{"id":2870,"date":"2009-12-03T15:41:40","date_gmt":"2009-12-03T14:41:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2870"},"modified":"2010-09-02T07:55:59","modified_gmt":"2010-09-02T07:55:59","slug":"agostino-marchetto-quand%e2%80%99era-un-%e2%80%9cvescovo-in-malattia%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/5-anche-in-ospedale-si-puo-essere-felici\/agostino-marchetto-quand%e2%80%99era-un-%e2%80%9cvescovo-in-malattia%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Agostino Marchetto quand\u2019era un \u201cvescovo in malattia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Agostino Marchetto \u00e8 vicentino, ha 69 anni ed \u00e8 segretario del <em>Consiglio vaticano per i Migranti e gli Itineranti<\/em>. E\u2019 divenuto famoso per due ragioni apparentemente divergenti: perch\u00e9 difende a spada tratta i diritti dei migranti e perch\u00e9 \u2013 sempre di sciabola e di fioretto \u2013 combatte contro \u201cl\u2019ermeneutica della discontinuit\u00e0\u201d applicata al Vaticano II: cio\u00e8 contro chi interpreta quel Concilio come marcante uno stacco netto rispetto alla \u201ctradizione cattolica\u201d. A chi mi chiede come mai una volta egli appaia di sinistra e l\u2019altra di destra, io dico che \u00e8 un uomo libero da ogni \u201ccorrettezza\u201d e che quella libert\u00e0 gli \u00e8 venuta dall\u2019esperienza della malattia. Ora sta bene e la salute l\u2019assiste nelle molte battaglie, ma tre lustri addietro, quand\u2019era nunzio, speriment\u00f2 una grave malattia di cui cos\u00ec parla in un libretto intitolato <em>Nel tunnel della speranza. La chemioterapia antitumorale <\/em>(Edizioni Camilliane, Torino 1997, pp. 62):<\/p>\n<p><em>La chemioterapia non pu\u00f2 separarci dall\u2019amore di Dio. Te lo auguro, amico lettore, se a tale trattamento dovessi sottoporti. Che esso, anzi, ti giovi non solo per il corpo ma anche per lo spirito (&#8230;) <\/em><br \/>\n<em>Uno dei risvolti positivi della malattia pu\u00f2 essere il dono di uno sguardo nuovo e pi\u00f9 profondo su persone e cose, che definirei quasi contemplativo (per cui \u201cosservo con amore\u201d), atto a riconciliare con la vita e a far scoprire in noi una lunghezza d\u2019onda ammirativa verso il creato e l\u2019opera delle mani dell\u2019uomo. In una parola si scopre, per un po\u2019 almeno, una vicinanza insospettata e \u201ccomplice\u201d (dolce) con tutto, forse proprio quando tutto potrebbe sfuggirci o, meglio, nel momento in cui potremmo lasciarlo. E\u2019 forse proprio questa nostalgia a farci del bene. Mi diceva il giovane Delfo, conosciuto in ospedale: \u201cVedo spesso la vita in altro modo per cui, quando uscir\u00f2, la imposter\u00f2 in una maniera differente da quella finora seguita, non ricercher\u00f2 affannosamente il denaro e il successo, la riuscita, ma amer\u00f2 la vita nel suo lato di semplicit\u00e0, di contatto con la natura, di gioia vera, di amicizia autentica con gli altri\u201d. Com\u2019\u00e8 bello e buono questo sfogo! (&#8230;)<\/em><br \/>\n<em>Il nostro Dio sa trarre il bene dal male, per cui possiamo giungere a dire felice perfino la colpa (nel Preconio pasquale) \u201cche merit\u00f2 un cos\u00ec grande Salvatore\u201d, Ges\u00f9 Cristo. Su questo cammino sicuro anch\u2019io mi sono avviato. Pure la mia malattia, finanche la mia morte, il Signore potr\u00e0 trasformarle in bene per me, per gli altri, per la sua Chiesa.<\/em><\/p>\n<p>Marchetto ha rappresentato il Papa in Tanzania, in Madagascar e infine in Bielorussia: una delle repubbliche nate dalla dissoluzione dell\u2019Unione sovietica. Era appunto a Minsk, capitale della Bielorussia, quando lo sorpresero violenti dolori. In un\u2019intervista ad \u00abAvvenire\u00bb del 25 novembre 1998 ha raccontato cos\u00ec l\u2019avvio della sua avventura: \u00ab<em>Eccomi quindi in malattia, mi sono detto. Ho avvertito il desiderio di utilizzare quest&#8217;esperienza, negativa in s\u00e8 (anche per il cristiano), cercando di trarne un beneficio. Ho pensato di cercare di viverla in maniera cristiana<\/em>\u00bb.<br \/>\nE qual \u00e8 questa maniera guidata dalla fede? \u00ab<em>La fede in Dio fa s\u00ec che siamo sicuri che il Signore ci \u00e8 vicino, ci accompagna, ci porta in braccio ed \u00e8 capace di trasformare in bene quel male di cui stiamo soffrendo. In pi\u00f9 ci mette in una condizione volitiva e combattiva, che rende meno gravoso quanto dobbiamo sopportare, a volte con durezza, in vista della guarigione<\/em>\u00bb.<br \/>\nOvviamente la fede non toglie la paura, che a volte \u2013 anche per un vescovo \u2013 pu\u00f2 diventare \u00abpaura di non farcela\u00bb. Ed ecco la sua reazione alla paura: \u00ab<em>L\u2019ho offerta, insieme ai dolori e alla fatica, cercando all&#8217;inizio di ogni giornata di dare a Dio tutto quello che doveva capitare. E tutto si \u00e8 trasformato in supplica, intercessione, preghiera, offerta, domanda, apostolato<\/em>\u00bb.<br \/>\nTutto il libretto da cui siamo partiti \u2013 e nel quale si firma \u201cvescovo in malattia\u201d \u2013 \u00e8 una \u00abconfessione\u00bb da fratello a fratello: magari i nostri vescovi sapessero parlare sempre cos\u00ec, senza salire in cattedra. Ma due passi ho condiviso di pi\u00f9, oltre a quelli gi\u00e0 riportati.<br \/>\nUno in cui critica il linguaggio religioso tradizionale che attribuisce le malattie alla \u00abvolont\u00e0 di Dio\u00bb e un altro in cui confessa di non aver mai pregato per la propria guarigione, per chiedere forza s\u00ec, ma non per guarire lui: \u00ab<em>Come del resto avrei potuto farlo, guardandomi attorno e vedendo tutti quelli che stavano peggio, o erano pi\u00f9 giovani di me, o avevano famiglia e figli? Perch\u00e8 dunque io dovrei guarire e non essi?<\/em>\u00bb Mi ritrovo in questo atteggiamento, perch\u00e8 cos\u00ec parlava una persona che mi era cara, ogni volta che l&#8217;invitavo a pregare con la formula \u00abliberaci dal male\u00bb.<br \/>\nAnche la questione del linguaggio \u00e8 importante. Dimentichiamo sempre l&#8217;insegnamento biblico che non \u00e8 stato il Signore a volere il male e la morte, ma \u00e8 il \u00abnemico\u00bb che li ha introdotti nella creazione. Ma per fortuna ci sono i sofferenti che ci aiutano a rendercene conto. E\u2019 un dono alla Chiesa d\u2019oggi che siano sempre pi\u00f9 frequenti i cristiani che parlano della loro malattia, mettendo la propria esperienza al servizio di tutti.<\/p>\n<p><strong>Nota.<\/strong> Il volumetto <em>Nel tunnel della speranza<\/em> ha avuto una seconda edizione nel 2000, presso lo stesso editore. L\u2019opera di critica storiografica sull\u2019ultimo concilio, <em>Il Concilio ecumenico Vaticano II. Contrappunto per la sua storia<\/em>, \u00e8 stata pubblicata nel 2005 dalla Libreria editrice vaticana.<\/p>\n<p><strong>[Da un articolo pubblicato sull\u2019<em>Eco di San Gabriele<\/em> nel marzo del 1999, aggiornato nel novembre del 2009]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agostino Marchetto \u00e8 vicentino, ha 69 anni ed \u00e8 segretario del Consiglio vaticano per i Migranti e gli Itineranti. 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