{"id":2937,"date":"2009-12-06T14:15:58","date_gmt":"2009-12-06T13:15:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=2937"},"modified":"2010-05-02T21:16:43","modified_gmt":"2010-05-02T19:16:43","slug":"alberto-ablondi-%e2%80%9ctocchera-prima-a-te-o-a-me%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/6-una-razza-di-longevi\/alberto-ablondi-%e2%80%9ctocchera-prima-a-te-o-a-me%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Alberto Ablondi: \u201cToccher\u00e0 prima a te o a me?\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Ecco un vescovo anziano e malato che parla della morte a una cugina vicina a morire e le parla con le parole d\u2019ogni giorno ad ambedue familiari, essendo egli sceso da ogni cattedra per propria scelta gi\u00e0 prima del pensionamento e della malattia. E\u2019 Alberto Ablondi che fu vescovo di Livorno dal 1970 al 2000 e che ora ha 85 anni, non \u00e8 autosufficiente, ha difficolt\u00e0 a parlare e a scrivere eppure non cessa dal predicare appassionatamente il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. Egli svolge una sua originale catechesi attraverso un <a href=\"http:\/\/nuke.versoildivino.it\/\">sito<\/a> che si intitola A PASSO D\u2019UOMO VERSO IL DIVINO. \u00a0Abita in Livorno dove ogni tanto si riunisce una piccola assemblea per la presentazione di qualcuna delle sue catechesi: a questi appuntamenti arriva e partecipa in carrozzina. Una <a href=\"http:\/\/www.morcelliana.it\/or4\/or?uid=morcelliana.main.index&amp;oid=45376\">raccolta<\/a> di quelle \u201ccatechesi\u201d on line e cartacee \u00e8 stata pubblicata dall\u2019editrice Morcelliana con il titolo del sito dove sono apparse. Da esso prendo un testo della primavera 2008, che \u00e8 intitolato DI FRONTE ALLA MORTE: LA RESPONSABILITA\u2019 DI CHI E\u2019 VICINO. Vi \u00e8 riportata la lettera che invi\u00f2 a una cugina di nome Maria Teresa, di dieci anni pi\u00f9 giovane e abitante in altra citt\u00e0, giunta al punto decisivo di una malattia inguaribile e non essendoci nessuno \u2013 tra i parenti e i conoscenti \u2013 che fosse in grado di parlarle con chiarezza della sua situazione.<\/p>\n<p><em>Ti ricordi, Maria Teresa, quando scendevamo dal villaggio montano dopo aver visitato la mamma, le espressioni che dissi guidando pi\u00f9 lentamente la macchina. Me le hai richiamate tante volte: \u201cOra che la mamma sta volgendo verso la fine, siamo noi a passare in prima linea\u201d. Mi pare doveroso riprendere il discorso \u201caggiornandolo\u201d per\u00f2 con una domanda difficile: \u201cA chi toccher\u00e0 per primo?\u201d<\/em><br \/>\n<em>Cerco di non essere pessimista o allarmista, ma un amico medico giorni fa mi diceva: \u201cLa tua malattia \u00e8 stata contenuta per ben diciotto anni ma \u00e8 devastante\u201d. La certezza di questa pesante caratteristica \u00e8 l\u2019unica che ho a disposizione. Perch\u00e9 non mi piace, di fronte agli ammalati seriamente impegnati, fare il giochino di nascondersi a vicenda la verit\u00e0 e chiedo a chi mi \u00e8 vicino la forza, la sofferenza e l\u2019amore di farmi guardare al di l\u00e0 del futuro immediato che mi attende.<\/em><br \/>\n<em>Ma non \u00e8 uno sguardo facile, perch\u00e9 entriamo nel margine del mistero. Non ti spaventi questa parola, perch\u00e9 la nascita e ogni momento della vita sono pi\u00f9 misteriosi della morte. Nascendo siamo sorpresi dal gratuito dell\u2019esistere, senza altra motivazione di quella di un amore che ci ha voluto liberi, capaci di dire di \u201cno\u201d e di \u201cs\u00ec\u201d a quel Dio che ha fatto \u201cgratuito\u201d me e gli altri e tutto il creato.<\/em><br \/>\n<em>Diventa pi\u00f9 sopportabile la fine della vita quando sappiamo che, pur perdendo il corpo, resta la \u201ccoscienza\u201d di continuare a esistere. Dice tanto bene questa preoccupazione un poeta che io amo, Padre Turoldo: \u201cA una cosa non rinuncio, Signore: \/ a non dovere essere pi\u00f9 \u2018Coscienza\u2019, \/ terra che pensa e ama e adora,\/ poich\u00e9 senza, nulla vi \u00e8 \/ che abbia un senso, \/ nulla dell\u2019intera creazione\u201d. <\/em><br \/>\n<em>Leggi questa sua bella poesia che ti allego e noterai come, quasi con sfacciataggine, dice a Dio: \u201cTu non sai, perch\u00e9 non sei un essere umano, \/ non sai cosa sia una tale rinuncia\u201d e poi \u00e8 meraviglioso, questo poeta, quando adopra il fascino della natura, la forza stessa dell\u2019amore sessuale e la bellezza delle creature, per vantare diritti di sopravvivenza. Forte di questo amore umano, il credente raggiunge l\u2019Amore di Dio che ci ha voluto e creato.<\/em><br \/>\n<em>A questo punto si apre il mistero della morte e della vita; il mistero viene accettato dal cristiano, perch\u00e9 Ges\u00f9 lo ha illuminato di speranza e la speranza allarga il cuore di fronte al mistero! Non ti spaventi la parola \u201cmistero\u201d, vuole indicare una realt\u00e0 pi\u00f9 grande di noi e il cristiano l\u2019accetta. Il mistero per chi non crede \u00e8 solo un tragico buco nero, invece, per chi crede, \u00e8 una profondit\u00e0 reale e luminosa, ma\u2026 abbagliante.<\/em><br \/>\n<em>Cara Maria Teresa, forse \u00e8 volont\u00e0 del Signore che abbia potuto condividere con te un discorso cos\u00ec delicato che nessuno ha il coraggio di fare. Facciamocelo noi questo regalo, accompagnandoci, anche se lontani, a un Signore Risorto. \u00c8 Lui che chiede a ognuno di noi di facilitarci l\u2019incontro con il suo amore; misterioso, ma pieno di vita.<\/em><br \/>\n<em>A queste condizioni non ti pare che abbia ragione Padre Turoldo di dire, quando si fa pi\u00f9 vicina l\u2019ora del tramonto: \u201cvenga pure\u201d?<br \/>\n\u2020 Alberto<\/em><\/p>\n<p>Maria Teresa \u00e8 morta nella notte fra il 25 e il 26 aprile 2009. Il vescovo non era stato autorizzato dai medici a mettersi in viaggio per incontrarla. In una lettera agli amici e ai parenti di Maria Teresa, che ha la data del 7 giugno, \u201cil vescovo Alberto\u201d \u2013 come molti lo chiamano a Livorno \u2013 cos\u00ec racconta la decisione di scrivere quella lettera a cui fu sollecitato da quanti seguivano la cugina:<br \/>\n<em>Il gesto che mi disponevo a fare nel renderla consapevole della situazione era veramente difficile e per me unico. Nella mia vita di sacerdote e di uomo, tante volte ho dovuto annunziare e preparare il momento finale; anche al Babbo e alla Mamma. Ma altro \u00e8 parlare a una persona esprimendosi con la parola, con le labbra, con lo sguardo, con la vicinanza; altro \u00e8 affidare il tutto a un pezzo di carta che faciliti l\u2019apertura della vita all\u2019eterno.\u00a0La lettera che ho inviato a Maria Teresa voglio che voi la conosciate, perch\u00e9 ebbi il coraggio di inviarla quando una signora amica mi fece sapere il suo giudizio, dicendo che avrebbe desiderato ricevere una simile lettera nelle stesse circostanze. Cos\u00ec questa lettera adempiva due doveri: il primo comunicare la verit\u00e0, senza fare \u201cil giochino\u201d di nascondersi l\u2019un l\u2019altro quello che ambedue conoscono; il secondo la consapevolezza che il rivelare l\u2019imminenza della morte non esonera da un altro importante dovere: quello di restare vicino a chi \u00e8 nella sofferenza. Non pu\u00f2 essere infatti sbrigato con una notizia, un gesto che deve essere una donazione vicendevole di verit\u00e0 e di fiducia.<\/em><\/p>\n<p>Sono amico e frequentatore del vescovo Ablondi da tanti anni. Egli \u00e8 stato ospite a casa mia e io nella sua. Pi\u00f9 volte mi ha chiamato a tenere incontri a Livorno. Di molti insegnamenti gli sono riconoscente e ora anche di questo pi\u00f9 raro di altri, essendo ardua e costosa per tutti la parola rivolta ai morenti. Grazie vescovo Alberto, ti mando un abbraccio. Il mio informatore sul sito del vescovo e sulle sue attuali attivit\u00e0 \u00e8 il livornese Ettore Bettinetti.<\/p>\n<p>Ed ecco la poesia di David Maria Turoldo citata nella lettera, intitolata <em>Venga pure<\/em>, che \u00e8 nella raccolta <em>O sensi miei<\/em>, BUR, Milano 2006, 601-603:<\/p>\n<p><em>Venga pure, Signore!<\/em><br \/>\n<em>E venga pure. Ma facciamo l\u2019accordo. <\/em><br \/>\n<em>Io rinuncio a quell\u2019ora estiva dell\u2019alba<\/em><br \/>\n<em>quando la luce rossa precede il sole <\/em><br \/>\n<em>e si stende per le vie solitarie del borgo<\/em><br \/>\n<em>ancora fasciato di silenzio.<\/em><\/p>\n<p><em>E non ti dico, non dico a nessuno <\/em><br \/>\n<em>la gioia che godo: una gioia <\/em><br \/>\n<em>da valere una vita;<\/em><br \/>\n<em>n\u00e9 ti dico, Dio, i pensieri <\/em><br \/>\n<em>che penso e l\u2019amore <\/em><br \/>\n<em>che sento per tutte le creature,<\/em><br \/>\n<em>in quell\u2019ora.<\/em><\/p>\n<p><em>Tu non sai, perch\u00e9 non sei un essere umano, <\/em><br \/>\n<em>non sai cosa sia una tale rinuncia,<\/em><br \/>\n<em>dirsi: ecco, domani <\/em><br \/>\n<em>non ci sar\u00f2 pi\u00f9, <\/em><br \/>\n<em>domani questi occhi<\/em><br \/>\n<em>non vedranno pi\u00f9 sorgere <\/em><br \/>\n<em>il sole.<\/em><\/p>\n<p><em>E rinuncio anche alla sera<\/em><br \/>\n<em>a non vedere pi\u00f9 la stessa luce,<\/em><br \/>\n<em>distendersi nella valle e sul fiume. <\/em><br \/>\n<em>Rinuncio, come da sempre, agli incontri,<\/em><br \/>\n<em>alla gioia di sentire un cuore <\/em><br \/>\n<em>battere nella tua mano<\/em><br \/>\n<em>ed accogliere in silenzio confidenze <\/em><br \/>\n<em>che non si dicono a nessuno,<\/em><br \/>\n<em>la gioia di sentirsi vivi<\/em><br \/>\n<em>e di donarsi e tacere: <\/em><br \/>\n<em>di donarsi a tutte le creature.<\/em><br \/>\n<em>E avere occhi di bimbi <\/em><br \/>\n<em>e mirare le stelle.<\/em><\/p>\n<p><em>Tu non sai cosa vuol dire essere<\/em><br \/>\n<em>Amanti, la sera. Oh,<\/em><br \/>\n<em>non tanto per gli amplessi<\/em><br \/>\n<em>affannosi e mortali,<\/em><br \/>\n<em>ma per il sogno<\/em><br \/>\n<em>e il desiderio infinito di attendere,<\/em><br \/>\n<em>e disporsi a offrire, e ancora<\/em><br \/>\n<em>sognare di offrirsi<\/em><br \/>\n<em>in attesa.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 questa l\u2019immagine di nozze<\/em><br \/>\n<em>Che celebreremo, Signore. <\/em><br \/>\n<em>Questo \u00e8 varcare la soglia, quando<\/em><br \/>\n<em>I raggi obliqui feriscono la siepe<\/em><br \/>\n<em>(ho scritto) nell\u2019ora<\/em><br \/>\n<em>Del Serafino, e di Francesco, e Chiara:<\/em><br \/>\n<em>l\u2019ora delle tortore che tubano e non sanno<\/em><br \/>\n<em>l\u2019ora dei colombi sopra la torre<\/em><br \/>\n<em>che sospirano e non sanno<\/em><br \/>\n<em>quando perfino il lupo e la volpe<\/em><br \/>\n<em>sono in amore.<\/em><\/p>\n<p><em>A una cosa non rinuncio, Signore: <\/em><br \/>\n<em>a non dover essere pi\u00f9 \u201cCoscienza\u201d, <\/em><br \/>\n<em>terra che pensa e ama e adora,<\/em><br \/>\n<em>poich\u00e8 senza, nulla vi \u00e8 <\/em><br \/>\n<em>che abbia un senso,<\/em><br \/>\n<em>nulla dell\u2019intera creazione:<\/em><br \/>\n<em>non la luce e i colori<\/em><br \/>\n<em>e gli spazi e il tempo;<\/em><br \/>\n<em>e tu stesso privo di senso, mio Dio: per te non rinuncio.<\/em><\/p>\n<p><em>Se questo \u00e8 il male che mi serbi<\/em><br \/>\n<em>Gi\u00e0 da ora ti dico<\/em><br \/>\n<em>Che non ti perdono: \u00e8 per te<\/em><br \/>\n<em>Che chiedo di essere<\/em><br \/>\n<em>Questa eterna tua<\/em><br \/>\n<em>Indistruttibile Coscienza.<\/em><\/p>\n<p><em>Altro non chiedo. Ora <\/em><br \/>\n<em>che l\u2019accordo \u00e8 fatto, suppongo, <\/em><br \/>\n<em>venga pure! Anche se <\/em><br \/>\n<em>continueremo a lottare, <\/em><br \/>\n<em>mio Signore.<\/em><\/p>\n<p><em>DAVID MARIA TUROLDO \u2013 21 luglio 1983<\/em><\/p>\n<p><strong>[Dicembre 2009]<\/strong><strong> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco un vescovo anziano e malato che parla della morte a una cugina vicina a morire e le parla con le parole d\u2019ogni giorno ad ambedue familiari, essendo egli sceso&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/6-una-razza-di-longevi\/alberto-ablondi-%e2%80%9ctocchera-prima-a-te-o-a-me%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Alberto Ablondi: \u201cToccher\u00e0 prima a te o a me?\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2099,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-2937","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2937","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2937"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2937\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4182,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2937\/revisions\/4182"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2099"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}