{"id":2413,"date":"2009-10-23T13:07:30","date_gmt":"2009-10-23T11:07:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2413"},"modified":"2010-11-21T22:00:12","modified_gmt":"2010-11-21T22:00:12","slug":"vivere-il-vangelo-in-solidarieta-con-la-storia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/vivere-il-vangelo-in-solidarieta-con-la-storia\/","title":{"rendered":"Vivere il Vangelo in solidariet\u00e0 con la storia"},"content":{"rendered":"<p>Seconda giornata del Convegno pastorale diocesano<br \/>\n<em>Santuario Madonna della Quercia &#8211; Viterbo<br \/>\nMarted\u00ec 20 ottobre 2009 &#8211; ore 16.00<\/em><\/p>\n<p>Spero di poter dire una parola di fiducia \u2013 da uomo a uomo \u2013 sulla possibilit\u00e0 di vivere il Vangelo in solidariet\u00e0 con la storia di oggi \u2013 secondo lo spirito con cui vi ha parlato il Papa il 6 settembre.<br \/>\nUna parola di fiducia da uomo dei media e da padre e nonno. Da professionista dei media \u2013 che conosce il male del mondo \u2013 e uomo che ha generato figli e figlie e sa quanto il mondo stia pronto, in agguato, come leone, per portarci via i figli e i nipoti \u2013 e magari anche noi stessi che andiamo ai convegni pastorali.<br \/>\nTuttavia vorrei dirvi una parola di fiducia secondo lo spirito con cui Papa Benedetto vi ha richiamato \u201c<em>la vocazione dei cristiani a vivere il Vangelo in solidariet\u00e0 con la famiglia umana, al passo con i tempi<\/em>\u201d. Dunque senza fuggire nel deserto, senza affannarci a ricostituire le condizioni della vita di un tempo: l\u2019<em>ancien r\u00e9gime<\/em> che poi sarebbe \u2013 nel modesto dibattito che si sta svolgendo anche nella Chiesa, tra chi rimpiange il passato e chi lo vitupera \u2013 \u201cprima della televisione\u201d, o \u201cprima del Concilio\u201d.<br \/>\nIl cristiano non dovrebbe rimpiangere il passato. \u201c<em>Non dire: \u2018Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?\u2019 Poich\u00e9 una domanda simile non \u00e8 ispirata a saggezza<\/em>\u201d (<em>Qo\u00e8let<\/em> 7, 10). Ogni tempo ha la sua prova e il suo dono. La risposta alla nostra vocazione si misura su quella prova e su quel dono: \u00e8 per questo che \u00e8 imparagonabile a un\u2019altra, di un diverso momento, come sono imparagonabili le persone.<br \/>\nIl Papa non ci chiama a essere cristiani del passato ma del presente: \u201c<em>Al passo con i tempi<\/em>\u201d. Il tempo presente \u00e8 la nostra patria, \u00e8 lo spazio temporale che ci \u00e8 stato affidato dalla Provvidenza perch\u00e9 ne facciamo un uso profittevole. Dobbiamo dunque amare l\u2019epoca nella quale siamo chiamati a vivere cos\u00ec come amiamo la terra in cui siamo nati.<br \/>\nVorrebbe dunque essere una parola \u2013 la mia \u2013di fiducia in Dio e nell\u2019umanit\u00e0. Io non sono pessimista sull\u2019oggi e sul futuro, lo dico da genitore. Essere padre e madre comporta una continua e spontanea esercitazione ad accettare il tempo che viene, a guardarlo con gli occhi dei figli.<br \/>\nCristianamente poi, un padre \u00e8 portato a meditare sulla paternit\u00e0 di Dio e ad aver presente la situazione creaturale \u2013 cio\u00e8 di figlia \u2013 dell\u2019umanit\u00e0: non siamo soli, orfani, sperduti nell\u2019universo, abbiamo un Padre che non ci abbandoner\u00e0! Ed abbiamo un fratello pi\u00f9 grande, il primogenito tra tutte le creature, che ci ha fatto la consolante promessa \u201csar\u00f2 con voi tutti i giorni fino alla fine dei tempi\u201d. Ma gi\u00e0 la ragione, prima della fede, dovrebbe dirci qualcosa del segno di grazia della nostra epoca, che potremmo qualificare come tempo di scoperta dell\u2019unit\u00e0 della famiglia umana. Il Concilio nella <em>Gaudium et Spes<\/em> (1965) parla a lungo dell\u2019umanit\u00e0 che si va unificando: \u201c<em>Universa familia umana in unum paulatim congregata<\/em>\u201d (paragrafo 77).<br \/>\nAccenno a quattro aspetti di questa scoperta dell\u2019unit\u00e0 del mondo e dell\u2019umanit\u00e0, i pi\u00f9 evidenti e quelli che forse pi\u00f9 di altri potrebbero aiutarci a svolgere il nostro compito di vivere il Vangelo in solidariet\u00e0 con l\u2019umanit\u00e0 di oggi. Dico \u201cpotrebbero\u201d perch\u00e9 ognuno di essi presenta un rovescio che pu\u00f2 contrastarla, questa nostra vocazione.<br \/>\nIl primo aspetto riguarda l\u2019<em>informazione<\/em>. Per la prima volta nella storia, oggi l\u2019umanit\u00e0 conosce in tempo reale quello che avviene a ogni sua componente, ovunque essa sia dislocata sul pianeta e in qualunque situazione si trovi a vivere. E\u2019 un cambiamento enorme che davvero muta la condizione umana! Un tempo lo tsunami non avremmo mai saputo che c\u2019era stato. Interi popoli venivano decimati da un contagio o da un grande conflitto, poniamo in Asia e gli altri l\u2019ignoravano. Oggi sappiamo e dunque possiamo intervenire. Ne viene un dovere di corresponsabilit\u00e0. Si inviano \u201cforze di pace\u201d, truppe di \u201cinterposizione\u201d, si sviluppa il principio di \u201cingerenza umanitaria\u201d. Ancora non sappiamo farlo, \u00e8 la prima volta che ci proviamo. Ma stiamo studiando il superamento delle guerre! E anche quello della fame: per la prima volta i popoli benestanti si autotassano per aiutare gli altri. Siamo quasi fermi a un livello misero di intervento, ma \u00e8 meglio del niente che caratterizzava l\u2019intera storia fino a ieri.<br \/>\nIl secondo riguarda la <em>comunicazione<\/em>. Qualche volta siamo stupiti dal bisogno di comunicare che hanno i nostri figli: telefonini, internet a non finire, tutta quella televisione, il cinema e le librerie e i musei, le mostre e i viaggi! I forum, i blog, la mania di chattare. Ebbene: \u00e8 comunicazione, contato umano, presa sui fratelli. Un bel segno nel senso dell\u2019umanizzazione del mondo, anche se non sempre siamo preparati al buon uso di quelle potenzialit\u00e0.<br \/>\nIl terzo riguarda la <em>libert\u00e0<\/em>. Libert\u00e0 innanzitutto di muoversi sul pianeta. Libert\u00e0 dai muri e dalle frontiere. E\u2019 caduto il muro di Berlino, \u00e8 stata spazzata via la cortina di ferro, si sta aprendo la Cina, la televisione sta facendo cadere qualche muro invisibile che circonda il mondo dell\u2019islam. Libert\u00e0 planetaria dunque, ma anche libert\u00e0 nella vita privata e pubblica. E\u2019 questa la novit\u00e0 che pi\u00f9 spaventa noi padri e madri e che percepiamo generalmente come troppa libert\u00e0, assenza del limite, negazione di ogni disciplina. Un grande vento che rischia di portarci via i figli. E\u2019 vero, l\u2019abuso della libert\u00e0 \u00e8 un rischio per l\u2019umanit\u00e0 di oggi. Ma prima del rischio della libert\u00e0 viene il dono della libert\u00e0, che \u00e8 uno dei nomi di Dio. Dio non \u00e8 solo bont\u00e0, bellezza e giustizia, ma \u00e8 anche libert\u00e0. E noi, suoi figli, siamo chiamati a cercare e realizzare una sempre maggiore libert\u00e0. Dobbiamo educarci al buon uso della libert\u00e0, ma dobbiamo innanzitutto lodare Dio per il suo dono, che non \u00e8 stato mai cos\u00ec grande!<br \/>\nIl quarto riguarda la <em>parit\u00e0 tra uomo e donna<\/em>. Per la prima volta nella storia essa oggi accenna a farsi realt\u00e0! Una realt\u00e0 viva e cara, come sa ogni coppia che ha in casa un figlio e una figlia. Dovremmo esultare per questa possibilit\u00e0 che libera da costrizioni, pone in dignit\u00e0, contribuisce alla praticabile felicit\u00e0 di innumerevoli esseri umani. All\u2019incontro con l\u2019altro i nostri figli ci vanno condizionati da tanti limiti oggettivi e soggettivi, ben lo sappiamo, ma dovremmo rallegrarci per il fatto che ci vanno meglio provvisti di noi e dei nostri padri quanto a percezione e sentimento della parit\u00e0 tra maschi e femmine.<br \/>\nQuesta progressiva unificazione del mondo e dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 secondo il disegno di Dio. Abbattendo barriere, annullando distanze, stabilendo comunicazioni fino a ieri impensabili tra popoli e individui, ponendoci alla pari tra uomini e donne, ci libera da vecchie schiavit\u00f9 e ci aiuta a scoprirci tutti come figli di un unico Padre. Pone le premesse per un balzo in avanti nelle rivoluzioni cristiane, cos\u00ec riassunte da Paolo: \u201c<em>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 giudeo n\u00e9 greco, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 schiavo n\u00e9 libero, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 uomo n\u00e9 donna<\/em>\u201d (<em>Galati<\/em> 3, 28). Il mondo che esce da questo sommovimento si configura per pi\u00f9 aspetti come un campo arato, pi\u00f9 che mai aperto \u2013 nella caduta dei muri e delle ideologie \u2013 alla semina evangelica.<br \/>\nMa dicevo che il nostro tempo porta con s\u00e9 anche un\u2019insidia, un male, un elemento nemico a volte convivente con gli altri aspetti positivi che abbiamo appena elencato. Ne abbiamo intravisto il segno nell\u2019eccesso di libert\u00e0. Pi\u00f9 precisamente e ampiamente potremmo dire che il nemico che oggi tutti ci apposta \u00e8 lo scatenamento degli egoismi e l\u2019etica dello stordimento che esso porta con s\u00e9. E si avvale \u2013 per contrastare la nostra chiamata \u2013 dell\u2019informazione, della comunicazione, della libert\u00e0 e persino della provvida parit\u00e0 tra uomo e donna.<br \/>\nLa cultura diffusa del nostro mondo veloce e competitivo, libero e superinformato, egualitario e perennemente connesso irride al mistero e d\u00e0 per scontato che la religione vada confinata nel privato, nega spazio all\u2019accoglienza della vita, ospedalizza forzosamente il malato e il morente, chiude i disabili e gli anziani negli istituti, isola i drogati e i malati di Aids, tende a fare d\u2019ogni deviante un carcerato e di ogni carcerato un nemico, vorrebbe relegare in quartieri cintati o rispedire al loro paese gli immigrati, esalta la ricerca della ricchezza e del potere, idolatra la soddisfazione sessuale: ed ecco i cristiani che il Vangelo chiama a contravvenire a questo sistema e alla sua etica dello stordimento.<br \/>\nQu\u00ec \u2013 in questo contravvenire \u2013 \u00e8 la via della nuova evangelizzazione e di un\u2019educazione alla cittadinanza adeguata ai tempi che viviamo; evangelizzazione ed educazione da svolgere fattualmente, con l\u2019esempio delle vite convertite: il mondo moderno non vuol sentire sermoni morali e prediche, \u00e8 mal disposto per ogni segno di presenza istituzionale, crede solo a ci\u00f2 che vede e pu\u00f2 dunque essere raggiunto soltanto dai fatti. Dai di Vangelo posti in atto da coloro che si sono convertiti al Vangelo. Che sono tanti anche oggi.<br \/>\nOltre infatti le apparenze di una convivenza a dominante secolare e conformista che rende difficile la percezione delle testimonianze alternative, sono molti oggi i cristiani che muoiono per il Signore in terra di missione o per far nascere un figlio, o nelle opere di carit\u00e0 e di giustizia, che fanno la vera lotta all\u2019handicap che \u00e8 quella che parte da se stessi, che scommettono fino in fondo sull\u2019amore e arrivano a quello impensabile per i nemici, che perdonano agli uccisori dei parenti, che qualche volta dicono di essere felici nella malattia, che adottano un bambino disabile per amarlo due volte, che guardano in faccia la morte, che trasformano la disperazione in preghiera e ne d\u00e0nno conto in parole.<br \/>\nMolte di queste operazioni hanno un\u2019evidente dimensione umana e sociale: danno un senso al dolore, scoprono un fratello in ogni uomo, anche in quello menomato, anche nel nemico, negano i confini tra le persone e i popoli, riscattano ogni momento della vita compreso quello della morte. I cristiani veri sono \u2014 oggi come sempre \u2014 un\u2019avanguardia dell\u2019umanit\u00e0. E la vera umanit\u00e0 a loro spontaneamente si accompagna. Gesti e scelte pienamente umani e naturalmente cristiani li troviamo anche tra i non credenti.<br \/>\nIl cristiano dunque non \u00e8 fiducioso \u2013 quando guarda al proprio tempo \u2013 per superficialit\u00e0 o incoscienza, ma per l\u2019esperienza che ha fatto, che fa ogni giorno, dei frutti di Vangelo che coglie intorno a s\u00e9. I fatti di Vangelo, cio\u00e8 gli atti di fede, di speranza, di carit\u00e0 e di conversione che vede posti nella comunit\u00e0 in cui vive e che lo chiamano all\u2019imitazione: \u201c<em>Va\u2019 e anche tu fa\u2019 cos\u00ec<\/em>\u201d (<em>Luca<\/em> 10, 37). Una volta gli atti di fede, di speranza, di carit\u00e0 e di dolore erano delle preghiere: non so se a Viterbo siano ancora in uso. L\u2019importante \u00e8 che sia in uso la pratica di tali azioni cristiane: atti come azioni, prima e dopo che come invocazioni.<br \/>\nLa possibilit\u00e0 concreta per esempio di attestare la fede nella quotidianit\u00e0. Di poter dire a chi ci \u00e8 intorno: \u201cIo credo in Dio \u2013 io credo in Ges\u00f9\u201d e di dirlo gioiosamente, come si dice la felicit\u00e0 di una vita, come si confida un segreto. E pi\u00f9 ancora la possibilit\u00e0 di provarla quella fede con la vita, con la vita vissuta. E soprattutto di provarla con la morte. Ogni persona che si addormenta nella speranza della risurrezione \u00e8 in testimone, un santo. Quanti santi dunque intorno a noi!<br \/>\nE cos\u00ec potremmo dire per la speranza, per la carit\u00e0, per il dolore. Cio\u00e8 per la conversione. L\u2019atto di dolore \u00e8 diventato raro al giorno d\u2019oggi. Lo si pronuncia nella confessione sacramentale, ma poco ci confessiamo ultimamente. E\u2019 dunque urgente concentrarsi su di esso, il pi\u00f9 assente rispetto agli atti di fede, di speranza e di carit\u00e0.<br \/>\nCome intenderlo l\u2019atto di conversione? Voi avete presente l\u2019imposizione delle ceneri, il mercoled\u00ec delle Ceneri. C\u2019\u00e8 l\u2019antica formula: <em>Ricorda o uomo che sei polvere e in polvere tornerai<\/em>. Ma c\u2019\u00e8 anche quella nuova: <em>Convertitevi e credete al Vangelo<\/em>. E\u2019 l\u2019attacco del Vangelo di Marco: <em>Inizio del Vangelo di Ges\u00f9, Cristo, Figlio di Dio<\/em> (1, 1) e subito dopo: <em>Il tempo \u00e8 compiuto e il Regno di Dio \u00e8 vicino; convertitevi e credete al Vangelo<\/em> (1, 15).<br \/>\nConvertitevi, cio\u00e8 cambiate vita. Giratevi verso il Signore. Questa \u00e8 la conversione. Ce lo dice anche la segnaletica stradale che cosa sia: quando proibisce \u2013 poniamo \u2013 la \u201cinversione del senso di marcia\u201d o la \u201cconversione a U\u201d. Ogni atto di distacco dall\u2019etica dello stordimento \u00e8 un atto di conversione. Fare la vita sobria e comunicativa. Stare davanti al mistero a nome di tutti e divenire attenti al prossimo. \u201c<em>Il pi\u00f9 immediato dei segni di Dio \u00e8 certamente l\u2019attenzione al prossimo<\/em>\u201d, vi ha detto il Papa. Ed \u00e8 stata forse la pi\u00f9 bella tra le parole che vi ha indirizzato 44 giorni addietro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda giornata del Convegno pastorale diocesano Santuario Madonna della Quercia &#8211; Viterbo Marted\u00ec 20 ottobre 2009 &#8211; ore 16.00 Spero di poter dire una parola di fiducia \u2013 da uomo&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/vivere-il-vangelo-in-solidarieta-con-la-storia\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Vivere il Vangelo in solidariet\u00e0 con la storia<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-2413","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2413","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2413"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2413\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2416,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2413\/revisions\/2416"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}