{"id":23528,"date":"2019-10-10T20:37:50","date_gmt":"2019-10-10T18:37:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=23528"},"modified":"2019-10-11T21:23:53","modified_gmt":"2019-10-11T19:23:53","slug":"lesperienza-dellincontro-restituisce-dignita","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/lesperienza-dellincontro-restituisce-dignita\/","title":{"rendered":"L\u2019esperienza dell\u2019incontro restituisce dignit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Mi assegno il compito di abbozzare un passaggio guidato tra il tema del riconoscimento dell\u2019umano proposto quest\u2019anno dal Premio Castelli e quello del convegno che chiama a discutere del carcere secondo umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Parto dall\u2019affermazione che \u00e8 l\u2019esperienza dell\u2019incontro che rende possibile il reciproco riconoscimento dell\u2019umano e che restituisce la consapevolezza della propria dignit\u00e0 a chi teme d\u2019averla perduta, o si vede trattato come se l\u2019avesse perduta.<\/p>\n<p>Il carcerato porta il segno di una condanna sociale che lui per primo pu\u00f2 percepire come esclusione dall\u2019umano. E\u2019 una percezione errata, in contrasto con i principi base del nostro umanesimo e non perseguita dal nostro ordinamento, per il quale \u201cle pene devono tendere alla rieducazione del condannato\u201d (articolo 27 della Costituzione italiana). Ed \u00e8 una percezione che va combattuta promuovendo appunto l\u2019esperienza dell\u2019incontro.<\/p>\n<p>Il riferimento \u00e8 a ogni tipo di incontro realizzabile nella condizione del carcere e ipotizzabile a sua modifica: dei detenuti con i familiari, con i volontari, con gli educatori, con le vittime del proprio comportamento. In appuntamenti individuali e in momenti di socialit\u00e0 condivisa.<\/p>\n<p>I partecipanti a tutte le edizioni del nostro premio hanno sempre espresso, nei modi pi\u00f9 vari, lo stesso anelito: che la nostra societ\u00e0 avverta l\u2019opportunit\u00e0 di riconoscere e valorizzare \u2013 come via primaria per l\u2019umanizzazione del carcere \u2013 il contatto dei detenuti con la societ\u00e0 circostante. Anche nei testi premiati e ascoltati stamane, durante l\u2019assegnazione dei premi, era presente quell\u2019anelito.<\/p>\n<p>Sappiamo quanto sia difficile oggi \u201cvisitare i carcerati\u201d come pure \u00e8 comandato dal comune senso di umanit\u00e0 prima che dal Vangelo. Il nostro Premio si inscrive tra le tante iniziative miranti a dare seguito a quel comandamento del \u201cvisitare\u201d: tante, disseminate per il Paese e condotte da varie aggregazioni e da singoli; ma pur sempre poche, pochissime rispetto al dramma dell\u2019umanit\u00e0 reclusa. Ben pochi ad oggi nella nostra societ\u00e0 hanno coscienza che tra le pene aggiuntive che gravano sui detenuti \u2013 quali il sovraffollamento, la lentezza della giustizia, la mancanza delle condizioni minime di vivibilit\u00e0 degli ambienti \u2013 quella della difficolt\u00e0 di comunicare con l\u2019esterno \u00e8 di certo la pi\u00f9 invasiva.<\/p>\n<p>L\u2019incontro con il reietto ha una chiara matrice evangelica. Tocca il lebbroso e lasciandosi toccare dalla prostituta, parlando con la samaritana, mangiando con i pubblicani, Ges\u00f9 insegna a vincere le separazioni che stabiliscono indegnit\u00e0 morali e impurit\u00e0 legali. Da quel comportamento superante le indegnit\u00e0 viene la regola d\u2019oro che \u00e8 affermata da Paolo nella \u201cLettera ai Galati\u201d: \u201cNon c\u2019\u00e8 Giudeo n\u00e9 Greco; non c\u2019\u00e8 schiavo n\u00e9 libero; non c\u2019\u00e8 maschio e femmina\u201d (3, 28).<\/p>\n<p>Sull\u2019esempio di Cristo, il cristiano non ritiene nessuno escluso o perduto e quando vede che un \u201cfratello\u201d \u00e8 ritenuto tale egli si sente chiamato a muoversi per il suo recupero.<\/p>\n<p>Attenzione, tuttavia: l\u2019esperienza dell\u2019incontro non restituisce la dignit\u00e0, ma la sua percezione. La dignit\u00e0 di figlio di Dio \u2013 o, per dirla laicamente: di appartenente alla comune famiglia umana \u2013 non \u00e8 perduta mai da nessuno, neanche dall\u2019omicida. Essa permane, ferita magari e oscurata, ma intera, in chi \u00e8 ritenuto indegno e persino in chi si ritiene indegno. L\u2019incontro la evidenzia, la onora, la valorizza, ma essa permane inalienabile in ognuno, nonostante ogni traviamento.<\/p>\n<p>La colpa non cancella la dignit\u00e0 del colpevole: da questo insegnamento centrale della tradizione ebraico-cristiana potremmo trarre spunti di arricchimento per molti capitoli della nostra attuale ricerca di una via pi\u00f9 umana nel rimedio alle devianze sociali.<\/p>\n<p>Per l\u2019impegno a ottenere una moratoria universale nell\u2019applicazione della pena di morte, in vista di una sua completa abolizione sul pianeta.<\/p>\n<p>Per l\u2019aspirazione a un effettivo superamento della pena dell\u2019ergastolo, che ci appare oggi lesiva del rispetto della persona umana in misura equivalente, in linea di principio, con la pena di morte, in quanto come quella considera irrecuperabile il reo e ritiene inefficace ogni pedagogia carceraria che si proponga di far valere la finalit\u00e0 rieducativa della pena. Salutiamo la sentenza della Corte europea dei diritti umani, che tre giorni addietro ha fatto obbligo all&#8217;Italia di rivedere la legge sull&#8217;ergastolo ostativo, come una provvidenziale occasione &#8211; credo di poterlo affermare a nome della maggioranza dei presenti &#8211; per riproporre il nostro impegno in vista del superamento della pena dell&#8217;ergastolo. Nella revisione della legge sar\u00e0 certo necessario tener presenti le esigenze di contrasto alla mafia e al terrorismo, che sono all&#8217;origine delle norme da modificare, ma la modifica potr\u00e0 costituire un buon passo avanti nella umanizzazione del carcere che noi perseguiamo.<\/p>\n<p>Per ogni battaglia mirante all\u2019umanizzazione del sistema carcerario. Il rispetto della dignit\u00e0 umana esige un trattamento del detenuto dignitoso e umano.<\/p>\n<p>Per la ricerca di pene alternative al carcere. Che dovrebbe condurci a ritenere il carcere una misura estrema e di emergenza, da limitare il pi\u00f9 possibile e da non concepire mai come sistema sanzionatorio autosufficiente, che realizza in pienezza la sua funzione isolando gli asociali dalla societ\u00e0, mentre la via regale e unica al vero recupero dell\u2019asociale \u00e8 quella di una pi\u00f9 adeguata socializzazione.<\/p>\n<p>Per l\u2019impegno \u2013 che caratterizza gli ambienti associativi che danno vita al Premio Castelli e che hanno promosso questo convegno \u2013 a realizzare un pi\u00f9 diffuso e capillare rapporto tra carcere e societ\u00e0 e in particolare tra il mondo del volontariato e l\u2019universo carcerario.<\/p>\n<p>Una costante provocazione a prendere sul serio il comando evangelico della \u201cvisita ai carcerati\u201d \u2013 dal quale viene il volontariato carcerario cristianamente ispirato \u2013 ci arriva oggi da Papa Bergoglio e dalla sua dichiarata predilezione per i carcerati intesi come i pi\u00f9 poveri tra i poveri. E\u2019 una priorit\u00e0 che egli afferma fattualmente e in parole all\u2019interno della scelta degli \u201cscartati\u201d che guida la sua azione pontificale.<\/p>\n<p>Francesco vede nei carcerati i pi\u00f9 gravi tra i feriti della vita e vorrebbe farsi vicino a ciascuno di loro, come a rovesciare l\u2019idea \u201cricevuta\u201d, che spesso risulta dominante anche negli ambienti ecclesiali, che vede nei carcerati le persone pi\u00f9 lontane e anche pi\u00f9 nocive rispetto alla convivenza sociale.<\/p>\n<p>La preferenza di Papa Bergoglio per i carcerati si esprime con le lavande dei piedi nelle carceri, che ad oggi sono state cinque su sette: nel riformatorio minorile di Casal del Marmo, 2013; a Rebibbia, 2015; nel carcere di Paliano, 2016; a Regina Coeli, 2017; nel carcere di Velletri, 2018. Ma si esprime anche, pi\u00f9 di frequente, con visite alle carceri o incontri con i carcerati in occasione dei viaggi in Italia e nel mondo, o in particolari celebrazioni in San Pietro.<\/p>\n<p>L\u2019idea di vicinanza che lo guida in tali incontri, l\u2019ha espressa in maniera esemplare incontrando il 23 ottobre 2013 i Cappellani delle Carceri Italiane: \u201cCari Fratelli, vi ringrazio, e vorrei approfittare di questo incontro con voi, che lavorate nelle carceri di tutta Italia, per far arrivare un saluto a tutti i detenuti. Per favore dite che prego per loro, li ho a cuore, prego il Signore e la Madonna che possano superare positivamente questo periodo difficile della loro vita\u201d. E ancora: \u201cDite con i gesti, con le parole, con il cuore che il Signore non rimane fuori dalla loro cella, non rimane fuori dalle carceri, ma \u00e8 dentro, \u00e8 l\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Queste parole del Papa ci servano di monito e di incoraggiamento.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>presidente della Giuria<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi assegno il compito di abbozzare un passaggio guidato tra il tema del riconoscimento dell\u2019umano proposto quest\u2019anno dal Premio Castelli e quello del convegno che chiama a discutere del carcere&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/lesperienza-dellincontro-restituisce-dignita\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">L\u2019esperienza dell\u2019incontro restituisce dignit\u00e0<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-23528","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23528","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23528"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23528\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23545,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23528\/revisions\/23545"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}