{"id":2867,"date":"2009-12-03T15:33:48","date_gmt":"2009-12-03T14:33:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2867"},"modified":"2009-12-03T15:33:48","modified_gmt":"2009-12-03T14:33:48","slug":"incontrare-dio-nella-rete","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/incontrare-dio-nella-rete\/","title":{"rendered":"Incontrare Dio nella Rete"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019esperienza di chi modera un blog<\/strong><br \/>\nNella Rete incontro gli uomini e dunque in essa posso incontrare Dio. Navigando ci si imbatte in vantaggi e svantaggi per incontri veri esattamente come nella realt\u00e0: vi \u00e8 pi\u00f9 rapida la conoscenza e l\u2019interazione con ognuno, ma pi\u00f9 facili sono anche il fraintendimento e l\u2019insulto. L\u2019abbondanza delle occasioni moltiplica la tentazione dell\u2019oblio.<br \/>\nDel continente digitale prendo in esame la sola blogsfera: cio\u00e8 lo spazio dell\u2019interazione scritta pi\u00f9 immediata tra i visitatori di un sito. Il marzo scorso ho raccontato qualcosa della violenza che ribolle nella blogsfera: <em>Nella Rete c\u2019\u00e8 pi\u00f9 odio che nella realt\u00e0<\/em> era il titolo. Ora tratto l\u2019altra faccia, perch\u00e9 nella Rete ci va sia chi spregia sia chi cerca l\u2019uomo. E chi cerca l\u2019uomo \u2013 che lo sappia o no \u2013 cerca Dio e non \u00e8 lontano dal trovarlo.<\/p>\n<p><strong>Gli si fa prossimo <\/strong><br \/>\n<strong>o invoca la sua prossimit\u00e0<\/strong><br \/>\nParto da qualche elemento descrittivo di quanto avviene nei blog e che pu\u00f2 essere rubricato come occasione in cui l\u2019uomo prende sul serio l\u2019uomo e gli si fa prossimo o invoca la sua prossimit\u00e0, dandogli un segno sia pur minimo di come lo guarda Dio.<br \/>\n\u201c<em>Scusate<\/em> \u2013 scrive un visitatore del mio blog \u2013 <em>ma ho appena saputo che \u00e8 morto un ragazzo di 19 anni della mia parrocchia e non aggiungo altro se non l\u2019invito a rivolgere un pensiero di consolazione a questi poveri genitori il cui mondo \u00e8 finito in pochi istanti<\/em>\u201d.<br \/>\nUn altro, un altro giorno: \u201c<em>Leggo adesso che un bimbo di 18 mesi, epilettico, marocchino, \u00e8 morto per una crisi d\u2019asma \u2018perch\u00e8 i genitori non avevano i soldi per curarlo\u2019. Dio, se esisti, perch\u00e8 permetti questo<\/em>?\u201d<br \/>\nAncora: \u201c<em>Oggi a un\u2019anziana che ha paura di finire all\u2019inferno perch\u00e9 un suo figlio \u00e8 morto per droga ho chiesto: ma lei ha amato suo figlio? E lei: pi\u00f9 di tutti, perch\u00e8 era quello che mi dava pi\u00f9 problemi. Ecco, le ho risposto: Dio la ama cos\u00ec<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Due settimane fa ho perso il bambino che aspettavo, ed \u00e8 questa la terza volta per me che, nel perdere il figlio che porto nel mio grembo, l\u2019ho raccolto con le mie mani, potendolo guardare con gli occhi e salutare fisicamente come un figlio nato, anche se di poche settimane e non sviluppato e cresciuto come le figlie che ho<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Mio padre \u00e8 morto il giorno di Natale alle 21 circa. Aveva una forma tumorale da 3 anni. Si \u00e8 spento serenamente<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Catene di solidariet\u00e0 <\/strong><br \/>\n<strong>e di invocazione<\/strong><br \/>\n\u201c<em>Il mio cuore \u00e8 pi\u00f9 volte morto \u2013 come scriveva Etty Hillesum \u2013 vedendo i bambini di Gaza affamati, impazziti, feriti, morti, deposti su un marciapiede nelle loro piccole sindoni colorate di sangue<\/em>\u201d.<br \/>\nC\u2019\u00e8 chi narra della moglie che sta iniziando il secondo ciclo di chemioterapia, chi informa che la figlia attende la nascita di una bambina focomelica, chi si sente portato via dal camion che ha travolto la fidanzata nella Repubblica Dominicana dove si trovava per un trimestre di lavoro e dove egli stava per raggiungerla.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 anche chi comunica la sua gioia per la nascita di un bambino, chi annuncia che si sposa, chi esulta perche \u201cla mia figlia oggi \u00e8 diventata nonna\u201d, chi chiede vicinanza nel giorno in cui riceve il diaconato. Uno narra un\u2019illuminazione che gli \u00e8 venuta meditando il Vangelo del giorno, un altro condivide uno spunto colto in un video o alla vista del mare, o l\u2019aiuto a credere di cui ha fruito frequentando un uomo di Dio.<br \/>\nSi formano catene di solidariet\u00e0 e di invocazione. Chi pu\u00f2 d\u00e0 consigli o rintraccia nella Rete qualche indicazione medica o tecnologica. Ci si accorda per sintonizzarsi a una \u201cpreghiera del mezzogiorno\u201d.\u00a0 In altri siti si fa di pi\u00f9. In quello di Antonio Socci, che da settembre ha una figlia in coma all\u2019ospedale di Firenze, il 27 ottobre si leggeva: \u201c<em>Domenica scorsa, con quattrocento giovani universitari, gli amici di Caterina di Comunione e liberazione, abbiamo fatto un bellissimo pellegrinaggio a un santuario mariano, per mendicare la sua guarigione e la nostra conversione<\/em>\u201d.<br \/>\nAnche nella blogsfera dunque si pu\u00f2 piangere con chi piange e ringraziare con chi \u00e8 felice. Ci si pu\u00f2 avvicinare a chi \u00e8 ferito. Lo si fa in spirito ma si prendono anche\u00a0 appuntamenti per scambiarsi l\u2019abbraccio e pregare e mangiare insieme, dando corpo anche fisico alla comune ricerca dell\u2019altro e di Dio.<\/p>\n<p><strong>Poi fuori dalla blogsfera <\/strong><br \/>\n<strong>si scambiano messaggi personali<\/strong><br \/>\nA volte non si arriva al contatto diretto ma si esce dalla blogsfera per una comunicazione via e-mail che pu\u00f2 essere anche pi\u00f9 intensa. Molti visitatori mi chiedono di trasmettere ad altri un messaggio personale e cos\u00ec si attivano relazioni familiari e calde.<br \/>\nUna visitatrice ha letto un mio commento alla \u201ccarit\u00e0\u201d paolina che \u201ct<em>utto sopporta\u201d \u2013 <\/em>\u201c<em>Penso a una donna abbandonata dal marito che non sparla di lui con i figli<\/em>\u201d \u2013 <em>e mi chiede consigli per attuarlo nella sua difficile situazione. <\/em>Mi scrive uno che ha rotto con i figli a motivo dell\u2019orecchio voluto dal maschio e dei capelli verdi scelti dalla femmina e chiede aiuto su come recuperarli, perch\u00e9 io un giorno ho scritto di \u201cnon badare\u201d a capelli e orecchini. Una coppia senza figli mi interpella severamente avendo io sostenuto che si pu\u00f2 fare propri i figli degli altri: \u201c<em>Lo dice lei che ne ha la casa piena<\/em>\u201d.<br \/>\nIl modo propriamente cristiano di incontrare Dio \u2013 ma il cristiano sa che ve ne sono altri \u2013 \u00e8 di incontrarlo nell\u2019uomo, facendosi suo prossimo: \u201c<em>Se sono cristiano, non solo posso ma devo vedere Cristo nel prossimo<\/em>\u201d (Hans Urs von Balthasar). Ne viene una reciprocit\u00e0 che ha dell\u2019abissale, se l\u2019avessimo presente nei nostri incontri da uomo a uomo: \u201c<em>Quando io mi avvicino al prossimo con questo sguardo e con questa buona disposizione, non solo egli rivela a me Cristo e Dio, ma io rivelo a lui Cristo e Dio<\/em>\u201d (idem). Obietteresti che ci\u00f2 potr\u00e0 valere per una Madre Teresa ma il teologo insiste che vale per ognuno: \u201c<em>come il solo e unico comandamento ordinario di Cristo, che ci obbliga a incontrare continuamente Dio nel modo pi\u00f9 reale<\/em>\u201d (idem).<br \/>\nQuel comandamento ordinario ha a che fare con la Rete perch\u00e9 essa apre a impensate possibilit\u00e0 di incontro e ci provoca a una nuova attestazione nei confronti dei non cristiani: se sapessimo rapportarci a chi incontriamo nella Rete come a creature in cui inabita Dio, non solo dilateremmo la nostra esperienza di quella inabitazione, ma anche moltiplicheremmo le occasioni per darne testimonianza a chi non conosce il Cristo. A chi obietta che Dio non l\u2019incontra n\u00e9 guardando il mondo n\u00e9 rientrando in s\u00e9 \u2013 e magari ci rivolge l\u2019obiezione in un blog \u2013 potremmo segnalare anche la via \u201cdigitale\u201d come un luogo dove prendere sul serio il prossimo, poniamo \u00a0a quel modo in cui egli si vede seriamente considerato come prossimo dai veri cristiani. E dunque, poniamo, dall\u2019interlocutore cristiano che al momento siamo noi. Non c\u2019\u00e8 via pi\u00f9 breve e pi\u00f9 diretta che possa portare all\u2019incontro con Dio.<\/p>\n<p><strong>Quando vediamo nell\u2019altro <\/strong><br \/>\n<strong>una creatura amata da Dio<\/strong><br \/>\nLa blogsfera ci pu\u00f2 aiutare a tenerci in contatto e a ricordarci la vocazione a fare di ogni contatto una comunione. L\u2019incontro con Dio si verificher\u00e0 poi \u2013 nella Rete come nella vita \u2013 quando ci sar\u00e0 dato di vedere nell\u2019altro una creatura amata dal Signore e di presentarci a lei nella stessa attitudine.<br \/>\nMa \u00e8 giusto prendere sul serio la blogsfera fino a questo punto? Io sento che dobbiamo farlo e dico che la Rete deve interessarci quanto la realt\u00e0: essa infatti \u00e8 reale.<br \/>\nMa che affezione reale ci pu\u00f2 essere nei confronti di chi \u00e8 lontano e che incrociamo solo in maniera virtuale? Diciamo \u201cricordami quando preghi\u201d, ma \u00e8 credibile che ci si \u201cricordi\u201d di qualcuno non avendolo mai incontrato? L\u2019apostolo Paolo non ne dubita e cos\u00ec scrive ai cristiani di Roma che non ha mai visto: \u201c<em>Io mi ricordo sempre di voi, chiedendo sempre nelle mie preghiere che per volont\u00e0 di Dio mi si apra una strada per venire fino a voi<\/em>\u201d (<em>Romani<\/em> 1). Oggi ci sono vescovi che tengono un blog e dunque possono trovarsi nella condizione di Paolo che interloquisce con chi ancora non ha visto. Anche i cristiani di Colosse Paolo non li ha mai visti (e mai li vedr\u00e0) eppure li sente fratelli: \u201c<em>Da quando abbiamo saputo vostre notizie, non cessiamo di pregare per voi<\/em>\u201d (<em>Colossesi<\/em> 1)<br \/>\nLo scambio tra fratelli \u2013 come anche l\u2019opera della carit\u00e0 \u2013 tende a trovare la sua pienezza nel contatto diretto, che il messaggio verbale non\u00a0 pu\u00f2 surrogare: \u201c<em>Tutto quanto mi riguarda ve lo riferir\u00e0 T\u00ecchico (\u2026). Con lui verr\u00e0 anche On\u00e8simo, il fedele e caro fratello, che \u00e8 dei vostri<\/em>\u201d (<em>Colossesi<\/em> 4). Tichico \u00e8 il latore della lettera, Onesimo \u00e8 lo schiavo fuggitivo che Paolo a Roma ha portato al Vangelo e che ora rimanda a Filemone, il suo padrone, come messaggio vivente di una nuova pratica delle relazioni umane: \u201c<em>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 schiavo n\u00e9 libero<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Se l\u2019apostolo Paolo <\/strong><br \/>\n<strong>avesse potuto fare uso dei link<\/strong><br \/>\nAnche il link \u2013 che collega straordinariamente bene i bloggers tra loro \u2013 sarebbe stato utile a Paolo: \u201cQ<em>uando questa lettera sar\u00e0 stata letta da voi, fate che venga letta anche nella Chiesa dei Laodicesi e anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi<\/em>\u201d (<em>Colossesi<\/em> 4).<br \/>\nTanto di utile, se non tutto, l\u2019apostolo Paolo e l\u2019insieme dei nostri padri fino a ieri avrebbero potuto trovare in internet e nella blogsfera, tranne ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 prezioso per predisporre all\u2019incontro con Dio: il silenzio. Oltre a esso almeno altre due sono le condizioni perch\u00e9 la Rete sia occasione dell\u2019incontro con Dio: cercarvi l\u2019uomo e non accontentarsi dell\u2019incontro virtuale. Una poi \u00e8 la meta da perseguire: quella di riservare a quanti incontriamo navigando un\u2019affezione memore e possibilmente fattiva. Ma di essa e del chiasso che domina nella Rete parler\u00f2 un\u2019altra volta.<br \/>\nNB. Le citazioni di Von Balthasar sono prese dal testo <em>Incontrare Dio nel mondo contemporaneo<\/em>, <em>Concilium <\/em>3\/1965, pp. 34-50. Ho applicato alla Rete quanto egli dice del \u201cmondo\u201d d\u2019oggi.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 20\/2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esperienza di chi modera un blog Nella Rete incontro gli uomini e dunque in essa posso incontrare Dio. Navigando ci si imbatte in vantaggi e svantaggi per incontri veri esattamente&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/incontrare-dio-nella-rete\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Incontrare Dio nella Rete<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-2867","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2867"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2867\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2868,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2867\/revisions\/2868"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}