{"id":3465,"date":"2010-02-05T21:48:14","date_gmt":"2010-02-05T20:48:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3465"},"modified":"2010-02-13T09:38:09","modified_gmt":"2010-02-13T08:38:09","slug":"silvio-di-igor-man-%e2%80%9cgesu-bussa-ma-non-ho-la-faccia-di-guardarlo%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/14-dalla-droga-dall%e2%80%99aids-dalla-strada-e-da-ogni-male\/silvio-di-igor-man-%e2%80%9cgesu-bussa-ma-non-ho-la-faccia-di-guardarlo%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Silvio di Igor Man: \u201cGes\u00f9 bussa ma non ho la faccia di guardarlo\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono \u201cfatti di Vangelo\u201d che sfuggono a ogni tentativo di approfondimento ma li devi raccontare lo stesso perch\u00e9 sai che sono veri e rari. E\u2019 il caso di Silvio D.M. \u2013 un convertito sulla strada della droga e dell\u2019Aids \u2013 narrato da Igor Man in un articolo sul quale ho molto lavorato ma che non sono riuscito a completare: neanche il cognome per esteso ho potuto rintracciare.\u00a0 Lo riporto con le parole di Man e poi dico che ne \u00e8 stato della mia indagine.<br \/>\nSilvio D.M. \u00e8 \u201cun ragazzo di vita colto dalla morte il 25 di marzo del 1998 a 38 anni\u201d: cos\u00ec lo presenta Igor Man in un articolo pubblicato da <em>La Stampa<\/em> di Torino il 10 aprile del 1998, che era Venerd\u00ec Santo, con il titolo: \u201cIl ragazzo che parlava a Ges\u00f9\u201d.<\/p>\n<p><em>La prima pera a 17 anni, poi il percorso miserabile del pusher per garantirsi la dose, successivamente lo scippo, persino il furto, infine il carcere. Un inferno meschino sferruzzato di bugie (ai genitori, alla ragazza, agli amici), di umiliazioni, di ributtante pena fisica eccetera. Finch\u00e9 un giorno Silvio non si sente dire dal solito passante infastidito dalla petulanza del drogato, invece dell\u2019abituale: ma va\u2019 a lavorare, un altrettanto sdegnato: ma va\u2019 a pregare.<\/em><br \/>\n<em>Silvio ha dimenticato come si fa a pregare: non ha pi\u00f9 messo piede in una chiesa da quando era un pulito fanciullo di 17 anni, ma quel \u201cva\u2019 a pregare\u201d ha su di lui l\u2019effetto di \u201cuna scarica di calci nel culo\u201d, che lo spingono a varcare la soglia d\u2019una chiesa. E\u2019 una sfatta giornata di scirocco, ma nella chiesa trova il ristoro della frescura antica. E un prete trova, e gli dice tutto e quello, il prete, gli spiega che nel Vangelo di Luca \u00e8 scritto: \u201cSignore, insegnaci a pregare\u201d, e questo vale per tutti.<\/em><br \/>\n<em>Cerca di parlare con lui, forse ti aiuter\u00e0, disse il prete. Lui chi? \u00c8 semplice: Ges\u00f9. Ma io non so da dove cominciare, disse Silvio. \u00c8 pi\u00f9 facile di quanto tu non possa credere. Provaci, disse il prete. Uscito dalla chiesa, Silvio decise di disintossicarsi, subito entrando nella comunit\u00e0 \u201cRinnovamento dello Spirito\u201d di Brescia (&#8230;). Il vec-chio cronista che racconta questa storia vera non sa come si faccia a parlare con Ges\u00f9, tuttavia lo consola immaginare che Silvio ci sia riuscito. <\/em><br \/>\n<em>La felicit\u00e0 della guerra contro la droga \u00e8 breve perch\u00e9 arriva, subitanea, la \u201cconclamazione della malattia\u201d: l\u2019Aids, indomabile peste del nostro Secolo Breve. Silvio, disperato, torna nella chiesa dove preg\u00f2 e da l\u00ec entra nell\u2019Oratorio salesiano di via Appia, a Roma. A quei giovani volontari dice che vorrebbe aiutarli. Per\u00f2, spiega, io ho poco da vivere, un anno, otto mesi, forse di meno: l\u2019Aids mi sta divorando e, poi (ecco la domanda pi\u00f9 difficile), pu\u00f2 un malato di Aids lavorare come volontario salesiano? Certo che pu\u00f2, gli rispondono Nicola e Franchino e Daniele e Katia, benvenuto fra noi.<\/em><br \/>\n<em>Silvio ha lavorato per i cosiddetti emarginati fin quando \u2013 e come \u2013 ha potuto. Poi \u00e8 entrato in quel reparto dell\u2019ospedale Spallanzani dal quale non si esce vivi (&#8230;). Un mese prima della sua fine fisica, Silvio ha scritto ai suoi giovani amici dell\u2019oratorio. Una lettera-testamento. \u201cCaro Nicola e compagni, vi ringrazio per 1\u2019amicizia e l\u2019amore che gratuitamente mi date. Indosso il bel pigiama con le mongolfiere (che mi avete regalato) e spero che un giorno mi portino lass\u00f9, dove l\u2019aria \u00e8 pi\u00f9 pulita (&#8230;). Ges\u00f9 bussa alla mia porta ma non ho la faccia di guardarlo negli occhi (&#8230;). Mi piaceva fare il cinico e quando pensavo al momento che non ce l\u2019avrei fatta pi\u00f9 mi dicevo: tanto prima o poi morir\u00f2 nel cesso di un bar (&#8230;). O Signore non son degno di partecipare alla tua mensa ma di\u2019 soltanto una parola e io sar\u00f2 salvato. Queste parole mi sono sempre piaciute e mi danno l\u2019idea esatta di tutta la misericordia del nostro Dio. Un grosso ciao da Silvio\u201d.<\/em><br \/>\n<em>Un mese dopo la lettera-testamento, il volontario salesiano Luca arriva allo Spallanzani con una busta di fotografie scattate insieme con Silvio. Luca \u00e8 triste, tristi sono gli altri volontari e lui, il condannato a morte: ma perch\u00e9 siete cos\u00ec seri, perch\u00e9 non sorridete? Su ragazzi, la vita \u00e8 bella, siate lieti di viverla. Cos\u00ec Nicola racconta il passaggio dalla vita alla morte di Silvio. Erano vicini al suo letto, Nicola e gli altri compagni dell\u2019Oratorio quando, di colpo, con poca voce, Silvio: spegnete la tv, dice. Poi, recitiamo l\u2019Ave Maria, implora, recitiamola insieme, vi prego. La preghiera durer\u00e0 un lunghissimo quarto d\u2019ora giacch\u00e9 il condannato a morte stenta a dire le care parole eterne che da bambino ripeteva con sua madre. Amen, sospirer\u00e0 infine Silvio. E sar\u00e0 questa la sua ultima parola da vivo. <\/em><br \/>\n(Da un articolo di Igor Man sul quotidiano <em>La Stampa<\/em> di Torino del 10 aprile 1998)<\/p>\n<p>Igor Man \u00e8 morto il 18 dicembre 2009 a 87 anni e la storia di Silvio D.M. mi \u00e8 capitata tra le mani quand\u2019egli non c\u2019era pi\u00f9 e non potevo chiedergli informazioni aggiuntive. L\u2019avevo visto l\u2019ultima volta il 1\u00b0 novembre alla Trinit\u00e0 dei Pellegrini e ci eravamo stretti la mano dicendo a una voce: \u201cAnche tu qui?\u201d Di suo Igor Man si chiamava Isidoro Manzella. Lo pseudonimo e la fisionomia a qualcuno lo facevano credere arabo e agli arabi doveva essere imparentato in origine, essendo nato a Catania da padre siciliano e da madre russa. Era un cristiano serio e frequentava con impegno i meeting interreligiosi della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio.<br \/>\nLa notizia della morte di Igor ha richiamato la storia di Silvio D.M. al mio amico Adriano Nicolussi che me l\u2019ha segnalata. Siccome a suo tempo quell\u2019articolo era stato riprodotto dal <em>Bollettino salesiano<\/em> mi sono rivolto all\u2019attuale direttore, Giancarlo Manieri, che mi ha messo in contatto con suor Carmen Dell\u2019Acqua che conobbe Silvio nella fase dell\u2019ospedale, essendo lei \u2013 allora \u2013 impegnata nell\u2019Oratorio delle Figlie di Maria Ausiliatrice di via Appia Nuova 171 con il quale egli era entrato in contatto. Suor Carmen mi ha parlato delle sue visite a Silvio in ospedale, confermando le informazioni fornite da Igor Man ma confessando di non averne mai conosciuto il cognome ed esprimendo l\u2019opinione che non l\u2019abbiano conosciuto neanche i volontari che andavano come lei a visitarlo, nessuno dei quali frequenta pi\u00f9 quell\u2019Oratorio. \u201cEra molto sofferente \u2013 mi dice \u2013 ma era in pace ed era riuscito ad accettare la prospettiva della morte\u201d.<\/p>\n<p><strong>[Gennaio 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono \u201cfatti di Vangelo\u201d che sfuggono a ogni tentativo di approfondimento ma li devi raccontare lo stesso perch\u00e9 sai che sono veri e rari. 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