianni e noi oggi non saremmo qui a parlarne.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Genova \u2013 Sala del Munizioniere a Palazzo Ducale Luned\u00ec 6 maggio 2019 &nbsp; Questo mio contributo potrebbe anche essere intitolato \u201cBaget Bozzo o l\u2019elogio della contraddizione\u201d: cio\u00e8 di&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/baget-bozzo-o-della-vocazione-orbitante-a-esplorare-laltra-faccia-del-pianeta\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">\u00a0\u00a0 Baget Bozzo o della vocazione orbitante a esplorare l\u2019altra faccia del pianeta<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-22959","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22959","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22959"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22959\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22960,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/22959\/revisions\/22960"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}