{"id":2417,"date":"2009-10-23T13:12:14","date_gmt":"2009-10-23T11:12:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2417"},"modified":"2012-12-03T19:25:12","modified_gmt":"2012-12-03T18:25:12","slug":"il-concilio-punto-di-non-ritorno","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/il-concilio-punto-di-non-ritorno\/","title":{"rendered":"Il Concilio: punto di non ritorno?"},"content":{"rendered":"<p>Primo incontro di un percorso di studio<br \/>\ndell\u2019Azione cattolica diocesana di Brescia<br \/>\n<em>Villa Pace \u2013 \u00a0Domenica 18 ottobre 2011 \u2013 ore 15,00<\/em><\/p>\n<p>Mi introduco al severo argomento \u2013 eccessivo per un giornalista \u2013 con due immagini del Concilio come l\u2019ebbi a vivere io tra i 18 e i 22 anni e con due affermazioni del pi\u00f9 alto magistero.<br \/>\nLa prima immagine \u00e8 di Giovanni XXIII che batte il piede, calzato con scarpette di raso, quando pronuncia le parole: <em>\u201cSancta libertas filiorum Dei\u201d<\/em>, durante la lettura dell\u2019allocuzione di chiusura della prima sessione del Concilio, l\u20198 dicembre 1962. Allora non colsi l\u2019idea, che era grande, ma registrai quello scatto d\u2019uomo vivo che ne raddoppiava la rivendicazione: <em>\u201cIn un contesto cos\u00ec vasto si comprende anche come ci sia voluto qualche giorno per giungere a un\u2019intesa su ci\u00f2 che, salva caritate, era motivo di comprensibili e trepide divergenze. Anche questo ha la sua spiegazione provvidenziale per il risalto della verit\u00e0, e ha dimostrato in faccia al mondo la santa libert\u00e0 dei figli di Dio, quale si trova nella Chiesa\u201d.<\/em><br \/>\nPi\u00f9 tardi mi resi conto dell\u2019importanza di quel passaggio, riassuntivo della consapevolezza che il Papa bergamasco ebbe riguardo all\u2019audacia dell\u2019impresa conciliare e al suo significato \u2013 in primis \u2013 di restituzione al corpo episcopale della sua piena funzione di guida nella Chiesa. E che bella sulla sua bocca la parola \u201clibert\u00e0\u201d che nella Chiesa cattolica era sotto chiave da quando Lutero nel 1520 aveva pubblicato il libello <em>La libert\u00e0 del cristiano<\/em>.<br \/>\nAvevo 22 anni quando il Concilio fu chiuso da Paolo VI in quel memorabile 8 dicembre 1965 e l\u2019immagine che ne porto \u2013 dalla diretta televisiva in bianco e nero \u2013 \u00e8 quella dei sei testimoni dell\u2019epoca ai quali il pontefice consegn\u00f2 i \u201cmessaggi\u201d del Concilio indirizzati ai governanti, agli uomini di pensiero e di scienza, agli artisti, alle donne, ai lavoratori, ai giovani. Ricordo la curva e amabile figura di Jacques Maritain che si accosta fraternamente a papa Montini per ricevere il messaggio destinato agli uomini \u201cdi pensiero e di scienza\u201d. Maritain che sta per essere condannato nel 1958, che esulta nel Concilio, che si rattrista per gli eventi del dopo-Concilio:<em> <\/em>il volume<em> Le paysan de la Garonne. Un vieux la\u00efc s\u2019interroge \u00e0 propos du temps pr\u00e9sent<\/em> (Paris, Descl\u00e9e de Brouwer, 1966) appare appena un anno dopo la conclusione del Vaticano II. Una parabola simile hanno vissuto lo stesso Paolo VI, Hans Urs von Balthasar, Henri de Lubac, Joseph Ratzinger che di tutti questi \u00e8 di gran lunga il pi\u00f9 giovane.<br \/>\nLe due affermazioni magisteriali sono una del Sinodo straordinario del 1985 che defin\u00ec il Vaticano II \u201c<em>massima grazia del secolo ventesimo<\/em>\u201d. Credo non si possa dire di pi\u00f9. L\u2019altra di Papa Ratzinger il 3 agosto 2008, a ricordo del trentesimo della morte di Papa Montini: qualific\u00f2 come \u201csovrumano\u201d il suo \u201cmerito\u201d nella conduzione del Vaticano II. Un riconoscimento che non bisogna dimenticare in una valutazione di come Benedetto guarda all\u2019evento conciliare.<br \/>\nEd eccoci al nostro tema. A cinquant\u2019anni dall\u2019annuncio del Concilio e a quarantatr\u00e9 dalla sua conclusione ci poniamo le domande: che cosa ha portato questo evento nella storia d\u2019Italia? E che cosa ha colto di esso l\u2019umanit\u00e0 contemporanea? E che cosa di ci\u00f2 che ha portato e di ci\u00f2 che \u00e8 stato colto noi possiamo considerare irrinunciabile, punto di non ritorno?<br \/>\nProvo a rispondere con otto \u201csguardi\u201d o immagini, dalla pi\u00f9 semplice alla pi\u00f9 complessa.<br \/>\n1. Prima immagine: la pi\u00f9 semplice. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha riformato la liturgia e a messo la Bibbia in mano ai cattolici<\/span>. Ha girato gli altari, ha introdotto nelle celebrazioni le lingue parlate, ha rinnovato i riti arricchendone le letture bibliche, ha promosso le concelebrazioni. Questa \u00e8 la prima immagine che io colgo, la novit\u00e0 pi\u00f9 semplice, quella che non \u00e8 sfuggita a nessuno. Chi al tempo era gi\u00e0 adulto l\u2019ha vissuta come un evento straordinariamente forte. Anche chi non era partecipe alla vita ecclesiale ha percepito che la Chiesa cambiava lingua. La novit\u00e0 liturgica oltre che la pi\u00f9 visibile \u00e8 stata anche quella pi\u00f9 contestata, dentro e fuori la Chiesa; e tutt\u2019oggi \u00e8 segno di contraddizione. Ma almeno in Italia ha avuto buon esito, con qualche sbandata e con qualche eccesso, ma nella sostanza con dignit\u00e0 e con efficacia. Ha cambiato in meglio il nostro modo di pregare quotidiano e festivo. Ci ha avviati a un uso diretto, personale e familiare, della Scrittura. Sono possibili aggiustamenti della riforma, ma non la revoca dei passi voluti dal Concilio.<br \/>\nIo non sono restato turbato dal motu proprio <em>Summorum Pontificum Cura<\/em> di Papa Benedetto e neanche dal ritiro delle scomuniche. Quando vengono ritirate delle scomuniche faccio festa. E ritengo che quel motu proprio allarghi la disciplina senza compromettere in nulla la forma ordinaria del Rito romano. Sono andato tre volte a messa alla Trinit\u00e0 dei Pellegrini, in Roma, la parrocchia personale di chi segue il Rito straordinario e una volta alla Cappella di Santa Caterina dove officia un prete della Fraternit\u00e0 lefebvriana e ho sperimentato che si pu\u00f2 pregare bene insieme.<br \/>\n2. Seconda immagine di cambiamento. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha modificato l\u2019immagine degli uomini di Chiesa<\/span> a partire dalla figura papale. Questo \u00e8 facile ad analizzare. Ma anche \u00e8 cambiata la figura del vescovo e del prete e del religioso. E sono sorte figure nuove: il diacono permanente, il lettore, l\u2019accolito. Non tutto \u00e8 stato consequenziale, non si \u00e8 coerentemente riformato tutto il settore dei ministeri. Tanti Sinodi hanno chiesto a Giovanni Paolo e a Benedetto di rivedere le norme riguardanti i ministeri ordinati, ma ancora non \u00e8 stato fatto. Qualcosa si \u00e8 fatto a met\u00e0: le donne per esempio sono state ammesse al \u201cministero straordinario dell\u2019Eucarestia\u201d ma sono escluse formalmente dal ministero del lettorato, bench\u00e8 di fatto leggano.<br \/>\nMi fermo un attimo sul cambiamento della figura del papa<em>. <\/em>Abbiamo visto che i papi sono scesi dal loro trono, hanno abbandonato i flabelli, la corte, la sedia gestatoria. Il papa oggi si comporta come un vescovo e celebra con il popolo. Il prima papa a celebrare con il popolo \u00e8 Paolo VI. Inoltre il papa \u00e8 uscito dal Vaticano, \u00e8 andato per il mondo: oggi egli \u00e8 meno il capo della Chiesa, che la governa a tavolino ed \u00e8 tornato in parte a essere l\u2019apostolo che va alle genti. E l\u2019apostolo recupera per intero la sua dimensione umana, cio\u00e8 il papa \u00e8 un polacco, \u00e8 un tedesco. Non si spersonalizza. Papa Wojtyla ha pubblicato poesie da papa, Benedetto XVI pubblica libri di teologia. Lui \u00e8 un teologo e continua a fare il teologo e dice \u201c<em>ognuno mi pu\u00f2 contraddire<\/em>\u201c. Che il Papa teologo sia sceso dalla Cattedra per pubblicare un libro su Ges\u00f9 senza rivendicare per esso la qualifica magisteriale io lo trovo stupendo: il Papa si fa testimone a tutto tondo, con l\u2019intera sua umanit\u00e0, oltre il mandato ministeriale. Oggi il papa si ricomprende come un cristiano chiamato a un particolare ruolo. Non pi\u00f9 quell\u2019immagine staccata, angelica, bianca, irraggiungibile che era il papa della tradizione tridentina. Papa Ratzinger \u00e8 molto diverso da papa Wojtyla, ma come papa Wojtyla esprime le sue opinioni. Si muove anche come Joseph Ratzinger, non diventa completamente Benedetto XVI.<br \/>\n3. Terza immagine. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha spostato \u2013 nella percezione collettiva \u2013 la collocazione culturale, sociale e politica della Chiesa Cattolica<\/span>. Attenzione: nella percezione collettiva. Non voglio dire che ha spostato la posizione della Chiesa di fatto e sempre e in tutti i settori, ma nella percezione collettiva s\u00ec. La Chiesa era percepita globalmente come appartenente al blocco conservatore e in atteggiamento di contrasto con molte acquisizioni delle societ\u00e0 democratiche. Riassumo questo concetto con un\u2019istantanea: Giovanni Paolo II che il 14 novembre 2002 parla a Montecitorio alle Camere riunite. La destra del nostro Parlamento lo applaudiva sui temi della vita, della famiglia e della libert\u00e0 di educazione; e la sinistra lo applaudiva sui temi della giustizia, della pace, dell\u2019accoglienza degli stranieri e del segno di clemenza per i carcerati. Quella immagine del papa che parla a Montecitorio ci dice lo spostamento nella percezione collettiva prodotta dal Concilio: prima la Chiesa apparteneva al blocco conservatore e ora si \u00e8 portata al centro. Per una serie di questioni sembra alleata della sinistra e per un\u2019altra serie di questioni sembra alleata della destra.<br \/>\nAltro elemento in cui si pu\u00f2 evidenziare lo spostamento della Chiesa nella percezione dell\u2019opinione pubblica sono i riconoscimenti sugli errori del passato che sono in parte nei documenti conciliari e che sono stati poi sviluppati da Giovanni Paolo nella <em>Giornata del Perdono<\/em> giubilare. La Chiesa del Vaticano II non \u00e8 pi\u00f9 quella che resisteva alla scienza, quella che ricorreva al braccio secolare per avere sostegno nelle sue posizioni sulla scena pubblica, quella che benediva gli eserciti schierati in battaglia, che discriminava i non-appartenenti alla propria compagine. E\u2019 una Chiesa che chiede perdono per quei comportamenti. Anche questo \u00e8 un riposizionamento.<br \/>\n4. Quarta immagine. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha proclamato che i cristiani devono essere amici degli ebrei e ha avviato un cammino di riavvicinamento<\/span>. Questo in Italia lo percepiamo poco perch\u00e9 abbiamo una comunit\u00e0 ebraica antichissima ma minima, la pi\u00f9 antica d\u2019Europa, ma una delle pi\u00f9 piccole oggi. Quando Giovanni Paolo II \u00e8 andato nella sinagoga di Roma nel 1986, quando \u00e8 andato al Muro del Pianto a Gerusalemme nell\u2019anno 2000, quando ha chiesto perdono per il maltrattamento degli ebrei, tutta la nazione italiana si \u00e8 accorta del nuovo atteggiamento. Abbiamo visto il rabbino Toaff abbracciare il papa: senza il Concilio non avrebbe potuto avvenire. Il papa al Muro del Pianto ha pregato non assieme, ma nello stesso luogo e subito prima e subito dopo del rabbino e hanno pregato con un salmo ciascuno, cio\u00e8 con le stesse preghiere. Anche questo prima non era pensabile. Al Muro del Pianto il maggio scorso \u00e8 andato anche Benedetto, che il prossimo gennaio andr\u00e0 alla Sinagoga di Roma: su questo dunque c\u2019\u00e8 continuit\u00e0. Egli pi\u00f9 volte ha qualificato come \u201cirreversibile\u201d il pronunciamento del Vaticano II sugli ebrei. Il 12 marzo scorso ha ripetuto il mea culpa per il maltrattamento storico degli ebrei formulato da Giovanni Paolo un altro 12 marzo, quello del 2000: da un 12 marzo a un altro!<br \/>\n5. Quinta immagine del cambiamento. Il Concilio ha voluto <span style=\"text-decoration: underline;\">il riavvicinamento con le altre Chiese cristiane e con le religioni non cristiane<\/span>. Anche questo in Italia lo vediamo poco. Perch\u00e8 in Italia di Chiese cristiane non cattoliche fino ad ora c\u2019erano solo i valdesi. Oggi, con l\u2019immigrazione dai paesi dell\u2019Est europeo, ci sono gli ortodossi e cominciamo a sentire il problema anche nella quotidianit\u00e0. Quando vediamo i raduni ecumenici; quando Giovanni Paolo II convocava le giornate di Assisi e c\u2019erano anche i non cristiani, tutti i cristiani pregavano finalmente insieme il <em>Padre nostro<\/em>. Non si era mai visto e anche questo \u00e8 un frutto del Concilio. Pensate quale sarebbe oggi la nostra difficolt\u00e0 nell\u2019indebolimento che hanno tutte le Chiese nel nostro mondo, europeo e occidentale, che si va allontanando dalla tradizione cristiana, se ancora stessimo a combatterci tra cattolici, ortodossi, anglicani, luterani, calvinisti.<br \/>\nAncora: pensate che cosa sarebbe il problema di incontrare l\u2019Islam, un interlocutore cos\u00ec difficile, se il Concilio non ci avesse preparati a interloquire, a parlare con tutti; se ci fossimo trovati con l\u2019Islam in casa avendo ancora la mentalit\u00e0 dei secoli in cui eravamo lontani, quando ognuno stava a casa propria e loro pensavano il peggio di noi e noi il peggio di loro. Dico di pi\u00f9 e stringo questo ragionamento a una data: la provvidenzialit\u00e0 che Giovanni Paolo sia entrato in una moschea il 5 giugno del 2001, esattamente tre mesi prima dell\u201911 settembre. Dopo l\u201911 settembre probabilmente non sarebbe stato pi\u00f9 possibile. Per fortuna questo papa profeta ci \u00e8 entrato prima e cos\u00ec \u00e8 potuto andare in una moschea \u2013 e per tre volte \u2013 anche Benedetto. Gesti provvidenziali che non potevano avvenire senza il Vaticano II. Benedetto su questo \u2013 sul rapporto con l\u2019islam come anche con l\u2019ebraismo \u2013 \u00e8 pienamente fedele al Concilio e al predecessore.<br \/>\n6. Sesta immagine di mutamento. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha voluto il dialogo e la collaborazione con gli uomini di buona volont\u00e0 a promozione della pace<\/span> e della giustizia. Oggi molto si discute se abbiano fatto bene i papi Giovanni e Paolo e il Concilio con loro a non trattare del comunismo: si dice che \u00e8 stato a modo suo un silenzio. Questa in effetti \u00e8 una delle questioni su cui ci si deve interrogare nel lavoro di comprensione storica e di interpretazione dell\u2019evento, dei condizionamenti, anche, in cui esso si comp\u00ec. Ma la scelta di parlare in positivo e di andare all\u2019incontro \u00e8 nel profondo una scelta irreversibile. La <em>Caritas in veritate<\/em> (2009) di Benedetto XVI \u00e8 indirizzata anche \u201ca tutti gli uomini di buona volont\u00e0\u201d come gi\u00e0 i messaggi dei papi Giovanni, Paolo e Giovanni Paolo.<br \/>\n7. Settima immagine di novit\u00e0. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha riconosciuto la libert\u00e0 religiosa<\/span>. Riassumo con due affermazioni dottrinali il cambiamento che c\u2019\u00e8 stato su questo tema. Nel Sillabo c\u2019\u00e8 scritto: \u201c<em>Sia anatema chi afferma che si possa cambiare religione per seguire il convincimento personale<\/em>\u201c. E Benedetto XVI, ricevendo l\u2019inter-parlamentare democratico-cristiana, afferma: \u201c<em>\u00c8 un diritto fondamentale dell\u2019uomo quello di cambiare religione<\/em>\u201c. Con il Concilio, la Chiesa Cattolica ha avviato quello che Joseph Ratzinger in un libro-intervista ha definito \u201c<em>il grande balzo nel presente<\/em>\u201c. Non lo ha completato: lo ha avviato. E questo della libert\u00e0 religiosa \u00e8 certamente un punto di non ritorno.<br \/>\n8. Ultima immagine di cambiamento e la meno riuscita: <span style=\"text-decoration: underline;\">il Concilio ha promosso partecipazione e concertazione all\u2019interno della Chiesa<\/span>. \u00c8 come se la convocazione del Concilio fatta da Giovanni XXIII non fosse mai cessata, come se la Chiesa fosse rimasta da allora in un permanente stato di concilio. I vescovi sono tornati a casa, per\u00f2 ogni tre anni si riuniscono i sinodi, le conferenze episcopali si radunano una o due volte all\u2019anno, nelle diocesi si fanno i sinodi locali. Tutto questo lavorare e ricercare lo vedo come un elemento di salute nella crisi che subisce il nome cristiano oggi nell\u2019Occidente sviluppato: noi stiamo svegli sui problemi della fede, non ci acquietiamo. Ma questo \u00e8 anche il punto, tra gli otto, dove il risultato \u00e8 stato pi\u00f9 parziale. Perch\u00e9 questa partecipazione e concertazione avrebbe dovuto dare corpo e consistenza alla pari dignit\u00e0 di tutti i battezzati affermata dal Concilio e fondata sul Vangelo: \u201c<em>Uno solo \u00e8 il Signore e voi siete tutti fratelli<\/em>\u201d dice Ges\u00f9; \u201c<em>Vige fra tutti una vera uguaglianza riguardo alla dignit\u00e0 e all\u2019azione comune di tutti i fedeli nell\u2019edificare il Corpo di Cristo<\/em>\u201c dice la <em>Lumen Gentium<\/em> al n. 32.<br \/>\nIo credo non ci sia bisogno di un lungo discorso per convenire che non \u00e8 stata realizzata la sognata promozione dei laici e in particolare delle donne. La nostra \u00e8 ancora una Chiesa a dominante clericale. Una dominante meno imperativa, pi\u00f9 ospitale, magari formalmente dialogica, ma pur sempre di dominio si tratta. La pari dignit\u00e0 comporta che ai ruoli di responsabilit\u00e0 e di rappresentanza possano accedere anche i laici e le donne, tutte le volte che non vi \u00e8 implicato il sacerdozio, mentre essi sono ancora sistematicamente riservati agli ecclesiastici. \u00c8 vero per\u00f2 che dei passi di avvio verso la pari dignit\u00e0 sono stati fatti. Ne cito uno: il riconoscimento della santit\u00e0 degli sposati. A seguito del Concilio Giovanni Paolo ha potuto proclamare una decina di beati sposati e poi infine una santa sposata. E alla proclamazione di Gianna Beretta Molla, a piazza San Pietro, era presente il marito ancora vivente. Cito questo fatto per dire che il cammino si sta svolgendo.<br \/>\nLa disputa sull\u2019arretramento o meno rispetto al Concilio la accenno appena riportando un passaggio chiave del volume del cardinale Carlo Maria Martini <em>Conversazioni notturne a Gerusalemme<\/em> (Mondadori 2008, p. 103) che immagino possa trovarci tutti concordi: \u201c<em>Vi \u00e8 un\u2019indubbia tendenza a prendere le distanze dal Concilio. Il coraggio e le forze non sono pi\u00f9 grandi come a quell\u2019epoca e subito dopo. Ed \u00e8 indubbio che nel primo periodo di apertura alcuni valori sono stati buttati a mare. La Chiesa si \u00e8 dunque indebolita [&#8230;] penso a quanti in questo periodo hanno abbandonato il sacerdozio, a come la Chiesa sia frequentata da un numero sempre minore di fedeli e a come nella societ\u00e0 e anche nella Chiesa sia emersa una sconsiderata libert\u00e0. E\u2019 comprensibile che soprattutto i vescovi e gli insegnanti conservatori vogliano limitare le manifestazioni di disgregazione e siano tentati di tornare ai vecchi tempi. Ci\u00f2 nonostante dobbiamo guardare avanti<\/em>\u201c. Siamo qui per questo: per guardare avanti!<br \/>\nNon condivido l\u2019opinione espressa da molti \u2013 dentro e fuori la comunit\u00e0 cattolica \u2013 secondo la quale il pontificato di Benedetto XVI starebbe segnando una svolta reazionaria nel cammino della Chiesa post-conciliare. Ritengo che nella sostanza sia lo stesso cammino di applicazione frenata e difensiva del Vaticano II che era stato impostato nella seconda met\u00e0 del pontificato montiniano, che fu poi confermato e prolungato dal pontificato wojtyliano e che Benedetto XVI ha posto a programma della sua azione. Egli che era stato chiamato a responsabilit\u00e0 gerarchiche da papa Montini e che papa Wojtyla aveva voluto come suo principale collaboratore per 23 anni. Che la linea sia la stessa si pu\u00f2 vedere dalla conduzione dei Sinodi, dalle nomine episcopali, dai contenuti delle encicliche, dalle iniziative ecumeniche e interreligiose. Nei casi in cui si nota un cambiamento si tratta di novit\u00e0 tra loro bilanciate: abbiamo una stretta in campo liturgico che si accompagna a un alleggerimento dei richiami in materia di morale sessuale; c\u2019\u00e8 una riduzione in quantit\u00e0 ed enfasi della predicazione della pace che va insieme a una maggiore concentrazione nell\u2019annuncio della fede e nella presentazione della figura di Ges\u00f9. Ma sono dettagli: la linea \u00e8 la stessa. Direi che il secondo tempo di papa Montini ha fatto scuola a tre papi.<\/p>\n<p><strong><em>Traccia per l\u2019approfondimento<\/em><\/strong><br \/>\n<strong>In che cosa il Vaticano II ha segnato un punto di non ritorno?<\/strong><br \/>\nNelle acquisizioni fondamentali: Bibbia, liturgia, collegialit\u00e0, libert\u00e0 religiosa, autonomia delle realt\u00e0 terrene, pari dignit\u00e0 dei battezzati, ecumenismo e dialogo interreligioso. E\u2019 anche irrinunciabile il metodo della concertazione insegnato dal Concilio: la continua ricerca, l\u2019interrogazione aperta e l\u2019ascolto di tutti.<br \/>\nE i testi del Vaticano II? Essi sono irreformabili come quelli di ogni altro concilio. Potranno essere discusse \u2013 poniamo con i lefebvriani \u2013 le interpretazioni e le applicazioni del Concilio, non certo le decisioni conciliari.<br \/>\n<strong>Come reagire a chi critica il Concilio e vuole tornare indietro?<\/strong><br \/>\nLa considereremo una tentazione a cui tutti potremmo andare incontro e cercheremo di opporci con spirito fraterno, ritenendo ci\u00f2 che \u00e8 buono in quella critica e mirando a realizzare una pi\u00f9 ampia tolleranza interna. Esigeremo che gli amanti della tradizione rispettino la nuova liturgia, ma non avremo difficolt\u00e0 a onorare il vecchio rito.<br \/>\nVeniamo da una storia di uniformit\u00e0, ma sappiamo di dover prevedere e amare la diversit\u00e0. Dovremmo guardare come a delle varianti senza importanza quando vediamo un prete, o un vescovo, o il Papa che riprende un paramento, o un gesto, o una formula del passato.<br \/>\n<strong>Le obiezioni devono bloccare il cammino?<\/strong><br \/>\nNo: dobbiamo guardare avanti, come esorta a fare il cardinale Martini, che pur ritiene \u201ccomprensibile\u201d la preoccupazione che induce molti a voltarsi indietro. Noi oggi siamo qui per questo: per aiutarci a scrutare l\u2019orizzonte, perch\u00e9 il Concilio ci ha provvidenzialmente preparati ad affrontare la grande mutazione che stiamo vivendo e noi avvertiamo che essa prender\u00e0 un passo ancora pi\u00f9 accelerato in futuro.<br \/>\n<strong>Quali temi privilegiare nella nostra pedagogia di fedelt\u00e0 al Concilio?<\/strong><br \/>\nQuelli che meno hanno trovato attuazione e quelli che pi\u00f9 ci riguardano come laicato: non \u00e8 stato realizzato un nuovo equilibrio tra collegialit\u00e0 e primato, il governo della comunit\u00e0 \u00e8 restato clericale e maschile, non abbiamo un\u2019idea condivisa su come intendere il dialogo con gli umanesimi contemporanei, non abbiamo trovato un linguaggio comprensibile all\u2019uomo d\u2019oggi per il nostro annuncio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Primo incontro di un percorso di studio dell\u2019Azione cattolica diocesana di Brescia Villa Pace \u2013 \u00a0Domenica 18 ottobre 2011 \u2013 ore 15,00 Mi introduco al severo argomento \u2013 eccessivo per&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/il-concilio-punto-di-non-ritorno\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Il Concilio: punto di non ritorno?<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-2417","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2417","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2417"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10281,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2417\/revisions\/10281"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}