{"id":2913,"date":"2009-12-04T19:41:52","date_gmt":"2009-12-04T18:41:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2913"},"modified":"2009-12-04T19:41:52","modified_gmt":"2009-12-04T18:41:52","slug":"angelo-zamagna-%e2%80%9cil-mondo-e-pieno-di-brava-gente%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/12-madri-e-padri-di-vocazione\/angelo-zamagna-%e2%80%9cil-mondo-e-pieno-di-brava-gente%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Angelo Zamagna: \u201cIl mondo \u00e8 pieno di brava gente\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Qui un giusto e la sua famiglia narrano con esultanza non una storia ma un\u2019epopea di soccorso ai bimbi abbandonati. Angelo Zamagna e sua moglie Gioconda Grossi, romani, hanno cinque figli e due ne adottano, ma soprattutto prendono in casa, in affido temporaneo, una decina di altri bimbi e altrettanti e pi\u00f9 ne collocano in famiglie amiche. Fondano anche un\u2019associazione \u2013 FAMIGLIA APERTA \u2013 per animare e coordinare questo tipo di accoglienza di piccoli in difficolt\u00e0. Dopo la morte della moglie nel 2002, Angelo \u2013 che \u00e8 stato Ingegnere Capo dell\u2019Amministrazione provinciale di Roma \u2013 scrive un\u2019autobiografia per ricordare tutti i piccoli passati per la loro casa o per le loro mani di suscitatori di generosit\u00e0. Questa \u00e8 una delle conclusioni a cui arriva: \u201c<em>Nella nostra lunga avventura, abbiamo scoperto che il mondo \u00e8 pieno di brava gente, sensibile e aperta, e se qualche volta sembra indifferente \u00e8 solo per paura<\/em>\u201d.\u00a0 Ecco il racconto dell\u2019accoglienza di una bambina autistica di due anni che si chiama Fabiana e che diventa la prima figlia adottiva:<\/p>\n<p><em>I primi tempi furono terribili, con mia moglie che tentava di nutrire un sasso. Con una mano doveva stringerle le guance per farle aprire la bocca, mentre con l\u2019altra spingeva il cucchiaio fino in gola, per evitare che risputasse tutto (&#8230;). L&#8217;unico vantaggio in Fabiana era la sua completa immobilit\u00e0, senza desideri e senza reazioni a qualsiasi stimolo. Potevamo lasciarla nel suo lettino, anche al buio, per ore, ignorandola completamente, come lei ignorava noi. Non sapeva piangere, come non sapeva ridere.<\/em><br \/>\n<em>Per circa tre anni non vedemmo nessun risultato, nonostante avessimo cominciato subito le stimolazioni e il giro degli specialisti. Prima l\u2019otorino (\u2026) l\u2019operazione a tonsille e adenoidi\u00a0 per fortuna and\u00f2 bene. Poi l\u2019oculista (\u2026) e un\u2019operazione agli occhi eseguita in una clinica privata, non dico a che prezzo. E non sapevamo ancora se Fabiana fosse o no sorda. Lo specialista consultato ci disse che l\u2019udito sembrava a posto, almeno come risultato di una visita esterna. Ma la certezza avremmo potuto averla solo quando la bambina fosse stata in grado di rispondere agli stimoli, uscendo dall\u2019autismo.<\/em><br \/>\n<em>Fabiana era con noi da quasi due anni e apparentemente c\u2019era stato solo qualche piccolissimo miglioramento estetico. Cercavamo sempre di attrarne l\u2019attenzione, moltiplicando gli stimoli. Specialmente i figli pi\u00f9 piccoli a turno si mettevano per ore intorno a lei, battendo con le mani sul tavolo e con i cucchiai su delle pentole vuote. Facevano un fracasso infernale, ma con risultati molto scarsi. Al massimo girava la testa da uno all\u2019altro, con la faccia impassibile. Sembrava pensare che fossero tutti matti.<\/em><br \/>\n<em>La prima vera soddisfazione venne quando capimmo che Fabiana ci sentiva. Pur passando ore davanti alla TV, non dimostrava mai la minima attenzione. Finch\u00e9 una sera, mentre la TV era accesa nella stanza accanto, alla sigla del \u201cdolce Remy\u201d, Fabiana gir\u00f2 di colpo la testa e fece una specie di sorriso. Fu una festa incredibile per tutti, anche se i miglioramenti procedevano a passo di lumaca ed erano appena percettibili.<\/em><br \/>\n<em>Soprattutto continuava l&#8217;assenza di reazioni ai bisogni elementari come mangiare e bere: non solo non chiedeva, ma sembrava non desiderare n\u00e8 cibo n\u00e8 acqua. Non conosceva la sete. Finch\u00e9, quando aveva ormai quasi cinque anni, un bel giorno Fabiana allung\u00f2 la mano verso il rubinetto. Da allora, quando aveva sete, allungava la mano verso il lavandino della cucina.<\/em><br \/>\n<em>A questo punto mia moglie ebbe un\u2019idea forse cattiva ma vincente. Poich\u00e9 continuava a emettere solo piccoli grugniti, nonostante le sedute dalla logopedista, decise di negarle l\u2019acqua, per costringerla a parlare. Ogni volta che indicava il rubinetto, mia moglie diceva: \u201cSe la vuoi, me la devi chiedere. Devi dire: acqua!\u201d E dopo alcuni tentativi, avvenne il miracolo: a quasi cinque anni, Fabiana disse la sua prima parola: \u201cUAUA\u201d. La pi\u00f9 bella parola del mondo.<\/em><br \/>\n<em>Dopo \u00e8 stato un crescendo. A sei anni poteva frequentare, ancora con gravi carenze, la prima elementare, seguita per fortuna da una maestra molto sensibile, che l\u2019ha accompagnata per cinque anni nel lentissimo recupero del tempo perduto. In quarta si trovava quasi alla pari con le sue compagne \u201cnormali\u201d. Per la matematica, poi, superava perfino la maestra, che in materia non era particolarmente dotata.<\/em><br \/>\n<em>Come \u00e8 stato raccontato per un caso di autismo in un famoso film, era in grado di fare a memoria operazioni di moltiplicazione e divisione di tre o quattro cifre in pochi secondi. Il tempo in cui riusciva a dare il risultato esatto era inferiore a quello necessario per battere le cifre sulla tastiera della calcolatrice.<\/em><br \/>\n<em>A diciotto anni ha ottenuto con buoni voti il diploma di segretaria d\u2019azienda e corrispondente in lingue estere, in grado di sostenere una conversazione anche in inglese e francese. Da alcuni anni si \u00e8 sposata e \u2013 dopo aver lavorato in un negozio di materiale informatico \u2013 \u00e8 impiegata attualmente in un call-center, dove parla in diverse lingue. <\/em><br \/>\n[Dal libretto di Angelo Zamagna, <em>Dalla parte dei bambini. Mille motivi e l\u2019esperienza di una vita per essere dalla parte dell\u2019affidamento familiare<\/em>, pp. 11 e 12]<\/p>\n<p>Un altro figlio adottato da Gioconda e Angelo \u00e8 Fabrizio. E questi sono i nomi dei piccoli passati per quella casa e per quelle mani cos\u00ec geniali nell\u2019accoglienza \u2013 quelli menzionati nell\u2019autobiografia: Marilisa, Mariolino, Orietta, Ismina, Giovannino, Lalla, Damiano, Fausto, Nando, Giulio, Pierfranco, Agnese, Elena, Silvia, Furio, Mariele, Enzo. Li metto qui come una viva corona in loro memoria.<br \/>\nIl libretto ha questa dedica: \u201c<em>A mia moglie, che mi ha permesso di collaborare con lei in cento pazzie, sopportandomi per cinquant\u2019anni con tanta pazienza e tanto amore<\/em>\u201d. Angelo \u00e8 morto a 75 anni nel 2007. Il libretto \u2013 che non \u00e8 stato mai pubblicato ed \u00e8 girato tra poche persone, stampato a spese dei familiari \u2013 me l\u2019ha fatto conoscere una delle figlie, Annalisa, che me l\u2019ha mandato per e-mail avendo conosciuto la ricerca che conduco in questa pagina del blog.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019altra storia narrata da Angelo Zamagna nel suo libretto la trovi qui nel capitolo 21 PARABOLE con il titolo LO ZINGARO UBRIACO E IL BIMBO CHE LO DIFENDE.<\/strong><br \/>\n<strong>[Novembre 2009]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qui un giusto e la sua famiglia narrano con esultanza non una storia ma un\u2019epopea di soccorso ai bimbi abbandonati. Angelo Zamagna e sua moglie Gioconda Grossi, romani, hanno cinque&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/12-madri-e-padri-di-vocazione\/angelo-zamagna-%e2%80%9cil-mondo-e-pieno-di-brava-gente%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Angelo Zamagna: \u201cIl mondo \u00e8 pieno di brava gente\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2120,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-2913","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2913","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2913"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2913\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2916,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2913\/revisions\/2916"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2120"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}