{"id":3079,"date":"2009-12-21T21:34:18","date_gmt":"2009-12-21T20:34:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3079"},"modified":"2015-07-18T21:23:01","modified_gmt":"2015-07-18T19:23:01","slug":"francesco-milli-%e2%80%9cmamma-mia-che-cosa-grossa-siamo-noi%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/16-qui-e-perfetta-letizia\/francesco-milli-%e2%80%9cmamma-mia-che-cosa-grossa-siamo-noi%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Francesco Milli: \u201cMamma mia che cosa grossa siamo noi\u201d"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un missionario cappuccino gigante e fanciullo, generoso alla follia, fiorentino di nascita, morto a 44 anni in Tanzania nel 1978, portato via da una forma violenta di malaria \u201cperniciosa\u201d: si chiama Francesco Milli, Alessandro alla nascita. Quel giovane francescano io lo scelgo \u2013 a motivo di alcuni brani di sue lettere contagiose che ho avuto la fortuna di leggere \u2013 come primo personaggio di questo capitolo della \u201cperfetta letizia\u201d. Ecco una lettera del 14.7.1975 che dice la sua smania per l\u2019Africa e il suo slancio per il Signore:<br \/>\n\u201c<em>Sono le una di notte. Notte meravigliosa fatta di miliardi di stelle fredda del freddo africano. Silenziosa del \u2018silenzio\u2019 rotto da cento strani gorgheggi e cinguettii. Ma \u00e8 l\u2019umore d\u2019umido, il chiasso del silenzio, l\u2019azzurro terso del cielo nuvoloso che ti scoppia e dentro ti fa urlare: basta mio Dio, perch\u00e9 mi sbatacchi e mi schiaffeggi? BASTA CON TUTTO QUESTO! E poi ti vien la voglia di piangere e poi ti vien la voglia di ridere e poi guardi un bambino col cinci fuori e il moccolo fino alla bocca e ti vien voglia di mangiarlo e poi ti senti buono, eppoi vedi tutti buoni, eppoi senti che tutto \u00e8 buono, eppoi senti che Dio \u00e8 buono, eppoi che tutti ti vogliono buono\u2026 MA PERCHE\u2019 io non sono santo?<\/em>\u201d<br \/>\nFrancesco disbosca, scava pozzi, fa il muratore, studia lingue e dialetti. Fa l\u2019autista, l\u2019infermiere, il maestro, il catechista. Racconta per lettera agli amici le sue giornate di preghiera e di fatica e le costella di esclamazioni impagabili, svolgendo una teologia della \u201cforza nella debolezza\u201d fatta pi\u00f9 di intuito che di studio:<br \/>\n\u201c<em>Mamma mia che cosa grossa siamo noi!<\/em>\u201d (24.7.1977);<br \/>\n\u201c<em>Che cosa grossa \u00e8 Dio!<\/em>\u201d (26.7.1977);<br \/>\n\u201c<em>E\u2019 bello vedere i cristiani accoccolati per terra: sa di sacro bivacco<\/em>\u201d (senza data).<br \/>\nRacconta che la sua Land Rover viene fermata da nugoli di ragazzini \u201cche hanno il compito assegnatogli, chiss\u00e0 da chi, di saltare quasi in mezzo alla strada e salutarti e chiamarti come uno di loro, per nome\u201d. I bambini lo fanno impazzire: \u201c<em>Allora ti senti pieno, \u2018zeppo\u2019 di gioia e parli\u2026 io ho parlato con me stesso. Poi mi sono messo a piangere dalla gioia di \u2018niente\u2019\u2026 sentirsi sotto questa protezione paterna\u2026 Guidavo con tutte le lacrime che m\u2019entravano ni naso e tutto quel tirar su: parevo un mantice\u2026<\/em>\u201d (22.7.1977).<br \/>\nConosce il turbine del cuore: \u201cSono una bolla di alti e bassi\u201d. Come i mistici trova felicit\u00e0 nel pianto: \u201c<em>Poi ti accorgi che stai piangendo, che hai tutto il viso caldo di lacrime\u2026 proprio come ora\u2026 e non fai niente per zittirti, perch\u00e9 piangi nella felicit\u00e0 della purificazione<\/em>\u201d (12.12.1974).<br \/>\nForse la pi\u00f9 bella tra le lettere \u00e8 quella del 13 dicembre 1978 (morir\u00e0 il 28 di quello stesso mese) in cui racconta d\u2019aver fatto da levatrice a una partoriente di notte nella savana:<br \/>\n<em>Arrivato a dodici miglia da Mpwapwa la mamma mi scongiura di fare una sosta, ma io (credendo che la ragione fosse quella che pu\u00f2 avere anche un uomo), la consiglio di sopportare\u2026 l\u2019urlo conseguente ai due tre minuti successivi mi fa inchiodare la macchina: &#8211; \u201canatoka nje!\u201d [esce fuori!]\u2026 capisci?, c\u2019era poco da correre! Apro la porta posteriore, dove alla meglio era stata adagiata la partoriente, e faccio accomodare l\u2019infermiera\u2026 dopodich\u00e9 mi ritiro in buon ordine, sicuro che tutto si risolver\u00e0 nel migliore dei modi. <\/em><br \/>\n<em>Ho appena finito questo pensierino rassicurante, quando l\u2019infermiera mi chiama e dice che non ci vede niente e che poi non sa nemmeno se \u201cquella\u201d \u00e8 la\u2026 placenta (il colmo). Accendo una specie di torcia e prendo al \u201cdirezione dei lavori\u201d [\u2026]. Hai mai provato a lacerare la placenta con l\u2019aiuto delle sole mani e con la consapevole certezza che si tratta \u2013 in fin dei conti \u2013 d\u2019un trasparentissimo e sottilissimo strato di pelle?<\/em><br \/>\n<em>Io l\u2019ho provato sei-sette volte per il semplice fatto che mi sguillava tra le dita\u2026 ma quando, con una presa pi\u00f9 rabbiosa, l\u2019ho spaccata, allora mi sono reso conto che quel \u201cbatuffolo di ciccia\u201d era solo troppo piccolo e senza il pi\u00f9 debole cenno di vita\u2026 l\u2019ho preso, l\u2019ho coperto tutto con le mie mani a palmo e l\u2019ho adagiato di nuovo nella sua strana \u201cculla\u201d fatta di tutto quello che era stato per sette mesi la sua dimora, e l\u2019ho baciato sul petto\u2026 Ed \u00e8 stato proprio questo bacio che mi ha fatto vibrare d\u2019amore: &#8211; un tentennio, debolissimo ma percettibilissimo, m\u2019ha riempito di speranza: il cuoricino nonostante tutto batteva. <\/em><br \/>\n<em>Non l\u2019ho spostato d\u2019un millimetro da l\u00ec, vicino alla mamma sua: dov\u2019era nato. Ho appena legato il bellichino con una cordicella capitatami tra le mani chiss\u00e0 perch\u00e9, e ho cominciato a praticargli la respirazione \u201cbocca a bocca\u201d con la certezza che se fossi riuscito oltrech\u00e9 ad ossigenarlo anche a prosciugargli tutti gli umori che uscivano dalla boccuccia e dal nasino in un tempo anche triplo di quello che usualmente \u00e8 possibile con l\u2019aiuto della \u201ccannula\u201d, si sarebbe salvato. Non so quanto ho durato, certamente pi\u00f9 di mezz\u2019ora, con piccole soste solo per ristabilirmi dalle sollecitazioni al vomito, per tutto il contorno \u201cculla\u201d di quell\u2019angiolino di Dio, capitato tra le mie manone goffamente impegnate in un lavoro d\u2019altri. <\/em><br \/>\n<em>Ma poi ha cominciato a reagire alle mie inspirazioni e lo stesso colore violaceo \u00e8 apparso meno tinto e il cuoricino ha cominciato a battere pi\u00f9 forte fino a che un sonorissimo scroscio di pianto m\u2019ha fatto tremare di gioia e mettermi in ginocchio a ringraziare Dio: Padre di tutti e amorevolmente sensibile alle richieste dei suoi figli [\u2026], insieme a un vivo e strano sentimento d\u2019averlo portato io, nel ventre, per tutti quei mesi; m\u2019ha fatto sembrare tutto bello\u2026 tutto buono\u2026 e con trasporto infinito ho cantato a Dio, Padrone della Vita, una Lirica Spirituale\u201d. <\/em><br \/>\nCos\u00ec \u00e8 Francesco che tutti chiamavano Cecco. Che da ragazzo organizzava grandi burle e prov\u00f2 a fare il paracadutista e che infine la vocazione francescana paracadut\u00f2 in Africa. Che \u00e8 vissuto poco, molto piangendo e gioendo e \u201ctirando su\u201d e gridando come una partoriente in ogni giorno della vita. Io sono contento d\u2019averlo conosciuto anche solo per lettera. Gli voglio bene come fosse qui accanto a me e voglio bene a chi me l\u2019ha presentato.<\/p>\n<p><strong>Mi ha parlato di Francesco Milli una visitatrice del blog che si firma Fiorenza. Su mia richiesta mi ha inviato testi, foto, didascalie scritte a matita dietro le foto. Sul retro di una foto che lo ritrae al lavoro per la costruzione di una chiesetta aveva scritto in fiorentino: \u201cUnn\u2019\u00e8 mica i\u2019 Duomo di Firenze, ma io l\u2019amo anche di pi\u00f9. L\u2019\u00e8 la mi\u2019 chiesa. L\u2019ho fatta tutta io\u201d. Sempre Fiorenza mi ha segnalato un sito dove si possono trovare testi e foto di Francesco: <a href=\"http:\/\/padrefrancescomilli.blogspot.com\/\">www.padrefrancescomilli.blogspot.com<\/a>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>[Dicembre 2009] <\/strong><br \/>\nAggiornamento al luglio 2915<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?p=16698\">Ho lavorato con il padre Cecco Milli  un vulcano di simpatia e di amore di Dio<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un missionario cappuccino gigante e fanciullo, generoso alla follia, fiorentino di nascita, morto a 44 anni in Tanzania nel 1978, portato via da una forma violenta di malaria \u201cperniciosa\u201d:&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/16-qui-e-perfetta-letizia\/francesco-milli-%e2%80%9cmamma-mia-che-cosa-grossa-siamo-noi%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Francesco Milli: \u201cMamma mia che cosa grossa siamo noi\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2132,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3079","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3079"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3079\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16701,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3079\/revisions\/16701"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2132"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}