{"id":3556,"date":"2010-02-16T10:26:54","date_gmt":"2010-02-16T09:26:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3556"},"modified":"2010-02-17T00:51:09","modified_gmt":"2010-02-16T23:51:09","slug":"%e2%80%9cora-sono-in-pensione-%e2%80%93-anzi-in-albergo%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/benvenuti-nel-sito\/%e2%80%9cora-sono-in-pensione-%e2%80%93-anzi-in-albergo%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Ora sono in pensione \u2013 anzi: in albergo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Due o tre consigli a chi si ritira dal lavoro<\/strong><br \/>\nE\u2019 un anno che sono in pensione dal <em>Corriere della Sera<\/em> e forse \u00e8 il momento per una riflessione. Il cambiamento \u00e8 stato frastornante ma infine mi pare di poter dire che sono contento della nuova condizione.<br \/>\nEra a questo che miravo. \u201cCerco pensionati felici\u201d scrivevo pi\u00f9 di dieci anni a pagina 33 del libretto <em>Io non mi vergogno del Vangelo<\/em> (EDB 1999) dal quale \u00e8 nata questa rubrica che ne ripete il titolo. Mi interrogavo sulla mia capacit\u00e0 di restare fedele a questa idea \u201cquando sar\u00e0 il momento\u201d. Ora posso sciogliere la riserva: sto meglio di prima anche se non ho avuto \u2013 come chiedevo \u2013 un contratto di collaborazione con il <em>Corriere della Sera<\/em>. All\u2019attivo ci sono voci pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p><strong>Se potevo scegliere <\/strong><br \/>\n<strong>restavo al lavoro <\/strong><br \/>\nSono contento di non aver dovuto scegliere: il pensionamento ai 65 anni per i giornalisti del <em>Corriere<\/em> \u00e8 automatico e questo automatismo mi ha liberato dall\u2019ansia della decisione. Fosse dipeso da me \u00e8 verosimile che sarei restato: tre dei cinque figli ancora non sono autosufficienti e la pi\u00f9 giovane non \u00e8 maggiorenne. La crisi economica mondiale fa ballare i lavori degli altri due e in questo momento uno come me non pu\u00f2 aspirare ad avere collaborazioni garantite: il calo della pubblicit\u00e0 ha costretto le aziende giornalistiche a tagliare.<br \/>\nMi \u00e8 dunque chiaro che se avessi potuto scegliere sarei restato al lavoro. E sarebbe continuata quella vita di trincea che infine mi era venuta a uggia. Da qui viene un consiglio a chi deve prendere delle decisioni: per quanto \u00e8 possibile conviene optare per meccanismi, contratti, inquadramenti e scivoli che prevedano un\u2019uscita automatica dal lavoro. Si scansano patemi e ci si butta, un po\u2019 come al mare quando l\u2019acqua \u00e8 fredda.<br \/>\nContinuo con le conferenze, il blog, i libri e la collaborazione a riviste. Il blog mi fa compagnia in questa traversata dal vecchio al nuovo: scrivendo un post al giorno ho l\u2019impressione di esserci ancora da qualche parte. E\u2019 incredibile lo spaesamento che ti provoca non avere pi\u00f9 le ore pressate e non avere il pezzo in pagina la mattina dopo, come avveniva da 33 anni.<br \/>\nPer almeno sei mesi ho continuato a sfogliare i giornali con il timore dei \u201cbuchi\u201d. Che titolo avr\u00e0 la concorrenza, come avranno interpretato, che rilievo avranno dato a quella dichiarazione allusiva. Non correvo pi\u00f9 dietro alle notizie ma la mia mente continuava a puntarle. Anche adesso quando vedo la <em>Repubblica<\/em> con un titolone sul papa o sui \u201cvescovi\u201d mi viene caldo.<br \/>\nLa nuova condizione ha vantaggi chiari. Lungo il 2009 ho tenuto 59 conferenze contro le 27 del 2008: e questa \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 soddisfacente tra quante ne svolgo. Ho potuto prepararle meglio. Andando nei luoghi mi sono fermato qualche ora in pi\u00f9 per vedere il paesaggio, o salutare un amico. Fin dalle prime settimane ho passato una mattinata in Santa Maria delle Grazie a Milano e un\u2019altra nel Duomo di Molfetta. Non avevo fretta, non suonava il cellulare, stavo come in paradiso.<\/p>\n<p><strong>Posso seguire un pensiero <\/strong><br \/>\n<strong>per una giornata<\/strong><br \/>\nOra posso seguire un pensiero per una giornata. A casa ceniamo alle 20,30 invece che alle 21,30: avendo una moglie milanese questo \u00e8 un punto sensibile. Non arrivo in ritardo quando sono invitato a cena. Potrei occuparmi di pi\u00f9 dei nipotini che mi chiamano <em>Gigi nonno<\/em>, ma su questo ne ho da fare di strada.<br \/>\nFaccio la spesa, vado a comprare i giornali e preparo il pranzo. Molti mi chiamano per conferenze mentre pulisco l\u2019insalata. Ho appeso un foglio al frigorifero con gli impegni gi\u00e0 presi e ci butto un occhio prima di rispondere in viva voce se posso essere a Milano \u201cvenerd\u00ec 17\u201d.<br \/>\nMi viene meglio la ginnastica da camera. Ora faccio mezz\u2019ora di cyclette invece di un quarto d\u2019ora e anche il patetico stretching che eseguo appoggiato al davanzale della finestra mi riesce meglio, per non dire delle magnifiche 100 \u201ctorsioni del falciatore\u201d come le chiamo io che le ho inventate. La pressione ci guadagna.<br \/>\nRispondendo al mio messaggio che segnalava il cambio dell\u2019indirizzo di posta elettronica, un collega spiritoso motteggiava: \u201cSignifica che siamo andati in pensione, volevo dire in albergo?\u201d Dico la verit\u00e0: mi pare di stare in albergo.<\/p>\n<p><strong>Dal giornale pi\u00f9 diffuso <\/strong><br \/>\n<strong>a quello meno diffuso<\/strong><br \/>\nUn altro collega \u2013 gi\u00e0 in pensione \u2013 mi ha scritto: \u201cOra siamo liberi professionisti\u201d. Certo non tutti hanno la fortuna dei giornalisti con una firma riconoscibile, che gli permette di collaborare qua e l\u00e0 e di fare \u2013 da pensionati \u2013 una libera professione. Ma io penso che propenderei per un bilancio positivo anche se domani dovesse sfumare ogni possibilit\u00e0 di collaborazione e mi ritrovassi con l\u2019unico vantaggio di guardare il cielo che si vede dalla finestra del corridoio.<br \/>\nPer il <em>Corsera<\/em> ho scritto una dozzina di articoli in un anno e neanche li hanno pubblicati tutti. \u201cCi teniamo molto alla presenza della tua firma\u201d: meno male, dico io. C\u2019\u00e8 la crisi e li capisco. Forse ho sbagliato a compiere i 65 anni proprio ora. Ma c\u2019\u00e8 anche il fatto che non sono spendibile sul fronte del giornalismo gridato e che non appartengo a nessuna cordata.<br \/>\nNei momenti di lucidit\u00e0 mi dico che questa crisi \u00e8 una fortuna per il mio equilibrio emotivo: non oso immaginare come mi sentirei con quei dodici articoli se non ci fosse la scusa coprente del taglio delle collaborazioni. Immagino infatti che un pirla come me l\u2019avrebbero comunque tagliato.<br \/>\nCollaboro con il quotidiano <em>Liberal<\/em> diretto da Ferdinando Adornato e imparentato all\u2019UDC. E\u2019 leggermente a destra rispetto alla mia posizione che \u00e8 di centrosinistra pallido, ma l\u2019abitudine alle \u201ctorsioni del falciatore\u201d \u2013 che dicevo sopra \u2013 mi permette di arrivarci senza strappi. Diciamo che i colleghi di <em>Liberal<\/em> festeggiano l\u2019uscita di Rutelli dal PD e tifano perch\u00e9 esca la Binetti, mentre io mi sono dispiaciuto per quell\u2019uscita e incrocio le dita perch\u00e9 non escano altri: la vicinanza la vedi nel fatto che sia io sia loro abbiamo Rutelli e la Binetti in cima ai nostri pensieri.<br \/>\nPer la scrittura la collaborazione al quotidiano di Adornato \u00e8 un lavoro felice: non sto sulla graticola e posso dare uno svolgimento sereno a un tema che scelgo io. Gli amici dicono che sono i miei articoli pi\u00f9 leggibili e anche mia moglie la pensa cos\u00ec. Ma resta il fatto che sono passato in un colpo solo dal quotidiano pi\u00f9 diffuso a quello meno diffuso.<br \/>\nMi esercito a guardare avanti e sono curioso del domani. Provo a restare senza paura davanti al mistero. Il segreto \u00e8 di riuscirvi ogni volta per un secondo in pi\u00f9.<br \/>\n\u201cContinuo ad allenarmi tre ore al giorno. Non credo a questo fenomeno della vecchiaia\u201d: ho sentito Philippe Petit, funambolo francese di 59 anni, parlare cos\u00ec una sera dello scorso dicembre, ospite di Fabio Fazio. Condivido l\u2019opinione di Philippe: ho sei anni pi\u00f9 di lui e passo met\u00e0 della giornata a fare progetti. Forse sono anch\u2019io un funambulo.<\/p>\n<p><strong>Mi apparento <\/strong><br \/>\n<strong>al venditore di campanacci<\/strong><br \/>\nNon ho al momento la fissazione del tempo che fugge irreparabile e del mondo che cambia e non lo riconosci. Per la via romana di Santa Maria Maggiore \u2013 dove abito \u2013 proprio ora che scrivo un tale annuncia con un megafono: \u201cE\u2019 arrivato l\u2019arrotino\u201d. Ieri era la volta del venditore di campanacci: una volta al mese passa sotto la mia finestra un omino con un sacco in spalla e grappoli di campanacci per mucche alle due mani. Ogni volta mi affaccio per vedere la mandria e resto alla finestra finch\u00e8 l\u2019omino non gira l\u2019angolo di via Urbana. Ieri era attratto dalle scritte in arabo che sono sulla porta del venditore di Kebab.<br \/>\nAbbiamo gi\u00e0 da quattro anni, in questa via, le fibre ottiche che permettono il miglior collegamento a internet e abbiamo ancora il venditore di campanacci. Le costellazioni si succedono con sufficiente lentezza perch\u00e9 io impari le nuove nomenclature. Oltre che al funambulo mi apparento al venditore di campanacci.<br \/>\n\u201cSiamo dei sopravvissuti\u201d mi dice un amico pessimista al quale parlo con fervore delle opportunit\u00e0 della blogsfera: \u201cNon ti accorgi che al nostro mondo non bada pi\u00f9 nessuno?\u201d Ma io non vedo nero. Mi avvedo s\u00ec che il cristianesimo ricevuto \u00e8 buttato da un lato e in fretta dai giovani ma so che non l\u2019hanno conosciuto: era troppo avvolto in paramenti e precetti e non siamo stati capaci di provocare un vero contatto. Forse non l\u2019amavamo abbastanza.<br \/>\nAncora saremmo in grado di far conoscere il Vangelo a tutti, se ci concentrassimo su questo. Ma pensiamo ad altro. La politica ci dilania. Invece di tenere fermo il cuore al Regno che viene ci tormenta la domanda se il cristiano debba stare a destra o a sinistra.<br \/>\nCredo che tra poco il Vangelo suoner\u00e0 come notizia nuova ai nostri figli e nipoti. E quando risulter\u00e0 nuova torner\u00e0 a infiammarli. Confido di arrivare a vederne dei segni e sto attento ai battesimi degli adulti. Mi adopero a qualche preparativo: la forma conviviale della proposta evangelica e la pedagogia testimoniale attraverso la narrazione dei \u201cfatti di Vangelo\u201d. A queste mi dedico a tempo pieno, felice dell\u2019efficacia della Rete per cercare storie e stabilire contatti.<\/p>\n<p><strong>Metto a frutto l\u2019arte appresa <\/strong><br \/>\n<strong>nella Babilonia delle genti<\/strong><br \/>\n\u201cPizza e Vangelo\u201d \u00e8 un\u2019esperienza di lettura familiare del Vangelo di Luca aperta ai figli e agli amici che dura ormai da sette anni e che timidamente propongo in giro come modalit\u00e0 non ecclesiastica e conviviale di presentazione della figura di Ges\u00f9, perch\u00e9 il suo messaggio possa tornare a essere amato dalla nuova generazione. Ne ho gi\u00e0 parlato in questa rubrica.<br \/>\nI \u201cfatti di Vangelo\u201d sono le testimonianze cristiane pi\u00f9 radicali e trasparenti che mi adopero a narrare in una pagina del blog intitolata \u201cCerco fatti di Vangelo\u201d. Cos\u00ec metto a frutto l\u2019arte di scovare e narrare storie che ho coltivato per decenni in quella \u201cBabilonia delle genti\u201d che sono i media commerciali.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>da <em>IL REGNO<\/em> 2\/2010<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due o tre consigli a chi si ritira dal lavoro E\u2019 un anno che sono in pensione dal Corriere della Sera e forse \u00e8 il momento per una riflessione. Il&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/benvenuti-nel-sito\/%e2%80%9cora-sono-in-pensione-%e2%80%93-anzi-in-albergo%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Ora sono in pensione \u2013 anzi: in albergo<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":108,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3556","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3556","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3556"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3556\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3573,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3556\/revisions\/3573"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/108"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3556"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}