{"id":37,"date":"2006-05-09T17:23:28","date_gmt":"2006-05-09T16:23:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=37"},"modified":"2008-09-22T20:50:24","modified_gmt":"2008-09-22T19:50:24","slug":"il-bestemmiatore-del-bus-71","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/il-bestemmiatore-del-bus-71\/","title":{"rendered":"Il bestemmiatore del bus 71"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Porco Dio&#8221; dice quieto un vecchietto seduto accanto alla porta del bus 71, San Silvestro-Stazione Tiburtina. &#8220;Dio porco&#8221; riprende senza ira, come se stesse discutendo con un vecchio conoscente. Parla da solo, a voce n\u00e9 alta n\u00e9 bassa: &#8220;Vecchiaia e malattie, ecco che cos\u2019\u00e8 la vita. Io bestemmio, s\u00ec, perch\u00e9 Dio non esiste. Solo vecchiaia e malattie. Vediamo chi ha ragione. Io sono qui e bestemmio, puttana Eva! Io bestemmio e non risponde nessuno. E\u2019 una vita che succede cos\u00ec. Non mi ha mai risposto nessuno. Solo vecchiaia e malattie&#8221;.<br \/>\nSul quel bus 71 in sosta a piazza San Silvestro, alle 21 di un giorno feriale di met\u00e0 febbraio, ci sono \u2013 con il vecchietto \u2013 una ventina di persone. Nessuno gli parla e neanche io, che pure qualche volta mi esercito sulle bestemmie e sulle preghiere.<\/p>\n<p><strong>Stavo attento a vedere se Dio gli rispondeva<\/strong><br \/>\nCi sono ragazzine che trafficano con i telefonini, ragazzi che parlano di calcio a voce alta, un paio che leggono come me e un altro anziano che guarda in giro e ride come si vergognasse di quel coetaneo fatto a modo suo.<br \/>\nSale l\u2019autista e mette in moto. Subito il vecchietto tace. Per farsi sentire dovrebbe alzare la voce e lui non si azzarda. Non \u00e8 sporco, non grida. Forse nessuno nel bus gli parla perch\u00e9 tutti avvertiamo, ognuno come pu\u00f2, che stiamo assistendo a un episodio dell\u2019interminata polemica tra l\u2019uomo e Dio. Nessuno interferisce.<br \/>\nNon si fa avanti la solita signora che dice &#8220;non si bestemmia&#8221;. Ma non si muove neanche il giovanotto abituato a portare soccorso, perch\u00e9 il bestemmiatore non pare abbia bisogno di qualcosa, tipo una cena, o un medico. N\u00e9 fiata chi ha un parere sempre su tutto, perch\u00e9 qualsiasi uditore comprende che qui non \u00e8 questione di pareri.<br \/>\nHo ascoltato il bestemmiatore con disagio, come sempre quando il nome di Dio \u00e8 pronunciato fuori luogo. Ma questa volta con un disagio doppio, perch\u00e9 era evidente \u2013 nel vecchietto \u2013 una doppia intenzione di sfida: a Dio e a chi gli crede. Io voglio credere e dunque mi sentivo in causa, ma a mia volta subivo come una doppia sfida: una dal concittadino in protesta, l\u2019altra dal silenzio dell\u2019interpellato. Stavo attento per vedere se Dio, infine, gli rispondeva.<br \/>\n&#8220;<em>Dio gradisce molto di pi\u00f9 le bestemmie dell\u2019uomo disperato che non le lodi del benpensante la domenica mattina durante il culto<\/em>&#8220;, diceva Lutero. Gradisce anche le bestemmie che lo sfidano, come quelle del mio compagno di viaggio che dice &#8220;tanto Dio non esiste&#8221;?<br \/>\nUna volta mi capit\u00f2 di leggere una pagina di Simone de Beauvoir che a 16 anni disse a Dio &#8220;se ci sei parlami&#8221;. Nessuno si fece avanti e lei abbandon\u00f2 la ricerca. Ma fare cos\u00ec \u00e8 &#8220;tentare&#8221; Dio ed \u00e8 quantomeno un modo azzardato di cercarlo. In esso infatti manca il &#8220;cuore sincero&#8221; che l\u2019autore del <em>Salmo 144<\/em> considera essenziale in quella ricerca.<br \/>\nSta di fatto che Dio persiste a nascondersi e la maggioranza di noi non lo cerca pi\u00f9. Si nasconde nel mistero e ognuno si sgomenta. Si nasconde nei poveri e noi troviamo troppo disagiata la ricerca. Si lascia oscurare dal peccato dei suoi presunti rappresentanti e noi andiamo in confusione. Si mette nell\u2019amore e noi ci accontentiamo di esso. Come qualcun altro smette di cercare quando trova il mistero, o i poveri. Ma Dio non si riduce ai suoi nascondimenti.<\/p>\n<p><strong>Cercare l\u2019interiorit\u00e0 nella &#8220;grande Parigi&#8221;<\/strong><br \/>\nPer tornare al bestemmiatore dir\u00f2 che non riesco a inquadrarlo se non come un rappresentante doc dell\u2019umanit\u00e0 smarrita di oggi e di sempre, di cui parla il poeta cristiano Giuseppe Ungaretti quando dice: &#8220;<em>E per pensarti, Eterno, non ha che le bestemmie<\/em>&#8221; (<em>La piet\u00e0<\/em>, 1928; in <em>Sentimento del tempo<\/em>, Mondadori 1963, p. 122).<br \/>\nMi sono ricordato del quieto bestemmiatore dell\u2019autobus 71 quando per iniziativa del caro padre carmelitano Jesus Castellano Cervera sono stato invitato a alla &#8220;settimana di spiritualit\u00e0&#8221; del Teresianum, che quest\u2019anno \u2013 nel centenario della morte di Elisabetta di Digione \u2013 era intitolata <em>In cammino verso l\u2019interiorit\u00e0<\/em> <em>con la beata Elisabetta della Trinit\u00e0<\/em>&#8220;. Mi \u00e8 stato assegnato il tema: <em>Vivere l\u2019interiorit\u00e0 nella citt\u00e0 mondiale<\/em>. Dove \u2013 per esempio \u2013 potresti trovare posto accanto al bestemmiatore.<br \/>\nConosco Elisabetta solo attraverso l\u2019ammaliante volume di Hans Urs von Balthasar, <em>Sorelle nello Spirito. Teresa di Lisieux e Elisabetta di Digione<\/em> (Jaca Book 1974). Rileggendolo ho ritrovato e ho deciso di porre a epigrafe della conversazione questa frase della solare Elisabetta: &#8220;<em>So quanto la mia piccola sorella abbia bisogno di protezione in mezzo alla grande Parigi<\/em>&#8221; (citata a p. 309). Scrive cos\u00ec a una novizia che aveva lasciato il Carmelo e quelle parole mi erano venute in mente tutte e tre le volte che l\u2019uno o l\u2019altra dei miei figli spensierati sono stati in vacanza nella capitale francese, o vi sono restati per nove mesi, con una borsa <em>Erasmus<\/em>.<br \/>\nHo aggiunto questo motto ai due che erano stati posti nel depliant della settimana, presi sempre dagli scritti della beata Elisabetta: &#8220;<em>La mia missione: attirare le anime al raccoglimento interiore<\/em>&#8221; e &#8220;<em>L\u2019anima ha necessit\u00e0 di silenzio per adorare<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Dappertutto non c\u2019\u00e8 che lui&#8221;<\/strong><br \/>\nCollegando i tre motti, mi sono chiesto: come trovare il silenzio e il raccoglimento interiore nella grande Parigi? Elisabetta non ne aveva penuria nel monastero dov\u2019era voluta entrare al pi\u00f9 presto, come sapesse che il suo tempo era breve: &#8220;<em>Tutto \u00e8 meraviglioso al Carmelo: si trova Dio sia facendo il bucato che pregando. Dappertutto non c\u2019\u00e8 che lui<\/em>&#8220;. E ancora: &#8220;<em>Tutto \u00e8 pace, tutto silenzio, quant\u2019\u00e8 dolce la pace di Dio!<\/em>&#8221; (vedi von Balthasar, cit., p. 325).<br \/>\nNella citt\u00e0 mondiale invece tutto \u00e8 competizione e chiasso, si direbbe che non vi sia un solo momento di pace. Anche qui, di sicuro, dappertutto non c\u2019\u00e8 che lui, ma come incontrarlo nella confusione?<br \/>\nOltre che da Elisabetta, mi sono fatto aiutare \u2013 nella ricerca \u2013 da un\u2019altra contemplativa, Monica Benedetta Cima, clarissa, morta a 24 anni nel 1990, nel monastero di Vicoforte a Mondov\u00ec. Debbo all\u2019arcivescovo Enrico Masseroni di Vercelli la conoscenza di questa bella figura che ho raccontato in <em>Cerco fatti di Vangelo<\/em> (SEI 1995), dove ho riportato una sua riflessione sui ragazzi che muoiono il sabato notte all\u2019uscita dalle discoteche: &#8220;<em>Quando si hanno vent\u2019anni nessuno pensa a morire, nessuno \u00e8 preparato alla morte! Allora il nostro dovere \u00e8 anche quello di farci carico di tutti quei giovani che si trovano improvvisamente faccia a faccia con la morte, dopo magari un\u2019intera notte passata in discoteca! Ecco, il nostro pregare nel cuore della notte &#8211; soprattutto il sabato notte &#8211; vuole essere anche questo: rivolgere un pensiero al Signore, anche per tutti quei giovani che non ci pensano<\/em>&#8221; (p. 169).<\/p>\n<p><strong>Alla tavola dei poveri peccatori<\/strong><br \/>\nI ragazzi che si schiantano in automobile il sabato notte: ecco una nuova immagine della citt\u00e0 mondiale. Ed ecco indicata, quasi a sorpresa, dalle parole di una contemplativa, una possibilit\u00e0 per il cristiano comune che ha figli in et\u00e0 da discoteca e sente quel rombo sotto le finestre: la possibilit\u00e0 di dare corpo alla propria interiorit\u00e0 vivendola davanti a Dio anche a nome di chi a Dio \u2013 direbbe Monica Benedetta \u2013 non pensa mai. La necessit\u00e0 di mettere la nostra anima per qualcuno pu\u00f2 aiutarci a ritrovarla. Come uno diventa forte quando deve salvare un altro dall\u2019acqua.<br \/>\nHo evocato infine \u2013 in questo approccio contemplativo allo stordimento della citt\u00e0 mondiale \u2013 la piccola Teresa, che nel giugno del 1897, dopo aver sofferto l\u2019esperienza delle &#8220;anime che non hanno la fede&#8221;, racconta la sua decisione di andarsi a sedere alla tavola dei &#8220;poveri peccatori&#8221;, per mangiare con loro &#8220;il pane del dolore&#8221; e di &#8220;non volersi assolutamente alzare da questa tavola piena di amarezza&#8221; finch\u00e8 il Signore non li abbia accolti tutti nella sua misericordia (<em>Storia di un\u2019anima<\/em>, Piemme 1997, p. 256).<br \/>\nCom\u2019\u00e8 penetrante lo sguardo dei santi, quando si posa sulla grande Parigi! E quanto ci aiutano Elisabetta, Monica Benedetta e Teresa a non scoraggiarci quando ci rendiamo conto che oggi dappertutto \u00e8 Parigi. Lo fanno con il bel garbo delle sorelle ventenni: 26, 24 e 22 sono stati i loro anni e io da solo ormai quasi le pareggio. Pur cos\u00ec piccole come sono andate avanti, con il cuore, nel sentimento del nostro tempo, che forse possiamo chiamare con il nome biblico di Babilonia, ma che nondimeno vogliamo amare.<br \/>\nCi dicono, le tre ventenni, che i cristiani che vivono in mezzo a essa e aspirano a divenire abitatori della Gerusalemme celeste hanno il compito di stare davanti a Dio a nome di tutti. Essendo divenuta rara, in Babilonia, la percezione della filiazione divina, chi ha il dono di esserne consapevole ha anche la missione di dire <em>Padre nostro<\/em> a nome di tutti i fratelli che non lo sanno o non lo vogliono dire.<\/p>\n<p><strong>Luogo delle bestemmie e di ogni generosit\u00e0<\/strong><br \/>\nTorno sull\u2019autobus 71. Anzi no, stavolta prendo la metro, come diciamo a Roma. &#8220;<em>Forse il luogo di maggiore preghiera \u00e8 proprio la metropolitana<\/em>&#8221; ho sentito dire un giorno dal fondatore della &#8220;Fraternit\u00e0 monastica di Gerusalemme&#8221; Pierre-Marie Delfieux, che \u00e8 passato dal deserto del Sahara al &#8220;deserto della citt\u00e0&#8221;.<br \/>\nChi abita in una metropoli pu\u00f2 trascorrere un gran tempo in metropolitana. Se riesce a viverlo alla presenza di Dio, non avr\u00e0 difficolt\u00e0 a farlo a nome dei &#8220;fratelli&#8221; che gli stanno intorno. Non avr\u00e0 bisogno di andarsi a sedere alla tavola dei peccatori \u2013 come diceva la piccola Teresa \u2013 perch\u00e9 li avr\u00e0 intorno gli abitatori sperduti della grande citt\u00e0, ognuno con il suo biglietto timbrato ai tornelli della stazione di ingresso. Gli baster\u00e0 guardare le facce e invocare su ciascuno la benedizione del Signore, fino a includere l\u2019intera Babilonia. Essa \u00e8 la serra delle bestemmie ma \u00e8 anche il luogo di tutte le generosit\u00e0, giocate spesso a prezzo della vita.<br \/>\nA questa invocazione a nome di chi resta muto immagino possa tendere ogni impegno di vita interiore nella citt\u00e0 mondiale.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 8\/2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Porco Dio&#8221; dice quieto un vecchietto seduto accanto alla porta del bus 71, San Silvestro-Stazione Tiburtina. &#8220;Dio porco&#8221; riprende senza ira, come se stesse discutendo con un vecchio conoscente. 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