{"id":25687,"date":"2020-12-08T11:20:36","date_gmt":"2020-12-08T10:20:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=25687"},"modified":"2020-12-08T11:30:29","modified_gmt":"2020-12-08T10:30:29","slug":"introduzione","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/antologia-delle-pubblicazioni-2\/introduzione\/","title":{"rendered":"Introduzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sedici testi di sorprendente attualit\u00e0 <\/strong><\/p>\n<p>Gianni Baget Bozzo (1925-2009) \u00e8 stato un difensore degli omosessuali a partire dalla frontiera pi\u00f9 difficile, che \u00e8 quella teologica, e occupando nei decenni postazioni scomodissime: da prete obbediente e disobbediente al cardinale Giuseppe Siri, da teologo in prestito prima al quotidiano \u00abla Repubblica\u00bb e poi al quotidiano \u00abil Giornale\u00bb, da parlamentare europeo del gruppo socialista, da consulente culturale di Forza Italia.<\/p>\n<p>Una difesa controvento condotta per oltre un trentennio, nella quale don Gianni invest\u00ec con generosit\u00e0 le sue risorse intellettuali e che merita di essere valorizzata a oltre un decennio dalla morte. Nessuno ha mai inventariato questo suo lascito. Qui per la prima volta lo documento, riporto i testi maggiori, abbozzo un\u2019interpretazione.<\/p>\n<p>Per dirla veloce: ha esplorato il possibile nuovo linguaggio su questa acuminata frontiera e l\u2019ha fatto con genialit\u00e0. La sua audacia \u00e8 stata la stessa degli animatori del movimento omosessuale, ai quali spesso si \u00e8 accompagnato nel dibattito pubblico, ma nel suo caso si \u00e8 trattato di un\u2019esposizione doppia avendo condotto l\u2019impresa da prete cattolico e da teologo noto per posizioni di marcata ortodossia. Un impegno il suo che mai ebbe riconoscimento pubblico ma che oggi ci appare anticipatore di circa un quarantennio rispetto alla sospensione del giudizio e alla pratica del discernimento nei confronti delle persone omosessuali proposte oggi da Papa Francesco.<\/p>\n<p>Come vedremo indagando sedici suoi testi saggistici e giornalistici che riporto in questa antologia, Baget Bozzo:<\/p>\n<p>\u2013 ha sostenuto che \u00e8 necessario elaborare una teologia del sesso e in essa dell\u2019omosessualit\u00e0, che mai fu pensata nei secoli; \u2013 ha affermato che insieme alla ricerca dell\u2019intenzione divina sulle persone omosessuali occorre sviluppare una carit\u00e0 ecclesiale che le liberi dal paradosso della verginit\u00e0 coatta e della scomunica oggettiva nel quale ancora \u2013 diceva e si pu\u00f2 dire \u2013 sono imprigionate;<\/p>\n<p>\u2013 riteneva e andava argomentando nelle sedi pi\u00f9 varie che la coppia omosessuale stabile va suggerita in ambito ecclesiale e va riconosciuta in ambito civile, pur senza equipararla al matrimonio;<\/p>\n<p>\u2013 con tenacia ha battagliato perch\u00e9 nel nostro ordinamento non fosse ritenuta accettabile nessuna limitazione legislativa dell\u2019identit\u00e0 omosessuale e dell\u2019esercizio attivo della tendenza omosessuale;<\/p>\n<p>\u2013 ha perseverato in questo combattimento anche quando, nell\u2019ultimo ventennio, era passato su posizioni di destra, rivendicatrici della tradizione cristiana del nostro Paese.<\/p>\n<p>Mi sono chiesto il perch\u00e9 della disattenzione in vita e postuma a questa indagine di lunga lena condotta da don Gianni in solitaria, su un fronte cos\u00ec povero di apporti significativi. Forse la disattenzione fu dovuta alla perdita di autorit\u00e0 sulle questioni alte di cui ebbe a soffrire il prete e politico Baget Bozzo a motivo dei tanti cambiamenti d\u2019opinione accumulati negli anni. Va anche aggiunto che l\u2019ambiente del centrodestra nel quale don Gianni concluse la sua laboriosa giornata non era sensibile alla battaglia in difesa degli omosessuali e dunque non la valorizz\u00f2; mentre altri ambienti da tempo avevano dato per perso il Baget Bozzo berlusconiano. Lo stacco ormai pi\u00f9 che decennale da queste circostanze potrebbe favorire una riscoperta.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ho scelto di riparare a un disconoscimento <\/strong><\/p>\n<p>La spinta ad avviare questa ricerca mi \u00e8 venuta da un convegno per il decennale della morte riunito a Genova il 6 maggio 2019 dal \u201cCentro Studi Don Gianni Baget Bozzo\u201d con il titolo \u201cDon Gianni Baget Bozzo tra mistica e politica\u201d. C\u2019ero perch\u00e9 di quel prete vulcano ero stato amico e avevo scritto in morte. Alla domanda su ci\u00f2 che restava del terremoto ch\u2019era stato, avevo risposto che la difesa degli omosessuali era forse l\u2019eredit\u00e0 pi\u00f9 viva. Il suo volume <em>La Chiesa e la cultura radicale <\/em>(Queriniana 1978) aveva gi\u00e0 un capitolo sulla \u201ccondizione omosessuale\u201d: da allora e per trent\u2019anni la sua \u00e8 stata una delle poche voci \u2013 pochissime in campo cristiano \u2013 che in Italia hanno azzardato qualche parola su questa frontiera.<\/p>\n<p>Ci fu poi un secondo convegno del decennale, promosso dalla Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, che si fece a Roma il 30 ottobre 2019 per iniziativa di Giovanni Tassani con il titolo \u201cGianni Baget Bozzo. Un intellettuale del Novecento italiano. Ricordi e testimonianze\u201d. Stavolta incentrai la mia relazione proprio sull\u2019apporto di don Gianni al dibattito sull\u2019omosessualit\u00e0. E da l\u00ec venne l\u2019idea di questa pubblicazione antologica per Luni Editrice.<\/p>\n<p>I due convegni \u201cin memoria\u201d sono stati importanti nell\u2019avvio della mia indagine, perch\u00e9 in essi mi apparve chiaro che neanche le persone che pi\u00f9 a lungo avevano conversato e collaborato in tanti decenni con don Gianni, a Roma, a Genova e per l\u2019Italia, nella politica e nella Chiesa, nei convegni della Cittadella di Assisi o in quelli di Forza Italia \u2013 neanche le persone a lui pi\u00f9 vicine avevano colto la portata del suo contributo innovatore al tema dell\u2019omosessualit\u00e0. La mia \u00e8 un\u2019indagine a riparazione di un disconoscimento che va superato.<\/p>\n<p>Alla domanda sul perch\u00e9 sia stato io a cogliere questo filone meglio di altri, mi sono risposto che ci\u00f2 potrebbe essere avvenuto per due circostanze fortunate: per essere stato in contatto professionale \u2013 cio\u00e8 di vaticanista \u2013 con lui lungo l\u2019intero ventennio della sua collaborazione a \u00abla Repubblica\u00bb (1976-1995), che \u00e8 stato il tempo dei testi pi\u00f9 espliciti in questa materia; e per aver prestato specifica attenzione, fin dall\u2019inizio della nostra relazione, a questo versante del suo lavoro, ancora a motivo della mia professione, avendo egli pi\u00f9 volte argomentato la difesa degli omosessuali in risposta ai pronunciamenti ecclesiastici.<\/p>\n<p>Dopo il convegno genovese ho cercato tra le mie carte e presso il Centro Studi di Genova \u2013 aiutato dal presidente Patrizio Odetti \u2013 e ho trovato una trentina di testi di don Gianni che trattavano o toccavano l\u2019omosessualit\u00e0, spesso nella forma dell\u2019intervento in polemiche occasionali, ma anche nella modalit\u00e0 del contributo saggistico. Sbrogliando la matassa degli interventi di battaglia e di quelli colti e cercando di cogliere il messaggio che insieme venivano a comporre, ne ho cavato questa antologia, che propongo come un brogliaccio di lavoro a chi possa fare meglio.<\/p>\n<p>Nell\u2019antologia riporto i 16 testi di maggiore impegno, nove dei quali erano nel mio scaffale, mentre gli altri sette li ha scovati Odetti, sono quelli che riporto ai capitoli 4, 6, 7, 8, 12, 14, 15. Come avvio alla lettura segnalo ora \u2013 in questa introduzione \u2013 qualche passo dei sedici capitoli, disponendoli in ordine di data ed evidenziando gli elementi centrali d\u2019ognuno. Ha senso abbozzare qui in limine questa immagine d\u2019insieme del lascito baget-bozziano sull\u2019omosessualit\u00e0 perch\u00e9 mai nessuno aveva visto tutti questi testi, essendo apparsi sulle testate pi\u00f9 diverse, nel corso di oltre tre decenni, a firma di un personaggio controverso e sempre controvento.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un\u2019avventura che parte dalla met\u00e0 degli anni Settanta <\/strong><\/p>\n<p>Il primo testo da me rintracciato \u00e8 del 1976 (vedi al capitolo 1): \u00e8 un\u2019uscita prudente, ma che gi\u00e0 esprime un convincimento sicuro sulla necessit\u00e0 di affrontare in toto e in radice la questione, partendo dal ripensamento della condanna cristiana dell\u2019omosessualit\u00e0. \u00abSi potrebbe considerare una teologia della omosessualit\u00e0, in quanto diversa dalla sodomia, in quanto condizione, non in quanto perversione\u00bb: cos\u00ec scrive don Gianni in un saggio che intitola <em>Il mistero del sesso<\/em>, redatto per la rivista \u00abTestimonianze\u00bb, a sollecitazione di una \u00abeconomia della misericordia ecclesiale verso gli omosessuali per natura\u00bb, avvertendo che essa \u00abnon pu\u00f2 per\u00f2 mai giungere a legittimare la coppia omosessuale, senza venir meno alla morale che segue il modello teologale\u00bb. Scorrendo gli altri scritti che dedicher\u00e0 alla questione, trovo ch\u2019egli sempre manterr\u00e0 questa riserva, pur cercando di ampliare negli anni i confini della misericordia.<\/p>\n<p>Due anni pi\u00f9 tardi don Gianni rimette mano alla sua inchiesta sull\u2019omosessualit\u00e0 che con il tempo arriver\u00e0 a vivere come un\u2019avventura umana di forte coinvolgimento personale. Con un capitolo del citato volume <em>La Chiesa e la cultura radicale<\/em>, che \u00e8 del 1978 (capitolo 2); e con un articolo intitolato <em>Uno sbaglio di Dio?, <\/em>che scrive in quello stesso anno per il quotidiano \u00abil Giorno\u00bb (capitolo 3) segnala la \u00abnuova problematica\u00bb che \u00e8 necessario affrontare se si accetta la distinzione tra \u00abomosessualit\u00e0 e sodomia\u00bb che \u00abnon sono la medesima realt\u00e0\u00bb. \u00abLa tradizione biblica ed ecclesiale \u2013 scrive nell\u2019articolo del quotidiano \u2013 ha condannato la seconda, ma non ha affrontato il delicato problema sollevato dalla prima. \u00e9 per questo che il teologo si trova di fronte a un problema nuovo quando deve domandarsi quale sia l\u2019<em>intentio <\/em>della Provvidenza divina nel far s\u00ec che esistano uomini e donne privati della inclinazione sessuale che loro compete\u00bb.<\/p>\n<p>Dell\u2019urgenza di una \u201cteologia dell\u2019omosessualit\u00e0\u201d don Gianni torna a parlare con una conversazione intitolata <em>Fede e omosessualit\u00e0 <\/em>che tiene a Genova nel 1984 (Capitolo 4): \u00abIl tema che mi \u00e8 stato richiesto di trattare \u00e8 un grave problema teologico: non di morale ma di teologia in senso strettissimo. Cio\u00e8, etimologicamente, un problema di Dio\u00bb. Afferma che la Chiesa risolver\u00e0 il \u00abproblema dell\u2019omosessuale\u00bb solo quando riuscir\u00e0 a \u00abtrovare una sufficiente finalit\u00e0 al sesso che non sia l\u2019attivit\u00e0 procreativa\u00bb, cio\u00e8 solo quando riconoscer\u00e0 che \u00abl\u2019amore carnale \u00e8 una via all\u2019amore di Dio\u00bb. Per arrivare a questo \u00e8 necessario \u00abun salto storico\u00bb: egli, don Gianni, non sa come quel salto possa essere compiuto ma non dubita che arriver\u00e0 e porter\u00e0 con s\u00e9 un mutamento tale da \u00abcambiare la struttura della Chiesa\u00bb. \u00abPu\u00f2 la Chiesa sopravvivere a un tale cambiamento?\u00bb domanda con disarmata e provocante semplicit\u00e0. Ora don Gianni non \u00e8 pi\u00f9 il teologo che scrive per una rivista di nicchia della sinistra cattolica, come nel caso del saggio del 1976 per \u00abTestimonianze\u00bb, ma \u00e8 un teologo che interviene nel pubblico dibattito collocando il proprio intervento in un ciclo di incontri mirato al riscatto della condizione omosessuale.<\/p>\n<p>I due testi pi\u00f9 audaci di don Gianni sull\u2019omosessualit\u00e0 sono della met\u00e0 degli anni \u201980: la conversazione del 1984 sull\u2019attesa di una teologia del sesso, che ho appena segnalato; e un articolo di forte protesta verso un pronunciamento vaticano che scrive per \u00abla Repubblica\u00bb nel 1986 (capitolo 5), nel quale qualifica come \u00abinaccettabile\u00bb una lettera ai vescovi del cardinale Ratzinger che propone un\u2019interpretazione restrittiva della dichiarazione <em>Persona humana <\/em>della Congregazione per la Dottrina (1975). Eccone la conclusione: \u00abLa dichiarazione del 1975 ha aperto un cammino senza ritorni, perch\u00e9 pone la sessualit\u00e0 dell\u2019omosessuale sul medesimo piano di quella eterosessuale. Chiudere l\u2019apertura d\u2019orizzonte fatta da Paolo VI sul piano della dottrina ecclesiale \u00e8 storicamente impossibile\u00bb. Nell\u2019introduzione ai capitoli 2 e 5 segnaler\u00f2 nel dettaglio l\u2019interpretazione evolutiva di quella dichiarazione che allora era proposta da tutta l\u2019ala innovativa della teologia cattolica e che don Gianni sposava pienamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019omosessualit\u00e0 pu\u00f2 essere un fatto cristiano <\/strong><\/p>\n<p>\u00abOmosessuale sacerdote ideale\u00bb \u00e8 il titolo provocatorio (ovviamente non suo) di un intervento del 1990 sul settimanale \u00abl\u2019Espresso\u00bb (capitolo 6) a riguardo della disputa sull\u2019ammissione alla vita religiosa di donne e uomini con tendenze omosessuali, accesa dalla pubblicazione di <em>Direttive sulla formazione negli istituti religiosi <\/em>da parte della competente Congregazione romana. \u00abLa condizione omosessuale pu\u00f2 integrarsi nella vita sacerdotale e religiosa ugualmente quanto la eterosessuale\u00bb \u00e8 la tesi del nostro.<\/p>\n<p>In una dichiarazione del 1991 per un\u2019inchiesta sulle origini biologiche dell\u2019omosessualit\u00e0 del settimanale \u00abPanorama\u00bb (capitolo 7), don Gianni cos\u00ec argomenta il \u201cparadosso\u201d dei credenti omosessuali: \u00abSono mantenuti ai margini della Chiesa e costretti moralmente alla castit\u00e0. I gay credenti sarebbero, per cos\u00ec dire, dei vergini per precetto. Oppure si troverebbero in una situazione di scomunica oggettiva. Un paradosso\u00bb.<\/p>\n<p>Nel 1992 con un articolo su \u00abPanorama\u00bb intitolato <em>Diritti dell\u2019Omo <\/em>(capitolo 8) don Gianni polemizza con un altro documento vaticano contrario al riconoscimento civile delle coppie omosessuali: \u00abNegli Usa il dibattito sui diritti degli omosessuali \u00e8 molto diffuso e i teologi moralisti hanno consigliato pi\u00f9 volte agli omosessuali un partner stabile invece che variabile. Questo consiglio assume un nuovo valore nel tempo dell\u2019aids. Il documento vaticano ha di terribile questo: sembra voler lasciare fuori dalla carit\u00e0 ecclesiale questa condizione umana, molto aperta verso il fatto religioso\u00bb.<\/p>\n<p>Sempre a favore del riconoscimento civile delle coppie omosessuali \u00e8 un intervento del marzo 2000 su \u00abil Giornale\u00bb (capitolo 9), a eco di una mozione del Parlamento Europeo che sollecitava gli stati membri a tale passo: \u00abEsiste un diritto civile di un omosessuale a manifestare la sua condizione senza ricevere sanzioni o limitazioni [&#8230;]. Una strada per dare forma giuridica alla convivenza omosessuale potrebbe essere trovata evitando l\u2019equiparazione alla famiglia e certamente escludendola dalla educazione dei figli adottivi\u00bb.<\/p>\n<p>Con due interventi sul \u00abFoglio Quotidiano\u00bb del giugno 2000 (capitoli 10 e 11) don Gianni cerca di mediare tra gli organizzatori del Gay Pride romano, programmato a sfida del Grande Giubileo, e papa Wojtyla che lo deplorer\u00e0 all\u2019Angelus del 9 luglio, cio\u00e8 all\u2019indomani della manifestazione. \u00abCredo che l\u2019omosessualit\u00e0 possa essere un fatto cristiano\u00bb afferma nel secondo dei due articoli. Con questo testo Baget Bozzo compie la sua affermazione pi\u00f9 avanzata, tra quelle da me rintracciate, portandosi alla massima distanza dalla dottrina cattolica tradizionale, azzardando la formulazione di una prima tesi per quella teologia dell\u2019omosessualit\u00e0 che spesso ha invocato e per la quale ha approntato vari materiali pur non osando mai tracciarne un progetto d\u2019insieme.<\/p>\n<p>\u00abLa Chiesa sbaglia: sugli omosessuali deve aprire gli occhi\u00bb \u00e8 il titolo di un\u2019intervista del luglio 2000 al \u00abCorriere della Sera\u00bb (capitolo 12), ancora in riferimento al Gay Pride: \u00abL\u2019omosessualit\u00e0 non \u00e8 una malattia, non \u00e8 una colpa. E&#8217; una condizione naturale, che comincia dalla nascita. Non c\u2019\u00e8 scelta. E se non c\u2019\u00e8 scelta non pu\u00f2 esserci condanna\u00bb.<\/p>\n<p>La sovraesposizione mediatica in zona Gay Pride costringe don Gianni a dichiarare in pi\u00f9 occasioni di non coltivare tendenze omosessuali: \u00abNon provo sentimenti omosessuali. Non ho confessato la mia omosessualit\u00e0. Non ho voluto dare scandalo\u00bb (\u00abCorriere della Sera\u00bb dell\u201911 giugno 2000). Dovr\u00e0 smentire ancora per anni, per esempio con il settimanale \u00abSette\u00bb del Corsera l\u201911 marzo 2004: \u00abTu sei omosessuale? \u2013 No\u00bb. E pi\u00f9 avanti, nella stessa intervista: \u00abSono vergine\u00bb (capitolo 13).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019evoluzione della Chiesa pu\u00f2 continuare <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPreti omosessuali: cos\u00ec la Chiesa difende il sacerdozio\u00bb \u00e8 il titolo con cui nel dicembre 2005 \u00abil Giornale\u00bb pubblica un intervento di don Gianni su un documento vaticano che mette in guardia i vescovi dall\u2019ordinazione di candidati al sacerdozio che mostrino tendenze omosessuali: \u00abForse proprio questo fatto nuovo dell\u2019esclusione degli omosessuali dal sacerdozio deve determinare una maggior riflessione nella Chiesa perch\u00e9 non accada che l\u2019omosessualit\u00e0 diventi quasi un fatto etnico, mentre nella Chiesa non vi \u00e8 n\u00e8 uomo n\u00e8 donna\u00bb (capitolo 14).<\/p>\n<p>Nel maggio 2007 \u00abil Giornale\u00bb con il titolo \u00abI gay arma dell\u2019Unione Europea contro la Chiesa\u00bb pubblica la reazione di don Gianni a una risoluzione del Parlamento Europeo che censura la posizione della Chiesa Cattolica sull\u2019omosessualit\u00e0 (capitolo 15). Riporto questa frase che guarda in avanti: \u00abIl linguaggio del peccato contro natura \u00e8 finito e l\u2019evoluzione della Chiesa pu\u00f2 continuare\u00bb.<\/p>\n<p>Ed eccoci all\u2019ultimo dei sedici testi presenti nell\u2019antologia: un\u2019intervista a \u00abLa Stampa\u00bb del novembre 2008 con cui don Gianni reagisce a una direttiva vaticana che ancora una volta invita i vescovi a non ordinare omosessuali, pubblicata con il titolo <em>I seminaristi gay vengono trattati da subumani <\/em>(capitolo 16). In essa il nostro riafferma il convincimento della pari dignit\u00e0 di omosessuali ed eterosessuali per la quale si \u00e8 sempre battuto: \u00abUn sacerdote gay e uno etero sono chiamati allo stesso modo a vivere la castit\u00e0, quindi l\u2019omoerotismo, purch\u00e8 casto, non \u00e8 peccaminoso [&#8230;]. Non si pu\u00f2 trasformare l\u2019essere gay in una condizione di inferiorit\u00e0 umana\u00bb.<\/p>\n<p>Notare la data di quest\u2019ultimo intervento: per trentadue anni, dal 1976 al 2008, Baget Bozzo ha tenuto fede alla sua rivendicazione dei diritti civili degli omosessuali e della loro giusta aspirazione a un\u2019accoglienza non discriminante nella Chiesa. E l\u2019ha tenuta ferma \u2013 quella posizione \u2013 nel cambio d\u2019ogni altro suo schierarsi.<\/p>\n<p>Dicevo sopra \u2013 e ci torner\u00f2 nell\u2019Appendice 1 \u2013 che i mutamenti d\u2019opinione hanno tolto autorit\u00e0 a don Gianni. Quando scriveva il primo dei testi qui riportati collaborava con la rivista \u00abRocca\u00bb della Pro Civitate di Assisi e con \u00abla Repubblica\u00bb, alla data dell\u2019ultimo mandava pezzi al settimanale ciellino \u00abTempi\u00bb e a \u00abil Giornale\u00bb.<\/p>\n<p>Ma il Baget Bozzo teologo non va schiacciato sul don Gianni della politica. Come mostrer\u00f2 in Appendice 1, era laureato in teologia alla Lateranense, l\u2019ha insegnata in cattedre universitarie, ha diretto la rivista \u00abRenovatio\u00bb, \u00e8 stato per tutta la vita un onnivoro lettore delle pubblicazioni di teologia in ogni lingua. Ed \u00e8 innanzitutto al filone della ricerca teologale che vanno ricondotti gli interventi sull\u2019omosessualit\u00e0. Il loro valore a mio parere risulta oggi comprovato dal magistero di Papa Francesco, che su pi\u00f9 aspetti della questione omosessuale azzarda indicazioni simili a quanto don Gianni aveva affermato tre o quattro decenni prima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anticipatore di parole e gesti di Papa Bergoglio <\/strong><\/p>\n<p>Il testo bergogliano di maggiore impegno in materia omosessuale \u00e8 al paragrafo 250 di <em>Amoris laetitia <\/em>(2016): \u00abOgni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignit\u00e0 e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza. Nei riguardi delle famiglie si tratta invece di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinch\u00e8 coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volont\u00e0 di Dio nella loro vita\u00bb. L\u2019invito a non discriminare gli omosessuali era ormai abituale nei testi dei Papi, da Paolo VI a Benedetto XVI, ma in Francesco esso \u00e8 accompagnato dall\u2019invito al \u00abrispettoso accompagnamento\u00bb formulato evitando qualsiasi parola di giudizio e di riprovazione, che invece non mancavano mai nei documenti precedenti.<\/p>\n<p>Quanto alla mancanza di giudizio, converr\u00e0 ricordare la famosa affermazione fatta da Francesco in una conversazione in aereo con i giornalisti, il 28 luglio 2013: \u00abSe una persona \u00e8 gay e cerca il Signore e ha buona volont\u00e0, ma chi sono io per giudicarla?\u00bb. Nei testi di Baget Bozzo l\u2019invito a non giudicare il gay che \u00abcerca il Signore\u00bb \u00e8 presente costantemente in maniera implicita ed \u00e8 esplicito in quello riportato al capitolo 8, che invita a \u00abdistinguere il rigore del principio dal caso concreto\u00bb e chiede che gli omosessuali non siano esclusi \u00abdalla carit\u00e0 ecclesiale\u00bb.<\/p>\n<p>Anche la distinzione tra unione civile che pu\u00f2 essere riconosciuta alla coppia omosessuale e matrimonio da non riconoscere \u00e8 un elemento di coincidenza tra il nostro e il cardinale Bergoglio. Quella distinzione \u00e8 presente in maniera esplicita nel testo di Baget Bozzo riportato al capitolo 9 (e in altri testi che nell\u2019introduzione a quello sono ricordati) e nel volume <em>Il cielo e la terra <\/em>di Jorge Mario Bergoglio e di Abraham Skorka che arriva dieci anni pi\u00f9 tardi: \u00abDi fronte a un\u2019unione privata non c\u2019\u00e8 un terzo o una societ\u00e0 danneggiati. Se invece le si attribuisce la categoria di matrimonio e le si d\u00e0 accesso all\u2019adozione, ci\u00f2 implica il rischio di danneggiare dei bambini\u00bb (p. 109 dell\u2019edizione Mondadori 2013; il testo spagnolo \u00e8 del 2010).<\/p>\n<p>In un\u2019intervista del 28 maggio 2019 a Televisa cos\u00ec Francesco ipotizza il dialogo di un sacerdote con un omosessuale: \u00abSei figlio di Dio e Dio ti ama cos\u00ec, ora, veditela con Dio\u00bb.<\/p>\n<p>Una risposta straordinariamente simile a quella che don Gianni aveva abbozzato quattro decenni prima nel testo riportato al capitolo 3: \u00abAl giovane omosessuale, \u00e8 forse possibile rispondere che la condizione omosessuale non \u00e8 uno sbaglio di Dio, ma un segno della sua presenza\u00bb.<\/p>\n<p>Tra Baget Bozzo e Bergoglio-Francesco ci sono anche vistose vicinanze linguistiche. Don Gianni ama l\u2019espressione \u00abmistero del sesso\u00bb, per indicare il pi\u00f9 profondo della persona umana nel quale non ci \u00e8 lecito intrometterci (capitolo 1). Francesco a tale scopo usa l\u2019espressione \u00abmistero dell\u2019uomo\u00bb: \u00abUna volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l\u2019omosessualit\u00e0. Io allora le risposi con un\u2019altra domanda: \u201cDimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l\u2019esistenza con affetto o la respinge condannandola?\u201d\u00bb. Bisogna sempre considerare la persona. Qui entriamo nel mistero dell\u2019uomo. Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione\u00bb (Intervista alla \u00abCivilt\u00e0 cattolica\u00bb, 19 settembre 2013).<\/p>\n<p>\u00abGuida anima per anima\u00bb dice Baget Bozzo (capitolo 3) e \u00abvalutare caso per caso\u00bb \u00e8 l\u2019indicazione di Francesco: \u00abBisogna accompagnare con misericordia. Quando questo accade, lo Spirito Santo ispira il sacerdote a dire la cosa pi\u00f9 giusta. Questa \u00e8 anche la grandezza della Confessione: il fatto di valutare caso per caso, e di poter discernere qual \u00e8 la cosa migliore da fare per una persona che cerca Dio e la sua grazia\u00bb (ivi).<\/p>\n<p>In quest\u2019ultima citazione il Papa dice degli omosessuali che occorre \u00abaccompagnarli con misericordia\u00bb e l\u2019appello alla \u00abeconomia della misericordia ecclesiale\u00bb nei loro confronti \u00e8 frequente nei testi di Baget Bozzo: vedilo ai capitoli 1, 3, 4.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tra l\u2019invocazione cristiana e l\u2019indagine laica <\/strong><\/p>\n<p>Concludo questo raffronto affermando che in ambito ecclesiastico Baget Bozzo anticipa di alcuni decenni l\u2019invito che oggi Francesco rivolge a tutta la Chiesa ad abbandonare il tradizionale approccio moralistico all\u2019omosessualit\u00e0, che mirava al giudizio sulla liceit\u00e0 o meno degli atti omosessuali, senza guardare alla complessit\u00e0 dell\u2019esistenza degli uomini e delle donne che vivono la condizione omosessuale. Non \u00e8 di poco conto che questo mutamento epocale qui in Italia sia stato prefigurato e ampiamente argomentato, nelle implicazioni sia religiose sia civili, da un prete teologo e politico, nonch\u00e9 creatore di linguaggio, del livello di Baget Bozzo.<\/p>\n<p>Indagato in testo e contesto il tenace impegno di don Gianni sull\u2019omosessualit\u00e0, concludo che egli \u00e8 riuscito a dare parole all\u2019interrogazione colta e teologica su questa frontiera dell\u2019umano. Parole rare, le sue, che hanno saputo sfiorare con tocco leggero il mistero dell\u2019uomo e l\u2019abisso della sua soggettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ha contribuito a creare in questa materia un nuovo linguaggio capace di andare in profondo e di stabilire un contatto, in quel profondo, tra l\u2019invocazione cristiana e l\u2019indagine laica. Un contatto foriero di reciproca comprensione.<\/p>\n<p>Considero questo mio lavoro su don Gianni e l\u2019omosessualit\u00e0 un provvisorio inventario delle fonti e lo propongo come una provocazione all\u2019approfondimento. Ho rintracciato alcuni suoi interventi in materia, forse i pi\u00f9 significativi, e mi sono adoperato a interpretarli nel linguaggio usato e nel contesto in cui furono proposti.<\/p>\n<p>Di sicuro ve ne sono altri da scovare nella vastissima produzione saggistica e giornalistica del nostro. A chi cura la memoria di don Gianni l\u2019invito a cercarli. A chi ne ha gli strumenti, la sollecitazione a studiarli. Io mi sono adoperato a segnalarli da giornalista ma ho chiaro che meriterebbero un\u2019auscultazione appropriata, linguistica e teologica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sedici testi di sorprendente attualit\u00e0 Gianni Baget Bozzo (1925-2009) \u00e8 stato un difensore degli omosessuali a partire dalla frontiera pi\u00f9 difficile, che \u00e8 quella teologica, e occupando nei decenni postazioni&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/antologia-delle-pubblicazioni-2\/introduzione\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Introduzione<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":56,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-25687","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/25687","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25687"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/25687\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25692,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/25687\/revisions\/25692"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/56"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}