{"id":2743,"date":"2009-11-21T12:16:27","date_gmt":"2009-11-21T11:16:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2743"},"modified":"2009-11-21T12:16:27","modified_gmt":"2009-11-21T11:16:27","slug":"carlo-alberto-dalla-chiesa-%e2%80%9cvoglio-credere-ma-tu-aiutami%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/nuovi-martiri\/c-martiri-della-giustizia\/carlo-alberto-dalla-chiesa-%e2%80%9cvoglio-credere-ma-tu-aiutami%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Carlo Alberto Dalla Chiesa: \u201cVoglio credere ma tu aiutami\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Stavolta parliamo del cristiano Carlo Alberto dalla Chiesa. Tutti sappiamo che fu un valoroso carabiniere, un geniale comandante dell&#8217;Arma nella sfida al terrorismo, un martire della lotta alla mafia. Ma poco sapevamo di che tempra fosse la sua fede fino a quando il figlio Nando non ha pubblicato, in un volume intitolato <em>In nome del popolo italiano <\/em>(Rizzoli 1997), una parte del suo diario, dove sono contenute diverse pagine che ci raccontano la sua struggente preghiera nei mesi e negli anni seguiti alla morte improvvisa, per infarto, di Dora, la sua prima moglie.<br \/>\nAltre due pagine del diario del padre, Nando dalla Chiesa le ha poi affidate ad <em>Avvenire<\/em>, che le ha pubblicate insieme a un\u2019intervista apparsa il 14 dicembre 1997: \u00abIl segreto del generale. Dai diari emerge la spiritualit\u00e0 di Carlo Alberto dalla Chiesa, il \u201cprefetto di ferro\u201d ucciso dalla mafia nel 1982\u00bb.<br \/>\nEcco un brano di diario in data 19 febbraio 1979 che ho preso dal servizio di <em>Avvenire<\/em>. In esso Carlo Alberto si rivolge alla moglie Dora, nel primo anniversario della morte di lei:<\/p>\n<p><em>Poi siamo andati alla parrocchia di Santa Barbara e c\u2019era tanta tanta gente, c\u2019erano le tue amiche pi\u00f9 care e le altre e, l\u00e0, in prima fila, c\u2019era la cara Emilia, la piccola signora dalla Chiesa, con il suo Nando e poi Magda e Rita. Io, tesoro, mi sono trattenuto nella penombra di quella colonna in fondo, ove in silenzio ti guardavo pregare sul tuo rosario, implorando da Dio la grazia per i tuoi cari; mi sono trattenuto con le mie lacrime mentre il parroco aveva per te le espressioni pi\u00f9 belle e ti voleva nella comunione dei santi e vicina alla gloria di Dio, lass\u00f9 amore, in Paradiso! Ho tanto bisogno, invece, di averti con me, qui, con il tuo sorriso, con quel \u201cciao\u201d che non mi hai detto prima di lasciarmi, amore, con quel \u201cvai piano\u201d che certamente mi avresti detto, se lo avessi potuto, nel lasciarmi per sempre. S\u00ec, amore bello, voglio credere, voglio sperare come diceva il Sacerdote oggi, ma ho bisogno che tu mi aiuti<\/em>.<\/p>\n<p>Il diario il generale lo scrive per la sposa che l\u2019ha lasciato. A lei racconta gli avvenimenti di ogni giorno. Si confida. Chiede consiglio. Le parla dei figli. La invoca, la ama, la prega. E le chiede di aiutarlo ad avere fede.<br \/>\nOvviamente un profilo adeguato del generale come credente dovrebbe basarsi su una pi\u00f9 ampia ricerca. E dovrebbe guardare soprattutto alla dedizione con cui quest\u2019uomo comp\u00ec la sua opera \u00abnella fedelt\u00e0 a Dio e ai fratelli italiani fino alla morte\u00bb, come dice la \u00abpreghiera del carabiniere\u00bb \u2013 cheil generale tanto amava \u2013 dedicata alla \u00abVirgo fidelis\u00bb, patrona dell\u2019Arma.<br \/>\nQui basti dire che quella dedizione fu totale e lo port\u00f2 al martirio. Egli era consapevole dei rischi, volle correrli presentandosi senza scorta alla gente di Palermo, per infondere fiducia mostrando e dando fiducia. Di quella fiducia \u00e8 morto.<br \/>\nMa sul tremore della sua fede e sul calore della sua preghiera qualcosa possiamo dire subito, basandoci sui testi pubblicati dal figlio.<br \/>\n\u00ab<em>S\u00ec. Credo in Dio, nell\u2019Immenso. Anche se, su questa terra, forse perch\u00e8 siamo piccini piccini, qualche volta diventa difficile<\/em>\u00bb: cos\u00ec rispondeva a Enzo Biagi, che gli chiedeva se era \u00abreligioso\u00bb, in un&#8217;intervista del 7 marzo 1978 per \u00abTelemond\u00bb (allora tv della Mondadori).<br \/>\nIn quella stessa intervista, alla domanda se fosse \u00abpraticante\u00bb risponde cos\u00ec: \u00ab<em>Anche. Nei limiti che posso<\/em>\u00bb. Lo era con regolarit\u00e0, ci racconta il figlio. Quando comandava la Legione di Palermo fece riaprire la \u00abCappella normanna\u00bb, monumento nazionale che si trova nei locali dell\u2019Arma, per \u00abla messa domenicale, alla quale egli stesso presenziava regolarmente\u00bb. Al momento della morte gli trovano nel portafogli un\u2019immagine della Madonna che teneva sempre con s\u00e8.<br \/>\nLa morte della sposa mette alla prova la sua fede. La preghiera a Dio e alla sposa si fondono in una sola: per essere aiutato a credere. Scrive nel diario, alla data 31 marzo-1 aprile 1978: \u00ab<em>Sono sempre stato un credente (&#8230;) Oggi voglio avere quella fede; voglio avere pi\u00f9 fede! (&#8230;) Vorrei tanto poter reagire, vorrei tanto tornare alla pienezza di un &#8220;Credo&#8221;, di quel Credo che \u00e8 stata per me una cara, dolce costante<\/em>\u00bb.<br \/>\nInfine riporto due brani che sono come due lettere d\u2019amore alla sposa irrimediabilmente lontana. E con esse termino questo mio invito a leggere il libro del figlio, prezioso per la storia del generale e ancora pi\u00f9 prezioso perch\u00e8 finalmente ci fa conoscere il cristiano dalla Chiesa.<br \/>\n\u00ab<em>Oggi attendo, giorno dopo giorno, che tu mi compaia almeno in sogno (&#8230;) Attendo, amore, attendo (&#8230;) Ma tu, amore, tu, Dora mia, mi senti? mi vedi? mi tieni per mano? Io continuo a crederlo anche quando mi dispero, non fosse che per chiederti di portarmi con te, ovunque tu mi voglia. In una bella crociera nel cielo!<\/em>\u00bb<br \/>\n\u00ab<em>Oggi ti cerco, ti cerco, ti voglio<\/em>\u00bb (29 marzo 1982).<\/p>\n<p><strong>[Testo pubblicato dall\u2019<em>Eco di San Gabriele <\/em>nel febbraio 1998]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stavolta parliamo del cristiano Carlo Alberto dalla Chiesa. 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