{"id":2705,"date":"2009-11-20T11:53:25","date_gmt":"2009-11-20T10:53:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2705"},"modified":"2009-11-20T11:53:25","modified_gmt":"2009-11-20T10:53:25","slug":"mario-campanacci-e-gesu-che-gli-dice-%e2%80%9cpassiamo-all%e2%80%99altra-riva%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/7-la-vita-e-mutata-ma-non-e-tolta\/b-il-santo-e-colui-che-acconsente-alla-morte\/mario-campanacci-e-gesu-che-gli-dice-%e2%80%9cpassiamo-all%e2%80%99altra-riva%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Mario Campanacci e Ges\u00f9 che gli dice: \u201cPassiamo all\u2019altra riva\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Ecco l\u2019ultimo messaggio di un medico cristiano che \u2013 da cristiano e da medico \u2013 risponde alla chiamata del Signore: \u00abPassiamo all\u2019altra riva\u00bb. Egli \u00e8 pronto al passaggio. Ha speso la vita a curare gli altri e ora cura se stesso, affidandosi al cenno del Signore. Mario Campanacci \u00e8 morto di tumore al pancreas il 16 gennaio 1999, a 67 anni. Era direttore scientifico della Prima clinica ortopedica dell\u2019Istituto Rizzoli, a Bologna. Questo \u00e8 il suo testamento:<\/p>\n<p><em>\u00abUn anno e mezzo fa i medici e i loro meravigliosi strumenti diagnostici mi trovarono un cancro del pancreas. Oggi mi restano alcune settimane prima di fare ritorno alla casa del Padre. Le parole pi\u00f9 belle e pi\u00f9 vere per descrivere la morte della carne si trovano nei Vangeli, via, verit\u00e0 e vita. <\/em><br \/>\n<em>\u00abIl lago \u00e8 deserto. Il sole \u00e8 appena tramontato. Ges\u00f9 e i suoi sono accanto alla barca. \u201cVenite, perch\u00e8 si \u00e8 fatto sera. Passiamo all\u2019altra riva\u201d.<\/em><br \/>\n<em>\u00abI due discepoli di Emmaus con lo sconosciuto incontrato per strada giungono nelle prime case del paese dove si sono accese le prime lucerne. \u201cResta con noi, Signore, perch\u00e8 si fa sera\u201d.<\/em><br \/>\n<em>\u00abIn questi giorni, se cammino per strada vedo la folla dei \u201csani\u201d, e tra questi cerco i pi\u00f9 miseri, o mi figuro con l&#8217;immaginazione i pi\u00f9 diseredati, poveri, reietti sparsi nelle strade di tutto il mondo. Penso \u201cse si potesse passare questo calice da me a uno di loro&#8230; ma no, Signore, non lo vorrei, perch\u00e8 questo \u00e8 il tuo disegno, pensato prima della creazione\u201d. \u201cSia fatta la tua volont\u00e0, cos\u00ec in cielo come in terra\u201d: non lo diciamo ogni giorno nella nostra preghiera?<\/em><br \/>\n<em>\u00abQuesta mia malattia, che \u00e8 la cosa pi\u00f9 naturale del mondo, che condivido con milioni di fratelli e sorelle il cui dolore \u00e8 certamente molto pi\u00f9 grave del mio, la considero un dono e una chiamata. Quale grande e misterioso dono \u00e8 la chiamata del Signore! Quando Ges\u00f9, all&#8217;inizio della sua missione, camminava lungo la riva del lago, chiam\u00f2 quattro pescatori. Perch\u00e8 loro quattro? Ecco il mistero. Facendoli pescatori di uomini, li costitu\u00ec messaggeri, li fece entrare per tutti i giorni della loro vita nella pace e nella gioia di vivere e servire negli atri della sua casa, prepar\u00f2 loro un posto per l&#8217;eternit\u00e0 presso il trono del Padre. Ecco il dono. Li destin\u00f2 al martirio. Ecco la via, la porta stretta, donare la propria vita per tutti, l&#8217;amore pi\u00f9 grande.<\/em><br \/>\n<em>\u00abQuesta mia malattia, nate da poche cellule un po\u2019 scapestrate, \u00e8 dunque un dono del Signore, un dono e una chiamata, per me. Egli mi ha scelto, da prima della creazione. Per questo ti rendo grazie e ti lodo, Signore.<\/em><br \/>\n<em>\u00abQuando ero &#8220;sano&#8221;, mi riusciva difficile la preghiera di lode, che pure \u00e8 la prima e pi\u00f9 pura forma di preghiera. Pregavo pi\u00f9 facilmente nel momento del bisogno, della paura, delle difficolt\u00e0. Soltanto ora ho cominciato a capire e a lodare Dio.<\/em><br \/>\n<em>\u00abPrima di tutto ti lodo Signore per aver creato la terra, con la sua luce, stagioni, erbe e fiori. E ancora ti lodo per aver rivelato queste cose ai piccoli piuttosto che ai sapienti. <\/em><br \/>\n<em>\u00abE con migliore cognizione perch\u00e8 basata sui sensi miei, ti lodo per le innumerevoli e singolari grazie che mi hai donato. Farmi nascere in una famiglia come la mia, la famiglia che chiunque desidererebbe avere. E per avermi donato da sempre l\u2019amore, il rispetto e la dolce consolazione della religione cattolica\u00bb. (Dalla rivista bolognese \u00abI Marted\u00ec\u00bb, 3\/1999, p. 47)<\/em><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che pi\u00f9 amo, in questo suo testamento, \u00e8 la serenit\u00e0 del medico cristiano di fronte alla sua malattia incurabile: \u00abche \u00e8 la cosa pi\u00f9 naturale del mondo\u00bb, ci dice. Il grande clinico scherza sulle cellule \u00abun po\u2019 scapestrate\u00bb che l\u2019hanno prodotta. E sui medici e i loro \u00abmeravigliosi strumenti\u00bb.<br \/>\nRestiamo incantati da tanta serenit\u00e0. Noi infatti quando ci colpisce un qualche male tendiamo a disperare. Il cristiano serio invece si affida al Signore e non dimentica che la stessa sorte \u00e8 condivisa da milioni di fratelli e sorelle, che \u00absicuramente\u00bb soffrono di pi\u00f9. Avvertiamo subito che quella premura per ogni fratello e sorella sofferenti egli la pu\u00f2 sentire ora perch\u00e8 l\u2019ha esercitata tutta la vita.<br \/>\nA lettura ultimata, avvertiamo che \u00e8 il dialogo con Ges\u00f9 a guidare tutto il bellissimo testamento. Mario sente e accoglie la voce del Signore che lo chiama, invitandolo amichevolmente a \u00abpassare\u00bb all&#8217;altra riva perch\u00e8 \u00absi \u00e8 fatta sera\u00bb. E risponde familiarmente con quelle altre parole del Vangelo: \u00abResta con noi perch\u00e8 si fa sera\u00bb.<br \/>\nE\u2019 la consolidata amicizia con Ges\u00f9 che gli permette di accogliere come un \u00abdono\u00bb la \u00abchiamata\u00bb all\u2019altra riva. Non come un\u2019ingiustizia, ma come un segno di predilezione. Tanto da provocare la \u00ablode\u00bb: non la domanda della guarigione, ma il ringraziamento per il dono della \u00abchiamata\u00bb.<br \/>\nEccolo dunque questo fratello medico che loda il Signore per la vita che ha avuto, la luce e l\u2019amore in cui l\u2019ha vissuta e infine per \u00abla morte della carne\u00bb in cui sta per concluderla. Ecco la vetta toccata dal nostro medico: quella stessa di Francesco, che arriva a \u00ablaudare\u00bb il Signore \u00abper sora nostra morte corporale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>[Testo pubblicato dall\u2019<em>Eco di San Gabriele<\/em> nel settembre del 1999]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco l\u2019ultimo messaggio di un medico cristiano che \u2013 da cristiano e da medico \u2013 risponde alla chiamata del Signore: \u00abPassiamo all\u2019altra riva\u00bb. Egli \u00e8 pronto al passaggio. 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