{"id":2806,"date":"2009-11-26T09:07:27","date_gmt":"2009-11-26T08:07:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2806"},"modified":"2010-09-06T10:19:16","modified_gmt":"2010-09-06T10:19:16","slug":"maria-pia-ladi-%e2%80%9cnella-malattia-riconquisto-la-mia-vita%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/5-anche-in-ospedale-si-puo-essere-felici\/maria-pia-ladi-%e2%80%9cnella-malattia-riconquisto-la-mia-vita%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Maria Pia Ladi: \u201cNella malattia riconquisto la mia vita\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Maria Pia \u00e8 il tipo di medico che mi sarebbe piaciuto incontrare, le poche volte che sono stato in ospedale per me e le molte che vi ho accompagnato persone che mi erano care: sveglia e curiosa, si \u00e8 laureata in lettere con una tesi su Pirandello, legge Borges mentre fa anticamera, ama i cani e gli uccelli e i fiori. Ma lei ci assicura \u2013 nel diario della sua malattia: <em>Riconquisto la mia vita! Nei labirinti della sanit\u00e0 e nell\u2019umana solidariet\u00e0<\/em>, Cittadella editrice 2000 \u2013 di non essere stata cos\u00ec, quand\u2019era solo un medico: incredibilmente ci dice che quella sua viva umanit\u00e0, quella passione per tutto e per tutti, a partire dai pi\u00f9 deboli, l\u2019ha scoperta facendo l\u2019esperienza della malattia. Ecco una pagina chiave di quel diario:<br \/>\n<em>E\u2019 veramente facile divenire amici, o almeno affratellarsi in una corsia d\u2019ospedale, quando si \u00e8 dalla parte del letto. Io conoscevo assi bene l\u2019altra parte della sponda, quando ero solo un povero medico: conoscevo bene le rivalit\u00e0, gli attivismi, la sudditanza, i tanti dubbi, l\u2019arroganza, lo sconforto, l\u2019impotenza, le rare vittorie\u2026<br \/>\nOggi conosco l\u2019altezza umana, la ricchezza del malato e la penetrazione psicologica di chi, sdraiato sul letto, aspetta l\u2019aiuto, comprende e sperimenta la pochezza di chi si barrica dietro al suo camice con la testa infilata nella segreta cartella clinica. Questa cela ci\u00f2 che solo il malato profondamente conosce e ha maturato con la sua sofferenza.<br \/>\nOggi, in questo reparto, \u00e8 tutto da scoprire; sono solo una paziente e nessuno deve sapere che sono un medico.<\/em><br \/>\nPrima della scoperta del tumore \u2013 che avviene nel 1997 \u2013 Maria Pia era s\u00ec un medico responsabile, ma non conosceva dal di dentro la paura e la dignit\u00e0 del malato. Ora ha imparato a essere una sorella per ogni malato. Anzi per ogni vivente. Parla al suo cane, che si chiama Mos\u00e8. Ha imparato a godere le piccole gioie, a \u201cvedere\u201d oltre le apparenze: <em>\u201cTale maturazione \u00e8 merito della mia malattia, che mi ha spalancata la coscienza della dimensione divina dell\u2019anima che accompagna un corpo sofferente\u201d<\/em>.<br \/>\nFrancescanamente ora Maria Pia benedice ogni creatura che la porta al Signore, fino a quella che non sapremmo neanche definire \u201ccreatura\u201d: <em>\u201cBenedetto il mio male che mi fa comprendere il pianto notturno, sommesso, discreto, disperato di Ivana\u201d<\/em>.<br \/>\nArriva persino a nominare serenamente \u2013 pi\u00f9 volte \u2013 \u201csorella morte\u201d, come in questo dialogo con Lina, la pietosa infermiera che se ne \u00e8 andata per sempre: <em>\u201cDimmi, Lina, questi rari incontri gi\u00e0 ci hanno premiato e nulla pi\u00f9 dobbiamo desiderare, o tu sai dirmi se c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 oltre il silenzio di sorella morte?\u201d<\/em>.<br \/>\nMaria Pia ci dice che fu in una notte d\u2019ospedale che scopr\u00ec l\u2019amore: <em>\u201cE\u2019 una notte al Fatebenefratelli in cui l\u2019incontro intimo di quattro sofferenze si concretizza per me nella scoperta dell\u2019amore per eccellenza; \u00e8 una notte in una corsia ospedaliera in cui il pianto mi rivela la presenza divina, la sofferenza \u00e8 la carica vitale di chi si ribella, la disperazione \u00e8 l\u2019invocazione affinch\u00e8 l\u2019umanit\u00e0 malata sia soccorsa\u201d<\/em>.<br \/>\nIl diario Maria Pia non l\u2019ha scritto per pubblicarlo, ma per aiutarsi a tenere stretto il timone nell\u2019avventura della malattia. Ha deciso di pubblicarlo quando l\u2019aveva gi\u00e0 scritto e lo presenta come \u201cun atto d\u2019amore per quei tanti fratelli che ho incontrato nella strada della sofferenza, per quelli che ho conosciuto e per quelli che erano nell\u2019altra corsia; tutti li riconosco, tutti ci conosciamo e ci somigliamo: siamo quelli che, scoprendo una o pi\u00f9 metastasi, continuiamo a lottare e a sperare, mostrando il valore della vita in ogni situazione\u201d.<br \/>\nIl libro \u00e8 una denuncia contro i \u201cgrovigli della sanit\u00e0\u201d. Ed \u00e8 bello sentire da un medico, dette con precisione, tutte le storture che ci \u00e8 capitato di sperimentare anche solo visitando dei ricoverati, increduli se le avevamo viste o sognate.<br \/>\nNella prima pagina c\u2019\u00e8 questo distico: <em>\u201cDedicato a quei medici che sanno soffrire insieme ai loro malati e trovano la forza per non fuggire davanti alla malattia inarrestabile\u201d<\/em>.<br \/>\nAnche nella preghiera, Maria Pia \u00e8 un bel tipo! Il diario \u00e8 pieno di invocazioni ed eccone una, centrale, rivolta a Ges\u00f9 Crocifisso: <em>\u201cConservami fino alla fine quella dignit\u00e0 umana che ho sempre difesa e che ora potrei vedere affievolita per il male, per la disperazione; conserva alla mia persona quel valore che tu le hai riconosciuto calandoti nel corpo umano\u201d<\/em>.<br \/>\nLa preghiera che ho trascritto \u00e8 bella, ma ancora pi\u00f9 bella \u00e8 la nota che l\u2019accompagna: <em>\u201cLa mia richiesta \u00e8 stata categorica, forte, impositiva e sento dentro di me che sono stata ascoltata\u201d<\/em>. Anche noi lo sentiamo, da tutto il volume, che Maria Pia riesce a tenere alta la dignit\u00e0 che la fa immagine di Dio. E mandiamo tutta la nostra solidariet\u00e0 a questa sorella combattiva e combattente.<\/p>\n<p><strong>Nove anni dopo<\/strong>. Avevo scritto la recensione riportata qui sopra alla fine del 2000. Maria Pia \u00e8 poi morta il venerd\u00ec 18 ottobre 2002. Sulla rivista FateBeneFratelli di ottobre \u2013 dicembre 2002 Fra Marco Fabello riportava l\u2019ultima lettera che gli aveva scritto Maria Pia il luglio precedente: <em>\u201cOggi sento la necessit\u00e0 di comunicare con lei quasi nel timore che il mio tempo sia prossimo a finire. Effettivamente da sei mesi il mio male ha fatto passi da gigante come se l\u2019organismo fosse stanco di combattere e sentisse che le difese non bastano pi\u00f9 in questa impari lotta. Grazie perch\u00e9 sa amare i malati e grazie a tutti i Figli di San Giovanni di Dio che imboccano quella strada solo per amore dell\u2019umanit\u00e0 nella quale riscoprono il primo sofferente lass\u00f9 sulla croce\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong>[Testo pubblicato dall\u2019<em>Eco di San Gabriele<\/em> nel dicembre 1996, aggiornato nel novembre 2009]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maria Pia \u00e8 il tipo di medico che mi sarebbe piaciuto incontrare, le poche volte che sono stato in ospedale per me e le molte che vi ho accompagnato persone&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/5-anche-in-ospedale-si-puo-essere-felici\/maria-pia-ladi-%e2%80%9cnella-malattia-riconquisto-la-mia-vita%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Maria Pia Ladi: \u201cNella malattia riconquisto la mia vita\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2096,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-2806","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2806","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2806"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2806\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2809,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2806\/revisions\/2809"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2096"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}