{"id":3559,"date":"2010-02-16T10:30:53","date_gmt":"2010-02-16T09:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3559"},"modified":"2011-09-15T16:42:48","modified_gmt":"2011-09-15T14:42:48","slug":"stanislao-loffreda-%c2%abnella-vecchiaia-non-abbandonarmi-%c2%bb","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/6-una-razza-di-longevi\/stanislao-loffreda-%c2%abnella-vecchiaia-non-abbandonarmi-%c2%bb\/","title":{"rendered":"Stanislao Loffreda: \u00abNella vecchiaia non abbandonarmi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Il padre francescano Stanislao Loffreda \u2013 Lao per gli amici \u2013 ormai posso dire che lo conosco bene: l\u2019ho intervistato per telefono nei giorni di Natale del 1996 e l\u2019ho \u201crisentito\u201d per e-mail tredici anni dopo, per chiedergli che ne era del tumore che un tempo l\u2019assediava e quale fosse il sentimento di s\u00e9 ora che i suoi anni si avvicinano agli ottanta. In ambedue i casi mi ha risposto con parole di ottimo sapore francescano. Riporto prima l\u2019intervista e poi la e-mail di aggiornamento.<\/p>\n<p><em>Stanislao Loffreda \u00e8 malato: ha un tumore, anzi l\u2019aveva e teme che possa tornare. A essere precisi, pensa che possa tornare ma non \u00abteme\u00bb, cio\u00e8 non ha paura. E\u2019 sereno. Dice d\u2019aver ricevuto come un dono questa serenit\u00e0 che non era sua e d\u2019averla avuta per contagio, da una suora egiziana che incontr\u00f2 quand\u2019era ricoverato. <\/em><br \/>\n<em>Stanislao \u00e8 un padre francescano che vive a Gerusalemme da 36 anni e io lo invidio perch\u00e8 la sua casa \u00e8 sulla \u00abVia dolorosa\u00bb, presso lo Studio Biblico dei Frati Minori. Pochi luoghi al mondo possono fare pi\u00f9 compagnia a un cristiano di quella via che Ges\u00f9 fece con la croce sulle spalle. Ecco la telefonata con cui gli ho fatto gli auguri di Natale. E approfitto di questa occasione per dire che \u00e8 bello prendere il telefono e chiamare qualcuno che sta a Gerusalemme. <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Padre Stanislao buon giorno, sono Accattoli e volevo ringraziarti per la lettera che mi hai mandato.<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abNiente, sono anzi io che ringrazio te per quel libro che hai scritto,\u201cCerco fatti di Vangelo\u201d. E\u2019 un libro che mi ha dissetato: \u201cAvevo sete e mi avete dato da bere\u201d. Anch\u2019io mi ritrovo fra quelle tue righe a cantare le meraviglie del Signore insieme a tanti fratelli segnati dal dolore e che hanno nella carne il \u201cresponsum mortis\u201d, la sentenza di morte. Anche a me hanno trovato un tumore\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Di che si tratta, me lo puoi dire?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abUn tumore al colon\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Come quello del Papa&#8230;<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abNon proprio, il mio era maligno e con metastasi plurime. Ma grazie a Dio le ultime analisi, a un anno di distanza, dicono che al momento \u00e8 fermo\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Per il resto come stai? Lavori?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abSto bene. Quando \u00e8 suonato il telefono ero a innaffiare il giardino\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Che lavoro stai facendo? Tu sei archeologo, vero?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abS\u00ec, prima ho fatto studi biblici, poi mi sono specializzato in archeologia a Chicago. Sto sistemando i reperti archelogici di Cafarnao, quelli del cantiere della \u201ccasa di Pietro\u201d\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Come stai dentro? <\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abSereno. Lascio ai medici il compito di allungarmi la vita o&#8230; le gambe. Non faccio tragedie e questo mio atteggiamento \u00e8 stato contagioso. Lo dimostra una frase innocente che mi ha rivolto un nipotino di quattro anni nel darmi il buon viaggio: \u201cZio, ti voglio bene anche se muori\u201d. Ci ho riso un mondo\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>E\u2019 bello quello che mi dici. Te l\u2019aspettavi questa serenit\u00e0?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abNient\u2019affatto. E\u2019 una sorpresa. Ho fatto cinquanta giorni all\u2019ospedale italiano di Haifa scrivendo poesie. Quei cinquanta giorni sono stati davvero una Pentecoste per me e ancora non riesco a capire fino in fondo la trasformazione operata in me dalla Grazia. Ripeto spesso al Signore: \u201cAndiamoci piano con questi voli mistici perch\u00e8 in vita mia sono stato sempre un uccello da pagliaio (una gallina, un\u2019oca) e mai un\u2019aquila. Non vorrei andarci di muso duro proprio ora che sto all\u2019ite missa est\u201d\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Mi mandi una di quelle poesie?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abNo, non te la mando. Come poesie non valgono niente. Io non sono mica matto da una parte sola!\u00bb<\/em><br \/>\n<strong><em>Hai paura di perdere quella serenit\u00e0 che dicevi?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abChiedo al Signore che me la mantenga. Una cosa \u00e8 pacifica: essa non \u00e8 stata una mia conquista ma un suo dono\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Qualcuno ti ha aiutato a scoprirlo, questo dono?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abS\u00ec, una suorina egiziana che incontrai in quell&#8217;ospedale: suor Bernardetta Nagib. Il buon Dio mi ha contagiato attraverso di lei, attaccandomi la sua serenit\u00e0. Anche lei era ricoverata per un tumore, di cui poi \u00e8 morta e passava il tempo a ricamare. Un giorno le dissi: \u201cQuella tua serenit\u00e0 \u00e8 fatalismo orientale. Perch\u00e8 ridi sempre?\u201d Essa mi rispose con un sorriso ancora pi\u00f9 aperto e \u2013 alla mia domanda su che cosa dovessi fare per essere sereno come lei \u2013 mi disse: \u201cNiente. Fai il morto nelle braccia di Ges\u00f9 e starai sempre a galla\u201d\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Funziona?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abFare il morto! Mi esercito a farlo il pi\u00f9 a lungo possibile. Quando suor Bernardetta mi vide con gli occhi lucidi, mi fece un altro sorriso quasi per dirmi: queste cose tu sacerdote le sai meglio di me, povera cuoca! Tornato in camera meditai a lungo su quella rispostina del vecchio catechismo che suona cos\u00ec: \u201cDio ha cura e provvidenza delle cose create e le conserva e le dirige tutte al proprio fine con potenza, sapienza e bont\u00e0 infinita\u201d\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Come guardi al domani?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abMi piacerebbe portare a termine il lavoro di Cafarnao. Ma sono pronto anche a lasciarlo. Dicono che noi, malati di tumore, moriamo con gli occhi aperti, coscienti cio\u00e8 fino all&#8217;ultimo momento. Anche questa \u00e8 una grazia\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Sono parole coraggiose&#8230;<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abIl Signore \u00e8 vicino a tutti gli ammalati e vuole comunicare la sua pace a tutti gli uomini. Cerco di tenermi a questo. E credo che non vi sia persona al mondo che non trattenga il fiato ogni volta che vede qualcuno che affronta con serenit\u00e0 la sua ora. Non siamo spavaldi, noi cristiani, quando parliamo con speranza della morte, ma umili e sereni testimoni della risurrezione di Ges\u00f9\u00bb.<\/em><br \/>\n<strong><em>Tutto qui?<\/em><\/strong><br \/>\n<em>\u00abTutto qui\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ripresa in mano quell\u2019intervista dopo tanti anni mi sono chiesto se il padre Stanislao fosse ancora nella Gerusalemme terrena o fosse passato a quella celeste. Ho posto la domanda al padre Claudio Bottini, decano dello Studio biblico, che mi ha dato l\u2019indirizzo e-mail del confratello. Cos\u00ec il padre Stanislao ha risposto alla mia domanda di un aggiornamento:<\/p>\n<p><em> Caro Luigi, a distanza di tanti anni ti ricordo con grande stima e rispondo subito alla tua e-mail. Se ben ricordo, ti dissi che i 50 giorni passati all\u2019ospedale italiano di Caifa nel 1995 per un tumore maligno, fu per me una vera pentecoste. Ora ho 78 anni e rotti, ma ancora mi accompagna il ricordo di quella suora francescana egiziana (RIP) la quale mi disse che nella vita bisogna \u201cfare il morto\u201d nelle braccia del buon Dio per stare a\u00a0 galla.<\/em><br \/>\n<em>Da un pezzo non faccio pi\u00f9 le chemioterapie contro il tumore e per fortuna non le debbo fare neppure contro la vecchiaia&#8230; Vivo sereno e alle mie preghiere ho aggiunto un versetto preso dal Salmo 70: \u201c<\/em>Non gettarmi via nel tempo della vecchiaia, \/ non abbandonarmi quando declinano le mie forze<em>\u201d.<\/em><br \/>\n<em>Credo fermamente nel Salmista quando afferma che il buon Dio \u201cliberer\u00e0 Israele da tutte le sue colpe\u201d. Ogni giorno faccio un\u2019ora di adorazione e prego il buon Dio che nessuno si perda di quelli che Ges\u00f9 ha redento col suo sangue.<\/em><br \/>\n<em>Ora sono un professore a riposo (gli inglesi direbbero \u201cretired\u201d, da non confondere con \u201cretarded\u201d), ma \u201cscrivo e scrivo e ho molte altre virt\u00f9\u201d (Carducci). Il mio best-seller \u00e8 un libretto di poesie in dialetto ascolano, intitolato \u201cFresche e Bennelle\u201d (titolo intraducibile che sta per la parola \u201czibaldone\u201d).<\/em><br \/>\n<em>Salute e pace. Fai un po\u2019 di bene anche per me. Grazie. Tuo amico Stanislao Loffreda ofm &#8211; Gerusalemme 14 febbraio 2010<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.christusrex.org\/www1\/ofm\/sbf\/segr\/ntz\/2005\/Loffreda2005.html\">Qui<\/a> si pu\u00f2 vedere una foto del padre Stanislao.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.christusrex.org\/www1\/ofm\/sbf\/segr\/ntz\/foto2003\/LoffredaIt.html\">Qui<\/a> viene festeggiato.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/198.62.75.1\/www1\/ofm\/sites\/SBFloffr.html\">Qui<\/a> \u00e8 la sua bibliografia.<\/p>\n<p><strong>[Intervista pubblicata dall\u2019<em>Eco di San Gabriele<\/em> nel gennaio del 1997, con aggiornamento del febbraio 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il padre francescano Stanislao Loffreda \u2013 Lao per gli amici \u2013 ormai posso dire che lo conosco bene: l\u2019ho intervistato per telefono nei giorni di Natale del 1996 e l\u2019ho&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/6-una-razza-di-longevi\/stanislao-loffreda-%c2%abnella-vecchiaia-non-abbandonarmi-%c2%bb\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Stanislao Loffreda: \u00abNella vecchiaia non abbandonarmi\u00bb<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2099,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3559","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3559","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3559"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3559\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7333,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3559\/revisions\/7333"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2099"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}