{"id":2889,"date":"2009-12-03T16:11:12","date_gmt":"2009-12-03T15:11:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2889"},"modified":"2009-12-03T16:11:12","modified_gmt":"2009-12-03T15:11:12","slug":"serenella-bruschi-%e2%80%9cho-fatto-appena-in-tempo-a-riempire-la-lampada%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/14-dalla-droga-dall%e2%80%99aids-dalla-strada-e-da-ogni-male\/serenella-bruschi-%e2%80%9cho-fatto-appena-in-tempo-a-riempire-la-lampada%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Serenella Bruschi: \u201cHo fatto appena in tempo a riempire la lampada\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Serenella se la porta via l\u2019Aids \u2013 che aveva preso con la droga \u2013 il 31 agosto 1995, a 29 anni. Otto anni prima era campionessa di culturismo: sapeva di essere sieropositiva e cercava di vincere la paura della morte con la bellezza del corpo. Poi ha una forte conversione che la porta ad attendere la morte come una fidanzata attende le nozze. Quattro mesi prima di partire, scrive storto su un foglio \u2013 quasi non ci vede pi\u00f9 \u2013 questo saluto alle persone che avrebbero partecipato al suo funerale:<\/p>\n<p><em>Siamo tutti qui riuniti per festeggiare la mia nuova vita e io sono sicura che sar\u00e0 meglio di quella terrena. In ogni caso la vita \u00e8 un dono e vale sempre la pena di essere vissuta fino in fondo. Questo \u00e8 un trapasso che dobbiamo fare tutti, facciamolo con serenit\u00e0, con naturalezza e con la sicurezza che le nostre anime hanno vita eterna. Ai parenti pi\u00f9 stretti e agli amici pi\u00f9 cari voglio dire di non essere tristi per questo avvenimento ma di sorridere e gioire per me. Vi sar\u00f2 sempre vicino. Ciao mamma, ti voglio bene. Vostra Serenella<\/em>.<\/p>\n<p>Serenella Bruschi vive e muore a Chiaravalle di Ancona. Due mesi dopo quel saluto scritto per il suo funerale, manda al fratello una lettera, dettata a un\u2019amica, in cui parla cos\u00ec: \u00ab<em>Ho capito che la vita non \u00e8 mia, \u00e8 tutto gratuito e solo Dio pu\u00f2 trasformarla come vuole. Lo ringrazio per la situazione in cui mi trovo adesso, mi ha liberato da tante illusioni, mi fa apprezzare anche le piccole cose (&#8230;). Fortuna che esistono Dio, la Madonna e Ges\u00f9, perch\u00e8 solo in loro posso confidare, il mondo non pu\u00f2 aiutarmi<\/em>\u00bb.<br \/>\nLa vita come dono \u00e8 l\u2019idea che torna pi\u00f9 spesso, nei pochi scritti che ha lasciato. Tra i venti pensieri che aveva mandato nel dicembre del 1992 a \u00abventi ragazzi della comunit\u00e0 Incontro\u00bb, il pi\u00f9 suo forse \u00e8 questo: \u00ab<em>Si ringrazia sempre quando si riceve un regalo; \u00e8 un vero spreco non accettare il grande dono della vita<\/em>\u00bb.<br \/>\nSul \u00abdono della vita\u00bb si concentra anche un articolo che scrive nella primavera del 1994 per il <em>Corriere adriatico<\/em> e che lei presenta come \u00abmessaggio rivolto da una persona sieropositiva a quanti hanno il suo stesso problema\u00bb: \u00a0\u00ab<em>Il sieropositivo muore due volte: una \u00e8 quando sa di esserlo, ma proprio perch\u00e8 \u00e8 vero che ci si rende conto di avere una cosa quando si sta per perderla, pu\u00f2 nascere la scoperta del valore autentico della vita (&#8230;). Non sono masochista, eppure so per certo che si pu\u00f2 vivere pi\u00f9 intensamente in un letto d\u2019ospedale, che in piena forma nella vita di ogni giorno<\/em>\u00bb.<br \/>\nIn quell\u2019articolo arriva a scrivere che l\u2019esperienza del dolore le ha insegnato \u00abl\u2019entusiasmo di assaporare con rispetto ogni attimo di vita, vivendolo senza possesso\u00bb. E sono indubbiamente parole rare, fortemente vissute.<br \/>\nHa lasciato anche un racconto della sua conversione, indirizzato a tre amiche del Movimento dei Focolari. Ci informa che aveva conosciuto quel Movimento quand\u2019era bambina, perch\u00e8 frequentato dalla mamma. Dice d\u2019aver avuto un\u2019infanzia \u00abtraumatica\u00bb. Le muore il padre quando ha tre anni, vive male l\u2019arrivo in casa dei nonni materni e il lutto della mamma.<br \/>\nLa scoperta della droga \u00e8 precoce, la colloca sui 13-14 anni: \u00ab<em>Meglio un\u2019allegria finta che una monotonia vera. Ho fatto questa vita per due anni circa in modo molto intenso, sperimentando le conseguenze che essa produce, cos\u00ec ho dato tutto ci\u00f2 che potevo per lei<\/em>\u00bb.<br \/>\nIn ospedale conosce un ragazzo, \u00e8 un grande amore: \u00ab<em>Oltre che Dio, oggi posso ringraziare lui per avermi tolto dalla fossa<\/em>\u00bb. Ma poco dopo, quando stanno facendo progetti, a un controllo casuale scopre d\u2019essere sieropositiva.<br \/>\nSerenella si sfoga con lo sport: reagisce al male affrontando con grinta duri allenamenti e vincendo la medaglia di bronzo al campionato italiano di body-building del 1987. \u00abEsorcizzavo la paura della malattia con la potenza della forza fisica\u00bb, racconta.<br \/>\nHo visto la bellezza di Serenella in una foto di quel campionato: a tutto poteva far pensare, quel corpo perfetto, meno che all\u2019Aids. Che poco dopo esplode e la costringe ad abbandonare le gare.<br \/>\nSempre mediante la mamma, riprende contatto con il Movimento dei Focolari. La vita si fa breve. Matura la conversione e la percezione del dono, che ci ha meravigliato nei passi riportati sopra e che gi\u00e0 meravigli\u00f2 una persona a lei cara, la prima volta che gliela confid\u00f2: \u00ab<em>Lo colpisce il fatto che io dica che la vita \u00e8 bella, rimane meravigliato nel sentire uscire questa frase proprio dalla mia bocca<\/em>\u00bb.<br \/>\n\u00ab<em>Il Signore mi ha tolto tutto e mi ha dato la vita<\/em>\u00bb, confida a don Giuliano Fiorentini, un sacerdote che l&#8217;accompagna. E a proposito del fatto che \u00e8 ormai cieca dice: \u00ab<em>Non vedo pi\u00f9 niente ma vedo la vita<\/em>\u00bb.<br \/>\nNon \u00e8 sposata e vive la sua malattia come un\u2019attesa dell\u2019incontro con lo sposo celeste. Chiede di essere vestita di bianco, nel giorno dell\u2019incontro, come una sposa. E riassume cos\u00ec la sua attesa di fidanzata: \u00ab<em>Ho appena fatto in tempo a fare il pieno di olio, speriamo che lo sposo non mi chiuda la porta<\/em>\u00bb.<br \/>\nMi ha parlato la prima volta di Serenella don Giuliano Fiorentini, sacerdote di Jesi, che mi ha messo in contatto con la mamma di Serenella, la quale mi ha fornito notizie e testi.<\/p>\n<p><strong>[Testo pubblicato dall\u2019<em>Eco di San Gabriele<\/em> nel novembre del 1996]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Serenella se la porta via l\u2019Aids \u2013 che aveva preso con la droga \u2013 il 31 agosto 1995, a 29 anni. 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