{"id":26900,"date":"2021-08-22T18:51:30","date_gmt":"2021-08-22T16:51:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=26900"},"modified":"2021-08-24T21:58:25","modified_gmt":"2021-08-24T19:58:25","slug":"cristiani-in-tempo-di-covid-storie-di-vita","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cristiani-in-tempo-di-covid-storie-di-vita\/","title":{"rendered":"Cristiani in tempo di Covid. Storie di vita"},"content":{"rendered":"\n<p>SESTRI LEVANTE<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Casa di spiritualit\u00e0 Madonnina del Grappa &#8211; Piazza Enrico Mauri 1<br>Marted\u00ec 17 agosto 2021 \u2013 ore 21.15<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019inizio della pandemia, nel marzo del 2020, vengo raccogliendo nel mio blog (<a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\">www.luigiaccattoli.it<\/a>) storie di vita che chiamo \u201cFatti di Vangelo in pandemia\u201d, con il richiamo al concetto di \u201cfatti di Vangelo\u201d, cio\u00e8 storie cristiane di vite convertite, ai quali ho gi\u00e0 dedicato alcuni volumi pubblicati dalla SEI, dalla Locusta, dalla San Paolo e dalla EDB. L\u2019intento \u00e8 di raccogliere storie esemplari vissute da italiani nelle stagioni della pandemia, puntando a quelle che risultino portatrici di un segno di speranza che aiuti a guardare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero a met\u00e0 dell\u2019inchiesta quando \u00e8 capitato anche a me di passare per il Covid 19, tra il novembre e il dicembre 2020, in forma per fortuna non grave ma non priva della corsa notturna al pronto soccorso e di una settimana di notti insonni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tenuto sveglio dall\u2019ossigeno e dal cortisone, ho maturato l\u2019idea che avrei dovuto orientare l\u2019indagine su tre filoni principali: l\u2019ascolto dei morenti, la memoria dei guariti, il racconto dei soccorritori. Ho chiesto aiuto al collega giornalista Ciro Fusco che ha condiviso questo orientamento e di comune accordo, lungo quei tre filoni, abbiamo completato la raccolta che il 4 agosto abbiamo consegnato all\u2019Editrice ViTrend, di Trento, e che dovrebbe apparire in autunno con il titolo <em>Fatti di Vangelo in pandemia. Settantadue storie italiane di morte e risurrezione nella stagione del Covid-19<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per prime vengono dunque le storie dei morti: nella nostra indagine ci siamo ristretti ai morenti che hanno potuto lasciare un messaggio, un testamento, un saluto; e ne abbiamo trovate una decina. I morti italiani sono a oggi oltre 128 mila, ma l\u2019isolamento nei reparti Covid, la mancanza di fiato, la tracheotomia spiegano l\u2019afasia dei morenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella nostra ricerca abbiamo incontrato vari casi di morenti che hanno affidato un ultimo messaggio al personale ospedaliero: e spesso si tratta di una parola d\u2019affetto per il marito o per la moglie. Esemplare \u00e8 la ventura di Oscar Vrtovec di Novara: guarisce e racconta che in un momento duro del ricovero, convinto che non rivedr\u00e0 pi\u00f9 la moglie e i figli, prende la mano di un\u2019infermiera e le sussurra: \u201cDite loro che gli ho sempre voluto bene\u201d. Le poche ultime proteste d\u2019amore che sono riuscite a varcare la clausura dei reparti intensivi danno voce alla folla di morenti che ci \u00e8 sembrata allontanarsi muta.<\/p>\n\n\n\n<p>Narro ora una sola storia di un morente che ha potuto lasciare un messaggio compiuto: si tratta di un prete di Pesato, Orlando Bartolucci: si ammala nel marzo 2020, \u00e8 dichiarato guarito in aprile, ha una ricaduta e muore in maggio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSperiamo che il disagio e la sofferenza, che come un aratro \u00e8 passato nel cuore, possa fare spazio a nuovi semi di necessaria profezia\u201d mi ha detto questo prete in un\u2019intervista che ho potuto fargli in quei giorni che erano parsi di guarigione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSemi di bene\u201d dir\u00e0 il papa nella \u201cFratelli tutti\u201d: semi che \u201cDio continua a seminare nell\u2019umanit\u00e0\u201d anche nel mezzo della pandemia (paragrafo 54). \u201cSemi di necessaria profezia\u201d diceva don Orlando che aveva provato ci\u00f2 che l\u2019avrebbe portato alla morte: cio\u00e8 semi che potrebbero risultare fecondi in vista di un nuovo domani.<\/p>\n\n\n\n<p>In un messaggio del 1\u00b0 aprile ai parrocchiani questo prete si era chiesto se il tempo della pandemia fosse \u201cunicamente una grande maledizione\u201d o se in essa non vi fosse una qualche \u201cbenedizione\u201d e cos\u00ec aveva concluso: \u201cQuesta \u00e8 forse la pi\u00f9&nbsp;grande&nbsp;Quaresima&nbsp;che noi abbiamo celebrato. Che questo tempo sia una grande Grazia? Non dipende solo dal Signore, ma anche dallo spirito con cui ciascuno di noi si abbandona, come Ges\u00f9, nelle braccia del Padre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Molte delle storie di guariti che abbiamo raccolto parlano di questo affidamento al Signore, che hanno potuto compiere quando si sono trovati a faccia a faccia con la morte. E credo di aver vissuto anch\u2019io qualcosa di simile, nelle notti fatte insonni dall\u2019ossigeno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo camminato due o tre giorni lucidamente con la morte\u201d dice uno dei guariti e confessa di aver misteriosamente sperimentato, in tale cammino, la \u201cpresenza\u201d confortatrice del Signore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi\u00f2 che pi\u00f9 mi ha aiutato in quella fase \u00e8 stato mettermi completamente nelle mani del Signore\u201d confida un altro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 stato un momento in cui ero davvero convinto che sarei morto. Pregavo per essere liberato da questa prova per\u00f2 con il riconoscimento che la volont\u00e0 di Dio \u00e8 un bene per te\u201d, racconta un terzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sull\u2019abbandono nella fede \u2013 a imitazione del Cristo morente: \u201cPadre nelle tue mani consegno il mio spirito\u201d (Luca 23, 46) \u2013 crediamo d\u2019esserci imbattuti in un testo esemplare: L\u2019<em>Atto di affidamento a Maria<\/em> scritto da Piero Rattin per l\u2019arcivescovo di Trento, che l\u2019ha pronunciato in cattedrale il 3 aprile 2020 (storia 28). Don Piero \u2013 che ha vinto il Covid ed \u00e8 un biblista \u2013 conclude l\u2019affidamento comunitario con il richiamo alla necessit\u00e0 di una \u201cconversione coraggiosa\u201d che abbiamo gi\u00e0 udito da altri nostri testimoni che sono passati per la terra dei morenti: \u201cOttienici di valutare con sapienza di fede il drammatico evento che abbiamo sperimentato; rendici capaci di comprenderlo quale \u2018segno dei tempi\u2019 e di coglierne le provocazioni ad attuare scelte concrete di conversione coraggiosa e coerenti cambiamenti di mentalit\u00e0 e di condotta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019ascolto dei morti e l\u2019interrogazione dei guariti che hanno visto in faccia la morte, abbiamo cercato per terzo il racconto di chi si \u00e8 messo a disposizione rischiando di infettarsi e di morire. C\u2019\u00e8 chi l\u2019ha fatto riuscendo a farsi ricoverare insieme alla moglie prigioniera dell\u2019Alzheimer, e chi per accompagnare lo zio Down.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra quanti il rischio l\u2019hanno corso con piena scienza della posta in gioco \u2013 e per soccorrere degli estranei \u2013 ci sono i medici e gli infermieri volontari, o che avevano lasciato queste professioni e sono tornati a svolgerle per \u201cdare una mano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo raccolto una decina di storie con questo segno. Ora busso a esse e provo a scuoterle, per vedere che frutto lasceranno cadere.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa Da Re \u00e8 un giovane medico che all\u2019arrivo della pandemia si offre volontaria come Covid-doctor: \u201cQuante volte ho sognato di lavorare in Africa e ora che l\u2019Africa arrivava qui non potevo esitare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Guarda all\u2019Africa anche Marta Ribul, infermiera volontaria che compie i 27 anni in corsia: \u201cIn questo momento avrei dovuto essere da poco a Nairobi, per un nuovo anno di Servizio Civile in una baraccopoli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il blocco dei voli che dirotta il volontariato di Marta dirotta anche Giuseppe Morstabilini, prete ambrosiano in partenza per lo Zambia, che torna a fare l\u2019infermiere in terra lombarda e scopre che \u201cin realt\u00e0 prete e infermiere non sono in contrasto\u201d. Sentimento condiviso da un altro prete tornato infermiere, Alessio Strapazzon di Belluno: \u00abIn questo momento, per me, amare il prossimo significa rientrare in corsia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a questi due preti diocesani, tra chi \u00e8 tornato a fare il medico o l\u2019infermiere nella stagione pi\u00f9 ardua la nostra inchiesta elenca due suore Alcantarine e un frate francescano, ma anche un vignaiolo, due ristoratori, uno scrittore famoso (Andrea Vitali), una donna passata alla politica (Monica Bettoni).<\/p>\n\n\n\n<p>Michela Fanti, 22 anni, infermiera volontaria in un reparto Covid: \u201cIl dono di umanit\u00e0 che ho ricevuto dai ricoverati mi ha aperto il cuore, mi sono sentita onorata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche io nel mio ricovero ho incontrato una giovane infermiera che mi ha trattato come fossi suo padre: fu a met\u00e0 di una di quelle notti che passavo per intero senza dormire, quella in cui ero pi\u00f9 rintronato. Ho suonato agli infermieri perch\u00e9 avevo freddo e ho chiesto una seconda coperta. Una ragazza giovanissima, di nome Stefania, della quale vedevo solo gli occhi, con il nome tracciato sulla visiera di plastica, ha sistemato la coperta, mi ha messo le mani guantate sulle guance e mi ha dato un bacio dalla sua maschera scafandrata. Dono grande.<\/p>\n\n\n\n<p>Anziani assistiti e giovani assistenti hanno realizzato in questa difficile stagione una familiarit\u00e0 che aiuta a sperare per un miglioramento nell\u2019intesa tra le generazioni, che forse non era mai apparsa tanto difficile come nel nostro tempo. Questa inaspettata familiarit\u00e0 le nostre storie non la documentano solo negli ambienti ospedalieri ma anche nelle mense per i senzatetto e nell\u2019aiuto agli anziani soli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio corso dai medici in generale e da quelli di famiglia in specie \u00e8 documentato dalle statistiche: a fine luglio 2021 i morti per Covid tra i medici erano circa 360. Alla stessa data erano oltre 270 i preti diocesani portati via dalla pandemia. Aggiungendo ai diocesani i religiosi \u2013 per i quali non ci sono stime attendibili \u2013 \u00e8 verosimile che i sacerdoti uccisi dal Covid raggiungano un numero paragonabile, o superiore, a quello dei medici.<\/p>\n\n\n\n<p>Una viva percezione della \u201cmissione\u201d del medico in pandemia viene espressa da Papa Francesco il 3 maggio 2020, domenica del Buon Pastore, quando accosta tra loro i preti e i medici che danno la vita per le persone affidate alla loro cura, e invita a considerare congiuntamente \u201cl\u2019esempio di questi pastori preti e pastori medici\u201d. In questa stagione straordinaria di bene e di male, le persone che hanno dato la vita per fedelt\u00e0 alla propria missione forse bastano a pareggiare ogni altro conto.<\/p>\n\n\n\n<p>Termino con Antonio Napolioni vescovo di Cremona passato per la malattia: \u201cChi si prende cura dei fratelli \u00e8 Cristo che si prende cura di Cristo. Questo \u00e8 il vero nome di tutto ci\u00f2 che accade\u201d. Crediamo siano parole da tenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scelte che portano al soccorso dei fratelli io le chiamo \u201cfatti di Vangelo\u201d pur sapendo che chi le ha compiute spesso non l\u2019ha fatto in risposta alla vocazione cristiana ma alla vocazione d\u2019uomo. C\u2019\u00e8 un insegnamento nel fatto che in profondo le due vocazioni s\u2019incontrino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SESTRI LEVANTE Casa di spiritualit\u00e0 Madonnina del Grappa &#8211; Piazza Enrico Mauri 1Marted\u00ec 17 agosto 2021 \u2013 ore 21.15 Dall\u2019inizio della pandemia, nel marzo del 2020, vengo raccogliendo nel mio&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cristiani-in-tempo-di-covid-storie-di-vita\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Cristiani in tempo di Covid. 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