{"id":23706,"date":"2019-11-13T14:44:33","date_gmt":"2019-11-13T13:44:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=23706"},"modified":"2019-11-13T14:44:58","modified_gmt":"2019-11-13T13:44:58","slug":"attualita-dei-testi-di-baget-bozzo-sullomosessualita","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/attualita-dei-testi-di-baget-bozzo-sullomosessualita\/","title":{"rendered":"\u00a0\u00a0 Attualit\u00e0 dei testi di Baget Bozzo sull\u2019omosessualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Relazione al convegno della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cGianni Baget Bozzo. Un intellettuale del Novecento italiano. <\/em><\/p>\n<p><em>Ricordi e testimonianze nel decennale della scomparsa\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Roma mercoled\u00ec 30 ottobre 2019 \u2013 ore 17.00<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi tengo a un microcosmo delle opere e dei giorni cos\u00ec complessi di Gianni Baget Bozzo: l\u2019attualit\u00e0 della sua elaborazione sull\u2019omosessualit\u00e0, che merita di essere valorizzata a dieci anni dalla morte.<\/p>\n<p>Per dirla veloce: ha esplorato il possibile linguaggio civile e cristiano su questa difficile frontiera e l\u2019ha fatto con genialit\u00e0, ma questo suo apporto \u00e8 restato totalmente ignorato. Forse a motivo della perdita di autorit\u00e0 sulle questioni alte seguita ai molti cambiamenti d\u2019opinione accumulati negli anni. Fors\u2019anche perch\u00e9 l\u2019ambiente del centrodestra nel quale concluse la sua attivit\u00e0 non era sensibile alla battaglia in difesa degli omosessuali, mentre gli altri ambienti da tempo il Baget Bozzo berlusconiano l\u2019avevano dato per perso. Lo stacco ormai decennale da queste circostanze potrebbe favorire una riscoperta.<\/p>\n<p>La spinta ad abbozzarla mi \u00e8 venuta da un convegno per il decennale organizzato a Genova il maggio scorso dal \u201cCentro studi don Gianni Baget Bozzo\u201d. C\u2019ero perch\u00e9 di quel prete vulcano ero stato amico e avevo scritto in morte. Alla domanda su ci\u00f2 che restava del terremoto ch\u2019era stato, avevo risposto che la difesa degli omosessuali era forse l\u2019eredit\u00e0 pi\u00f9 viva. Il suo volume \u201cLa Chiesa e la cultura radicale\u201d (Queriniana 1978) aveva gi\u00e0 un capitolo sulla \u201ccondizione omosessuale\u201d: da allora e per trent\u2019anni la sua \u00e8 stata una delle poche voci \u2013 pochissime in campo cristiano \u2013 che in Italia hanno azzardato qualche parola su questa frontiera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La mia conoscenza di don Gianni<\/strong><\/p>\n<p>Forse pu\u00f2 essere utile \u2013 a intendere le ragioni e il taglio di questo mio contributo in memoria di Baget Bozzo \u2013 un minimo ragguaglio sulla relazione trentennale con don Gianni. E\u2019 stata una relazione professionale, da giornalista a personaggio pubblico, che sarebbe troppo chiamare amicizia, ma che raggiunse una buona sintonia negli anni 1976-1995, cio\u00e8 per l\u2019intero ventennio della sua collaborazione a \u201cRepubblica\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ho aiutato nella collaborazione a \u201cRepubblica\u201d, che avvi\u00f2 quand\u2019ero il vaticanista di quel giornale. Fui io a presentarlo al direttore Eugenio Scalfari che non lo conosceva. Don Gianni aveva mandato un articolo battuto a macchina, all\u2019interno di una busta affrancata sulla quale aveva scritto di sua mano l\u2019indirizzo al \u201cdirettore di Repubblica\u201d. Io \u2013 oltre che vaticanista \u2013 ero incaricato della rubrica delle lettere. Portai l\u2019articolo al direttore e gli dissi che a mio parere andava pubblicato. Scalfari lo lesse, lo trov\u00f2 buono e mi chiese: \u201cChi \u00e8 Gianni Baget Bozzo?\u201d Glielo dissi e mi chiese di sintetizzare la mia informazione per mettere due righe a cappello dell\u2019articolo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il distico di presentazione che scrissi per quell\u2019articolo, che fu pubblicato con il titolo \u201cIl ruolo dei cattolici nella societ\u00e0 radicale\u201d (12 maggio 1976):\u00a0<em>Volentieri pubblichiamo questo intervento di Gianni Baget Bozzo, esponente della Democrazia cristiana negli anni \u201950, ora sacerdote e storico del partito cattolico<\/em>. Poi per pi\u00f9 di cinque anni (finch\u00e8 restai alla Repubblica) ne rividi gli articoli che i dimafonisti tastierizzavano a fatica, stante la sua dizione avventurosa.<\/p>\n<p>Ho molto imparato da Baget Bozzo nell\u2019arte della comunicazione, nella quale era grande. Sono stato ospite nella sua mitica casa genovese. Qualche volta ho polemizzato con lui, specie in materia di Islam e ho parlato di lui in morte, lodandolo per i doni che da lui mi sono venuti e che amo interpretare in riferimento alla vocazione orbitante che l\u2019induceva a frequenti cambiamenti di militanza culturale, ecclesiale e politica. Essa era sorella della leggerezza, della passionalit\u00e0 e della vivezza d\u2019anima che lo caratterizzavano.<\/p>\n<p>Frequentandolo mi sono convinto ch\u2019egli fosse guidato come da un istinto che lo portava, nel tempo, a cercare l\u2019altra faccia d\u2019ogni pianeta, come chi giri intorno al Colosseo facendo suoi tutti i punti di vista che viene sperimentando. Credo che abbia fatto questo sulla DC, sul Concilio, su Dossetti, sull\u2019Islam. Non sapevi dove l\u2019avresti ritrovato, da un capodanno all\u2019altro. Quell\u2019interminata rotazione gli permetteva di sentire il pro e il contro di una situazione e di un personaggio. Gli regalava anche l\u2019esperienza di spiazzanti bilocazioni: nel 1978 dirigeva ancora \u201cRenovatio\u201d ed entrava nel gruppo di redazione di \u201cBozze\u201d, qualche anno prima aveva collaborato in contemporanea con il cardinale Siri e con la Pro Civitate Christiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tra i lasciti primeggiano le parole sull\u2019omosessualit\u00e0 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni lasciti di don Gianni a dieci anni dalla morte ci appaiono pi\u00f9 chiari. L\u2019intelligenza dei giorni che viveva, il lavoro assiduo nella loro interpretazione, la capacit\u00e0 di esplorare linguaggio, il coraggio di esporsi. L\u2019attitudine a parlare di Dio nella lingua dell\u2019epoca. L\u2019insistenza sul \u201cdono\u201d dei profeti e sulla necessit\u00e0 di riscattarlo nei confronti del sacerdozio: la sua passione per Savonarola non \u00e8 mai venuta meno. La denuncia del peso che il magistero ha posto sulla sessualit\u00e0. La rivendicazione della libert\u00e0 di scelta politica per i cattolici, in anni a essa ostili.<\/p>\n<p>Nessuna operazione sarebbe pi\u00f9 arbitraria di quella che presumesse di staccare questi suoi apporti dalla vocazione orbitante, assumendoli in un \u201cfermo immagine\u201d senza indicazione di data e di contesto. Si perderebbe il controluce, l\u2019intima dialettica che connota la sua interminata istruttoria e che la fa comprensibile solo se la cogliamo sullo sfondo dell\u2019intero sviluppo orbitale. Per esempio l\u2019attitudine a parlare di Dio nella lingua dell\u2019epoca \u2013 che a mio parere \u00e8 il pi\u00f9 duraturo dei suoi doni \u2013 ci apparirebbe monca, unidirezionale; mentre fu autenticamente cattolica, ovvero universale, anche se necessariamente indirizzata a destinatari diversificati, che in una stagione potevano essere i lettori di \u201cRepubblica\u201d e in un\u2019altra quelli del \u201cGiornale\u201d.<\/p>\n<p>Altrettanto \u2013 credo \u2013 si potrebbe dire per il tema dei temi che \u00e8 il rapporto tra cristianesimo e storia: non ha solo affermato il convincimento del carattere plurale, anzi molteplice, di quel rapporto, ma ne ha dato una dimostrazione fattuale impegnandosi nei decenni in successive e varie sue sperimentazioni.<\/p>\n<p>Non avesse orbitato e non si fosse contraddetto, non sarebbe stato don Gianni e noi oggi non saremmo qui a parlarne. Ma torno ora alla difesa degli omosessuali, che mi appare come il lascito pi\u00f9 vivo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quattordici testi coraggiosi <\/strong><\/p>\n<p>Dopo il convegno genovese ho cercato tra i miei appunti e presso il Centro studi di Genova \u2013 aiutato dal presidente Patrizio Odetti \u2013 e ho trovato 14 testi di don Gianni sull\u2019omosessualit\u00e0. Sbrogliando la matassa e cercando di coglierne il messaggio d\u2019insieme, ne ho tirato quattro fili di vivo colore che mi paiono utili per l\u2019attuale dibattito.<\/p>\n<ol>\n<li>E\u2019 oggi necessaria una teologia del sesso e in essa dell\u2019omosessualit\u00e0, che mai fu pensata nei secoli.<\/li>\n<li>Insieme alla ricerca dell\u2019intenzione divina sulle persone omosessuali occorre sviluppare una carit\u00e0 ecclesiale che le liberi dal paradosso della verginit\u00e0 coatta e della scomunica oggettiva nel quale ancora sono imprigionate.<\/li>\n<li>La coppia omosessuale stabile va suggerita in ambito ecclesiale e va riconosciuta in ambito civile ma senza equipararla al matrimonio.<\/li>\n<li>Nel civile non \u00e8 accettabile nessuna limitazione legislativa dell\u2019identit\u00e0 omosessuale e dell\u2019esercizio attivo della tendenza omosessuale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Dipano i quattro fili segnalando in ordine di data qualche passo dei quattordici testi che dicevo. Ha senso farlo perch\u00e9 mai nessuno li aveva visti tutti, essendo apparsi sulle testate pi\u00f9 diverse, nel corso di tre decenni, a firma di un personaggio controverso e sempre controvento.<\/p>\n<p>\u201cSi potrebbe considerare una teologia della omosessualit\u00e0, in quanto diversa dalla sodomia, in quanto condizione, non in quanto perversione\u201d: cos\u00ec don Gianni in un saggio che intitola \u201cIl mistero del sesso\u201d, scritto per il quaderno 10-11\/1976 della rivista Testimonianze (pp. 659-664), a sollecitazione di una \u201ceconomia della misericordia ecclesiale verso gli omosessuali per natura\u201d, avvertendo che essa \u201cnon pu\u00f2 per\u00f2 mai giungere a legittimare la coppia omosessuale, senza venir meno alla morale che segue il modello teologale\u201d. Scorrendo gli altri scritti che dedicher\u00e0 alla questione, trovo ch\u2019egli sempre manterr\u00e0 questa riserva, pur cercando di ampliare negli anni i confini della misericordia.<\/p>\n<p>Nel citato volume \u201cLa Chiesa e la cultura radicale\u201d del 1978 e con un articolo intitolato \u201cUno sbaglio di Dio?\u201d, che scrive in quello stesso anno per il quotidiano il Giorno (4 marzo) segnala la \u201cnuova problematica\u201d che \u00e8 necessario affrontare se si accetta la distinzione tra \u201comosessualit\u00e0 e sodomia\u201d che \u201cnon sono la medesima realt\u00e0\u201d. \u201cLa tradizione biblica ed ecclesiale \u2013 scrive don Gianni nell\u2019articolo del Giorno \u2013 ha condannato la seconda, ma non ha affrontato il delicato problema sollevato dalla prima. E\u2019 per questo che il teologo si trova di fronte a un problema nuovo quando deve domandarsi quale sia l\u2019intentio della Provvidenza divina nel far s\u00ec che esistano uomini e donne private della inclinazione sessuale che loro compete\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vergini per precetto o in scomunica oggettiva<\/strong><\/p>\n<p>Il testo pi\u00f9 audace \u00e8 un articolo di Repubblica del 1\u00b0 novembre 1986, apparso con il titolo \u201cE Wojtyla riscopre Sodoma\u201d. Qualifica come \u201cinaccettabile\u201d una lettera ai vescovi del cardinale Ratzinger che propone un\u2019interpretazione restrittiva della dichiarazione \u201cPersona humana\u201d della Congregazione per la Dottrina (1975). Eccone la conclusione: \u00abLa dichiarazione del 1975 ha aperto un cammino senza ritorni, perch\u00e9 pone la sessualit\u00e0 dell\u2019omosessuale sul medesimo piano di quella eterosessuale. Chiudere l\u2019apertura d\u2019orizzonte fatta da Paolo VI sul piano della dottrina ecclesiale \u00e8 storicamente impossibile\u00bb.<\/p>\n<p>\u201cOmosessuale sacerdote ideale\u201d \u00e8 il titolo provocatorio (ovviamente non suo) di un intervento che gli fu chiesto dall\u2019Espresso del 5 agosto 1990 a riguardo della disputa sull\u2019ammissione alla vita religiosa di donne e uomini con tendenze omosessuali, accesa dalla pubblicazione di \u201cDirettive sulla formazione negli istituti religiosi\u201d da parte della competente Congregazione romana. \u201cLa condizione omosessuale pu\u00f2 integrarsi nella vita sacerdotale e religiosa ugualmente quanto la eterosessuale\u201d \u00e8 la tesi del nostro.<\/p>\n<p>In una dichiarazione per un\u2019inchiesta su omosessualit\u00e0 e scienza del settimanale Panorama del 15 settembre 1991, don Gianni cos\u00ec argomenta il \u201cparadosso\u201d dei credenti omosessuali: \u201cSono mantenuti ai margini della Chiesa e costretti moralmente alla castit\u00e0. I gay credenti sarebbero, per cos\u00ec dire, dei vergini per precetto. Oppure si troverebbero in una situazione di scomunica oggettiva. Un paradosso\u201d.<\/p>\n<p>Con un articolo intitolato \u201cDiritti dell\u2019Omo\u201d su Panorama del 9 agosto 1992 polemizza con un altro documento vaticano contrario al riconoscimento civile delle coppie omosessuali: \u201cNegli Usa il dibattito sui diritti degli omosessuali \u00e8 molto diffuso e i teologi moralisti hanno consigliato pi\u00f9 volte agli omosessuali un partner stabile invece che variabile. Questo consiglio assume un nuovo valore del tempo dell\u2019aids. Il documento vaticano ha di terribile questo: sembra voler lasciare fuori dalla carit\u00e0 ecclesiale questa condizione umana, molto aperta verso il fatto religioso\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019omosessualit\u00e0 pu\u00f2 essere un fatto cristiano<\/strong><\/p>\n<p>Sempre a favore del riconoscimento civile delle coppie omosessuali \u00e8 un intervento sul Giornale del 18 marzo 2000, a eco di una mozione del Parlamento europeo che sollecitava gli stati membro a tale passo: \u201cEsiste un diritto civile di un omosessuale a manifestare la sua condizione senza ricevere sanzioni o limitazioni [\u2026]. Una strada per dare forma giuridica alla convivenza omosessuale potrebbe essere trovata evitando l\u2019equiparazione alla famiglia e certamente escludendola dalla educazione dei figli adottivi\u201d.<\/p>\n<p>Con due interventi sul Foglio Quotidiano del 7 e 10 giugno 2000 don Gianni cerca di mediare tra gli organizzatori del Gay Pride romano, programmato a sfida del Grande Giubileo, e papa Wojtyla che lo deplorer\u00e0 all\u2019angelus del 9 luglio, cio\u00e8 all\u2019indomani della manifestazione. \u201cCredo che l\u2019omosessualit\u00e0 possa essere un fatto cristiano\u201d afferma nel secondo dei due articoli.<\/p>\n<p>\u201cLa Chiesa sbaglia: sugli omosessuali deve aprire gli occhi\u201d \u00e8 il titolo di un\u2019intervista al Corriere della Sera del 4 luglio 2000, ancora in riferimento al Gay Pride: \u00abL\u2019omosessualit\u00e0 non \u00e8 una malattia, non \u00e8 una colpa. \u00c8 una condizione naturale, che comincia dalla nascita. Non c\u2019 \u00e8 scelta. E se non c\u2019 \u00e8 scelta non pu\u00f2 esserci condanna. Le censure ai preti e alle suore che si occupano del tema appaiono eccessive\u00bb.<\/p>\n<p>La sovraesposizione mediatica in zona Gay Pride costringe don Gianni a dichiarare in pi\u00f9 occasioni: \u201cNon provo sentimenti omosessuali. Non ho confessato la mia omosessualit\u00e0. Non ho voluto dare scandalo\u201d (Corriere della Sera dell\u201911 giugno 2000). E dovr\u00e0 smentire ancora per anni, per esempio con il settimanale Sette del Corsera l\u201911 marzo 2004: \u201cTu sei omosessuale? \u2013 No\u201d. E pi\u00f9 avanti, nella stessa intervista: \u201cSono vergine\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019evoluzione della Chiesa pu\u00f2 continuare<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPreti omosessuali: cos\u00ec la Chiesa difende il sacerdozio\u201d \u00e8 il titolo con cui il Giornale del 3 dicembre 2005 pubblica un intervento di don Gianni su un documento vaticano che esclude gli omosessuali dal sacerdozio: \u201cQuesta esclusione \u00e8 sicuramente un fatto nuovo, ma non significa affatto che un omosessuale non possa, nel cambiamento della vita che comporta il dono della grazia santificante, vivere la vita conforme alla legge cristiana. Forse proprio questo fatto nuovo dell\u2019esclusione degli omosessuali dal sacerdozio deve determinare una maggior riflessione nella Chiesa perch\u00e9 non accada che l\u2019omosessualit\u00e0 diventi quasi un fatto etnico, mentre nella Chiesa non vi \u00e8 n\u00e9 uomo n\u00e9 donna\u201d.<\/p>\n<p>Con il titolo \u201cI gay arma dell\u2019Unione Europea contro la Chiesa\u201d il Giornale del 1\u00b0 maggio 2007 pubblica la reazione di don Gianni a una risoluzione del Parlamento Europeo che censura la posizione della Chiesa Cattolica sull\u2019omosessualit\u00e0. Riporto questa frase che guarda in avanti: \u201cIl linguaggio del peccato contro natura \u00e8 finito e l\u2019evoluzione della Chiesa pu\u00f2 continuare\u201d.<\/p>\n<p>Notare la data di quest\u2019ultimo intervento: per un trentennio Baget Bozzo ha tenuto fede alla sua rivendicazione di uno spazio ecclesiale per gli omosessuali. E l\u2019ha tenuta nel cambio d\u2019ogni altro suo schierarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il don Gianni teologo non va ridotto al politico<\/strong><\/p>\n<p>Dicevo sopra che i mutamenti d\u2019opinione hanno tolto autorit\u00e0 a don Gianni Baget Bozzo. Quando scriveva il primo dei testi che ho richiamato, collaborava con Rocca e con Repubblica, alla data dell\u2019ultimo mandava pezzi a Tempi e al Giornale.<\/p>\n<p>Ma il Baget Bozzo teologo con va schiacciato sul don Gianni della politica. Era laureato in teologia alla Lateranense, l\u2019ha insegnata nel seminario di Genova, ha diretto la rivista \u201cRenovatio\u201d, \u00e8 stato per tutta la vita un onnivoro lettore delle pubblicazioni di teologia in ogni lingua.<\/p>\n<p>Al filone della ricerca teologale vanno ricondotti gli interventi sull\u2019omosessualit\u00e0, che mai sono citati in pubblicazioni sull\u2019argomento. Io li ho segnalati da giornalista. A chi cura la memoria di don Gianni l\u2019invito a cercarne altri. A chi ne ha gli strumenti, la provocazione a studiarli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Relazione al convegno della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice \u201cGianni Baget Bozzo. Un intellettuale del Novecento italiano. 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