{"id":3100,"date":"2009-12-24T09:57:33","date_gmt":"2009-12-24T08:57:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3100"},"modified":"2009-12-24T09:57:33","modified_gmt":"2009-12-24T08:57:33","slug":"ogni-bimbo-nasce-a-betlemme","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/ogni-bimbo-nasce-a-betlemme\/","title":{"rendered":"Ogni bimbo nasce a Betlemme"},"content":{"rendered":"<p><strong>Lectio feriale sui figli e sul Natale<\/strong><br \/>\nPreparo il Natale cercando Ges\u00f9 in ogni bambino che incontro e intanto rileggo i primi due capitoli di Matteo e di Luca e vedo di rintracciare i miei figli piccoli nelle parole che raccontano di lui. Cerco nei racconti dell\u2019infanzia i miei figli quand\u2019erano piccoli e tutti i piccoli che riesco a guardare con occhio di padre.<br \/>\n<em>Cos\u00ec fu generato Ges\u00f9 Cristo<\/em> (Matteo 1). Mi esercito a cogliere il suono familiare di queste parole. Quale cio\u00e8 doveva risultare ai primi cristiani, tra i quali erano quelli che l\u2019avevano udito parlare che l\u2019avevano visto con i loro occhi e che l\u2019avevano toccato con le loro mani: \u201cCos\u00ec \u00e8 nato Ges\u00f9\u201d. Quella familiarit\u00e0 che \u00e8 nelle parole dei genitori quando raccontano ai figli qualcosa del loro arrivo: \u201cTu Beniamino sei nato all\u2019Isola Tiberina in un giorno di pioggia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nel turbamento di Maria <\/strong><br \/>\n<strong>il batticuore di ogni donna<\/strong><br \/>\nEcco Gabriele che viene mandato \u201c<em>a una vergine promessa sposa di un uomo di nome Giuseppe<\/em>\u201d (Luca 1). Poi arriveranno tutti i prodigi ma per primo c\u2019\u00e8 questo frammento di vita quotidiana: una ragazza fidanzata a un uomo che attende il momento di portarla a casa sua. \u2013 Importanza che all\u2019origine di ogni vita vi siano una donna e un uomo che si cercano.<br \/>\n<em>Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Ges\u00f9<\/em> (Luca 1). Qui il nome si sa prima dell\u2019arrivo del bambino: capita anche oggi e spesso le mamme e i pap\u00e0 lo chiamano per nome senza averlo ancora visto se non in enigmate \u2013 con manine e piedini ruotanti \u2013 nello schermo dell\u2019ecografo. \u201cLa zia mi ha portato le scarpine per Agnese. Ora \u00e8 tutto pronto per quando arriva\u201d.<br \/>\nL\u2019angelo Gabriele \u00e8 pi\u00f9 tempestivo di qualsiasi ecografia e scioglie in anticipo il quesito del nome. \u201cCome lo chiamerai?\u201d avr\u00e0 chiesto Maria alla cugina. \u201cTu a che mese sei?\u201d Ora sanno che arriva per primo il bimbo di Elisabetta:<em> questo \u00e8 il sesto mese per lei<\/em> (Luca 1). Non mi stanco di immaginare il colloquio tra le due mamme durato un centinaio di giorni: <em>Maria rimase con lei circa tre mesi<\/em> (Luca 1). Mi tornano all\u2019orecchio i colloqui delle mamme durante i corsi di preparazione al parto.<br \/>\n<em>Sua madre Maria si trov\u00f2 incinta <\/em>(Matteo 1). Nella trepidazione di Maria, la trepidazione di tutte le donne che si scoprono incinte. Nel turbamento di ognuna che si trova incinta, il turbamento di Maria.<br \/>\n<em>Sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trov\u00f2 incinta per opera dello Spirito Santo<\/em> (Matteo 1). \u00a0Nel batticuore di Maria, il batticuore di ogni fidanzata che si scopre madre prima d\u2019averlo voluto. Nella confusione di ogni ragazza madre, quelle settimane difficili vissute da Maria.<\/p>\n<p><strong>Dovremmo badare di pi\u00f9 <\/strong><br \/>\n<strong>ai grembi che danzano<\/strong><br \/>\n<em>Il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo<\/em> (Luca 1). Lungo l\u2019Avvento ho letto un volumetto di suor Maria Anastasia di Gerusalemme intitolato <em>Grembi che danzano. Lectio divina su figure bibliche femminili<\/em> (Messaggero 2009) che si intitola proprio a partire dalla scena della Visitazione: \u201cIl verbo che troviamo in queste parole di Elisabetta significa saltare, balzare, saltellare, ma nelle sue derivazioni pi\u00f9 remote offre anche la sfumatura del danzare. Giovanni dunque compie una danza nel grembo di sua madre e con essa vuole esprimere tutta la gioia traboccante per l\u2019arrivo del Messia\u201d (p. 149). Le mamme conoscono quella danza. A volte \u00e8 scatenata dal cioccolato che hanno mangiato, altre volte parte dal cuore: \u201cDa quando sei tornato non fa che muoversi: secondo me ti sta salutando\u201d.<br \/>\nDovremmo badare di pi\u00f9 ai grembi che danzano. Una volta mi capit\u00f2 di ascoltare Giuseppe Dossetti che citava un versetto del <em>Talmud <\/em>contro la corrente assuefazione all\u2019aborto: \u201cQuando i nostri padri giunsero al mare anche gli embrioni dal seno delle loro madri dicevano il Cantico\u201d.<br \/>\n<em>Che mai sar\u00e0 questo bambino? <\/em>(Luca 1) Sono i vicini di Elisabetta e Zaccaria che si interrogano sul destino di Giovanni all\u2019indomani della sua circoncisione. E\u2019 la domanda di tutti i genitori a ogni nascita. \u201cChiss\u00e0 dove mi porterai da grande\u201d diceva una mamma al suo piccino che la tirava per mano \u2013 al parco \u2013 in una sua direzione.<br \/>\n<em>Giuseppe sal\u00ec in Giudea per farsi censire insieme a Maria sua sposa, che era incinta <\/em>(Luca 1). Si fanno viaggi anche con il pancione, oggi come ieri. Si vedono mamme all\u2019ultimo mese che prendono il treno o l\u2019aereo. Contadine che lavorano nei campi \u201cfino al giorno prima\u201d e ministre che passano in rassegna le truppe.<br \/>\n<em>Lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perch\u00e9 per loro non c\u2019era posto nell\u2019albergo<\/em> (Luca 2). Io so che cosa siano le fasce e la mangiatoia. Si \u00e8 continuato ad avvolgere i bimbi nelle fasce fino alla met\u00e0 abbondante del secolo scorso, fino al \u201cmiracolo economico\u201d. Anch\u2019io sono stato avvolto e conosco le mangiatoie: per anni ho aiutato i fratelli pi\u00f9 grandi a rifornirle.<\/p>\n<p><strong>Neonati nelle stalle <\/strong><br \/>\n<strong>ne ho visti in abbondanza<\/strong><br \/>\nTra i miei primi ricordi c\u2019\u00e8 quello del bambolotto tutto fasciato con la testolina e le manine che spuntano fuori, come nelle figurazioni pi\u00f9 antiche del presepe.<br \/>\nBimbi nella mangiatoia non ne ho visti, ma nelle stalle s\u00ec e anche posati per cambiarli o per un sonnellino in una mangiatoia mobile o altro cesto che l\u00ec si trovasse. Ci si metteva sopra una copertina o un lenzuolino ed era fatta. Ricordo una zia che si chiamava Giulia allattare un figlio che si chiama Egidio durante una delle veglie nella sua grande stalla. Egidio oggi \u00e8 sulla sessantina e dunque era il 1948-49. Io ero interessatissimo a vedere bene quello che facevano la zia e il cuginetto ma c\u2019era un fratello pi\u00f9 grande che mi diceva di non guardare. Scene di presepio vivente si potevano cogliere nell\u2019Italia contadina fino a pochi decenni addietro. Forse in qualche posto si vedono ancora.<br \/>\nA ogni bimbo che nasce \u00e8 il Figlio dell\u2019Uomo che arriva. \u201cQuest\u2019anno Ges\u00f9 bambino \u00e8 nato femmina\u201d disse un mio amico quand\u2019ebbe la prima figlia.<br \/>\n<em>\u201cC\u2019erano in quella regione alcuni pastori che pernottavano all\u2019aperto\u201d<\/em> (Luca 2). Anche dei pastori un poco me ne intendo. Per noi contadini erano come gli zingari e altri raminghi. Malvestiti, lontani da casa, sempre sporchi: \u201cHanno i pidocchi\u201d. E te li attaccavano se non li tenevi a distanza. \u201cSono passati i pastori\u201d. Avevano i cani. Tu neanche ti sognavi di avvicinarti ai loro greggi. Se si accostavano alla tua casa ti parlavano a gridi \u2013 tra l\u2019abbaiare dei cani \u2013 come quando chiamavano le pecore.<br \/>\nI pastori del tempo di Ges\u00f9? Possiamo immaginare quanto pi\u00f9 sporchi e temuti. Non c\u2019erano le vaccinazioni, il ddt, il suffragio universale. Un pastore era il diverso, un\u2019epidemia. Begli amici si fa nostro Signore fin dal primo suo giorno sulla terra.<br \/>\n<em>Il padre e la madre di Ges\u00f9 si stupivano delle cose che si dicevano di lui <\/em>(Luca 2). Ci vuole il gregoriano per dire questo stupore: <em>Et erat pater eius et mater mirantes super his quae dicebantur de illo. <\/em><\/p>\n<p><strong>I suoi occhietti <\/strong><br \/>\n<strong>sprizzavano allegria<\/strong><br \/>\n<em>La stella li precedeva finch\u00e9 giunse e si ferm\u00f2 sopra il luogo dove si trovava il bambino<\/em> (Matteo 2). Una stella, un bambino: Natale. \u201cStella mia\u201d dicono le mamme ai loro bimbi.<br \/>\n<em>Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia<\/em> (Matteo 2). Con il cristianesimo le stelle diventano amiche degli uomini. \u201cDovremmo avere piet\u00e0 anche delle stelle\u201d ha detto qualcuno che non ricordo chi sia ma di certo era un cristiano. Anche qui ho bisogno del gregoriano: <em>Videntes autem stellam gavisi sunt gaudio magno valde<\/em>.<br \/>\n<em>Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre <\/em>(Matteo 2). Abbiamo qui in nuce tutte le \u201cVergini con bambino\u201d delle icone e degli affreschi, dalle catacombe a oggi. Ci vedo anche le mamme con bambino delle anticamere dei pediatri e di altri medici. E quelle che chiedono l\u2019elemosina con il piccino in braccio o a terra, accanto a loro.<br \/>\n<em> Aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra <\/em>(Matteo 2). Mi vengono agli occhi immagini di pittori dove il bambino infila la mano curiosa negli scrigni dei Magi o li accarezza sulla testa. Il pi\u00f9 vivo di questi Ges\u00f9 dei doni \u00e8 stato scolpito da Giovanni Pisano nel pulpito di Pistoia: stringe nelle mani, come a sottrarlo alla Madre, il globo d\u2019oro che il primo dei Magi gli ha appena donato. Ma preferisco immaginare un Ges\u00f9 di pochi mesi che gi\u00e0 riconosce i volti e sorride, senza tutta quella manualit\u00e0 che attir\u00f2 Giovanni \u201csculptore\u201d.<br \/>\nI Magi e tanti altri avranno visto con gioia gli occhi ridenti del piccolo Ges\u00f9. Come in questo racconto di un amico prete che si chiama Mario Albertini: \u201c<em>Questa mattina \u00e8 venuta a trovarmi una giovane signora che ho conosciuto quand\u2019era incinta, assorta allora nella sua attesa, felice adesso per la figlia di pochi mesi. Ha voluto presentarmela; e la bimbetta, quando mi sono chinato su di lei, mi ha fatto una vivace smorfia mentre i suoi occhietti sprizzavano allegria. Non era una smorfia, era un sorriso. Non mi vergogno di dire che mi sono venuti i lucciconi<\/em>\u201d. Ecco io immagino quel sorriso allegro di Ges\u00f9 a ricambio dei doni dei Magi, quando si sono chinati su di lui.<\/p>\n<p><strong>In ogni bimbo rifugiato <\/strong><br \/>\n<strong>si ripete la Fuga in Egitto<\/strong><br \/>\n<em>Giuseppe prese il bambino e sua madre e si rifugi\u00f2 in Egitto<\/em> (Matteo 2). In ogni bimbo rifugiato abbiamo una figura di Ges\u00f9 che fugge in Egitto. Me ne parla nelle sue lettere una famiglia fiorentina (Roberto, Gabriella e Costanza Ugolini) che mi \u00e8 divenuta amica nella Rete e che vive nel Kurdistan turco, al confine con l\u2019Iran, dove si adopera a soccorrere donne afghane che scappano con i figli da mariti talebani e si rifugiano in Iran per poi passare in Turchia e cercare di arrivare in Europa. E noi qui a guardare.<br \/>\n<em>Il bambino cresceva e si fortificava<\/em> (Luca 2). Ges\u00f9 cresce in ogni bimbo che allattiamo e al quale insegniamo a camminare. \u201cQuant\u2019\u00e8 cresciuto il tuo. Il mio non mangia e non cresce\u201d.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno <\/em>22\/2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lectio feriale sui figli e sul Natale Preparo il Natale cercando Ges\u00f9 in ogni bambino che incontro e intanto rileggo i primi due capitoli di Matteo e di Luca e&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/ogni-bimbo-nasce-a-betlemme\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Ogni bimbo nasce a Betlemme<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3100","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3100"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3101,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3100\/revisions\/3101"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}