{"id":2925,"date":"2009-12-04T20:03:24","date_gmt":"2009-12-04T19:03:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2925"},"modified":"2009-12-04T20:03:24","modified_gmt":"2009-12-04T19:03:24","slug":"cosi-prego-per-un-ragazzo-arrestato","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/cosi-prego-per-un-ragazzo-arrestato\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec prego per un ragazzo arrestato"},"content":{"rendered":"<p>Un ragazzo che conosco \u00e8 arrestato per droga. Tutti intorno restiamo smarriti. I genitori passano la notte a piangere e pensano d&#8217;aver sbagliato tutto con quel figlio.<br \/>\nPer quattro giorni non riescono a fargli visita, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 il ponte di Tutti i santi e perch\u00e9 non sono pratici di avvocati e tribunali: <em>&#8220;Penser\u00e0 che l&#8217;abbiamo abbandonato&#8221;<\/em>. Si vergognano con gli altri e quasi si vergognano con lui.<br \/>\nI carabinieri sono andati di notte e li hanno svegliati perch\u00e9 assistessero alla perquisizione della camera. Poi l&#8217;hanno portato via.<br \/>\n<em>&#8220;Tra tutti i nostri parenti, non era mai capitata una cosa simile&#8221;.<\/em> Provo a dire che la vergogna non \u00e8 la sorte peggiore, ma non finisco la frase e mi rannicchio a pensare ai miei cinque figli: se arrivassero i carabinieri di notte, con uno di loro ammanettato, che non guarda e non dice.<br \/>\nNon ho parole, che sono la mia unica risorsa. Ma posso pregare. Da quando l&#8217;hanno arrestato, gli faccio visita ogni giorno parlando con il Signore.<\/p>\n<p><strong>Vogliono sapere dove ha preso &#8220;la roba&#8221;<\/strong><br \/>\nParto da una &#8220;composizione di luogo&#8221;, come suggeriva Ignazio di Loyola. Quel ragazzo in cella, che non sa dove battere la testa, arrabbiato con tutti. Vogliono sapere dove ha preso &#8220;la roba&#8221;. Ma se parla, mette a rischio se stesso e i suoi.<br \/>\nHa sempre detto che era il pi\u00f9 sfigato, e adesso quel suo motto \u00e8 quasi vero. La mia compassione per lui, come fosse un mio figlio. La mia vicinanza ai genitori, perch\u00e9 possano stargli vicini.<br \/>\nQuando uno \u00e8 in carcere ci vuole un avvocato. Ho messo anch&#8217;io un avvocato per quel ragazzo, come hanno fatto i genitori: \u00e8 un suo zio, al quale era legatissimo, che ora \u00e8 morto. Voleva bene al nipote. Non era sposato e lo teneva nella sua camera, quand&#8217;era piccolino. Io avevo confidenza con quello zio e la mantengo ancora e gli ho detto: tu sai come prenderlo.<br \/>\nLa preghiera ha molti personaggi. In essa io posso parlare con chi \u00e8 lontano, con chi non mi conosce, con i morti e con gli angeli. Dunque l&#8217;angelo di quel ragazzo. Ma soprattutto con nostro Signore.<br \/>\nLa composizione di luogo mira a introdurre Ges\u00f9 in quella cella. Ges\u00f9 che sa tutto dei ragazzi che scappano, per uno dei quali ha raccontato la parabola pi\u00f9 bella. Ges\u00f9 che ha conosciuto le manette e il pianto della madre.<\/p>\n<p><strong>Entra nella tua camera e chiudi la porta<\/strong><br \/>\nQuando mi fermo a parlare con il Signore, chiamo intorno a me tutti quelli di cui ho bisogno in quel momento. Lo faccio qualche volta quando sono in compagnia, per esempio al momento di metterci a tavola. Ma lo faccio assai pi\u00f9 spesso quando sono solo.<br \/>\nSempre la mia preghiera si popola di presenze. Mi sono chiesto se sia giusto.<br \/>\n<em>&#8220;Quando preghi, entra nella tua camera e chiudi la porta&#8221;,<\/em> dice Ges\u00f9 in Matteo 6,6. Ma che vuol dire, nella citt\u00e0 mondiale, entrare in camera e chiudere la porta?<br \/>\nMatta el Meskin nei <em>Consigli per la preghiera<\/em> (Qiqajon, Magnano 1988) afferma che il comando di <em>chiudere la porta<\/em> deve valere <em>&#8220;nei confronti del cuore, dei sensi e delle persone&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Riguardo al cuore<\/em> &#8211; scrive l&#8217;abba del monastero copto di San Macario a Scete, in Egitto &#8211; <em>\u00e8 necessario che tu getti via assolutamente tutte le preoccupazioni, i pesi, le ansiet\u00e0 e i timori&#8221;,<\/em> in modo da poterti considerare <em>&#8220;come morto al mondo carnale e posto di fronte a Dio&#8221;.<\/em><br \/>\nSalto il meticoloso paragrafo sui sensi &#8211; che mette alla porta le cose <em>&#8220;viste e sentite&#8221;<\/em> &#8211; e passo a quello sulle <em>&#8220;altre persone&#8221;.<\/em> Afferma che occorre <em>&#8220;purificare le relazioni&#8221;,<\/em> chiudendo fuori della camera l&#8217;eventuale <em>amore verso una persona<\/em>; le <em>preoccupazioni per le persone care, per la loro salute e il loro avvenire<\/em>; l&#8217;<em>ostilit\u00e0<\/em> o la <em>simpatia verso gli altri.<\/em><br \/>\nAmmiro Matta el Meskin e ne seguo &#8211; come posso &#8211; i consigli. Ma sono consigli di un monaco. Uno sposato dovr\u00e0 prendere distacco dalla sposa?<\/p>\n<p><strong>Con l&#8217;anima dispersa e in tumulto<\/strong><br \/>\nUn monaco di casa nostra &#8211; Giuseppe Dossetti &#8211; citava Matta el Meskin, ma preferiva dare un consiglio &#8220;pi\u00f9 semplice&#8221;: <em>&#8220;Farci dapprima un segno di croce consapevole e convinto, richiamando alla mente in modo globale il pensiero del nostro stato di dispersione o di tumulto interiore, accompagnandolo con un certo desiderio e invocazione, almeno iniziale, della compunzione e della grazia divina, e poi quasi subito leggere un breve tratto di Scrittura (per esempio qualche riga del Vangelo o qualche versetto di un Salmo, del Salmo 51\/50 per esempio) e quindi iniziare a leggere la pericope oggetto della nostra preghiera personale&#8221;<\/em> (&#8220;Quattro riflessioni sulla preghiera&#8221;, in <em>La parola e il silenzio<\/em>, Il Mulino, Bologna 1997, 289).<br \/>\nInterrogo i maestri della preghiera per trovare la mia strada. Ho letto in agosto &#8211; mentre ero in vacanza a Canale d&#8217;Agordo &#8211; la <em>Vita<\/em> di Teresa d&#8217;Avila ed \u00e8 stato un bell&#8217;incontro.<br \/>\nMi chiedevo come mai Edith Stein fosse tornata credente leggendo, una notte, quel libro e ora intuisco la risposta: Teresa vive una contagiosa storia d&#8217;amore con il Signore che cerca, accoglie e corteggia nella preghiera.<br \/>\nAmmaliato dalla <em>Vita<\/em>, ho letto il <em>Cammino di perfezione<\/em> ed ecco al capitolo 26 i consigli su <em>&#8220;come raccogliere i pensieri&#8221;<\/em> in vista della preghiera: <em>&#8220;Anzitutto si fa il segno della croce, poi l&#8217;esame di coscienza, indi si recita il<\/em> confiteor<em>&#8220;.<\/em> E fin qui siamo nella precettistica della grande tradizione, alla quale si rif\u00e0 Dossetti quando propone il segno della croce e la domanda della compunzione.<br \/>\nMa ecco il colpo d&#8217;ala che rivela il genio della preghiera che Teresa ebbe &#8211; io credo &#8211; pi\u00f9 d&#8217;ogni altro in Occidente: <em>&#8220;Poi, siccome siete sole, cercatevi una compagnia. E quale pu\u00f2 essere la migliore, se non quella del Maestro che vi ha insegnato la preghiera che state per recitare? Se vi abituerete a tenervelo vicino, non solo non vi mancher\u00e0 mai, ma &#8211; come suol dirsi &#8211; non potrete mai togliervelo d&#8217;attorno&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Se lo guardate vi verr\u00e0 di parlargli&#8221;<\/strong><br \/>\nQui si sente l&#8217;originalit\u00e0 di Teresa, che descrive con passione di donna l&#8217;anima che vuole <em>&#8220;rimanere in solitudine con il suo sposo, mettendo alla porta tutte le cose del mondo&#8221;.<\/em> Spiega alle sue &#8220;figliole&#8221; che fare questo \u00e8 facile: <em>&#8220;vi chiedo solo che lo guardiate&#8221;,<\/em> come fa <em>&#8220;una buona sposa con il suo sposo&#8221;.<\/em> La preghiera parlata arriver\u00e0 da s\u00e9: <em>&#8220;Non solo lo guarderete, ma vi verr\u00e0 pure di parlargli&#8221;.<\/em><br \/>\nAndare vicini a Ges\u00f9 e guardarlo e parlargli come il tutto della preghiera: questa s\u00ec che \u00e8 felicit\u00e0! Ma che vuol dire <em>&#8220;mettendo alla porta tutte le cose del mondo&#8221;?<\/em><br \/>\n\u00c8 lo stesso esercizio suggerito da Matta el Meskin. E infatti Matta, Dossetti e Teresa sono monaci. Ma io non sono monaco! Che far\u00f2 dunque?<br \/>\nCerco di &#8220;mettermi alla presenza di Dio&#8221;, come dice il forte linguaggio della tradizione. A tale scopo Ignazio nel primo degli <em>Esercizi spirituali<\/em> invita a realizzare una <em>&#8220;composizione visiva del luogo&#8221;,<\/em> cio\u00e8 a <em>&#8220;vedere con la vista dell&#8217;immaginazione il luogo fisico&#8221;<\/em> dove <em>&#8220;si trovino Ges\u00f9 Cristo o nostra Signora, secondo ci\u00f2 che voglio contemplare&#8221;.<\/em><br \/>\nLa mia composizione visiva non mira a un luogo fisico, ma familiare: richiamo i volti della sposa e dei figli, tra i quali poi chiamo il volto di Ges\u00f9.<br \/>\nEcco un&#8217;altra faccia rispetto alla preghiera del monaco: egli vuole essere solo, nell&#8217;incontro vertiginoso con il Signore, &#8220;solo con il solo&#8221; e chiude tutti fuori dalla porta. Io invece devo portare con me la sposa e i figli.<br \/>\nLa coppia \u00e8 la Chiesa nella carne: come il battezzato non prega mai fuori della Chiesa, cos\u00ec lo sposato non prega mai fuori della coppia. Un padre non prega senza prendere con s\u00e9 i figli.<\/p>\n<p><strong>Il mattutino di un giornalista<\/strong><br \/>\nMi sveglio dunque la mattina e lentamente la stanza e la vita riprendono il loro posto intorno a me. Questo \u00e8 un movimento spontaneo dell&#8217;anima. Su di esso s&#8217;innesta &#8211; quando l&#8217;anima non \u00e8 agitata &#8211; il movimento della preghiera.<br \/>\nTorna per prima l&#8217;immagine della sposa, che dorme con me. Tornano i volti dei figli e della mia mamma che ha 95 anni e dice di pensarmi sempre. Torna la memoria &#8211; non sempre tranquilla &#8211; del lavoro: che ci sar\u00e0 oggi sui giornali?<\/p>\n<p><strong>Comando ai giornali di lasciarmi al mio mattutino<\/strong><br \/>\nConvoco &#8211; con la mente &#8211; le persone che amo e ne faccio un gruppo di preghiera. Prendo per mano la sposa e la figlia, o il figlio che forse pi\u00f9 degli altri oggi ha bisogno d&#8217;essere tenuto per mano e presento tutti a Ges\u00f9. E anche i fidanzati dei figli e i miei fratelli e sorelle (che sono cinque come i figli) e il fratello pi\u00f9 grande che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 e il mio pap\u00e0 che se n&#8217;\u00e8 andato pi\u00f9 di quarant&#8217;anni fa. Chiamo chi mi ha chiesto aiuto, o chi so che pi\u00f9 ne ha bisogno.<br \/>\nQuesta \u00e8 la mia concentrazione. Direi che si tratta di una rassegna dei volti. Attendo un momento, perch\u00e9 si quietino i sentimenti che essi possono smuovere e con tutti loro mi volgo al Signore. Le parole del <em>Padre nostro<\/em> coronano quell&#8217;appuntamento mattutino.<br \/>\nCos\u00ec visito, di prima mattina, quel ragazzo in carcere. Mi basta un&#8217;occhiata per sapere come ha passato la notte. Quando avevo la sua et\u00e0, da militare, feci tre giorni di carcere per una sciocchezza, ma com&#8217;ero furioso!<br \/>\nMi \u00e8 facile anche chiamare Ges\u00f9 in quella cella che non conosco. Bastano le parole <em>&#8220;ero in carcere e mi avete visitato&#8221;<\/em>. Una volta che l&#8217;ho coinvolto, la sua umanit\u00e0 e la sua parola ci porteranno al Padre.<br \/>\nResto l\u00ec e guardo il mio Signore tenendo una mano sulla spalla del ragazzo, come fanno i padrini della cresima. Prolungo per quanto posso questo sguardo e solo alla fine prego &#8211; anche a nome del ragazzo e dei suoi genitori e del suo &#8220;avvocato&#8221; &#8211; le parole che promettono la &#8220;liberazione ai prigionieri&#8221;, quelle del &#8220;non ci indurre&#8221; e del &#8220;liberaci dal male&#8221;.<br \/>\nLa droga \u00e8 la tentazione dell&#8217;epoca e questa \u00e8 la mia preghiera al tempo della droga.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 20\/2002<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ragazzo che conosco \u00e8 arrestato per droga. Tutti intorno restiamo smarriti. I genitori passano la notte a piangere e pensano d&#8217;aver sbagliato tutto con quel figlio. Per quattro giorni&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/cosi-prego-per-un-ragazzo-arrestato\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Cos\u00ec prego per un ragazzo arrestato<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-2925","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2925","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2925"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2925\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2926,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2925\/revisions\/2926"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}