{"id":24031,"date":"2020-01-22T17:30:07","date_gmt":"2020-01-22T16:30:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=24031"},"modified":"2020-01-22T19:06:24","modified_gmt":"2020-01-22T18:06:24","slug":"ascoltare-il-malato-e-mettersi-insieme-allascolto-del-signore","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/ascoltare-il-malato-e-mettersi-insieme-allascolto-del-signore\/","title":{"rendered":"Ascoltare il malato e mettersi insieme all\u2019ascolto del Signore"},"content":{"rendered":"<p><em>Incontro con i cappellani ospedalieri romani<\/em><\/p>\n<p><em>Sala Conferenze del Seminario Romano Maggiore<\/em><\/p>\n<p><em>Piazza San Giovanni 4 \u2013 mercoled\u00ec 22 gennaio 2020<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Propongo dieci stazioni del cristiano e della famiglia cristiana nella malattia: dieci stazioni nel cammino che va dalla scoperta di un male grave all\u2019impegno per una morte consapevole. Derivano dall\u2019esperienza vissuta e dalla ricerca di testimonianze d\u2019oggi sull\u2019accettazione dell\u2019handicap, della malattia, della vecchiaia e della morte: della morte propria e di quella altrui.<\/p>\n<p><strong>1. Vincere il tab\u00f9 del male<\/strong>. Per vivere le prove del dolore con l\u2019aiuto della Chiesa domestica e della grande Chiesa, \u00e8 necessario vincere il tab\u00f9 del male, che impone di esorcizzarlo tacendo. Occorre comunicare nella prova e per poter comunicare occorre conoscerla nella sua verit\u00e0, compresa la malattia per la quale non vi sono cure. Con le cautele del caso, \u00e8 bene avere come ideale cui tendere la piena e tempestiva consapevolezza del malato e del morente. Tale atteggiamento \u00e8 presupposto dalla nuova disciplina del sacramento dell\u2019Unzione. Papa Wojtyla che annuncia in diretta tv il suo ricovero \u201cper accertamenti\u201d (12 luglio 1992) e chiede alla Chiesa l\u2019accompagnamento della preghiera si pone come modello di questa pedagogia. Lo stesso fa oggi Papa Francesco con i \u201cVenerd\u00ec della misericordia\u201d.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Tenere la mano al malato<\/strong>. Non preoccuparsi quando non si pu\u00f2 parlare, o non si sa parlare. Come nella coppia, anche nella comunit\u00e0 \u2013 e in quella complicit\u00e0 che ci lega a chi soffre, se soffriamo con lui \u2013 la vicinanza dice pi\u00f9 della parola. Ed \u00e8 pi\u00f9 importante dello stesso aiuto pratico che si pu\u00f2 dare: tenere la mano \u00e8 pi\u00f9 che dare una mano. \u201cIl contatto fisico \u00e8 il primo dei bisogni dell\u2019essere umano quando viene al mondo: nessuno stupore che sia anche l\u2019ultimo a scomparire\u201d (Spinsanti). Con l\u2019espressione \u201ctenere la mano\u201d riassumo ogni contatto: per lettera, per telefono, con doni, nella preghiera comune. Ma intendo anche il contatto fisico \u2013 che pu\u00f2 benissimo restare silenzioso \u2013 con il corpo di chi soffre. Anche il tempo della preghiera pu\u00f2 trovare un prolungamento nel silenzio del contatto fisico. \u201cSpero di avere qualcuno che mi tenga la mano\u201d aveva detto il cardinale Carlo Maria Martini. Meglio una cura in meno e una fine consapevole, che un\u2019ospedalizzazione escludente. Papa Francesco sul \u201cbravo medico\u201d che dice al sacerdote malato: \u201cIo l\u2019accompagner\u00f2 fino alla fine\u201d (17 novembre 2017 \u2013 parabola 92 del mio volumetto Paoline \u201cCentodieci parabole di Papa Francesco\u201d).<\/li>\n<li><strong>Parlare e ascoltare<\/strong>. Ogni complicit\u00e0, amicizia, amore cerca le parole. Ogni rapporto umano, che si sviluppi in condizioni di normalit\u00e0, ha bisogno d\u2019essere detto per essere pieno. C\u2019\u00e8 un\u2019esperienza cristiana di conversazione con i malati da riprendere e valorizzare fuori dai pietismi e devozionismi tradizionali, che difficilmente oggi potrebbero essere accettati. In questa ricerca della conversazione, occorre evitare ogni ansia di trovare le parole: si tratter\u00e0 piuttosto di attenderle come dono reciproco, nella sofferenza condivisa. Possiamo per\u00f2 da subito cercarle \u2013 ovvero attenderle \u2013 nella condivisione della preghiera, che \u00e8 luogo di incontro con la Parola di Dio e provocazione alla parola umana.<\/li>\n<li><strong>Fare spazio alla coppia<\/strong>. La malattia \u2013 e la morte \u2013 nella coppia coinvolge l\u2019altro o l\u2019altra, \u00e8 diversa dalla malattia \u2013 e dalla morte \u2013 di chi vive solo. Se assistiamo un malato sposato, non preoccupiamoci di parlare noi, facciamo parlare i due. Ci\u00f2 \u00e8 importante per ogni donna e ogni uomo che hanno scelto di vivere nella donazione reciproca, per il completamento della loro storia d\u2019amore. Ma vale due volte per la coppia cristiana, dove gli sposi devono essere aiutati a porsi reciprocamente come ministri della Parola, ministri straordinari dell\u2019Eucarestia (se il contesto lo permette, il malato e il coniuge che l\u2019assiste possono condividere il pane e il vino, porgendoli l\u2019uno all\u2019altro con gesti simili a quelli che la creativit\u00e0 liturgica ha proposto per la celebrazione del matrimonio), partecipi dell\u2019imposizione delle mani nell\u2019Unzione degli infermi.<\/li>\n<li><strong>Coinvolgere la famiglia<\/strong>. Tenere, se possibile, il malato in casa. Se \u00e8 necessario il ricovero, fare di tutto perch\u00e9 sia garantita la presenza della famiglia e soprattutto del coniuge. Anche se quella e questo hanno paura: \u00e8 un loro dovere. Anche se non sembrano adatti: nessuno pu\u00f2 dire il significato di uno sguardo, o di un pianto della persona che conta. Provocare la comunicazione all\u2019interno della famiglia: invitando colui che sa, che tiene i contatti con i medici, a informare nell\u2019essenziale gli altri membri. La famiglia come piccola Chiesa pu\u00f2 essere riscoperta nella malattia. Se gi\u00e0 vissuta, avr\u00e0 forse in essa il suo momento di pienezza. L\u2019Unzione degli infermi va celebrata in sua presenza, o ripetuta con essa se \u2013 per emergenza \u2013 non fu possibile coinvolgerla nella prima celebrazione.<\/li>\n<li><strong>Convocare la comunit\u00e0<\/strong>. La malattia va vissuta ecclesialmente: per avere il sostegno dei fratelli nella prova, per partecipare con la sofferenza alla vita della comunit\u00e0. E si deve tendere a una celebrazione ecclesiale della morte: che va vista dalla famiglia dei credenti nella resurrezione come \u201cil momento pi\u00f9 alto e pi\u00f9 vitale di tutta la nostra vita, che va celebrato in bellezza, in grandezza e comunitariamente, ecclesialmente\u201d (Giuseppe Dossetti). La Chiesa fu convocata per il mio battesimo e la mia cresima, ha festeggiato la mia prima partecipazione all\u2019Eucarestia, mi ha accompagnato alle nozze: voglio che mi accompagni all\u2019appuntamento decisivo con il Signore. Dal vescovo Filippo Franceschi che chiede al suo presbiterio l\u2019unzione degli infermi, il gioved\u00ec santo del 1989; alla morte nella Chiesa del cardinale Martini, che abbiamo gi\u00e0 nominato: ecco i segni di questa stagione ecclesiale. Il padre Gabriele Allegra, missionario siciliano in Cina, beatificato nel 2012 ad Acireale, aveva chiesto il Magnificat per la sua morte; il vescovo Luigi Maverna aveva chiesto il canto dell\u2019Exultet. La mia esperienza con Tonino Bello.<\/li>\n<li><strong>Rispettare il mistero del male<\/strong>. Nel lamento di Giobbe e di Rachele, nel grido di Ges\u00f9 sulla croce, nelle visioni dell\u2019Apocalisse la malattia, la sofferenza e la morte restano un mistero e un abisso da cui solo la resurrezione e il Regno ci liberano davvero. Evitare di dare spiegazioni del male che non sia quella cristologica della partecipazione alla passione e alla morte di Cristo, in vista di essere associati alla sua resurrezione. Ogni altra spiegazione \u2013 comprese quelle pi\u00f9 accreditate dalla tradizione devozionale: del tipo che la malattia \u00e8 punizione dei peccati, o prova che il Signore ci manda \u2013 rischia di suonare ideologica e di offendere la giusta ribellione al male e la giusta disputa con Dio che ogni malato, o morente sopporta o accende nel suo intimo. In questo i Papi Benedetto e Francesco hanno offerto lo stesso insegnamento: non abbiamo parole umane per rispondere alla domanda del \u201cperch\u00e9\u201d che viene dal sofferente.<\/li>\n<li><strong>Non moltiplicare le devozioni<\/strong>. Attorno a ogni malato si addensano le invocazioni e le attese del miracolo, le pratiche di guarigione, le imposizioni delle mani, gli scapolari, le acque, gli oli, i pani, i panni benedetti. Occorre tornare alla sobriet\u00e0 dell\u2019Unzione e alla sua povert\u00e0 di parole: \u201cIl sacerdote impone le mani sul corpo dell\u2019infermo senza nulla dire\u201d. La malattia pu\u00f2 essere vissuta come invocazione muta, in cui si sperimenta l\u2019ignoranza creaturale di cui parla Paolo nella lettera ai Romani: \u201cLo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perch\u00e9 nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare\u201d (8,26). A questo rigore deve arrivare il rispetto del mistero del male. Molti arrivano a subire la tentazione di non credere, quando l\u2019invocazione loro suggerita nella malattia non \u00e8 stata esemplata su quella di Ges\u00f9 nell\u2019Orto (non \u00e8 restata cio\u00e8 aperta all\u2019accoglienza della volont\u00e0 del Padre): avevamo pregato tanto, ma \u00e8 stato tutto inutile\u2026<\/li>\n<li><strong>Concentrarsi sulla passione di Ges\u00f9<\/strong>. Se \u00e8 possibile, leggere con il malato la passione di Ges\u00f9. E leggere solo quella, se non \u00e8 possibile altro. Perch\u00e9 si abbia \u2013 il malato e noi \u2013 la guida all\u2019unica invocazione sicura e all\u2019unico atteggiamento normativo che ci derivano dal comportamento di Cristo. Anche la nostra protesta si pu\u00f2 collegare alla sua: \u201cDio Mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d Se \u00e8 possibile, leggere successivamente e per intero le quattro narrazioni evangeliche della passione, fino al racconto della resurrezione incluso. Non \u00e8 necessario alcun commento: la vita del malato \u00e8 commento sufficiente alla passione del Signore.<\/li>\n<li><strong>Proiettarsi nell\u2019attesa del Regno<\/strong>. Il racconto della resurrezione e le promesse neotestamentarie della seconda venuta dovrebbero costituire il culmine dell\u2019accompagnamento ecclesiale del malato e del morente. Nei casi di meno facile comunicazione \u2013 o di minore preparazione \u2013 baster\u00e0 insistere sulle parole \u201cvenga il tuo Regno\u201d, \u201cliberaci dal male\u201d, \u201coggi stesso sarai con me in Paradiso\u201d. La malattia fa radicale l\u2019invocazione. L\u2019invocazione cristiana radicale \u00e8 quella che si esprime \u201cnell\u2019attendere e nell\u2019affrettare la venuta del giorno di Dio\u201d (2 Pietro 3,11). Quell\u2019invocazione non \u00e8 intesa dall\u2019uomo sano, ma pu\u00f2 essere intesa dal malato, il quale andr\u00e0 accompagnato perch\u00e9 la possa pronunciare a nome di tutti.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro con i cappellani ospedalieri romani Sala Conferenze del Seminario Romano Maggiore Piazza San Giovanni 4 \u2013 mercoled\u00ec 22 gennaio 2020 &nbsp; Propongo dieci stazioni del cristiano e della famiglia&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/ascoltare-il-malato-e-mettersi-insieme-allascolto-del-signore\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Ascoltare il malato e mettersi insieme all\u2019ascolto del Signore<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-24031","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/24031","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24031"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/24031\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24038,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/24031\/revisions\/24038"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24031"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}