{"id":3540,"date":"2010-02-15T22:07:56","date_gmt":"2010-02-15T21:07:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3540"},"modified":"2010-02-15T22:07:56","modified_gmt":"2010-02-15T21:07:56","slug":"gloria-e-il-samaritano-che-saliva-da-trieste-a-udine","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/21-parabole\/gloria-e-il-samaritano-che-saliva-da-trieste-a-udine\/","title":{"rendered":"Gloria e il samaritano che saliva da Trieste a Udine"},"content":{"rendered":"<p>La parabola del samaritano che si ferma a soccorrere chi giace mezzo morto sul ciglio della strada la puoi vivere oggi sull\u2019autostrada, poniamo sulla Trieste-Udine, una sera d\u2019inverno. E ti pu\u00f2 capitare di non sapere il nome di colei che ti si \u00e8 fatta prossimo.<\/p>\n<p><em>Gloria Pelizzo, chirurgo d\u2019avanguardia, sta tornando a casa sua, sulle colline udinesi, dove l\u2019aspettano marito e figli. Alla fine di un\u2019altra giornata stressante trascorsa in sala operatoria, non vede l\u2019ora di arrivare. Superato un furgone dell\u2019Aci, all\u2019improvviso la sua auto non risponde pi\u00f9 ai comandi: in un attimo, a centotrenta all\u2019ora, viene proiettata sul muro di contenimento del costone carsico che la respinge poi sul gard-rail opposto.<\/em><br \/>\n<em> \u00abQui finisco arrosto\u00bb, racconta di aver pensato Gloria, che, con la lucidit\u00e0 che le consente il mestiere e una buona dose di sangue freddo, capisce subito di esser restata viva per miracolo. Invece no, niente arrosto per stavolta, grazie anche all\u2019immediato intervento dell\u2019efficientissimo personale dell\u2019Aci. Ma questo \u00e8 solo il primo dei miracoli, in questa storia, e non il pi\u00f9 grande. <\/em><br \/>\n<em>Ci vorranno quattro ore prima che Gloria possa esser liberata dalle lamiere. Per tutto questo tempo, una ragazza le sta vicino: le dice parole di conforto, le asciuga il sangue lavandole il viso e le mani, poi, una volta che Gloria si rimette in piedi le dice: \u00abTi porto a casa io, tanto sono di strada\u00bb. \u00abEra una ragazza sui 20-25 anni, vestita come ne vedi tante al supermercato o sui gradini dell\u2019universit\u00e0, jeans e scarponi grossi, guidava sicura un\u2019auto del tutto scassata\u00bb, ricorda Gloria.<\/em><br \/>\n<em> \u00abStordita com\u2019ero, ferita, gelata, scarpe e abiti a pezzi, ho creduto in un primo tempo che fosse una dipendente dell\u2019Aci\u00bb. Ma poi, arrivata, 90 chilometri dopo, al cancello di casa, scopre che non \u00e8 cos\u00ec: \u00abEro solo una che passava e ha visto il tuo incidente\u00bb, confessa la ragazza che (ormai Gloria ne \u00e8 certa) non era affatto \u2018di strada\u2019. Solo il tempo di chiederle: ma perch\u00e9 hai fatto tutto questo per una sconosciuta come me? \u00abPerch\u00e9, risponde la ragazza prima di sparire nel buio della notte, \u2018il bene torna indietro\u2019\u00bb. \u00c8 un vecchio proverbio popolare locale che vuol dire \u201cil bene che si fa, ti viene prima o poi restituito\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Questa parabola autostradale \u00e8 narrata da <em>Avvenire<\/em> del 2 febbraio 2010 in seconda pagina, a firma Gabriella Sartori. <\/strong><br \/>\n<strong>[Febbraio 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parabola del samaritano che si ferma a soccorrere chi giace mezzo morto sul ciglio della strada la puoi vivere oggi sull\u2019autostrada, poniamo sulla Trieste-Udine, una sera d\u2019inverno. 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