{"id":3068,"date":"2009-12-21T21:19:43","date_gmt":"2009-12-21T20:19:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3068"},"modified":"2009-12-21T21:20:50","modified_gmt":"2009-12-21T20:20:50","slug":"gianni-grassi-%e2%80%9cspero-di-riuscire-a-morire-vivo%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/19-samaritani-centurioni-cananee\/gianni-grassi-%e2%80%9cspero-di-riuscire-a-morire-vivo%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Gianni Grassi: \u201cSpero di riuscire a morire vivo\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Gianni Grassi (Parma 1939 \u2013 Roma 2007) sociologo e giornalista ha fatto della sua morte un capolavoro di comunicazione e un esperimento \u2013 dettagliatamente narrato \u2013 di rapporto con i medici. Cos\u00ec parla della sua decisione di \u201cmorire vivo\u201d in un documentario televisivo di Francesca Catarci, <em>Intorno alle ultime cose<\/em>, trasmesso da Raitre il 12 giugno 2008:<\/p>\n<p><em>Sono ricoverato in questo luogo che si chiama Hospice, sono malato di cancro, prima alla vescica dal 1997 poi alla prostata dal 2000. Se resisto e se ancora ho qualche chance di farla diventare da una disavventura un\u2019opportunit\u00e0, lo devo al fatto di essere qui. Penso, spero, in questa situazione di riuscire a morire vivo, non di arrivare premorto alla fine, ma di arrivarci vivo. E questa \u00e8 una speranza che posso alimentare solo qui. Hospice ce n\u2019\u00e8 pochi in Italia, ma sono quei luoghi dove si coltiva una cultura diversa, che \u00e8 la cultura dell\u2019assistenza, del prendersi cura dei malati \u2013 sempre di pi\u00f9 \u2013 dichiarati inguaribili (\u2026).<\/em><br \/>\n<em>Rimangono due tab\u00f9 rispetto a questa realt\u00e0: da una parte il tab\u00f9 degli errori, che \u00e8 un tab\u00f9 eccezionale \u2013 perch\u00e9 i medici hanno cos\u00ec paura di affrontare il discorso degli errori? \u2013 l\u2019altro \u00e8 la morte. Questo della morte, che poi \u00e8 il pi\u00f9 grande errore che fanno, secondo loro, quello di lasciarci morire \u2013 come se non dovessimo tutti morire: \u00e8 un dovere biologico, sociale. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 chi chiede l\u2019eutanasia? Non \u00e8 la morte in s\u00e9 che fa paura, normalmente. Non \u00e8 la paura del dolore, quella che copre tutte le altre. No, perch\u00e9 oggi si pu\u00f2 essere curati anche dal dolore (\u2026), qual \u00e8 la vera paura? La paura della solitudine, l\u2019abbandono. Allora, sono sempre pi\u00f9 convinto che ognuno muore come ha vissuto: se hai seminato molto, raccogli molto. E cosa raccogli? Relazioni. Sono convinto sempre di pi\u00f9 che la vita \u00e8 relazione, che la cura \u00e8 relazione, che il 75 per cento delle cure terapeutiche sono fatte di relazioni terapeutiche, il 25 per cento poi \u00e8 biologia, tecnologia, farmacologia, statistiche.<\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 se tu medicina, tu medico, sai \u2013 o dovresti sapere \u2013 tutto sulla malattia, su come io la vivo e la soffro sono io l\u2019unico competente, o no? Allora o \u00e8 un confronto, una trattativa, uno scontro tra due competenze, o l\u2019una riconosce l\u2019altra, oppure non \u00e8 scienza la medicina. Una paura \u2013 quella della solitudine \u2013 che non ho, fin da adesso. E\u2019 che \u2013 nonostante la pesantezza del male \u2013 io penso, spero, di avere garantita una tale rete di rapporti, di relazioni, di affetto che mi aiuter\u00e0 a morire come spero io. Silvia mi chiedeva prima: \u2018Allora dettami se non riesci a scrivere\u2019. Bene, io vorrei morire scrivendo (\u2026).<\/em><br \/>\n<em>Voglio essere lucido, per\u00f2 non voglio essere lucido al punto tale da prevedere tutto. No, qualcosa deve rimanere misterioso. Che cosa significa avvicinarsi alla morte, avere la consapevolezza di questo percorso? Da una parte tutte le mattine sempre pi\u00f9 mi chiedo: che giornata sar\u00e0 oggi? Varr\u00e0 la pena di essere vissuta? Sento subito questa stanchezza preventiva, la stanchezza di vivere, che mi condiziona e mi lascia un po\u2019 in sospeso; dall\u2019altra parte, per\u00f2, contemporaneamente \u2013 e a volte, poi, subentra e mi fa vivere molto meglio \u2013 sorge una domanda e una sensazione di questo tipo: sar\u00e0 un altro momento di \u2018soddisfazione\u2019, di pienezza, che andr\u00e0 a riempire la mia vita?(\u2026) In questo tempo, che sento piano piano restringersi, vorrei salvare un progetto. \u00c8 un progetto bello, vero, vivificante ed \u00e8 quello di riraccontare la mia vita alle nipotine. Essere capace di rivedere tutta la mia vita nei suoi tre grumi \u2013 infanzia, maturit\u00e0, malattia \u2013 raccontandola per\u00f2 a loro. E sarebbe anche il modo migliore da una parte di essere semplice e vero, perch\u00e9 con i bambini non puoi che essere autentico e se non ti capiscono te lo dicono e se dici una bugia a maggior ragione; dall\u2019altra di aiutarle, di aiutarmi a perdermi, a lasciarmi andare.<\/em><br \/>\n<em>L\u2019altro polo \u00e8 quello, paradossale, del rapporto con la persona pi\u00f9 anziana che oggi esiste nella mia vita, cio\u00e8 mia madre che ha quasi 93 anni. Il bello \u00e8 che l\u2019altro giorno se n\u2019\u00e8 uscita in questi termini, dice: \u2018Gianni tu non preghi, non hai Chiesa, non ci credi a Dio per\u00f2 non sei cattivo, sei buono, sei tanto buono che secondo me andrai in Paradiso\u2019. Ho detto: \u2018Vabb\u00e8 mamma se vuoi, anche se preferirei l\u2019Inferno dove c\u2019\u00e8 gente pi\u00f9 interessante\u2019. A parte gli scherzi, la cosa importante invece \u00e8 questa. A un certo punto se n\u2019\u00e8 uscita dicendo: \u2018Tu andrai in Paradiso, ne sono convinta. Tanto \u00e8 vero che quando poi morir\u00f2 ti verr\u00f2 a cercare in Paradiso perch\u00e9 tu mi faccia da guida\u2019.<\/em><br \/>\n<em>Non so se mia madre se ne \u00e8 resa conto sino in fondo, ma praticamente questo \u00e8 stato un bellissimo segnale che mi ha dato, nel quale mi ha gi\u00e0 detto che ha colto il mio stato ed \u00e8 disponibile ad accettare che io muoia prima di lei, togliendomi da una prospettiva di sofferenza: \u201cCome faccio a dirglielo? Come faccio a morire prima di lei? A farle vivere questa vergogna di sopravvivere ai propri figli?\u201d Ecco: adesso sono molto pi\u00f9 sereno<\/em>.<\/p>\n<p>Per un\u2019informazione completa su Gianni Grassi, la sua biografia, gli scritti, l\u2019attivit\u00e0 politica \u2013 \u00e8 stato tra i fondatori nel 1970 di Avanguardia Operaia \u2013 e soprattutto la riflessione sul rapporto medico-paziente degli ultimi dieci anni, quelli della \u201ccarriera oncologica\u201d come la chiamava, vedi il sito che era venuto sistemando e che ora \u00e8 aggiornato dai familiari: <a href=\"http:\/\/www.giannigrassi.it\/\">www.giannigrassi.it<\/a>.<\/p>\n<p>Dalle poesie riprendo questa alla moglie, che dice bene la gratitudine alla vita con cui ha saputo affrontare l\u2019avvicinamento alla morte :<\/p>\n<p><strong>A Silvia<\/strong><br \/>\n<em>Temi le rughe<br \/>\ndella decadenza<br \/>\ne le ferite<br \/>\ndella sofferenza.<br \/>\nFuggi la mia morte<br \/>\ne la tua.<br \/>\nMa stanotte<br \/>\nti ho sognata:<br \/>\nvolevo fare l\u2019amore<br \/>\ncon te. <\/em><br \/>\n(26 giugno 2006)<\/p>\n<p><strong>Ho conosciuto Gianni Grassi dall\u2019intervista della collega Francesca Catarci\u00a0 che mi mand\u00f2 in anteprima il DVD del quale parlai nel mio blog alla data 11 giugno 2008. Ho completato l\u2019informazione nell\u2019ottimo sito personale di Gianni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>[Dicembre 2009]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianni Grassi (Parma 1939 \u2013 Roma 2007) sociologo e giornalista ha fatto della sua morte un capolavoro di comunicazione e un esperimento \u2013 dettagliatamente narrato \u2013 di rapporto con i&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/19-samaritani-centurioni-cananee\/gianni-grassi-%e2%80%9cspero-di-riuscire-a-morire-vivo%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Gianni Grassi: \u201cSpero di riuscire a morire vivo\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2140,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3068","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3068","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3068"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3068\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3071,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3068\/revisions\/3071"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2140"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}