{"id":2388,"date":"2009-10-19T18:05:28","date_gmt":"2009-10-19T16:05:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2388"},"modified":"2010-11-21T21:59:35","modified_gmt":"2010-11-21T21:59:35","slug":"l%e2%80%99europa-e-ancora-il-continente-della-speranza","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/l%e2%80%99europa-e-ancora-il-continente-della-speranza\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa \u00e8 ancora il continente della speranza?"},"content":{"rendered":"<p>Relazione al seminario internazionale<br \/>\n\u201cValori e prospettive per l\u2019Europa di domani\u201d<br \/>\npromosso dal Circolo Verso l\u2019Europa<br \/>\n<em>Chiusi della Verna (AR) &#8211; Sabato 10 ottobre \u2013 ore 10,00<\/em><\/p>\n<p>Che cosa ha da offrire al mondo l\u2019Europa di oggi? E\u2019 ancora una fonte di speranza questa nostra Europa che si va unificando ma che sembra farlo con sorprendente lentezza e incontrando sempre nuove contraddizioni? Che sembra incerta sulla propria missione storica e persino sulla propria identit\u00e0 culturale? Che invecchia con il veloce innalzamento dell\u2019et\u00e0 media dei suoi abitanti e deve scommettere sull\u2019immigrazione per sostenere il proprio sistema produttivo? Immigrazione che teme di non poter controllare e che un giorno potrebbe condurla dove mai avrebbe voluto arrivare?<br \/>\nNon mancano voci allarmate sul destino storico del continente. E tra queste non si pu\u00f2 trascurare quella autorevolissima di Benedetto XVI, che \u00e8 stato definito \u201cl\u2019ultimo papa europeo\u201d [Bernard Lecomte, <em>Benoit XVI. Le dernier pape europ\u00e9en<\/em>, Perrin 2006; traduzione italiana <em>Benedetto XVI. L\u2019ultimo papa europeo<\/em>, San Paolo 2007].<br \/>\n\u00ab<em>L\u2019Europa sembra incamminata su una via che potrebbe portarla al congedo dalla storia<\/em>\u00bb: cos\u00ec parla Benedetto XVI \u00adcon riferimento alla crisi demografica del continente, incontrando il 24 marzo 2007 i vescovi europei riuniti in Vaticano in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni dei Trattati di Roma. Il papa riconosce \u00abil lungo cammino\u00bb compiuto in mezzo secolo, che \u00abha condotto alla riconciliazione dei due polmoni, l\u2019Oriente e l\u2019Occidente\u00bb, ma pi\u00f9 ampia \u00e8 la sua attenzione alle minacce che incombono, prima fra tutte quella dell\u2019identit\u00e0 che si va perdendo e che il Cristianesimo aveva \u00abcontribuito a forgiare\u00bb, acquisendo un ruolo \u00abnon soltanto storico ma fondativo nei confronti dell\u2019Europa\u00bb. \u00abQuesta singolare forma di apostasia da se stessa, prima ancora che da Dio \u2013 si domanda papa Benedetto \u2013 non induce forse l\u2019Europa a dubitare della sua stessa identit\u00e0?\u00bb<br \/>\nDue grandi domande \u2013 dunque \u2013 propone il papa: il futuro che viene a mancare a causa delle culle vuote e il dubbio sulla propria identit\u00e0, una volta smarrito \u2013 o messo in forse \u2013 il riferimento al cristianesimo. \u00a0Non proveremo a rispondere a queste due domande del nostro papa, ma le terremo in conto nel nostro laico ragionare. Guarderemo anche alle preoccupazioni di questo che potrebbe essere \u2013 si sente dire \u2013 l\u2019ultimo \u201cpapa europeo\u201d.<br \/>\nNo, io non credo che sar\u00e0 l\u2019ultimo. Non credo che l\u2019Europa non abbia pi\u00f9 nulla da dire al mondo. Non credo all\u2019invecchiamento biologico delle civilt\u00e0.<br \/>\nCredo che anche le culle torneranno a riempirsi nel nostro continente, che \u00e8 comunque tra le aree pi\u00f9 popolose del pianeta. Come mostra il caso della Francia, la natalit\u00e0 risale con politiche familiari efficaci e durature.<br \/>\nCredo che il domani del pianeta sia destinato a essere il crogiuolo di un incontro, o incrocio, o meticciato senza precedenti di ogni cultura e civilt\u00e0 e credo che in Europa viva una componente della famiglia umana esperta e capace di incontro, forse la pi\u00f9 capace \u2013 oggi \u2013 tra tutte. Il domani dell\u2019umanit\u00e0 sar\u00e0 la patria \u2013 io credo \u2013 di chi meglio sapr\u00e0 andare all\u2019incontro del diverso restando se stesso. E questo l\u2019Europa ha fatto per gran tempo e fa tuttora meglio di altri.<br \/>\nChe sia nel nostro cromosoma culturale il gene dell\u2019incontro non sar\u00e0 difficile a segnalare. Erodoto che narra di ogni popolo che sia sotto il sole e Strabone che descrive ogni terra e Alessandro Magno che arriva all\u2019India nella sua folle corsa a calcare ogni suolo potrebbero bastare per l\u2019apporto dei greci in questa gara a guardare pi\u00f9 ampiamente e andare al largo. Il genio di Roma in tale direzione ci \u00e8 ancora pi\u00f9 familiare e lo riscopriamo quando usciamo dai confini attuali dell\u2019Europa \u2013 magari per una vacanza \u2013 e ne troviamo il segno vivo in Turchia, nelle emozionanti rovine di Efeso, o in Siria, o in Tunisia. L\u2019Impero romano, le sue strade e il suo latino. Il Sacro Romano Impero che giunge fino al Congresso di Vienna. La seconda e la terza Roma, Costantinopoli e Mosca, che aprono e svolgono imperi abbracciando i millenni e i continenti. Senza quelle imprese non ci sarebbe oggi l\u2019avventura dell\u2019Unione Europea.<br \/>\nLo slancio missionario del cristianesimo, terzo fattore dell\u2019eredit\u00e0 europea, dice poi un ampliamento ancora pi\u00f9 grande, a ogni popolo, a ogni uomo, fino ai confini della terra. E Marco Polo che percorre da mercante e da cristiano met\u00e0 del pianeta con inesausta curiosit\u00e0 del diverso, e Francesco \u2013 siamo a La Verna, una delle sue patrie \u2013 che va senza armi e senza scorta all\u2019incontro del Sultano, e Matteo Ricci che si fa cinese.<br \/>\nE le Repubbliche marinare. E Colombo e la Spagna che \u2013 volendo \u201cbuscar el Levante por el Poniente \u2013 vanno nelle Americhe, seguiti dal Portogallo, dalla Francia, dall\u2019Olanda e dall\u2019Inghilterra. E ancora il Portogallo che va in India e in Indonesia, circumnavigando l\u2019Africa. E gli inglesi che vanno in Australia e in Nuova Zelanda.<br \/>\nIl Mediterraneo infine dove da sempre l\u2019Europa ha convissuto con l\u2019Islam: ecco la scuola, l\u2019ombelico si direbbe, di quel genio dell\u2019incontro che ci caratterizza e che ci ha fatti diversi \u2013 anche in anni recenti e tutt\u2019oggi \u2013 rispetto agli Stati Uniti d\u2019America, nostri cugini, nel guardare ai popoli musulmani e nel rispondere alla sfida della convivenza che essi ci pongono.<br \/>\nPoi Napoleone va in Egitto e in Siria sul finire del Settecento \u2013 nel 1798 \u2013 e sul suo esempio per un secolo e mezzo l\u2019intera Europa andr\u00e0 per tutto il mondo nella smisurata e violenta avventura coloniale: la Russia occuper\u00e0 le attuali Repubbliche asiatiche; la Germania, l\u2019Italia, la Francia, l\u2019Olanda, il Belgio, la Gran Bretagna, la Spagna e il Portogallo occuperanno ognuna una zona dell\u2019Asia e dell\u2019Africa.<br \/>\nDominio e rapina, ma anche incontro. Fino alle due guerre mondiali, quando l\u2019Europa convocher\u00e0 il mondo al suo massacro\u2026 Indelebili macchie e colpe e sfruttamento. Ma anche planetario sommovimento e incrocio.<br \/>\nCreazione degli stati nazionali, loro diffusione nel mondo, apogeo e follia degli stessi stati nazionali che incendiano il mondo con i loro conflitti e oggi, come in un\u2019inaspettata palingenesi quella stessa Europa che avvia un processo di unione con il quale sta mostrando al mondo la via per il superamento degli Stati nazionali.<br \/>\nDunque l\u2019Europa esperta e capace di incontro per quanto riguarda il passato, ma anche creatrice di nuove possibilit\u00e0 di incontro per il futuro, con la stessa costruzione della propria unit\u00e0. E prima ancora del fatto dell\u2019unit\u00e0, \u00e8 il modo e il metodo di quella costruzione che rappresentano un insegnamento epocale offerto a tutti sul pianeta: una costruzione di grande portata e rilievo, ciclopica si direbbe e inedita ovunque e sempre, di tanti popoli e lingue e tradizioni e stati che liberamente si avvicinano e si uniscono.<br \/>\nEcco come potremmo riassumere questo esempio o ammaestramento: l\u2019Europa ha esportato nel mondo \u2013 nei secoli XIX e XX \u2013 la forma dello Stato nazionale e ora sta mostrando al mondo il superamento di quella forma, verso una modalit\u00e0 creativa di convivenza e collaborazione oltre i confini statuali.<br \/>\nUna modalit\u00e0 ardua perch\u00e9 comporta una progressiva rinuncia alla sovranit\u00e0 e all\u2019autosufficienza nazionale per costruire insieme un\u2019entit\u00e0 sovranazionale. E\u2019 grande impresa perch\u00e9 \u00e8 naturale la tendenza all\u2019accrescimento della sovranit\u00e0 e dell\u2019indipendenza, non alla loro rinuncia. In questo processo unitivo viene dunque sperimentata una modalit\u00e0 costruens-destruens [che costruisce riducendo] profondamente umanistica perch\u00e9 pacifica, democratica e consensuale in ogni suo passaggio: moneta unica, abolizione delle frontiere, una comune politica agricola.<br \/>\nLa portata storica e inedita del fatto \u00e8 presto detta. Dal 1\u00b0 gennaio del 2007 gli Stati membro dell\u2019Unione Europea sono 27, con una popolazione complessiva che sfiora il mezzo miliardo (492 milioni secondo la stima pi\u00f9 recente) e un prodotto interno lordo globale (stimato per il 2008 in 12.504 miliardi di euro) che ne fa la prima economia al mondo. Tenendoci al solo dato della popolazione, l\u2019Unione Europea \u00e8 superata solo da Cina e India, mentre oltrepassa di 200 milioni gli USA e di 360 milioni la Russia.<br \/>\n\u201cMa \u00e8 un processo lento \u2013 si obietta \u2013 e che rischia di incepparsi a ogni momento\u201d. Valgano a sua difesa due considerazioni. La prima riguarda il fatto che tutto questo che diciamo si \u00e8 compiuto in soli 50 anni: 50 anni compivano i Trattati di Roma nel 2007 e 40 anni compie nel 2009 il Circolo \u201cVerso l\u2019Europa\u201d che ci ha chiamati qui! Non \u00e8 un tempo lungo, se si considera le radici profonde degli Stati dell\u2019Europa. Cinquant\u2019anni \u00e8 la misura breve di una vita umana: se l\u2019intero processo dell\u2019unificazione dovesse abbracciarne due, di vite d\u2019uomo, sarebbe un tempo accettabile.<br \/>\nLa seconda considerazione riguarda le cause della lentezza. Appena una settimana addietro \u2013 il 2 ottobre \u2013 abbiamo visto il \u201cs\u00ec\u201d plebiscitario dell\u2019Irlanda al trattato di Lisbona. Un precedente referendum, nel giugno del 2008, aveva bocciato quel trattato. Ora sono 25 su 27 i paesi che l\u2019hanno ratificato. L\u2019adesione irlandese trascina con s\u00e9 quella polacca e dunque si sta andando al completamento delle adesioni: c\u2019\u00e8 questa fatica, nella costruzione dell\u2019Europa, ma essa procede. La fatica dice che si tratta di una grande impresa, non che essa non possa riuscire.<br \/>\nIl futuro del cristianesimo europeo, infine. Ero il 30 settembre ad ascoltare il papa all\u2019udienza generale che riferiva del suo viaggio del 26-28 settembre nella Repubblica Ceca: \u201c\u00c8 stato un vero pellegrinaggio e, al tempo stesso, una missione nel cuore dell\u2019Europa: pellegrinaggio, perch\u00e9 la Boemia e la Moravia sono da oltre un millennio terra di fede e di santit\u00e0; missione, perch\u00e9 l\u2019Europa ha bisogno di ritrovare in Dio e nel suo amore il fondamento saldo della speranza\u201d. Ecco il punto. Il nostro tema ci interroga sulla speranza dell\u2019Europa e il Papa afferma che l\u2019umanit\u00e0 europea non potr\u00e0 ritrovare il \u201cfondamento\u201d della speranza se non lo cerca in Dio.<br \/>\nAbbiamo alle spalle l\u2019aspra contesa sul preambolo della Carta costituzionale europea. L\u2019arcivescovo Jean-Louis Tauran nel maggio del 2003 protestava \u2013 a nome del papa Giovanni Paolo II \u2013 per la mancata citazione del nome cristiano nella bozza di Costituzione europea, affermando che quella omissione rivelava \u201cuna prepotente tentazione di riscrivere la storia\u201d. Aveva ragione.<br \/>\nMa Val\u00e9ry Giscard d\u2019Estaing, presidente della Convenzione costituente, reagiva affermando che la menzione del cristianesimo era stata mantenuta implicita \u2013 essa era allusa dall\u2019evocazione dello \u201cslancio spirituale che ha percorso l\u2019Europa ed \u00e8 ancora presente nel suo patrimonio\u201d \u2013 perch\u00e9 \u201caltrimenti avremmo dovuto menzionare anche<br \/>\nle altre tradizioni religiose presenti nel continente, dal giudaismo all\u2019Islam\u201d. E io trovo che anche lui aveva ragione! Ma oso immaginare che ambedue gli impegni \u2013 di nominare il cristianesimo e di non misconoscere le altre fedi \u2013 andavano onorati, nel rispetto della realt\u00e0 storica e attuale.<br \/>\nLa presenza forzosa e conflittiva delle tre fedi \u00e8 nella storia dell\u2019Europa, mentre la loro compresenza accettata e pacificata si pone oggi come condizione per il suo futuro. Dal microcosmo dell\u2019aula scolastica al macrocosmo dell\u2019Unione europea, la via della compresenza e della reciproca accettazione appare ormai ineludibile.<br \/>\nDobbiamo dire che questa via non \u00e8 stata neanche tentata nelle fasi di battito in vista della Carta costituzionale europea perch\u00e9 perdura tra noi un riflesso \u2013 spesso inconsapevole \u2013 della secolare lotta per il dominio tra le componenti dell\u2019umanesimo europeo. Abbiamo cos\u00ec assistito al muro contro muro tra chi voleva il richiamo alle \u201ccorrenti filosofiche dei Lumi\u201d \u2013 che erano infatti citate nel preambolo della bozza \u2013 e non si menzionassero i retaggi religiosi, e chi invece rivendicava il ruolo del cristianesimo come superiore e fondante rispetto a ogni altra ispirazione.<br \/>\nChi scommette sulla compresenza come fondamento di buona convivenza, non avr\u00e0 difficolt\u00e0 ad accettare la menzione dei Lumi accanto a quella delle fedi. Ma c\u2019\u00e8 da attendersi la permanenza di una componente laicista che preferisce l\u2019azzeramento di ogni referenza valoriale, purch\u00e8 scompaia il cristianesimo dalla \u201ctavola\u201d della convivenza europea. Cos\u00ec come non \u00e8 esaurita la fazione cristianista che non si riconosce in nulla che non porti il solo nome cristiano. E\u2019 da sperare che sul lungo periodo anche gli orti conclusi degli opposti esclusivismi siano penetrati dall\u2019opera di purificazione della memoria, attiva da tempo nel campo della cultura e avviata ultimamente in quello delle fedi.<br \/>\nL\u2019Europa come laboratorio delle diversit\u00e0 riconciliate potr\u00e0 un giorno tornare ospitale anche per il nome cristiano, quando non l\u2019avvertir\u00e0 pi\u00f9 come portatore di una minaccia di dominio. Le Chiese nel continente si sono indebolite, non sono pi\u00f9 legate ai poteri statuali e hanno accettato la convivenza plurale ma sono ancora percepite da molti \u2013 specie negli ambienti della leadership economica, politica e mediatica \u2013 come miranti al dominio delle coscienze e all\u2019imposizione per legge dei propri convincimenti.<br \/>\nQuando finalmente sar\u00e0 caduto questo timore, il cristianesimo potr\u00e0 tornare a essere amato in Europa e sar\u00e0 riabbracciato da una \u201cminoranza creativa\u201d \u2013 concetto usato da papa Benedetto nella conversazione con i giornalisti sull\u2019aereo che il 26 settembre lo portava da Roma a Praga \u2013 che lo sapr\u00e0 riproporre in una ritrovata freschezza alle nuove generazioni non pi\u00f9 segnate da alcun timore nei suoi confronti.<br \/>\nQuale sar\u00e0, in definitiva il contributo cristiano di cui l\u2019Europa del futuro non potr\u00e0 fare a meno per essere se stessa e per fornire un segno di speranza agli abitanti della citt\u00e0 mondiale? Mi piace dirlo \u2013 qui a La Verna, il \u201cdivotissimo monte\u201d come lo chiamano le <em>Considerazioni sulle stimmate<\/em> \u2013 con un riferimento all\u2019umanesimo francescano, cio\u00e8 a Francesco come \u201cuomo nuovo donato dal Cielo al mondo\u201d: cos\u00ec lo chiama Bonaventura nella <em>Legenda Maior<\/em> (XII, 8). Egli insegn\u00f2 a vedere un fratello in ogni uomo e una sorella nella natura: questo forse e infine sar\u00e0 l\u2019apporto cristiano al futuro dell\u2019Europa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione al seminario internazionale \u201cValori e prospettive per l\u2019Europa di domani\u201d promosso dal Circolo Verso l\u2019Europa Chiusi della Verna (AR) &#8211; Sabato 10 ottobre \u2013 ore 10,00 Che cosa ha&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/l%e2%80%99europa-e-ancora-il-continente-della-speranza\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">L\u2019Europa \u00e8 ancora il continente della speranza?<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-2388","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2388"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2388\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5724,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2388\/revisions\/5724"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}