{"id":3036,"date":"2009-12-19T14:46:02","date_gmt":"2009-12-19T13:46:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3036"},"modified":"2018-05-28T21:50:20","modified_gmt":"2018-05-28T19:50:20","slug":"luigi-maverna-%e2%80%9cla-chiesa-non-e-nelle-grandi-cose%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/8-celebrazione-ecclesiale-della-propria-morte\/luigi-maverna-%e2%80%9cla-chiesa-non-e-nelle-grandi-cose%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Luigi Maverna: \u201cLa Chiesa non \u00e8 nelle grandi cose\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Il vescovo Luigi alla messa di addio fu salutato con il canto dell\u2019<em>Exultet<\/em> perch\u00e9 poco prima aveva confidato, alla vigilia di Pasqua, che gli sarebbe piaciuto morire mentre la Chiesa intonava quell\u2019inno. Mor\u00ec accompagnato da tanti che l\u2019avevano amato avendolo conosciuto da vicino: la dimensione amicale era il suo dono. Ma fu lungamente costretto a impegni pubblici per i quali non aveva vocazione e nei quali molto ebbe a soffrire. Espresse quella sofferenza nel <em>Testamento<\/em> che lo rivel\u00f2 un grande della Chiesa italiana degli ultimi decenni del secolo scorso. In quel testo scritto davanti a Dio afferm\u00f2 con la sicurezza dei santi che \u201cla Chiesa non \u00e8 nelle grandi cose\u201d ma dove \u201cdue o tre sono riuniti\u201d nel nome di Cristo.<br \/>\nIl vescovo Luigi Maverna (1920-1998) \u00e8 acceso dentro dalla chiamata evangelica, sempre raccomanda che \u201cnulla venga anteposto a Cristo\u201d e vorrebbe passare le sue giornate gridando \u201co Dio, Dio mio, Dio del mio cuore\u201d. Questo grido domina la prima parte del <em>Testamento<\/em>, scritta 26 anni prima della morte. E invece deve fare il vescovo ausiliare a La Spezia (1965), poi il vescovo a Chiavari (1971), subito dopo l\u2019assistente nazionale dell\u2019Azione Cattolica (1972) e a seguire il segretario generale della Cei (1976), infine l\u2019arcivescovo a Ferrara (1982).<br \/>\nDeve decidere nomine, trattare affari, far quadrare bilanci, occuparsi del Concordato, fare dichiarazioni ai media, incontrare il papa: e non \u00e8 quello che vorrebbe. Un giorno riprende in mano il <em>Testamento <\/em>e nel <em>Testamento<\/em> lo scrive, lui sempre obbediente e timorato, quel pensiero ribelle in nome del Vangelo: che le strutture ecclesiastiche sono s\u00ec necessarie, ma non bisogna ingannarsi \u201cquasi che la Chiesa sia l\u00ec\u201d, perch\u00e9 lei non \u00e8 nelle grandi cose, ma in quella piccolissima e immensa di cercare Cristo e di stare con i fratelli \u201criuniti\u201d nel nome di Cristo. Ed \u00e8 cos\u00ec che dal vescovo pi\u00f9 timido tra quanti sono arrivati al vertice della Chiesa italiana nel secolo scorso ci \u00e8 venuto \u2013 dopo la morte \u2013 il messaggio pi\u00f9 radicale:<\/p>\n<p><em>Ringrazio il nostro Dio che ha voluto, senz\u2019alcun mio merito e senza molta mia corrispondenza concreta, purtroppo, santificarmi nel servizio della Sua Chiesa, dopo che a Pavia, a La Spezia, a Chiavari, a Roma come Assistente Generale dell\u2019ACI e come Segretario Generale della CEI, e a Ferrara e Comacchio come Arcivescovo e Vescovo. Gli sono immensamente riconoscente di tutte le grazie concesse a me \u2018sanctorum minimo\u201d [minimo tra i \u201csanti\u201d, cio\u00e8 tra i cristiani, ndr]. Riconosco in esse un cammino provvidenzialmente disposto per insegnarmi a staccarmi via via tanto dalle comunit\u00e0 ecclesiali (le diocesi), quanto dalle associazioni (l\u2019ACI ecc.), quanto dalla CEI stessa e dalle visioni di un impiego ampio di me e delle facolt\u00e0, che il Signore non fa mancare (Sufficientia nostra ex Deo [E\u2019 Dio che ci fa essere all\u2019altezza, ndr]) per stringermi sempre pi\u00f9 a S\u00e9, a S\u00e9 solo, a S\u00e9 tutto!<\/em><br \/>\n<em>Cosa sono le comunit\u00e0, le aggregazioni, le strutture del potere \u2013 direbbe S. Gregorio Magno \u2013 pastorale, se non necessarie, anche sacramentali, esteriorit\u00e0, che devono condurre, assurdamente forse, alla ricerca e all\u2019attaccamento dell\u2019 \u201cunum necessarium\u201d [l\u2019unica cosa necessaria, ndr], di Ges\u00f9 Cristo? Tutte queste cose compiono la loro vera funzione quando ci staccano dagli uomini, salvo sempre il vincolo profondo della carit\u00e0, e, mediante le critiche, le difficolt\u00e0, le avversit\u00e0, ci rivolgono e conducono all\u2019abbraccio amoroso con Cristo e il suo Spirito.<\/em><br \/>\n<em>Nel governo di una Diocesi, la mente e il cuore devono lasciare tutto e andare a Cristo, pur nel servizio; nell\u2019assistenza a un\u2019organizzazione quale l\u2019ACI, pur nel tessere rete di conoscenze e d\u2019amicizie, quelle stimate dalla vita della Chiesa, al di l\u00e0 di tutti la mente e il cuore devono ricercare appassionatamente e innamoratamente Cristo; nel contributo al funzionamento della CEI, nella Segreteria Generale, anche a contatto con personalit\u00e0 e dicasteri, ecclesiastici e civili, e con il Sommo Pontefice, la mente e il cuore devono procedere oltre, e in tutti e sopra tutti, senza ingannarsi quasi che la Chiesa sia l\u00ec, volere Cristo, vivere con Cristo e il suo Spirito, in s\u00e9 e negli avvenimenti, offrendo tutto per la salute del mondo, ma indifferente a tutto quasi nulla contasse.<\/em><br \/>\n<em>La Chiesa, che pur ne ha bisogno, non \u00e8 nelle grandi cose. La Chiesa \u00e8, preparata dalla voce e dall\u2019azione dei Ministri e dei Fedeli investiti di autorit\u00e0, la Chiesa \u00e8 dove \u00e8, dove sono i cuori umilmente aperti, accoglienti, concordi con Cristo. \u201cDove due o tre sono riuniti nel mio nome, l\u00ec sono in mezzo a loro\u201d.<\/em><br \/>\n<em>L\u00ec, ad ascoltarlo; l\u00ec, a riamarlo; l\u00ec, a gustarlo e pregustarlo, l\u00ec per l\u2019eternit\u00e0. Di l\u00ec, la fecondit\u00e0 di un amore che raggiunge, spiritualmente, invisibilmente, soprannaturalmente, ma concretamente, i confini del mondo. <\/em><\/p>\n<p>Questo <em>Testamento<\/em> \u00e8 dell\u20198 settembre 1986. Maverna ha 66 anni. Undici anni pi\u00f9 tardi lascer\u00e0 l\u2019arcidiocesi per limiti d\u2019et\u00e0 e andr\u00e0 in pensione. Vivr\u00e0 ancora tre anni presso le suore di Santa Maria a Querceto di Sesto Fiorentino. Colpito da grave infermit\u00e0, che lo costringe all\u2019amputazione delle gambe, muore nella notte tra il 31 maggio (Pentecoste) e il 1\u00b0 giugno 1998.<br \/>\nHo conosciuto abbastanza \u2013 nel mio lavoro di giornalista, ma anche nel colloquio da cristiano a cristiano \u2013 il vescovo Luigi Maverna. Abbastanza per poter dire che c\u2019era uno stacco brusco tra la sua immagine pubblica, che era come bloccata e la passione evangelica che l\u2019animava. Era straordinariamente timido e usciva male dalle conferenze stampa che teneva quando era segretario della Cei. In privato invece era un altro uomo: capace di un calore e di una vicinanza indimenticabili.<br \/>\nRicordo un incontro a Ferrara, nel marzo del 1993, un giorno che potei parlargli della mia ricerca di \u201cfatti di Vangelo\u201d: mi incoraggi\u00f2 a continuarla e mi disse, tenendomi le mani, che \u201csono queste le cose che contano\u201d. Era commosso e mi parve strano che lo fosse. Leggendo il <em>Testamento<\/em>, dopo la sua morte, ho capito quella commozione. E sono commosso anch\u2019io e contento che un fratello vescovo, chiamato a \u201cgrandi cose\u201d, abbia trovato il modo di dire che la Chiesa non \u00e8 in esse.<\/p>\n<p>Ho inserito questa memoria del vescovo Maverna nel capitolo CELEBRAZIONE ECCLESIALE DELLA PROPRIA MORTE perch\u00e9 al suo funerale, nella Cattedrale di Ferrara, per decisione del successore Carlo Caffarra fu cantato l\u2019<em>Exultet <\/em>\u2013 l\u2019annuncio esultante della risurrezione di Cristo che si canta nella Veglia Pasquale \u2013 in risposta a un suo desiderio espresso cos\u00ec nei giorni dell\u2019ultima Pasqua, sentendo avvicinarsi l\u2019ora della partenza: \u201c<em>Che bello morire al canto dell\u2019Exultet<\/em>\u201d. Questa sua confidenza \u00e8 narrata da <em>Avvenire<\/em> del 4 giugno 1998 nella cronaca della messa esequiale, dove sono anche riferite queste parole pronunciate da Caffarra nell\u2019omelia: \u201cLa sua morte con Cristo inizi\u00f2 la sera del Gioved\u00ec Santo, quando sub\u00ec un nuovo gravissimo intervento chirurgico; fu sacramentalmente significata la mattina del Venerd\u00ec Santo, quando lo unsi col santo olio degli infermi; fu portata a termine, non appena tramontato il cinquantesimo giorno, il giorno di Pentecoste\u201d.<br \/>\nIl <em>Testamento <\/em>\u00e8 stato letto nella cattedrale di Ferrara durante la celebrazione del trigesimo, in quell\u2019occasione \u00e8 stato pubblicato dall\u2019arcidiocesi in forma di opuscolo e distribuito ai presenti ed \u00e8 stato riprodotto integralmente dal quotidiano <em>Avvenire<\/em> insieme alla cronaca del trigesimo il 3 luglio 1998 con il titolo <em>La mia vita una goccia di amore. Il testamento spirituale di Maverna: \u201cHo desiderato solo di servire\u201d<\/em>. L\u2019espressione \u201cgoccia di amore\u201d figura nella prima parte del <em>Testamento<\/em>, che ha la data del 1972:<br \/>\n<em>Perdonami, o Dio, e mi perdoni la Chiesa tutta, di non essere stato che un desiderio! E mi accolga la grandezza della misericordia del Signore, grazie all\u2019intercessione della benignissima Vergine Madre Maria, per quella goccia d\u2019amore che Tu hai racchiuso in questo povero desiderio. <\/em><br \/>\nA un anno dalla morte l\u2019arcidiocesi di Ferrara-Comacchio ha pubblicato una raccolta di suoi testi con il titolo <em>Goccia che riflette il cielo. Lettere pasquali 1983-1995<\/em>, con la prefazione del successore Carlo Caffarra. <\/p>\n<p>Qui in appendice riproduco il testo integrale del TESTAMENTO, tanto difficile da reperire quanto importante a conoscere:<\/p>\n<p><em>In spiritu humilitatis et in animo contrito suscipiar a Te, Domine, et sic fiat sarificium mortis meae in conspectu Tuo, ut placeat tibi, Domine Deus!<br \/>\nL\u2019amore con il quale, o Dio, Dio Mio, Dio del mio cuore, mi hai prevenuto e accompagnato sempre, e con quale, confido, fedelmente avvolgerai tutta la mia vita, \u00e8 immenso, come lo \u00e8 per ogni creatura.<br \/>\nDi fronte alle meraviglie di questo Tuo amore, o Dio, Dio mio, Padre e Figlio e Spirito Santo, tutto proteso a collocarmi nel tempio della Tua gloria, ed a trasferirmi, anzi, in tempio della Tua gloria, cosa ho fatto durante tutta la mia esistenza di cristiano, di sacerdote, di vescovo?<br \/>\nCos\u2019ho fatto per costruire veramente in corrispondenza di comunione e di collaborazione, questo tempio della Tua gloria, in me e attorno a me?<br \/>\nHo desiderato esservi introdotto ed introdurviTi, essere posseduto e possederTi, goderTi ed essere goduto, silenziosamente ed ardentemente, e non per me solo, ma per tutti, per le anime che ho incontrate sul cammino della mia vita, e per tutte le anime del mondo lontano, indigenti e sofferenti, alle quali si \u00e8 esteso il mio desiderio, Ma non fu che un desiderio, m\u2019accorgo: un desiderio conservato per la Tua grazia, ravvivato dagli interventi materni e costanti e soavi di Maria SS., perdurato tra le lotte dello spirito e le prove del ministero, e sostenuto in vista della fine.<br \/>\nNon fu che un desiderio; ed anch\u2019io, ora, non\u00a0 mi trovo ad essere stato e ad essere, che un desiderio!<br \/>\nPerdonami, o Dio, e mi perdoni la Chiesa tutta, di non essere stato che un desiderio! E mi accolga la grandezza della misericordia del Signore, grazie all\u2019intercessione della benignissima Vergine Madre Maria, per quella goccia d\u2019amore che Tu hai racchiuso in questo povero desiderio.<br \/>\nO Dio, Tu il mare, ed io un\u2019infima goccia! Perdimi in Te, e riempimi di Te, e, con me, perdi in Te e riempi di Te quanti sono nascosti in questa goccia d\u2019amore, per l\u2019infinita potenza del Tuo amore. Cos\u00ec sia. (&#8230;)<br \/>\nCentro Devoto Marr\u00e8, Ghirlanda (Gr), 19.6.1972, anniversario della mia ordinazione sacerdotale: come ho pregato per la Prima Santa Messa, meta e gioia della mia giovinezza, cos\u00ec prego ora per la mia morte: In spirito humilitatis et animo contrito suscipiar a Te, Domine&#8230;<br \/>\n+ Luigi Maverna<\/em><\/p>\n<p><em>Ps. Riconosco che nelle varie tappe della mia vita, Dio tutto ha permesso e tutto ha disposto per strapparmi al mondo e alle creature e attirarmi solo a s\u00e9, Lo ringrazio con tutto il cuore, domando perdono a tutti. In Te Domine, speravi; non confundar in aeternum.<br \/>\nBologna, 5 luglio 1984, Esercizi Spirituali.<br \/>\n+ Luigi Maverna<\/em><\/p>\n<p><em>Rapallo, 8.9.1986<br \/>\nPrego di unire alle premesse del Testamento scritto in anni passati, la presente (cfr. 19.6.1972).<br \/>\nRingrazio il nostro Dio che ha voluto, senz\u2019alcun mio merito e senza molta mia corrispondenza concreta, purtroppo, santificarmi nel servizio della Sua Chiesa, dopo che a Pavia, a La Spezia, a Chiavari, a Roma come Assistente Generale della ACI e come Segretario Generale della CEI, e a Ferrara e Comacchio come Arcivescovo e Vescovo. Gli sono immensamente riconoscente di tutte le grazie concesse a me \u201csanctorum minimo\u201d. Riconosco in esse un cammino provvidenzialmente disposto per insegnarmi a staccarmi via via tanto dalle comunit\u00e0 ecclesiali (le diocesi), quanto dalle associazioni (l\u2019ACI ecc.), quanto dalla CEI stessa e dalle visioni di un impiego ampio di me e delle facolt\u00e0, che il Signore non fa mancare (Sufficientia nostra ex Deo) per stringermi sempre pi\u00f9 a S\u00e9, a S\u00e9 solo, a S\u00e9 tutto!<br \/>\nCosa sono le comunit\u00e0, le aggregazioni, le strutture del potere \u2013 direbbe S. Gregorio Magno \u2013 pastorale, se non necessarie, anche sacramentali, esteriorit\u00e0, che devono condurre, assurdamente forse, alla ricerca e all\u2019attaccamento dell\u2019 \u201cunum necessarium\u201d, di Ges\u00f9 Cristo? Tutte queste cose compiono la loro vera funzione quando ci staccano dagli uomini, salvo sempre il vincolo profondo della carit\u00e0, e, mediante le critiche, le difficolt\u00e0, le avversit\u00e0, ci rivolgono e conducono all\u2019abbraccio amoroso con Cristo e il suo Spirito.<br \/>\nNel governo di una Diocesi, la mente e il cuore devono lasciare tutto e andare a Cristo, pur nel servizio; nell\u2019assistenza a un\u2019organizzazione quale l\u2019A.C., pur nel tessere rete di conoscenze e d\u2019amicizie, quelle stimate dalla vita della Chiesa, al di l\u00e0 di tutti la mente e il cuore devono ricercare appassionatamente e innamoratamente Cristo; nel contributo al funzionamento della CEI, nella Segreteria Generale, anche a contatto con personalit\u00e0 e dicasteri, ecclesiastici e civili, e con il Sommo Pontefice, la mente e il cuore devono procedere oltre, e in tutti e sopra tutti, senza ingannarsi quasi che la Chiesa sia l\u00ec, volere Cristo, vivere con Cristo e il suo Spirito, in s\u00e9 e negli avvenimenti, offrendo tutto per la salute del mondo, ma indifferente a tutto quasi nulla contasse.<br \/>\nLa Chiesa, che pur ne ha bisogno, non \u00e8 nelle grandi cose. La Chiesa \u00e8, preparata dalla voce e dall\u2019azione dei Ministri e dei Fedeli investiti di autorit\u00e0, la Chiesa \u00e8 dove \u00e8, dove sono i cuori umilmente aperti, accoglienti, concordi con Cristo. \u201cDove due o tre sono riuniti nel mio nome, l\u00ec sono in mezzo a loro\u201d.<br \/>\nL\u00ec, ad ascoltarlo; l\u00ec, a riamarlo; l\u00ec, a gustarlo e pregustarlo, l\u00ec per l\u2019eternit\u00e0. Di l\u00ec, la fecondit\u00e0 di un amore che raggiunge, spiritualmente, invisibilmente, soprannaturalmente, ma concretamente, i confini del mondo &#8230;<br \/>\nGrazie, Signore, dell\u2019itinerario a te, da te inventato dall\u2019eternit\u00e0, attraverso le tappe che mi hai fatto percorrere. Ho cercato di percorrerle come un desiderio di amore, come un atto di puro amore, come un perfetto atto di perfetto amore. Avrei voluto la mia vita una lode, un canto a te, Ges\u00f9, con lo Spirito e con il Padre.<br \/>\nAvvolgimi nel tuo amore, e avvolgimi del perdono di quanti non hanno ricevuto da me quanto dovevano in amore, attenzione, perdono.<br \/>\nMaria SS., S. Giuseppe, S. Luigi, S. Giovanni, S. Paolo&#8230; intercedete per me e strappate a Dio, per le anime affidatemi nel corso della mia esistenza, le grazie che io non sono riuscito anche per le mie colpe ad ottenere per la loro salvezza, santificazione, e gioia. Amen.<br \/>\n+ Luigi Maverna<\/em><\/p>\n<p><strong>[Testo pubblicato dall\u2019<em>Eco di San Gabriele<\/em> nel settembre del 1998, aggiornato nel dicembre 2009, parzialmente ripreso nel volume &#8220;Cerco Fatti di Vangelo 2&#8221;, EDB 2011, alle pagine 98-102]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vescovo Luigi alla messa di addio fu salutato con il canto dell\u2019Exultet perch\u00e9 poco prima aveva confidato, alla vigilia di Pasqua, che gli sarebbe piaciuto morire mentre la Chiesa&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/8-celebrazione-ecclesiale-della-propria-morte\/luigi-maverna-%e2%80%9cla-chiesa-non-e-nelle-grandi-cose%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Luigi Maverna: \u201cLa Chiesa non \u00e8 nelle grandi cose\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2106,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3036","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3036"}],"version-history":[{"count":9,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3036\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21553,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3036\/revisions\/21553"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2106"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}