{"id":23871,"date":"2019-12-20T19:39:43","date_gmt":"2019-12-20T18:39:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=23871"},"modified":"2019-12-20T19:39:43","modified_gmt":"2019-12-20T18:39:43","slug":"se-il-vaticano-sia-o-no-sullorlo-del-fallimento","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/se-il-vaticano-sia-o-no-sullorlo-del-fallimento\/","title":{"rendered":"Se il Vaticano sia o no sull\u2019orlo del fallimento"},"content":{"rendered":"<p><em>Dossier per il settimanale polacco \u201cTygodnik Powszechny\u201d dell\u20198 dicembre 2019<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero che il Vaticano sia sull\u2019orlo del fallimento ma \u00e8 vero che la riforma dell\u2019economia avviata da Benedetto XVI e continuata da Francesco non ha \u2013 fino a oggi \u2013 raggiunto gli obiettivi essenziali. Tra questi c\u2019erano la riduzione della spesa e la trasparenza della gestione: la spesa continua ad aumentare e la trasparenza appare irraggiungibile. Ma non manca qualche segno di speranza che viene dalle ultime nomine ai ruoli di vertice del settore economico.<\/p>\n<p>Il giornalista italiano Gianluigi Nuzzi con il volume \u201cGiudizio universale. La battaglia finale di Papa Francesco per salvare la Chiesa dal fallimento\u201d (pubblicato dall\u2019editore Chiarelettere nel mese di ottobre) ha dato fiato alle trombe dell\u2019Apocalisse per piazzare sul mercato il suo quinto pamphlet sulle finanze vaticane, dopo <em>Vaticano Spa<\/em> (2009),\u00a0<em>Sua Santit\u00e0<\/em> (2012),\u00a0<em>Via Crucis<\/em> (2015), <em>Peccato originale<\/em> (2017).<\/p>\n<p>Sono volumi che pubblicano documenti riservati ottenuti per via confidenziale, dando per lo pi\u00f9 sbocco pubblicistico a lotte interne al mondo vaticano. I documenti sono autentici e utili a conoscere aspetti particolari della governance vaticana, ma l\u2019interpretazione degli stessi \u00e8 quasi sempre fuorviante, condizionata da una conoscenza parziale dei fattori in gioco e mirata a drammatizzarne le prospettive.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo volume si basa su \u201coltre tremila documenti raccolti dal 2013 a oggi, tutti riservati e finora mai divulgati\u201d: cos\u00ec afferma l\u2019autore. Sono verbali di riunioni di organismi economici, corrispondenze tra l\u2019uno e l\u2019altro, rapporti di agenzie esterne di valutazione, resoconti di interventi papali in sedi riservate. Ne emergono un quadro d\u2019insieme preoccupante e singole vicende conflittuali, ma la conclusione che sia imminente un fallimento globale \u00e8 una forzatura.<\/p>\n<p>Mettiamo la lente su due passaggi dell\u2019allarme lanciato da Nuzzi. Il primo riguarda la gestione \u201cclientelare\u201d e il deficit senza precedenti dell\u2019Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), cio\u00e8 dell\u2019organismo portante dell\u2019economia vaticana; il secondo \u00e8 l\u2019indicazione di un tempo di cinque anni per sanare la situazione, pena il default.<\/p>\n<p>Ambedue i passaggi sono nelle pagine di apertura del volume, dove si leggono titoli lampeggianti: \u201cUna gestione catastrofica\u201d, \u201cSolo cinque anni al crac\u201d. A met\u00e0 volume arriva un capitolo intitolato \u201cIl baratro\u201d.<\/p>\n<p>Citando da un dossier consegnato al Papa a fine maggio del 2019, Nuzzi scrive che \u201cl\u2019Apsa\u00a0nel 2018 per la prima volta ha chiuso in negativo il proprio esercizio: mai il risultato operativo era sceso del 27 per cento, mai quello finanziario aveva registrato un meno 67 per cento, n\u00e9 quello di gestione un meno 56 per cento\u201d.<\/p>\n<p>Il volume di Nuzzi compare nelle librerie romane il 21 ottobre e il 22 arriva tramite il quotidiano italiano \u201cAvvenire\u201d la precisazione dell\u2019arcivescovo Nunzio Galantino, presidente dell\u2019Apsa: \u00abIn realt\u00e0 la gestione ordinaria dell\u2019Apsa nel 2018 ha chiuso con un utile di oltre 22 milioni di euro. Il dato negativo contabile \u00e8 esclusivamente dovuto a un intervento straordinario volto a salvare l\u2019operativit\u00e0 di un ospedale cattolico e i posti di lavori dei suoi dipendenti\u00bb. Il riferimento \u00e8 all\u2019ospedale dermatologico Idi di Roma, di propriet\u00e0 di una congregazione religiosa (Figli dell\u2019Immacolata Concezione), per il salvataggio del quale l\u2019Apsa ha speso 50 milioni di euro.<\/p>\n<p>Nuzzi punta poi il dito contro la gestione \u201cinefficiente e clientelare\u201d del patrimonio immobiliare della Santa Sede (che ammonta a 4.421 unit\u00e0,\u00a0di cui 2.400 appartamenti e 600 tra negozi e uffici, per lo pi\u00f9 a Roma e a Castel Gandolfo): il 15% delle locazioni sarebbe a canone zero e il 50% a prezzi di favore. Questa \u00e8 la risposta di Galantino: \u00abQuelli che non producono reddito sono gli appartamenti di servizio o gli uffici della Curia. Prendiamo i palazzi di piazza Pio XII [che si trova tra via della Conciliazione e piazza San Pietro]:\u00a0se ci fai un albergo extra lusso \u00e8 un discorso, se ci metti gli uffici della Curia romana, come \u00e8 adesso, non valgono niente.\u00a0Inoltre circa il 60 per cento degli appartamenti \u00e8 affittato ai dipendenti che hanno necessit\u00e0, ai quali viene riconosciuto un canone di affitto ridotto. Questa \u00e8 una forma di housing sociale. Se lo fanno le grandi aziende private, sono realt\u00e0 benemerite che si prendono cura del personale. Se lo fa il Vaticano, siamo degli incompetenti\u00bb.<\/p>\n<p>Alla domanda sul che fare Galantino risponde: \u201cQui non c\u2019\u00e8 alcun crac o default. C\u2019\u00e8 solo l\u2019esigenza di una spending review. Ed \u00e8 quanto stiamo facendo. Siamo una realt\u00e0 che si rende conto che bisogna contenere le spese\u201d.<\/p>\n<p>Quanto alla previsione dei cinque anni disponibili per evitare il \u201cbaratro\u201d, Nuzzi la trae per via di interpretazione \u2013 che \u00e8 una via scivolosa \u2013 da una frase del maltese Joseph Zahra, vicecoordinatore del Consiglio per l\u2019economia: \u201cBisogna elaborare un piano di sviluppo economico per un periodo di cinque-sette anni\u201d. Sta a dire che per contrastare efficacemente l\u2019attuale tendenza all\u2019aumento della spesa e alla riduzione delle entrate non ci si pu\u00f2 affidare a misure contingenti, ma occorre un piano organico da mandare a regime nel giro di 5-7 anni. Questa \u00e8 invece la lettura apocalittica di Nuzzi: \u201cLe finanze della Chiesa possono reggere solo fino al 2023\u201d.<\/p>\n<p>La risposta di responsabili delle finanze vaticane \u00e8 affidate di nuovo ad \u201cAvvenire\u201d: il quotidiano dei vescovi italiani chiarifica il 23 ottobre che \u201cil deficit fatto registrare dall\u2019ultimo bilancio consolidato della Santa Sede \u2013 quello del 2018 \u2013 \u00e8 di 43 milioni di euro. Una cifra che chiede di essere ridotta ma non preoccupa, n\u00e9 per le sue dimensioni, n\u00e9 per le cause che l\u2019hanno determinata, che sono principalmente gli stipendi dei 4.810 dipendenti (2.880 della Santa Sede, 1930 dello Stato). I bilanci in rosso, in Vaticano, non sono una novit\u00e0. Nel 1980 i miliardi di vecchie lire di passivo furono 31. Una cifra che \u2013 se ricalcolata con i tassi di inflazione di questi 39 anni \u2013 non \u00e8 lontana dall\u2019attuale, anzi \u00e8 probabilmente superiore\u201d.<\/p>\n<p>Scrive ancora \u201cAvvenire\u201d che \u201cesaminando i bilanci tra il 2001 e il 2015 si pu\u00f2 constatare che i conti della Santa Sede chiudono dieci volte in passivo e solo sei volte in attivo. E negli anni della crisi, dal 2008 in poi va ancora peggio: sei volte in passivo e due in attivo\u201d. In altre parole: Curia e Stato vaticano stanno vivendo una delle tante emergenze economiche sperimentate nei decenni.<\/p>\n<p>Ascoltata l\u2019accusa di Nuzzi e la difesa degli amministratori vaticani resta il fatto che la situazione delle finanza papale non \u00e8 buona. Non \u00e8 drammatica, da \u201cGiudizio universale\u201d come vorrebbe il titolo del volume di Nuzzi, ma non \u00e8 neanche tranquilla. E\u2019 vero che le casse vuote sono un elemento ricorrente nella storia del Papato, ma \u00e8 vero anche che a seguito del Vaticano II le spese sono cresciute velocemente, con l\u2019aumento degli organismi curiali e delle iniziative papali, con la crescita numerica del Collegio dei cardinali, con i mezzi di comunicazione sempre pi\u00f9 costosi (i dipendenti del settore sono 563, pi\u00f9 di quelli della Segreteria di Stato, che sono 477), con la continua convocazione di concistori e sinodi, simposi, congressi.<\/p>\n<p>L\u2019idea che la Curia debba dimagrire e il personale vada ridotto era gi\u00e0 coltivata \u2013 inutilmente \u2013 sotto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Sotto Francesco quell\u2019obiettivo \u00e8 stato perseguito soprattutto con accorpamenti di pi\u00f9 organismi in uno. Per esempio dal 2017 i consigli Giustizia e Pace, Cor Unum, Migranti e Itineranti, Operatori Sanitari sono tutti confluiti nell\u2019attuale Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Per questa via si \u00e8 forse semplificata la governance curiale, ma \u00e8 ormai comprovato che non si \u00e8 ridotto il personale. Gli osservatori prevedono che neanche la definitiva riforma della Curia \u2013 che sar\u00e0 promulgata il prossimo anno \u2013 aiuter\u00e0 a ridurre il numero dei dipendenti. Almeno non lo ridurr\u00e0 con effetto immediato: ci vorranno comunque tempi lunghi.<\/p>\n<p>Papa Francesco ha dato direttive rigorose per la riduzione del personale, ma l\u2019applicazione di quelle direttive \u00e8 risultata faticosa e d\u2019esito incerto: niente licenziamenti, piuttosto prepensionamenti, riduzione degli organici e ridistribuzione degli esuberi tra i vari uffici. Gli addetti al piano di riduzione del personale \u2013 varato alla fine del 2018 \u2013 ritengono che qualche effetto si potr\u00e0 vedere solo in capo a cinque o dieci anni. L\u2019urgenza di correre ai ripari viene dal fatto che nel frattempo diminuisce il rendimento degli investimenti, a motivo della congiuntura economica non favorevole in zona euro; si contrae il contributo proveniente dalle diocesi e dalle congregazioni religiose: oggi tutto il mondo cattolico \u00e8 in affanno economico; e cala \u2013 seppure con andamento alterno \u2013 anche quello dell\u2019Obolo di San Pietro.<\/p>\n<p>La raccolta dell\u2019Obolo \u00e8 danneggiata dalla continua emergenza di scandali, di vicende opache, di inchieste penali in materia economica che raramente arrivano a condanne significative ma che sollevano il chiasso dei media e allarmano i fedeli. Tra le vicende oscure va ricordata l\u2019improvvisa cacciata, nel 2012 \u2013 sotto Papa Benedetto \u2013 del presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi. Oscurissima \u00e8 stata la dimissione forzata del revisore dei conti, Massimo Milone, nel giugno del 2017.<\/p>\n<p>Tra i dirigenti finiti davanti al tribunale vaticano ci sono Angelo Caloia, gi\u00e0 presidente dell\u2019IOR (l\u2019accusa \u00e8 di peculato, il processo avviato nel 2014 \u00e8 ancora in corso); l\u2019ex presidente della Fondazione Bambino Ges\u00f9, Giuseppe Profiti, condannato nel 2017 a un anno di reclusione per abuso d\u2019ufficio (vicenda dell\u2019appartamento del cardinale Bertone); l\u2019ex direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani e il suo vice Massimo Tulli, condannati nel 2018 per una \u201cmala gestione\u201d che avrebbe provocato un danno di 47 milioni di euro.<\/p>\n<p>Il monsignore Nunzio\u00a0Scarano, gi\u00e0 contabile dell\u2019Apsa, ha auto il febbraio scorso dal tribunale di Roma una condanna a tre anni di reclusione per calunnia e corruzione in una vicenda di trasporto illegale di denaro tra Svizzera e Italia.<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 ottobre scorso abbiamo avuto notizia dell\u2019avvio di un\u2019inchiesta giudiziaria a carico di cinque persone, tra le quali il direttore dell\u2019Aif Tommaso di Ruzza e il capoufficio della Segreteria di Stato Mauro Carlino. C\u2019\u00e8 chi sostiene \u2013 all\u2019interno dello stesso Vaticano \u2013 che quest\u2019ultima inchiesta, che ha per oggetto l\u2019acquisto di un immobile a Londra, sia stata favorita dagli avversari del cardinale Angelo Becciu, che da sostituto alla Segreteria di Stato \u2013 lo \u00e8 stato dal 2011 al 2018 \u2013 ha governato in gran parte il settore delle finanze e che ora \u00e8 passato ad altro incarico. Tra gli oppositori di Becciu viene indicato anche Milone e si pensa che sia lui che ha fornito una parte delle carte riservate che sono entrate nel libro di Nuzzi.<\/p>\n<p>I segni di speranza \u2013 dicevo all\u2019inizio \u2013 vengono dalle persone chiamate a risanare i conti della Santa Sede. Le ultime due nomine sono anche le pi\u00f9 importanti: l\u2019arcivescovo Nunzio Galantino, chiamato all\u2019Apsa nel 2018, del quale abbiamo gi\u00e0 ascoltato i buoni propositi; e il padre gesuita Guerrero Alves, nominato prefetto della Segreteria per l\u2019Economia il 14 novembre scorso. Sono due scelte fuori dalle righe, compiute direttamente dal Papa, che ripone in loro una fiducia di persona a persona, basata su una lunga collaborazione nel caso di Galantino, incoraggiata dalla comune formazione gesuitica nel caso di Guerrero Alves.<\/p>\n<p>Un indiretto segno di speranza lo possiamo vedere nella scelta \u2013 avvenuta il 3 ottobre \u2013 del nuovo presidente del Tribunale vaticano, Giuseppe Pignatone, un magistrato italiano che \u00e8 stato procuratore della Repubblica a Reggio Calabria e a Roma: ha fama d\u2019onesto e severo. Non ha avuto paura delle mafie, non l\u2019avr\u00e0 dei monsignori. E\u2019 un ruolo che non ha direttamente a che fare con l\u2019economia, ma indirettamente s\u00ec, perch\u00e8 in Vaticano ci sono continuamente vicende economiche che finiscono in tribunale e nel tribunale si insabbiano o arrivano a conclusioni inefficaci.<\/p>\n<p>Nunzio Galantino \u00e8 stato Parroco e vescovo in piccoli centri dell\u2019Italia meridionale fino al 2013, quando Francesco lo fece segretario della Conferenza episcopale italiana. Studioso del filosofo italiano dell\u2019Ottocento Antonio Rosmini (una personalit\u00e0 riformatrice del cattolicesimo italiano citata spesso da Papa Bergoglio), Galantino \u00e8 anche un uomo semplice, dai modi schietti e dal linguaggio popolare, che guida da solo la propria automobile. Attraverso di lui Francesco ha governato per cinque anni l\u2019episcopato italiano dettando una linea di rinnovamento che non sempre ha avuto l\u2019apprezzamento della maggioranza dei vescovi. Il Papa ritiene dunque che sia preparato a remare controcorrente anche nel mondo vaticano.<\/p>\n<p>Se la fiducia posta in Galantino \u00e8 comprovata, quella verso il padre gesuita Juan Antonio Guerrero Alves \u00e8 una scommessa, ma confortata dallo spontaneo consenso di questo gesuita spagnolo al desiderio del Papa di sottrarre i ruoli curiali al sistema delle cordate e delle carriere cardinalizie. Il padre Guerrero Alves prende il ruolo che fu del cardinale George Pell, attualmente in carcere in Australia per abusi sessuali: ma si dichiara innocente e ha ottenuto di ricomparire davanti alla corte per il giudizio d\u2019appello. Al momento della chiamata in Vaticano Guerrero Alves era consigliere generale della Compagnia di Ges\u00f9. Ha studiato economia ed \u00e8 stato provinciale e maestro dei novizi della Compagnia di Ges\u00f9 in Spagna, missionario in Mozambico. Mettere a capo delle finanze vaticane uno che \u00e8 stato missionario in Africa pare un buon colpo. Ma il miglior sale di questa nomina \u00e8 quello anticarriera.<\/p>\n<p>All\u2019atto della nomina VaticanNews ha informato che \u201cil padre Sosa, Superiore Generale della Compagnia di Ges\u00f9, ha chiesto a Sua Santit\u00e0 che questa nomina non venisse associata all\u2019episcopato, in modo che padre Guerrero possa tornare, finito il suo servizio, alla normale vita di gesuita\u201d. Si pu\u00f2 immaginare che sia nelle corde del Papa gesuita che quanti sono chiamati in Curia ne escano con lo stesso vestito con il quale vi erano entrati cinque o dieci anni prima.<\/p>\n<p>Oltre che sale c\u2019\u00e8 anche pepe in questo gesuita che non vuole l\u2019episcopato e dunque neanche il cardinalato: infatti lo statuto della Segreteria per l\u2019Economia prevede che il responsabile di questo dicastero sia un cardinale. La Segreteria ha un ruolo di controllo su organismi che a loro volta sono guidati da cardinali ed \u00e8 una regola non scritta del mondo vaticano che un cardinale non debba mai sottostare a qualcuno che cardinale non \u00e8. \u201cSpero di contribuire alla trasparenza economica della Santa Sede e all\u2019impegno di fare un uso efficiente dei beni e delle risorse che sono al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa\u201d: in questa dichiarazione del nuovo prefetto dell\u2019Economia si riflette l\u2019indicazione che gli avr\u00e0 dato Francesco di persona.<\/p>\n<p>Si direbbe che Papa Bergoglio deluso dalla mala riuscita di molti uomini nuovi da lui scegli per la riforma dell\u2019economia, con Galantino e Guerrero Alves sia ricorso alle teste di cuoio.<\/p>\n<p>Questo articolo era gi\u00e0 spedito da Roma a Cracovia quando \u00e8 arrivata \u2013 il 27 novembre \u2013 la nomina a presidente dell\u2019Aif dell\u2019esperto italiano di vigilanza bancaria Carmelo Barbagallo, che ha lavorato a lungo per la Banca d\u2019Italia acquisendo un\u2019ottima reputazione di uomo competente e rigoroso. Dunque la buona scelta dei collaboratori compie un altro passo.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dossier per il settimanale polacco \u201cTygodnik Powszechny\u201d dell\u20198 dicembre 2019 &nbsp; Non \u00e8 vero che il Vaticano sia sull\u2019orlo del fallimento ma \u00e8 vero che la riforma dell\u2019economia avviata da&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/se-il-vaticano-sia-o-no-sullorlo-del-fallimento\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Se il Vaticano sia o no sull\u2019orlo del fallimento<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-23871","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23871","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23871"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23872,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/23871\/revisions\/23872"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}