{"id":23014,"date":"2019-05-25T18:30:46","date_gmt":"2019-05-25T16:30:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=23014"},"modified":"2019-05-25T18:30:46","modified_gmt":"2019-05-25T16:30:46","slug":"francesco-parla-in-parabole-come-gesu-di-nazaret","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/antologia-delle-pubblicazioni-2\/francesco-parla-in-parabole-come-gesu-di-nazaret\/","title":{"rendered":"Francesco parla in parabole come Ges\u00f9 di Nazaret"},"content":{"rendered":"<p>Francesco parla in parabole tratte dalla vita vissuta e questo \u00e8 un aspetto poco studiato della sua predicazione, bench\u00e9 segnalato dai media a motivo di parole e immagini che figurano in quei racconti e che risultano nuove per la lingua dei Papi. Qui ne abbiamo raccolti centodieci, di quei racconti, e li abbiamo studiati nel testo e nel contesto, raggiungendo tre conclusioni principali: che Francesco usa il genere narrativo della parabola per esplorare il nuovo, per scuotere gli ascoltatori, per dire qualcosa dove non pu\u00f2 dire tutto.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto i pi\u00f9 vivi tra i racconti che Bergoglio propone in omelie, catechesi, conversazioni, documenti. Rappresentano il suo genere preferito di comunicazione e potremmo rubricarli come magistero delle storie di vita, o teologia narrativa. Contribuiscono a rendere amabile la sua conversazione. Segnalano una vicinanza versatile alla comune umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che cosa intendiamo per parabole narrate dal Papa <\/strong><\/p>\n<p>Per chiarire che cosa intendo per parabole proposte da Francesco ne segnalo dieci che a me paiono esemplari, richiamandole con poche parole e rimandando tra parentesi alla numerazione progressiva con la quale figurano in questa antologia.<\/p>\n<p><em>Se una notte di inverno, qui vicino in via Ottaviano, una persona muore di freddo (parabola 7).<\/em><\/p>\n<p><em>Mi sono fidanzata con un uomo e quando ho scoperto di essere incinta ho saputo la verit\u00e0: era sposato e voleva che abortissi (parabola 8).<\/em><\/p>\n<p><em>Un giovane annebbiato dall\u2019alcol viveva con sua mamma che era vedova e lavava i panni di famiglie abbienti (parabola 12).<\/em><\/p>\n<p><em>Un giovane eritreo era stato rapito, fatto schiavo, aveva subito abusi sessuali per cinque volte (parabola 25).<\/em><\/p>\n<p><em>Un giorno nel postribolo \u00e8 arrivato un uomo. Si sono piaciuti e alla fine lui le ha proposto di seguirlo (parabola 37).<\/em><\/p>\n<p><em>Lui \u00e8 musulmano ed era sposato con una ragazza cristiana che \u00e8 stata sgozzata dai terroristi (parabola 42).<\/em><\/p>\n<p><em>Era una ragazza e ha sofferto tanto perch\u00e9 si sentiva ragazzo (parabola 64).<\/em><\/p>\n<p><em>Padre io ho partorito d\u2019inverno sulla strada (parabola 72).<\/em><\/p>\n<p><em>Un imprenditore che doveva chiudere la sua fabbrica piangeva (parabola 73).<\/em><\/p>\n<p><em>Un uomo compra una villa tre giorni prima di morire (parabola 82).<\/em><\/p>\n<p>Da dove viene questa narrativa papale? Che si propone Francesco facendone un cos\u00ec vasto uso? Siamo partiti dall\u2019intuizione che essa sia una delle forme con cui propone il ritorno al Vangelo: al Vangelo come annuncio e al Vangelo come modalit\u00e0 dell\u2019annuncio. Quindi anche un ritorno, almeno ideale o simbolico, all\u2019arte comunicativa di Ges\u00f9, che fu grande nell\u2019uso della parabola.<\/p>\n<p>L\u2019intenzione di rifarsi alla comunicazione del Nazareno \u00e8 dichiarata pi\u00f9 volte da Francesco. \u201cFare ricorso alle parabole come faceva Ges\u00f9 \u2013 scrive nel \u201cMessaggio per la giornata delle comunicazioni sociali\u201d 2017 \u2013 e ricorrere a immagini e metafore per comunicare la potenza umile del Regno non \u00e8 un modo per ridurne l\u2019importanza e l\u2019urgenza, ma la forma misericordiosa che lascia all\u2019ascoltatore lo spazio di libert\u00e0 per accoglierla e riferirla anche a s\u00e9 stesso\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le chiamiamo parabole perch\u00e9 somigliano ai racconti del Vangelo<\/strong><\/p>\n<p>Chiamiamo dunque parabole i racconti di Papa Bergoglio perch\u00e9 nel proporli il loro autore si richiama al \u201cparlare in parabole\u201d di Ges\u00f9 e tende a imitarlo. Per questo aspetto la prima somiglianza che Francesco realizza, si direbbe d\u2019istinto, con straordinaria facilit\u00e0, riguarda la presa sulla vita quotidiana degli uditori.<\/p>\n<p>Le 42 o 60 parabole dei Vangeli (il numero varia a seconda che si aggiungano alle parabole narrative le similitudini e i proverbi) mostrano che Ges\u00f9 di Nazaret conosce bene, da vicino, l\u2019umanit\u00e0 del suo tempo: il seminatore e il pastore, il fattore che tratta con i debitori e quello che paga i giornatari, l\u2019invidia tra costoro, il mendicante attorniato dai cani, la donna che fa il pane e quella che spazza la casa per ritrovare la moneta, l\u2019andamento delle feste di nozze che si protraggono nella notte e i pericoli delle strade, i diversi comportamenti dei figli maggiori e minori, secchioni e ribelli. E il centurione, la samaritana, la cananea, i dazieri, gli esattori, i cambiavalute, i lebbrosi che nessuno doveva toccare, le prostitute che ti rendevano impuro anche solo sfiorandoti, le pecore che cadono nel pozzo in giorno di sabato.<\/p>\n<p>Lo stesso possiamo dire di Papa Bergoglio, nel cambio epocale delle scene di vita.<\/p>\n<p>Invece della donna che fa il pane (Matteo 13) troviamo nei racconti di Francesco quella che fa le pulizie all\u2019aeroporto (parabola 9).<\/p>\n<p>Il posto del ricco che fa costruire granai (Luca 12) \u00e8 preso dall\u2019imprenditore che si entusiasma per una villa e la compra nell\u2019ultima settimana di vita (parabola 82).<\/p>\n<p>Il ruolo svolto dalla cavalcatura del samaritano che porta il ferito e mezzo morto alla locanda (Luca 10) \u00e8 ora affidato al taxi sul quale una signora fa salire un rifugiato senza scarpe (parabola 65).<\/p>\n<p>All\u2019israelita che paga la decima sulla menta e trascura la giustizia (Matteo 23) succede lo sfruttatore dei dipendenti che d\u00e0 elemosine alla Chiesa (parabola 60).<\/p>\n<p>La madre narrata dal papa che guarda con tenerezza il figlio in depressione prima di andare al lavoro (parabola 12) \u00e8 simile al padre che aspettava sul terrazzo il ritorno del figlio prodigo (Luca 15).<\/p>\n<p>Al posto del fattore che paga gli operai (Matteo 20) abbiamo l\u2019addetto alle assunzioni che ha una lunga fila di cercanti lavoro alla sua porta (parabola 44).<\/p>\n<p>Invece del vignaiolo che dice al padrone della vigna e del fico \u201clascialo ancora quest\u2019anno finch\u00e9 gli avr\u00f2 zappato attorno\u201d (Luca 13) avremo l\u2019allenatore di un ragazzo difficile che va dalla direttrice della scuola e le chiede \u201clasciami provare\u201d (parabola 89).<\/p>\n<p>Chi mette mano all\u2019aratro e poi si volta indietro (Luca 9) somiglia a chi \u201cnella vita della Chiesa si ferma alla reception\u201d (parabola 23).<\/p>\n<p>Gli abbellimenti del photoshop (parabola 47) richiamano la metafora evangelica dei sepolcri imbiancati (Matteo 23).<\/p>\n<p>L\u2019imprenditore che piange alla prospettiva di dover licenziare i dipendenti (parabola 73) ricorda il padrone della vigna che mostra \u201ccuore buono\u201d verso i lavoratori dell\u2019ultima ora (Matteo 20).<\/p>\n<p>La donna truccata che va sotto la pioggia senza ombrello e \u201ctutto viene gi\u00f9\u201d (parabola 24) l\u2019aiuta a formulare lo stesso monito sul tempo della prova che Ges\u00f9 svolge con gli esempi dalle case costruite sulla sabbia e sulla roccia (Matteo 7).<\/p>\n<p>La predicazione con storie vive, prese dalla comunanza di esperienze del pastore con il popolo, \u00e8 \u2013 secondo Francesco \u2013 un connotato specifico della proposta evangelica: \u201cLa predica cristiana trova nel cuore della cultura del popolo una fonte d\u2019acqua viva, sia per saper che cosa deve dire, sia per trovare il modo appropriato di dirlo\u201d scrive nell\u2019esortazione <em>La gioia del Vangelo<\/em> al paragrafo 139.<\/p>\n<p>Storpi, ciechi, lebbrosi, incurvati, rattrappiti, paralitici, viandanti mezzo morti che riempivano la scena dei Vangeli sempre sono tra noi e Francesco tutti li abbraccia e a loro aggiunge i drogati, i vegetativi, i sepolti in mare che sono arrivati nel frattempo; e i terremotati, i richiedenti asilo, i senza documenti, gli apolidi, i transessuali. Con nuove parabole narrate e vissute il rabbi Francesco s\u2019avventura nel terzo millennio.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le parabole invitano ad affrontare l\u2019ignoto<\/strong><\/p>\n<p>Un primo punto chiaro \u2013 dunque \u2013 \u00e8 questo della similitudine tra il parlare in parabole fondato da Ges\u00f9 e quello attualizzato da Francesco. Un secondo elemento che pure rinvia alla pedagogia evangelica \u00e8 nell\u2019audacia perseguita da chi propone parabole: il messaggio indiretto o velato della narrazione permette di affermare qualcosa che nel discorso diretto gli uditori non accetterebbero.<\/p>\n<p>Indico quattro livelli d\u2019audacia in questa comunicazione bergogliana per parabole: quello della vicinanza, quello della spinta a non accontentarsi di quanto gi\u00e0 si fa, quello della necessit\u00e0 di andare al nuovo, quello dell\u2019incontro con Dio che \u00e8 sempre nuovo.<\/p>\n<p><em>Parabole della vicinanza<\/em>. Sono i racconti che segnalano possibilit\u00e0 di presa in carico della vita altrui che Bergoglio cava dalla propria esperienza. \u201cLa vicinanza \u00e8 la chiave dell\u2019evangelizzatore perch\u00e9 \u00e8 un atteggiamento chiave nel Vangelo: la prossimit\u00e0 \u00e8 la chiave della misericordia\u201d ha detto il Gioved\u00ec Santo del 2018.<\/p>\n<p>Ritengo che si potrebbero leggere quasi tutte le parabole bergogliane come chiamate alla prossimit\u00e0. Di sicuro lo sono quelle attualizzate nei \u201cvenerd\u00ec della misericordia\u201d e in altri gesti analoghi: vicinanza ai malati pi\u00f9 gravi (parabole 45 e 71), agli anziani (parabola 26), agli ospiti di comunit\u00e0 di recupero (parabole 49 e 89) e di case per donne liberate dalla tratta (parabola 72), ai terremotati (parabola 77).<\/p>\n<p><em>Parabole per andare oltre quanto gi\u00e0 si fa<\/em>. Qui segnalo le parabole del \u201csorriso di uno spastico che non sa come farlo\u201d (la numero 29), del Rom che entra in Parlamento (numero 32), del soccorso all\u2019Africa pi\u00f9 martoriata (numero 34), della famiglia che tende ad allargarsi a ogni relazione interpersonale (numero 54), degli impoveriti che non riescono a pagare l\u2019affitto (numero 61). Sono i casi che ci vedono impotenti e che rubrichiamo sotto la voce: \u201cNulla da fare\u201d. Francesco li ripropone instancabile, come a dire: non possiamo accomodarci all\u2019esistente se \u00e8 disumano.<\/p>\n<p>E\u2019 il principio del \u201cmagis\u201d (di pi\u00f9) tipico della pedagogia ignaziana, che Francesco ci propone con questi racconti: andare oltre, fare di pi\u00f9, abbandonare le prudenze affrontare l\u2019ignoto. Anche quando non abbiamo risorse e di sicuro faremo figure e risulteremo velleitari. L\u2019andata a Lampedusa (parabola 25), la missione di Lesbo (parabole 41, 42, 69) hanno questo segno.<\/p>\n<p><em>Parabole per andare al nuovo<\/em>. Segnalo la parabola della ragazza madre con un divorzio alle spalle (la numero 8) e quella del trans (numero 64), gi\u00e0 evocate. E\u2019 nota la paura d\u2019affrontare il nuovo e conosciamo le spinte di Francesco a uscire dal ricevuto.<\/p>\n<p>\u201cChe fa il confessore?\u201d aveva chiesto a proposito di un\u2019altra donna che viene da \u201cun matrimonio fallito nel quale ha pure abortito\u201d e ora \u00e8 risposata e serena con cinque figli (parabola 10). Lo chiese poi ai due Sinodi sulla famiglia, ma prima l\u2019aveva chiesto con una parabola. Con essa Francesco aveva evocato una situazione e posto una domanda. Un po\u2019 come il Ges\u00f9 di Matteo 12:\u00a0\u201cChi di voi, se possiede una pecora e questa, in giorno di sabato, cade in un fosso, non l\u2019afferra e la tira fuori?\u201d Le parabole che aiutano Francesco nell\u2019esplorazione del nuovo sono simili a quelle narrate da Ges\u00f9 in risposta alle obiezioni degli scribi.<\/p>\n<p><em>Parabole dell\u2019incontro con Dio<\/em>. Ho gi\u00e0 ricordato quella del riccone che passa gli ultimi giorni della vita ad acquistare una villa (la numero 82), ma in questa chiave possono essere lette quelle che invitano a \u201cnon prendere la tangente delle opere buone\u201d (numero 88), che segnalano \u201cl\u2019incertezza della morte\u201d (numero 83), che ammirano le madri che danno la vita perch\u00e9 nessuno dei figli si perda (numero 71), che richiamano al perdono di Dio che regge il mondo (numero 36). O narrano di un medico che a Buenos Aires gli consegn\u00f2 gli strumenti che aveva usato \u201cper fare abortire\u201d (numero 16), o di un uomo \u201cumile\u201d sempre di Buenos Aires che diceva \u201cGes\u00f9\u201d prima d\u2019ogni azione (numero 1).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bergoglio parla in parabole per scuotere gli uditori<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLe parabole venivano dette per scuotere la gente\u201d scrive il cardinale Martini nel volume \u201cPerch\u00e9 Ges\u00f9 parlava in parabole\u201d (EDB 1985, p. 46). Anche l\u2019obiettivo di Francesco \u00e8 quello di scuotere gli uditori.<\/p>\n<p>\u201cIeri \u2013 racconta all\u2019omelia del giorno di Pasqua del 2017 \u2013 ho telefonato\u00a0a un ragazzo con una malattia grave, un ragazzo colto, un ingegnere\u201d. Riferisce d\u2019avergli detto \u201cguarda Ges\u00f9 in Croce\u201d ma aggiunge che quel giovane aveva rifiutato, o messo in dubbio il \u201csegno di fede\u201d, che lui, il Papa, gli aveva offerto. \u201cA me non \u00e8 stato chiesto se volevo questo\u201d, era stata la sua risposta. A sorpresa Francesco si riconosce nella prova vissuta dal suo interlocutore e invita la folla a farla propria: \u201cOgnuno di noi pensi ai problemi quotidiani, alle malattie che abbiamo vissuto o che qualcuno dei nostri parenti ha; pensiamo alle guerre, alle tragedie umane e, semplicemente, con voce umile, senza fiori, soli, davanti a Dio, davanti a noi diciamo: non so come va questo, ma sono sicuro che Cristo \u00e8 risorto e io ho scommesso su questo\u201d parabola 90).<\/p>\n<p>Da questa narrazione dovrebbe venire al buon cattolico la scossa pi\u00f9 forte: lo mette davanti al mistero e lo provoca ad avvertirlo per intero. A non addomesticarlo. Altro racconto che dovrebbe scuotere \u00e8 quello di una donna che \u201cmuore atea\u201d avendo saputo dell\u2019abuso sessuale della figlia da parte di un prete: un episodio riferito da Francesco il 28 settembre 2015 in aereo, di rientro dagli USA: \u201cIo comprendo quella donna\u201d (parabola 30).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sorprende in queste narrazioni papali \u00e8 la sincerit\u00e0 e l\u2019immediatezza della comunicazione: quelle prove per la fede non le nasconde, non le metabolizza, le propone appena pu\u00f2 in mondovisione e agli operatori dei media.<\/p>\n<p>Ecco una terza parabola d\u2019una schiettezza sconvolgente narrata un mercoled\u00ec alla folla dell\u2019udienza generale parlando della preparazione alla morte: \u201cMi viene alla memoria un vecchietto che diceva: io non ho paura della morte, ho un po\u2019 di paura a vederla venire\u201d (parabola 83). Qui Francesco non dice \u2013 come il predicatore classico \u2013 che \u00e8 sbagliato avere quella paura, invita invece a metterla in conto: \u201cTutti abbiamo un po\u2019 di paura per questa incertezza della morte\u201d.<\/p>\n<p>Di quell\u2019incertezza conviene approfittare, ci dice il discepolo di Ignazio di Loyola inviato al terzo millennio che \u00e8 il padre Bergoglio: essa pu\u00f2 indurci a chiudere gli occhi di fronte al mistero, ma pu\u00f2 anche provocarci a spalancarli. Possibilit\u00e0 che Francesco ci presenta con la parabola del malato terminale, gi\u00e0 persona colta, che si riduce a vivere per strada e infine vegeta in un ostello \u201cchiuso nella sua amarezza\u201d, ma si scuote quando il vicino di letto \u201cche stava peggio di lui\u201d gli chiede di passargli la sputacchiera: \u201cQuella richiesta gli apr\u00ec gli occhi e il cuore a un sentimento potentissimo di umanit\u00e0\u201d (parabola 45).<\/p>\n<p>Nel testo citato il cardinale Martini lamentava che oggi in Europa \u201cnon sappiamo creare nuove parabole\u201d e faceva dipendere quell\u2019incapacit\u00e0 dal fatto che \u201cla nostra esperienza di Dio \u00e8 cos\u00ec poca\u201d. Dalla tenacia di Francesco nel crearle, ovvero nel cavarle dalla vita, possiamo intuire due ricchezze di cui egli \u00e8 portatore: la sua personale esperienza di Dio e la possibilit\u00e0 di narrarla sperimentata in patria. In Europa la parola su Dio si \u00e8 fatta rara e anche per questo era necessario che un araldo del Vangelo venisse a noi dalla fine del mondo.<\/p>\n<p>Ma il magistero narrativo di Francesco non comporta il rischio di fare incerto il messaggio e di non condurlo a punti fermi? E\u2019 un\u2019accusa che gli viene mossa e anche appare utile il confronto con le parabole dei Vangeli: i discepoli appaiono spesso dubbiosi sull\u2019insegnamento proposto dal Rabbi di Galilea con le sue narrazioni di pastori, seminatori, fattori e chiedono spiegazioni. Si direbbe che proprio come Ges\u00f9, Francesco ami indurre i suoi uditori a cercare. \u201cSignore non capisco: \u00e8 una bella preghiera\u201d dice il 14 marzo 2016, dopo aver narrato cinque disgrazie dell\u2019umanit\u00e0 di oggi che ci lasciano senza risposta (parabola 39).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Parabole narrate e parabole vissute<\/strong><\/p>\n<p>Questa ricerca sulla comunicazione per parabole del Papa gesuita non sarebbe completa se non prendesse in esame le parabole vissute e attualizzate, che sono numerose e significative almeno quanto quelle narrate. Proprio come Ges\u00f9, infatti, Francesco parla e agisce in parabole.<\/p>\n<p>Il creativo studioso delle parabole evangeliche Joachim Jeremias intitola \u201cAzioni con intento di parabole\u201d l\u2019ultimo paragrafo del volume \u201cLe parabole di Ges\u00f9\u201d (Paideia 1967, p. 276ss), nel quale segnala l\u2019intento parabolico della \u201ccomunione di mensa con i disprezzati\u201d, dell\u2019autoinvito a casa loro (Zaccheo), della loro accoglienza tra i discepoli (\u201cMatteo il pubblicano\u201d), del cambio del nome di Simone in Pietro, della scelta dell\u2019asina come cavalcatura per l\u2019ingresso in Gerusalemme, della cacciata dei mercanti dal tempio, della lavanda dei piedi, del pianto su Gerusalemme: \u201cLe parabole attualizzate di Ges\u00f9 sono azioni kerigmatiche\u201d. Cio\u00e8 di annuncio del Regno che viene, ovvero di annuncio del Vangelo.<\/p>\n<p>Il cardinale Martini nel volume che ho citato due volte ha un paragrafo simile a questo di Jeremias: lo intitola \u201cParabole narrate e parabole vissute\u201d (pp. 121ss) e in esso segnala come \u201cparabole in azione\u201d oltre ad alcune individuate dall\u2019esegeta tedesco anche il colloquio con la samaritana, la guarigione del paralitico con l\u2019evocazione del perdono dei peccati, la guarigione in giorno di sabato dell\u2019uomo dalla mano paralizzata e della donna curva, il tocco del lebbroso.<\/p>\n<p>Applicando a Papa Bergoglio e alla sua comunicazione immaginativa il criterio di individuazione delle parabole fattuali elaborato dai due studiosi del Nuovo Testamento, abbozzo un elenco di sue parabole vissute, mirando a quelle che egli stesso ha poi \u201cspiegato\u201d in parole.<\/p>\n<p>Chiede preghiera in silenzio su di s\u00e9 e in silenzio benedice i giornalisti: avviene appena eletto e poi in tante occasioni nelle quali dice a gruppi e folle: \u201cOra preghiamo in silenzio col cuore\u201d.<\/p>\n<p>Il gioved\u00ec santo lava i piedi a donne e musulmani e da quella pratica trae un criterio di riforma del rito \u201cin modo che i pastori possano scegliere i partecipanti tra tutti i membri del popolo di Dio\u201d (20 dicembre 2014). Ma la parabola gestuale \u00e8 andata oltre e vi ha incluso i non cristiani.<\/p>\n<p>Evita i pranzi di rappresentanza e quand\u2019\u00e8 in viaggio mangia con chi non conta: con gli ospiti delle mense Caritas ad Assisi, Firenze, Genova; con i carcerati a Napoli e a Milano. Una volta in Vaticano pranza con i dipendenti. A Bologna partecipa alla tavolata dei poveri in San Petronio.<\/p>\n<p>Abbraccia persona colpita dal morbo di Recklinghausen (6 novembre 2013), lebbrosi e simili: anche questo in pi\u00f9 occasioni e luoghi. \u201cIl Buon Pastore non conosce i guanti\u201d dice ai preti il 3 giugno 2016.<\/p>\n<p>Invita a colazione alcuni senza tetto per il proprio compleanno e ne chiama una folla a visitare la Sistina (26 marzo 2015). Prega con loro il \u201cPadre Nostro\u201d e dice: \u201cHo bisogno della preghiera di persone come voi\u201d.<\/p>\n<p>Battezza bambina di una coppia sposata civilmente (12 gennaio 2014): ed \u00e8 parabola vissuta che completa le parabole narrate che dedica alle \u201cdogane pastorali\u201d imposte a chi vive in situazione irregolare. Vedi le parabole 5, 8, 58.<\/p>\n<p>Telefona a Pannella malato e in sciopero della fame per le carceri (25 aprile 2014). Chiama Emma Bonino malata di tumore (1\u00b0 maggio 2015), la riceve, l\u2019invita a un evento vaticano. Con tali gesti sollecita i cattolici ad \u201candare\u201d dai non credenti e a realizzare con loro una \u201cprossimit\u00e0\u201d favorevole alla testimonianza evangelica (esortazione \u201cLa gioia del Vangelo\u201d 255-258).<\/p>\n<p>Sosta in silenzio alla barriera di cemento che separa Israele e Palestina, abbraccia un amico ebreo e uno musulmano davanti al Muro del Pianto, a Yad Vashem bacia le mani ai sopravvissuti della Shoah (26 e 27 maggio 2014).<\/p>\n<p>Chiede la benedizione al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo inchinandosi davanti a lui e Bartolomeo risponde baciandolo sulla testa (29 novembre 2014). Rinuncia cio\u00e8 alla rivendicazione della precedenza, dando gestuale attuazione all\u2019impegno appena annunciato in vista dell\u2019unione: \u201cLa Chiesa cattolica non intende imporre alcuna esigenza se non quella della professione della fede comune\u201d.<\/p>\n<p>Accoglie al Santa Marta con la fidanzata un trans \u201cche era una lei e ora \u00e8 un lui\u201d (parabola 64): \u00e8 l\u2019applicazione simbolica e insieme fattuale del paradigma \u201cintegrare tutti\u201d che trover\u00e0 formulazione compiuta nel paragrafo 297 di <em>Amoris laetitia<\/em>.<\/p>\n<p>A Gyumri in Armenia il 25 giugno 2015 scende dall\u2019aereo fianco a fianco con il catholicos Kzarekin II \u201ccome si addice a due fratelli\u201d: cos\u00ec dir\u00e0 ad Andrea Tornielli nell\u2019intervista di introduzione al volume \u201cFrancesco in viaggio\u201d (Piemme 2017), aggiungendo: \u201cA volte i gesti dicono pi\u00f9 di tante parole\u201d.<\/p>\n<p>In due occasioni natalizie chiede perdono ai dipendenti per gli scandali vaticani e una volta lo chiede all\u2019udienza generale (14 ottobre 2015). Prova cio\u00e8 a comportarsi realmente da \u201cservo dei servi\u201d; e non \u00e8 cosa scontata, nella posizione di pinnacolo del Papa, tant\u2019\u00e8 che nella storia quel titolo di \u201cservo dei servi di Dio\u201d \u00e8 stato anche rivendicato come argomento di precedenza su altri \u201cservi\u201d.<\/p>\n<p>A Nairobi invita i giovani a prendersi per mano come gesto contro il tribalismo (27 novembre 2015). Visita la moschea di Bangui che raggiunge avendo come ospite l\u2019imam sulla papamobile (29 novembre 2015).<\/p>\n<p>A Ciudad Ju\u00e1rez in Messico celebra a 80 metri dalla barriera che chiude gli Usa ai migranti (18 febbraio 2016). Porta con s\u00e9 da Lesbo in Vaticano 12 profughi musulmani (16 aprile 2016): sette mesi prima aveva chiesto alle parrocchie d\u2019Europa di accogliere ognuna un rifugiato.<\/p>\n<p>Mostra ai piccoli del \u201cTreno dei bambini\u201d un giubbetto salvagente che era stato di una bambina morta in mare (28 maggio 2016) e successivamente l\u2019indossa sulla veste bianca nel corso di una riunione della \u201cSezione migranti e rifugiati\u201d del dicastero per lo Sviluppo umano integrale (<em>Il Pontefice che veste i panni dei migranti<\/em>, in \u201cIl Fatto quotidiano\u201d del 13 aprile 2018).<\/p>\n<p>Incontra in una comunit\u00e0 romana venti donne liberate dal racket e chiede loro perdono \u201cper tutti quei credenti che hanno partecipato a questo mercato\u201d (12 agosto 2016). Su questo \u201cgesto\u201d vedi anche la parabola 72.<\/p>\n<p>Con il primate anglicano Welby benedice 17 coppie di vescovi anglicani e cattolici di tutto il mondo per esortarli a collaborare tra loro \u201cmandandoli avanti a due a due come il Signore invi\u00f2 i settantadue discepoli\u201d (5 ottobre 2016).<\/p>\n<p>Incontra in un appartamento romano un gruppo di preti che hanno lasciato il ministero e si sono sposati (11 novembre 2016) e lo fa \u201cperch\u00e9 questi spretati sono guardati con disprezzo\u201d, dir\u00e0 a p. 59 del volume intervista con Dominique Wolton, <em>Dio \u00e8 un poeta<\/em> (Rizzoli 2018).<\/p>\n<p>Svolge in parabole estemporanee piccoli eventi o minimi incidenti che capitano durante le udienze, gli angelus, le visite in parrocchia (parabole 83, 100, 102, 110).<\/p>\n<p>Confessa e si confessa in San Pietro nelle celebrazioni penitenziali della Quaresima. \u201cIl miglior confessore \u00e8 di solito quello che si confessa meglio\u201d dice il 2 giugno 2016 al giubileo dei sacerdoti.<\/p>\n<p>A questo tema del confessore che si confessa risponde bene un\u2019altra parabola che non \u00e8 sua ma di Giovanni Paolo II e che lui ha fatto propria e narrata in almeno due occasioni: intervistato dal giornale milanese\u00a0\u201cScarp de\u2019 tenis\u201d (28 febbraio 2017) e da Wolton nel volume citato \u201cDio \u00e8 un poeta\u201d (vedila alla p. 121). <em>In piazza Risorgimento c\u2019era un senzatetto polacco spesso ubriaco che raccontava di essere stato compagno di seminario del Papa e di avere poi \u201clasciato\u201d per una donna. Gli hanno fatto fare una doccia e l\u2019hanno portato dal papa. S\u2019abbracciano, come stai. Giovanni Paolo lo guarda e gli dice: confessami. Io? Te ne do licenza. Si inginocchia e dopo: ora confessati tu da me. Quell\u2019uomo \u00e8 diventato cappellano in ospedale e ha trascorso il resto della vita facendo del bene.<\/em><\/p>\n<p>Sulla base di questa rassegna \u2013 che potrebbe essere pi\u00f9 ampia \u2013 azzardo una descrizione sommaria del genere comunicativo della \u201cparabola vissuta\u201d che Francesco viene proponendo: si tratta di un atto con una sua concretezza e novit\u00e0, che ha come protagonista il papa in persona, svolto con finalit\u00e0 di insegnamento.<\/p>\n<p>Quasi sempre \u2013 come ho segnalato negli esempi addotti \u2013 l\u2019interpretazione sorge dall\u2019atto o, addirittura, \u00e8 l\u2019idea gi\u00e0 espressa a generare l\u2019atto. \u201cIn alcune circostanze non posso parlare senza gesti. Non mi basta leggere un testo, devo anche fare qualcosa\u201d ha detto Francesco ad Andrea Tornielli nella citata intervista del volume \u201cFrancesco in viaggio\u201d. Una parabola vissuta \u00e8 dunque un atto che veicola un insegnamento pi\u00f9 complesso della sua significanza immediata. Provo a precisare questa prevalenza del significato sul significante in riferimento a due delle parabole fattuali richiamate sopra: il trans ricevuto a Santa Marta e l\u2019incontro con un gruppo di preti che hanno lasciato il ministero.<\/p>\n<p>Immediatamente i due atti dicono misericordia verso gli irregolari o i feriti della vita. Ma se ne svolgi un\u2019ermeneutica compiuta trovi che alludono a possibili cambiamenti del diritto e della prassi, o a una nuova interpretazione degli stessi.<\/p>\n<p>I trans che si sposano sono oggi nell\u2019ordinamento canonico quello che erano gli eunuchi nel giudaismo del tempo di Ges\u00f9: la mutilazione li escludeva dal Tempio, che avrebbero profanato con la loro presenza (Deuteronomio 22, 20) ma i discepoli del Nazareno superano quell\u2019esclusione e il diacono Filippo nel capitolo otto degli \u201cAtti degli Apostoli\u201d battezza l\u2019eunuco etiope incontrato \u201csulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza\u201d mostrando fattualmente che la \u201cvia\u201d cristiana non \u00e8 chiusa a nessuno. Francesco con la sua parabola vissuta ci provoca a guardare oltre ogni norma escludente. Lo stesso per i preti sposati: incontrandoli il papa spinge a immaginare una qualche forma di loro rientro nella \u201cconversazione\u201d ecclesiale.<\/p>\n<p>Francesco ha detto una volta che Ges\u00f9 insegnava con \u201cparole e gesti contundenti\u201d (26 aprile 2018). Anche le sue parole e i suoi atti lo sono. L\u2019insegnamento in parabole scuote e spinge a osare l\u2019inedito.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\">www.luigiaccattoli.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco parla in parabole tratte dalla vita vissuta e questo \u00e8 un aspetto poco studiato della sua predicazione, bench\u00e9 segnalato dai media a motivo di parole e immagini che figurano&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/antologia-delle-pubblicazioni-2\/francesco-parla-in-parabole-come-gesu-di-nazaret\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Francesco parla in parabole come Ges\u00f9 di Nazaret<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":56,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-23014","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23014"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23014\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23015,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23014\/revisions\/23015"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/56"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}