{"id":3254,"date":"2010-01-13T20:14:30","date_gmt":"2010-01-13T19:14:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3254"},"modified":"2016-08-08T11:43:46","modified_gmt":"2016-08-08T09:43:46","slug":"famiglia-ugolini-%e2%80%9ci-kurdi-ci-invitano-a-farci-musulmani%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/10-coppie-in-missione-come-aquila-e-priscilla\/famiglia-ugolini-%e2%80%9ci-kurdi-ci-invitano-a-farci-musulmani%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Famiglia Ugolini: \u201cI kurdi ci invitano a farci musulmani\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Gabriella, Roberto e Costanza Ugolini \u2013 moglie, marito e figlia \u2013 sono una famiglia di Firenze che dal 2000 vive nell\u2019Est della Turchia, al confine con l\u2019Iran, in mezzo a una popolazione al 99% musulmana. Unici cattolici in quell\u2019immensa regione, realizzano una \u201cpresenza cristiana\u201d che un poco si ispira all\u2019esperienza di Charles de Foucauld. Il racconto che segue l\u2019ho raccolto dalla loro voce il 13 gennaio a Roma, al Bar Douhet della Laurentina, durante uno dei loro rientri in Italia per vedere amici e parenti.<\/p>\n<p><em>Siamo partiti nel maggio del 2000 da Firenze dove abbiamo vissuto e dove io \u2013 Roberto \u2013 ho lavorato per un\u2019industria farmaceutica. Avevamo avuto contatti con la Turchia per una quindicina di anni nei periodi di vacanza e infine quella terra \u00e8 stata un po\u2019 la nostra \u201cvia di Damasco\u201d. Decisivo \u00e8 stato \u2013 per il nostro cammino di famiglia \u2013 il contatto con le persone del posto, nella quotidianit\u00e0, durante quelle vacanze che potevano durare 15 o 20 giorni, in ambienti lontani dalle zone turistiche, che raggiungevamo con un piccolo camper. <\/em><br \/>\n<em>C\u2019era questo desiderio di partire, io mi sono licenziato dalla mia azienda e ora siamo l\u00e0, in collegamento con il Vicariato Apostolico dell\u2019Anatolia che ha un vescovo che si chiama Luciano Padovese. Ci troviamo a 900 chilometri dalla pi\u00f9 vicina chiesa cattolica e a 600 da una siro-ortodossa. <\/em><br \/>\n<em>Viviamo fra i nostri amici turchi, soprattutto i nostri amici kurdi, che sono in maggioranza nella regione e che arrivano a circa 20 milioni nell\u2019insieme della Turchia. Per questo popolo la vita \u00e8 dura e noi \u2013 vivendo in contatto diretto con i pi\u00f9 poveri tra loro \u2013 ci troviamo tante volte a piangere, lo diciamo senza vergogna, quando ragioniamo o siamo spettatori di eventi drammatici, non perch\u00e9 siamo diventati psicolabili, ma perch\u00e9 la realt\u00e0 che ci circonda \u00e8 talmente forte e tanto ci sovrasta da ogni lato che avvertiamo immediatamente la nostra incapacit\u00e0 di porvi rimedio.<\/em><br \/>\n<em>Viviamo la nostra fede condividendola, tutte le domeniche, con dei profughi iraniani convertiti dall\u2019Islam al cristianesimo, che sono protestanti perch\u00e9 hanno incontrato un pastore protestante e negli anni, stando insieme, hanno deciso per il battesimo. Ecco dunque che ci troviamo a vivere il nostro esser cattolici insieme a un gruppo di protestanti, che sono ex musulmani iraniani, e a noi sembra la cosa pi\u00f9 naturale di questo mondo. Prima eravamo una trentina, ora siamo rimasti in 13 o 14 perch\u00e9 alcune famiglie dopo una decina d\u2019anni di permanenza, per cos\u00ec dire \u2018al nero\u2019, nella nostra cittadina che \u00e8 piuttosto piccola, sono riuscite ad avere lo status di rifugiato dall\u2019Alto Commissariato per i Rifugiati e sono riuscite a partire. Il nostro \u00e8 uno stare insieme senza fare discorsi teologici, anche perch\u00e8 nessuno di noi sarebbe all\u2019altezza di farli. Viviamo domenica dopo domenica una liturgia della Parola con loro e cos\u00ec condividiamo la parola di Ges\u00f9 e in qualche modo ci intendiamo. Per quello che mi riguarda, io mi sono rafforzato moltissimo nella mia cattolicit\u00e0 stando con dei protestanti o stando con degli ortodossi in altre zone, perch\u00e9 mi sono reso conto della bellezza e del respiro di un Concilio Vaticano II e anche di quanto manchi agli ortodossi un Concilio come il nostro.<\/em><br \/>\n<em>Abitiamo in un villaggio e abbiamo una casa di terra che esternamente sembra una casa normale, per\u00f2 i muri sono proprio di fango, come tutte le case del villaggio. In quella zona di montagna dove d\u2019inverno fa un gran freddo \u2013 adesso che siamo venuti via c\u2019erano 15 o 20 gradi sottozero, con tantissima neve \u2013 abbiamo scoperto che una casa di terra con la stufa in una sola stanza centrale d\u2019inverno mantiene benissimo il calore, mentre d\u2019estate \u00e8 sempre abbastanza fresca.<\/em><br \/>\n<em>Il rapporto con la popolazione \u00e8 ottimo. E\u2019 stato fondamentale per noi imparare anche il kurdo, oltre al turco. Inoltre io \u2013 Costanza \u2013 sto studiando il persiano perch\u00e9 ci sono anche tanti profughi iraniani che vivono l\u00ec e ora stanno arrivando gli afghani. C\u2019\u00e8 bisogno di stabilire un contatto con questa gente che arriva, che non ha niente e non conosce la lingua locale. E\u2019 per poterli aiutare che stiamo cercando di entrare in queste lingue. <\/em><br \/>\n<em>Noi insegniamo l\u2019inglese in una piccola scuola per bambini che hanno difficolt\u00e0 e che \u00e8 aperta anche ai figli di rifugiati iraniani. Svolgiamo questa attivit\u00e0 di insegnamento anche per entrare in contatto con le famiglie, per stare con loro ed entrare sempre pi\u00f9 nella loro realt\u00e0. In questi anni poi, grazie all\u2019aiuto degli amici italiani, siamo riusciti a realizzare una scuola di tappeti e un\u2019altra di alfabetizzazione per le ragazze, che non vanno a scuola e non sanno leggere e scrivere. <\/em><br \/>\n<em>In questa nostra avventura non ci siamo posti dei limiti, non abbiamo in mente di ritornare in Italia tra un po&#8217; di tempo: per noi ormai la vita \u00e8 questa. Magari non staremo sempre in Turchia, ma sappiamo che ormai la nostra vita anche altrove sar\u00e0 fatta cos\u00ec. Questi dieci anni ci hanno insegnato tante cose, abbiamo imparato a vivere in un altro modo. Ci siamo resi conto che si pu\u00f2 vivere in un altro modo.<\/em><br \/>\n<em>Per far questo ci siamo \u201calleggeriti\u201d. Non abbiamo pi\u00f9 niente a Firenze, abbiamo lasciato la casa dove abitavamo, la macchina e altre cose. Io \u2013 Gabriella \u2013 dico che ora la nostra \u00e8 veramente una vita leggera e certo chi non lo prova non lo pu\u00f2 capire ma noi ci sentiamo liberi e questo in ogni posto dove andiamo: in Turchia abbiamo tanti amici, ma possiamo far casa dappertutto, non abbiamo bisogno di una casa \u201cper noi\u201d perch\u00e9 la casa \u00e8 dove ci sono delle persone che ci accolgono.<\/em><br \/>\n<em>Cos\u00ec \u00e8 la nostra vita di ogni giorno, che ci aiuta a trovare delle strade che ci portano a Lui, alla Parola. Perch\u00e9 \u00e8 talmente pi\u00f9 grande di te questo mondo ed \u00e8 cos\u00ec facile sentirsi schiacciati che a un certo punto ti rendi conto che noi come donne e come uomini, abbiamo un\u2019unica possibilit\u00e0 che \u00e8 quella di rimetterci a Lui e questo diventa cos\u00ec liberante che io \u2013 Roberto \u2013 vorrei tanto poterlo trasmettere a chi occasionalmente mi ascolta. <\/em><br \/>\n<em>Quello in cui viviamo \u00e8 un mondo davvero lontanissimo da quello italiano. Oltre ai pochi cristiani che dicevamo sopra ci sono nella nostra zona anche altri protestanti, una cinquantina di persone che, quando gli chiedi di quale chiesa protestante siano, rispondono: \u201cMah, siamo protestanti!\u201d E a noi va bene cos\u00ec.<\/em><br \/>\n<em>Queste persone sono poverissime, non hanno soldi per curarsi, se si ammalano muoiono ma accettano la vita e la morte con una naturalezza e una semplicit\u00e0 che noi non abbiamo. E\u2019 un altro modo di capire le cose, di apprezzare la vita. Quello che ci colpisce \u00e8 la gioia di queste persone. Se fossimo noi in quelle condizioni chiss\u00e0 come faremmo ad andare avanti, loro invece apprezzano ogni momento di gioia e riescono a essere felici.<\/em><br \/>\n<em>Siamo a zero battesimi, non c\u2019\u00e8 bisogno di dirlo: a zero conversioni. Ogni tanto gli amici kurdi ci dicono: \u201cMa voi che siete delle brave persone perch\u00e9 non diventate musulmani?\u201d Questo ce lo dicono perch\u00e9 per loro si salvano solo i musulmani e loro ci vogliamo bene e vorrebbero che ci si ritrovasse in Paradiso tutti insieme. Rispondiamo: \u201cMa noi crediamo in un Dio che ci salva tutti!\u201d<\/em><br \/>\n<em>Noi cerchiamo di ritornare a un discorso di \u2018fraternit\u00e0\u2019 un poco come l\u2019intendeva Charles de Foucauld che ha scoperto la sua identit\u00e0 di cristiano vivendo in mezzo ai Tuareg come un loro fratello: questa \u00e8 la cosa che conta! Al di l\u00e0 delle fedi che talvolta sono anche aggressive nel modo di imporre il proprio credo agli altri, quella di \u201cessere fratello dell\u2019altro\u201d noi crediamo che sia la risposta pi\u00f9 bella per tutti: essere insieme all\u2019altro, vivere con l\u2019altro e condividere la sua vita.<\/em><\/p>\n<p>Nella sua esperienza turca la famiglia Ugolini ha abitato prima a Urfa, ai confini con la Siria, e poi \u2013 e tutt\u2019ora \u2013 a Edremit, a 18 chilometri da Van, nei pressi della frontiera con l\u2019Iran. La loro casa \u00e8 in un quartiere popolare di Edremit che si trova a millesettecento metri di altezza, con una popolazione di pastori, donne analfabete che tessono ai telai, bambini che lavorano. \u00abDal punto di vista di un occidentale\u00bb dice Roberto \u00abnoi non facciamo nulla: lezioni di inglese ai bambini, ogni tipo di aiuto a chi ce lo chiede. Ma anche loro aiutano noi, tutti i giorni. Quando ci chiedono perch\u00e9 siamo venuti e noi rispondiamo: \u201cperch\u00e9 ci piace stare con voi\u201d, quelli di qui capiscono benissimo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ho saputo della famiglia Ugolini dal fascicolo 12\/2009 di KOINONIA, piccola e vivace rivista pistoiese. Ho fatto ricerche in Internet e ho scoperto che la narrazione pi\u00f9 completa della loro esperienza \u00e8 nel volumetto pubblicato dall\u2019editrice Meridiana di Firenze nel 2005: Roberto Ugolini, <em>Cinque anni nella Turchia dell\u2019Est<\/em>. Il volume ha avuto una seconda edizione nel 2011 con il titolo &#8220;Via dello stupore. Dieci anni nella Turchia dell&#8217;Est&#8221;, Editore Pardes <\/strong><\/p>\n<p><strong>[Gennaio 2010 &#8211; aggiornamento luglio 2016]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gabriella, Roberto e Costanza Ugolini \u2013 moglie, marito e figlia \u2013 sono una famiglia di Firenze che dal 2000 vive nell\u2019Est della Turchia, al confine con l\u2019Iran, in mezzo a&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/10-coppie-in-missione-come-aquila-e-priscilla\/famiglia-ugolini-%e2%80%9ci-kurdi-ci-invitano-a-farci-musulmani%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Famiglia Ugolini: \u201cI kurdi ci invitano a farci musulmani\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2114,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3254","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3254"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18439,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3254\/revisions\/18439"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2114"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}