{"id":2777,"date":"2009-11-24T09:23:38","date_gmt":"2009-11-24T08:23:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2777"},"modified":"2009-11-24T09:23:38","modified_gmt":"2009-11-24T08:23:38","slug":"preghiere-trovate-nei-giornali-%e2%80%93-come-fiori-tra-i-sassi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/20-preghiera-pubblica\/preghiere-trovate-nei-giornali-%e2%80%93-come-fiori-tra-i-sassi\/","title":{"rendered":"Preghiere trovate nei giornali \u2013 come fiori tra i sassi"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Pu\u00f2 capitare che sfogli il giornale e trovi \u2013 tra le notizie pi\u00f9 nere \u2013 una preghiera, inaspettata come un fiore tra i sassi. Raccolgo questi fiori e li metto qui come in un vaso. Possono dare un\u2019idea di come la preghiera sopravviva sepolta nel cuore di tanti e riviva nel momento del bisogno.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Enza Geraci<\/strong><br \/>\nDomenico Geraci (44 anni, <em>sindacalista<\/em> di Caccamo, Palermo, ex consigliere provinciale del Ppi e candidato sindaco designato dal Centrosinistra) viene ucciso dalla mafia, con cinque pallottole, mentre rientra a casa la sera dell&#8217;8 ottobre 1998. Quattro giorni pi\u00f9 tardi Enza \u2013 la vedova \u2013 dice in televisione, ai microfoni della trasmissione <em>La vita in diretta<\/em>, queste parole di Vangelo:<br \/>\n\u00ab<em>Perdono gli assassini di mio marito. Pure colui che ha sparato. L\u2019ho fatto la stessa sera del delitto, quando l\u2019ho visto morto per terra<\/em>\u00bb (<em>Corriere della Sera<\/em>, 13 ottobre 1998).<\/p>\n<p><strong>Armando Piazza<\/strong><br \/>\nArmando, 64 anni, resta chiuso per dieci giorni in ascensore, nel complesso alberghiero di cui \u00e8 custode, a Sestriere (Torino). Al telegiornale di <em>Rai 1<\/em> delle 20, il 21 agosto 1998, gli domandano \u00abche cosa l\u2019ha salvato\u00bb e risponde cos\u00ec:<br \/>\n\u00ab<em>La fede! Credo sia stata soprattutto la fede. Sono riuscito a far passare i nove giorni pregando<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Soffiantini<\/strong><br \/>\nGiuseppe, imprenditore di Manerbio (Brescia), viene rapito il 17 giugno 1997 e liberato il 13 febbraio 1998. Stupisce tutti la serenit\u00e0 con cui parla dei rapitori e dell\u2019incredibile vicenda:<br \/>\n\u00ab<em>Ho sofferto tantissimo, ma legato a quella grossa catena ho riscoperto il valore e il potere della preghiera. Quando pregavo per la mia liberazione, mi sforzavo sempre di accogliere il perdono nel mio cuore. E ogni volta che pregavo per i miei rapitori, uomini di grande ferocia, loro diventavano pi\u00f9 buoni<\/em>\u00bb (<em>Avvenire<\/em>, 7 giugno 1998).<br \/>\n\u00ab<em>Gli dicevo che pregavo per loro. Li ho perdonati, s\u00ec li ho perdonati. Anche se minacciavano di ammazzarmi. Ma come potevo chiedere un aiuto al Signore se poi proprio io non fossi stato capace di perdonare? (&#8230;) Il giorno del rapimento portarono via anche una borsa dalla mia casa. Dentro c\u2019era una corona del rosario. Era di mia moglie. L\u2019aveva avuta durante un\u2019udienza in Vaticano dal Papa. Quando uno dei carcerieri l\u2019ha trovata \u00e8 venuto da me e mi ha detto: se la vuoi, questa viene da casa tua. Me la sono subito messa al collo. E\u2019 stata di grande conforto. Sentivo che il Signore era con me (&#8230;) Gli dicevo: guardate che io prego anche per voi. Rispondevano che non ci credevano al Signore. Ma io speravo che Dio gli toccasse il cuore. Forse la mia preghiera era un po\u2019 egoista<\/em>\u00bb (<em>Avvenire<\/em>, 15 febbraio 1998).<\/p>\n<p><strong>Roberto Robustelli<\/strong><br \/>\nSarno (Salerno) frana e Roberto sta correndo verso casa, quando il fango l\u2019imprigiona in un sottoscala. Ha 22 anni. Resta per tre giorni al buio, immerso nella melma, con le gambe imprigionate sotto una trave. Solo la testa \u00e8 fuori dal fango. Lo sentono chiamare, quando il numero dei morti \u00e8 gi\u00e0 salito a 1O1. Lo tirano fuori e dice: \u00abMamma, dammi un bacio, mi sento un leone\u00bb. Poi &#8211; in ospedale &#8211; fa questo racconto:<br \/>\n\u00ab<em>Pregavo come mamma mi aveva detto. Mi facevo l\u2019<\/em>Eterno riposo<em> solo per me. Ho resistito per tre giorni, immobilizzato dal fango, solo grazie alla fede in Dio e all\u2019amore per i miei familiari e per Mariangela, la mia fidanzata. Ho udito la voce dei soccorritori e ho ringraziato Dio per il miracolo<\/em>\u00bb (<em>Avvenire<\/em>, 10 maggio 1998)<\/p>\n<p><strong>Silvia Melis<\/strong><br \/>\nEra l\u201911 novembre 1997, quando i rapitori liberarono Silvia, o quando Silvia si libr\u00f2 da sola: non sappiamo pi\u00f9 quale sia la verit\u00e0, ma il rapimento ci fu e ci fu \u2013 per 265 giorni \u2013 lo strazio di questa giovane mamma lontana dal suo bambino, che finalmente l\u2019abbraccia e le dice: \u00abMamma, ora sono pi\u00f9 grande, ho cinque anni!\u00bb E lei cos\u00ec parla ai giornalisti:<br \/>\n\u00ab<em>Ho avuto momenti di paura, ma proprio allora mi ha aiutato la fede. Non devo smettere di lottare, non devo lasciarmi andare, mi sono ripetuta per mesi. Avevo un pensiero fisso: devo tornare per Luca. Lo ripetevo sempre (&#8230;) Che far\u00f2 domani? Star\u00f2 tutto il giorno con Luca e, se sar\u00e0 possibile, far\u00f2 dire una messa di ringraziamento. L\u2019ho promesso, eppoi tutta la Chiesa mi ha molto aiutato<\/em>\u00bb (<em>Corriere della Sera<\/em>, 12 novembre 1997)<\/p>\n<p><strong>Gigliola Antonioli<\/strong><br \/>\nSe il rapito \u00e8 un bambino appena nato e si chiama Daniele e la mamma si chiama Gigliola (39 anni, di Bergamo), questa sar\u00e0 la preghiera lungo le quattordici ore della scomparsa del piccolo (nato di sera, rapito di prima mattina, ritrovato per strada la sera successiva):<br \/>\n\u00ab<em>Ho pregato tutta notte, Dio sa quello che voglio<\/em>.<br \/>\n\u00ab<em>Spero che qualcuno si faccia vivo, si penta di averlo fatto, ce lo riporti<\/em>.<br \/>\n\u00ab<em>Dio, soltanto Dio pu\u00f2 aiutarci, venirci incontro. Per questo non smetto di pregare<\/em>\u00bb (<em>Avvenire<\/em>, 27 aprile 1996).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 capitare che sfogli il giornale e trovi \u2013 tra le notizie pi\u00f9 nere \u2013 una preghiera, inaspettata come un fiore tra i sassi. 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