{"id":2701,"date":"2009-11-20T11:48:48","date_gmt":"2009-11-20T10:48:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2701"},"modified":"2009-11-20T11:48:48","modified_gmt":"2009-11-20T10:48:48","slug":"roberto-martarelli-%e2%80%9cgoderci-l%e2%80%99un-l%e2%80%99altro-fino-in-fondo%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/9-la-voce-dello-sposo-e-la-voce-della-sposa\/roberto-martarelli-%e2%80%9cgoderci-l%e2%80%99un-l%e2%80%99altro-fino-in-fondo%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Roberto Martarelli: \u201cGoderci l\u2019un l\u2019altro fino in fondo\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa vita, comunque si attui, \u00e8 una meravigliosa avventura\u201d: cos\u00ec scrive Roberto Martarelli, caro amico, in un libro intitolato \u201cIn cammino\u201d, che \u00e8 il racconto della sua vita e che in un primo tempo \u2013 nel 1992 \u2013 aveva stampato a sue spese e me l\u2019aveva regalato la prima volta che ci incontrammo in occasione di una mia conferenza. Avevo ricambiato con uno mio e poco dopo mi scrisse che l\u2019aveva letto insieme alla moglie e l\u2019avevano goduto \u201ccome cosa nostra\u201d. Si diventa amici anche per iscritto. Ci incontrammo ancora e un giorno mi arriv\u00f2 per posta una nuova edizione di quel libro, ripubblicato da Piemme nel 2001 e nel 2003 \u201cLa casa posta in collina\u201d, anch\u2019esso autobiografico, sempre della Piemme e infine \u201cLa locomotiva di latta. Appunti di viaggio\u201d (Paperback &#8211; Jan 1, 2008).<br \/>\nDicevo che il libro di Roberto \u00e8 il racconto della sua vita, ma voglio dire meglio: \u00e8 la storia della sua vocazione alla gioia di vivere. Perch\u00e9 egli concepisce \u201cla vita come un grande dono\u201d, dichiara di ricevere questa veduta dalla fede cristiana e racconta i casi che gli sono capitati per poter \u201caffermare che \u2013 grazie alla fede \u2013 ogni momento dell\u2019esistenza \u00e8 fatto per riempire il cuore di gioia e stupore\u201d. Di quel libro qui segnalo i contenuti pi\u00f9 belli. Sono \u201cepisodi veramente accaduti\u201d, scrive Roberto, ma hanno il carattere di parabole: un centinaio di parabole raccontate da un uomo semplice, innamorato della vita e del Signore.<\/p>\n<p><strong>Parabola della guerra e della pace<\/strong>. La storia di Roberto inizia con la guerra, per la quale parte nel 1941 e che lo vede \u2013 alla fine \u2013 inquadrato in un battaglione regolare italiano che combatte al fianco degli alleati, contro i nazifascisti. Rientrato a Legnano viene richiesto di far parte delle squadre partigiane che rastrellano e fucilano i \u201cfascisti\u201d: \u201cAbbiamo saputo che lei \u00e8 uno dei liberatori. Venga con noi a giustiziare quelli che ci hanno sfruttato fino a ora\u201d. Questa \u00e8 la sua risposta: \u201cSiete talmente ignobili che, se non sparite alla svelta, nessuno mi tratterr\u00e0 dal farvi correre con una scarica di mitra\u201d.<\/p>\n<p><strong>Parabola del bimbo che salva il padre.<\/strong> Il padre di Roberto era ferroviere, ma anche socialista e durante il fascismo perde il posto e fa la fame. Una squadraccia lo aggredisce di sera. Accorre la moglie gridando, con il bimbo pi\u00f9 piccolo in braccio: \u201c<em>Mia madre ricevette da uno di loro una bastonata e il bimbo che aveva in braccio cadde sulle rotaie. La vista di quel bambino che rotolava per terra ebbe il potere di fermare i sicari che spaventati si dileguarono nel buio. Quel bimbo inconsapevolmente aveva salvato mio padre e quel bimbo ero io<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Che moglie meravigliosa!<\/strong> \u201cDevo continuamente ringraziare Dio per avermi dato un tesoro come compagna di questa vita\u201d, scrive Roberto verso la fine del volume, che \u00e8 dedicato \u201ca mia moglie con affetto e riconoscenza\u201d. \u201cChe moglie meravigliosa!\u201d esclama in un\u2019altra occasione. Si capisce (ma non viene mai detto direttamente) che insieme aderiscono al Movimento dei Focolari e che la prima a incontrare questa spiritualit\u00e0 fu lei, che si chiama Rosa. Roberto inizialmente era scettico, ma ora non finisce di lodare \u201cil comportamento\u201d di lei che \u201c<em>seppe prepararmi a capire la cosa grande da cui lei era gi\u00e0 stata contagiata: usando tatto, discrezione, silente pazienza alle mie perplessit\u00e0 e rispetto della mia libert\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Goderci l\u2019un l\u2019altro.<\/strong> Sono belle le pagine del fidanzamento, che avviene giocando lei in una squadra di pallacanestro che lui allena: \u201c<em>E\u2019 giovane, riservata. Mette l\u2019anima quando gioca, ma poi sta per conto suo o \u00e8 incollata a suo padre, che \u00e8 dirigente del gruppo sportivo. Accetto qualche invito a cena che mi d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di conoscere meglio questa ragazza che trovo diversa da quante incontro. Riservata e timida, fors\u2019anche perch\u00e9 abbastanza giovane, comincia veramente a piacermi<\/em>\u201d. Arriva il matrimonio: \u201cE\u2019 proprio bello goderci l\u2019un l\u2019altro fino in fondo! Decidere tutto insieme, fin nelle pi\u00f9 piccole cose e raccontarci quel che avviene nelle ore in cui si \u00e8 divisi per il lavoro contribuisce ad amalgamarci sempre pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p><strong>Una casa aperta a tutti.<\/strong> Roberto sognava di \u201crinchiudersi in una casetta come in una tana\u201d. Finisce invece con il costruirsi una casa pi\u00f9 grande del necessario, che viene \u201cmessa a disposizione di tutti\u201d e nella quale \u201csi avvicendano persone di ogni categoria\u201d. Ragazze incinte da riconciliare con la famiglia e da difendere dalla tentazione dell\u2019aborto, una che neanche parla tanto \u00e8 depressa, un profugo ungherese, un ragazzo che si droga, un cieco da accompagnare in villeggiatura, un somalo venuto a curarsi da una grave malattia, un depresso che abbandona la famiglia, una coppia che vuole essere convinta ad avere figli, una donna violentata che accolgono per aiutarla ad accogliere il bimbo.<\/p>\n<p><strong>\u201cUn cristiano dev\u2019essere amico di tutti\u201d<\/strong>: questo \u00e8 il motto con cui Roberto viaggia per il mondo (come rappresentante commerciale) e con cui attraversa la vita. A quell\u2019atteggiamento lo predispone l\u2019indole aperta e a esso lo incita la spiritualit\u00e0 dei Focolari. Fa festa a ogni cattolico che incontra nel centro dell\u2019Africa o nei Paesi scandinavi, esattamente come Marco Polo faceva con i cristiani che scopriva in Oriente: consiglio a Roberto di rileggere in questo spirito \u201cIl Milione\u201d. Ha quattro figli, ma tutti gli amici pi\u00f9 giovani sono come suoi figli e quindi si ritrova pieno di nipoti \u2013 ne conta \u201cuna quarantina circa\u201d \u2013 di cui va fiero: \u201c<em>Se considero miei figli tutti i giovani passati da casa, come non dovrei considerare miei nipotini anche i loro figli?<\/em>\u201d Con questa immagine di un nonno felice chiudo la mia rassegna delle parabole secondo Roberto e lo saluto a nome dei lettori.<\/p>\n<p><strong>[Testo pubblicato sull\u2019<em>Eco di San Gabriele<\/em> nell\u2019aprile del 2001 e aggiornato nel novembre 2009]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa vita, comunque si attui, \u00e8 una meravigliosa avventura\u201d: cos\u00ec scrive Roberto Martarelli, caro amico, in un libro intitolato \u201cIn cammino\u201d, che \u00e8 il racconto della sua vita e che&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/9-la-voce-dello-sposo-e-la-voce-della-sposa\/roberto-martarelli-%e2%80%9cgoderci-l%e2%80%99un-l%e2%80%99altro-fino-in-fondo%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Roberto Martarelli: \u201cGoderci l\u2019un l\u2019altro fino in fondo\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2110,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-2701","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2701","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2701"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2701\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2702,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2701\/revisions\/2702"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2110"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2701"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}