{"id":24198,"date":"2020-02-22T11:37:34","date_gmt":"2020-02-22T10:37:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=24198"},"modified":"2020-02-22T11:37:34","modified_gmt":"2020-02-22T10:37:34","slug":"rosaria-schifani-io-vi-perdono-pero-vi-dovete-mettere-in-ginocchio","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/3-il-perdono-degli-uccisori-dei-parenti\/b-mafia-camorra-%e2%80%98drangheta\/rosaria-schifani-io-vi-perdono-pero-vi-dovete-mettere-in-ginocchio\/","title":{"rendered":"Rosaria Schifani \u00abIo vi perdono per\u00f2 vi dovete mettere in ginocchio\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>La preghiera di Rosaria Costa alla messa per il marito Vito Schifani &#8211; che faceva parte della scorta di Giovanni Falcone &#8211; ha commosso il mondo. La poveretta perdonava e si ribellava, negava con le sue aggiunte le parole di speranza che si era impegnata a leggere, ma le ha volute leggere per intero. E alla fine abbracciava il cugino prete che le aveva proposto quella preghiera e che a met\u00e0 della lettura l\u2019aveva invitata a smettere. Altre volte abbiamo avuto testimonianze pi\u00f9 nette. Questa ci commuove di pi\u00f9 perch\u00e9 incompiuta, come \u00e8 sempre una parola di perdono su questa terra. Contraddetta ma letta tutta e non rinnegata, neanche il giorno dopo.<br \/>\nQuesta ragazza di 22 anni, cui hanno strappato il marito poliziotto, che non ha potuto vedere morto, tanto era fatto a pezzi dalla bomba &#8211; questa piccola donna, restata sola con un bimbo di quattro mesi voleva davvero perdonare, ma al momento di farlo la sua carne si \u00e8 impennata. Ed \u00e8 andata avanti mescolando la ribellione al perdono. Ecco per intero quella preghiera: le parole in neretto sono quelle che Rosaria ha aggiunto al testo scritto, che era stato approvato dal Cardinale.<br \/>\nIo, Rosaria Costa, vedova dell\u2019agente Vito Schifani mio, battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. A nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, lo<br \/>\nStato, chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia.<br \/>\nAdesso, rivolgendomi agli uomini della mafia, perch\u00e9 ci sono qua dentro, e non, ma certamente non cristiani: sappiate che anche per voi c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di perdono. Io vi perdono, per\u00f2 vi dovete mettere in ginocchio, per\u00f2&#8230;<br \/>\nSe avete il coraggio di cambiare&#8230; di cambiare; loro non vogliono cambiare, loro, loro non cambiano, non cambiano&#8230; Se avete il coraggio di cambiare radicalmente i vostri progetti, i progetti mortali che avete&#8230;<br \/>\nTornate a essere cristiani: per questo preghiamo nel nome del Signore, che ha detto sulla croce: Padre, perdona loro perch\u00e9 non sanno quello che fanno. Pertanto vi chiediamo per la vostra citt\u00e0 di Palermo che avete reso&#8230; che dolore, che dolore&#8230; l\u2019avete resa una citt\u00e0 di sangue&#8230;<br \/>\nVi chiediamo signori per la citt\u00e0 di Palermo che avete reso citt\u00e0 di sangue, troppo sangue, di operare anche voi per la pace, la giustizia e la speranza e l\u2019amore per tutti&#8230; non c\u2019\u00e8 amore qui, non ce n\u2019\u00e8 amore qui, non c\u2019\u00e8 amore per niente!<br \/>\nLa preghiera l\u2019aveva scritta &#8211; vegliando i cinque morti nel palazzo di giustizia di Palermo, la notte di sabato 23 maggio &#8211; don Cesare Rottoballi, 34 anni, cugino di Rosaria. Che era incerta, ci aveva pensato tutta la notte e infine aveva accettato. E aveva ricopiato di suo pugno il testo del cugino e l\u2019aveva firmato.<br \/>\nIl giorno dopo questa cristiana che ha combattuto una grande lotta con l\u2019angelo ha detto ai giornalisti: Quel messaggio avrebbe dovuto essere solo di pace e di perdono. Ma poi in chiesa, guardando quelle facce, non ce l\u2019ho fatta. Avrei dovuto leggere parole che parlavano di pentimento e loro non si pentivano&#8230; Io sono una persona semplice, credo profondamente. Penso che solo Dio abbia il potere di condannare. Ma mentre leggevo quel messaggio, gridare \u201cinginocchiatevi!\u201d mi \u00e8 venuto dall\u2019anima.<br \/>\nRosaria che non hai potuto nominare Vito senza dire \u201cVito mio\u201d, che sei svenuta in mezzo a quella messa, mentre noi in chiesa non sveniamo mai: tu ci ricordi Giona che non riusciva a pronunciare le profezie che il Signore gli comandava, ci ricordi Giobbe che non cedeva alle consolazioni degli amici e Paolo VI che rimprover\u00f2 il Signore per non aver salvato Moro.<br \/>\nQuella preghiera &#8211; quell\u2019intimazione di pentimento &#8211; almeno un frutto l\u2019ha dato, documentato dalle cronache giudiziarie: \u00e8 stata all\u2019origine del pentimento di Narduzzu (Leonardo) Messina, boss di San Cataldo, che pochi giorni dopo il funerale di Falcone chiese di parlare a Paolo Borsellino e gli disse:<br \/>\n\u201cMi hanno colpito come macigni le parole pronunciate in tv da Rosaria Schifani, la vedova dell\u2019agente morto con Falcone, e il suo appello ai mafiosi. Ci ha invitato a pentirci, cos\u00ec ho deciso di uscire dall\u2019organizzazione\u201d.<\/p>\n<p>Dal mio volume \u201cCerco fatti di Vangelo. Inchiesta di fine millennio sui cristiani d\u2019Italia\u201d, SEI 1995, pp. 74-76<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La preghiera di Rosaria Costa alla messa per il marito Vito Schifani &#8211; che faceva parte della scorta di Giovanni Falcone &#8211; ha commosso il mondo. La poveretta perdonava e&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/3-il-perdono-degli-uccisori-dei-parenti\/b-mafia-camorra-%e2%80%98drangheta\/rosaria-schifani-io-vi-perdono-pero-vi-dovete-mettere-in-ginocchio\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Rosaria Schifani \u00abIo vi perdono per\u00f2 vi dovete mettere in ginocchio\u00bb<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2237,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-24198","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/24198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24198"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/24198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24199,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/24198\/revisions\/24199"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2237"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}