{"id":3750,"date":"2010-03-14T11:24:34","date_gmt":"2010-03-14T10:24:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3750"},"modified":"2010-03-14T11:24:34","modified_gmt":"2010-03-14T10:24:34","slug":"alice-non-sta-in-piedi-e-dice-%e2%80%9cfinora-non-ho-sofferto%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/16-qui-e-perfetta-letizia\/alice-non-sta-in-piedi-e-dice-%e2%80%9cfinora-non-ho-sofferto%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Alice non sta in piedi e dice: \u201cFinora non ho sofferto\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Questo racconto \u00e8 stato scritto da Alice Sturiale, una bambina fiorentina colpita da atrofia muscolare spinale e che di questa malattia \u00e8 morta a dodici anni, il 20 febbraio 1996. Era una creatura stupenda nella sua innocenza ferita. I genitori Marta Bigozzi e Leonardo Sturiale, aiutati da Mariella Bettarini hanno raccolto i suoi disegni, le lettere, i racconti e le poesie in un volume intitolato <em>Il libro di Alice<\/em> (Edizioni Polistampa, Firenze 1996, 254 pagine; poi Rizzoli 1997), che ognuno dovrebbe leggere. Esso ha un disegno di Alice sulla copertina con il titolo tracciato da lei che dice: \u201cSono felice\u201d.<br \/>\nDi tutto il piccolo libro, questa mi \u00e8 parsa la pagina pi\u00f9 bella e l\u2019ho scelta per dare un\u2019idea delle altre. E\u2019 un racconto preso dal vero: Alice era amica di don Paolo, priore dell\u2019Eremo di Camaldoli, don Paolo le aveva raccontato quella storia e lei la riferisce affascinata, affascinandoci. Il suo testo \u2013 che nel libro \u00e8 accompagnato da una foto del monaco e della volpe, come a documentarne la verit\u00e0 \u2013 \u00e8 pi\u00f9 bello di quello del <em>Piccolo principe<\/em> a cui si ispira.<\/p>\n<p><strong><em>LA VOLPE E IL MONACO<\/em><\/strong><br \/>\n<em>C\u2019era una volpe di pelo fulvo, vivace e affamata, furba e soprattutto gio\u00adviale. Viveva nella foresta di Camaldoli, nel gelo della neve e nella solitudine quasi totale.<\/em><br \/>\n<em>Al centro della foresta c\u2019\u00e8 un antico eremo dei monaci camaldolesi. Una sera, visto il silenzio che regnava die\u00adtro quelle mura, la volpe decise di entrare nell\u2019eremo. Con un balzo si trov\u00f2 tra le casette degli eremiti.<\/em><br \/>\n<em>Girava e girava furtiva in quei violetti silenziosi. Sul terreno c\u2019erano poche orme di uomini. \u201cStrano \u2013 pens\u00f2 la volpe \u2013 di solito in un paesino come questo ci sono pi\u00f9 impronte nel terre\u00adno!\u201d.<\/em><br \/>\n<em>All\u2019improvviso sbuc\u00f2 da una finestrella un faccione sorridente con una papalina da notte in capo. Un attimo dopo scom\u00adparve e dalla porta della casetta si affacci\u00f2 un monaco vestito di bianco che teneva nella mano un pezzo di pane.<\/em><br \/>\n<em>La volpe si irrigid\u00ec, pronta a fuggi\u00adre. Il monaco fece tre passi avanti, molto piano, piano, pos\u00f2 il pane per terra e lentamente rientr\u00f2 nella sua cella.<\/em><br \/>\n<em>\u201cE\u2019 una trappola!\u201d pens\u00f2 la volpe. Si guard\u00f2 intorno timorosa: non c\u2019era nessuno. Vide il monaco che la stava osservando da dietro i vetri appannati dalla finestra.<\/em><br \/>\n<em>La volpe si avvicin\u00f2 al pezzo di pane, si guard\u00f2 ancora intorno, poi, veloce come un razzo afferr\u00f2 il pane e scapp\u00f2 via nella oscura foresta. La sera dopo fu la stessa cosa e quella dopo ancora.<\/em><br \/>\n<em>Una di queste notti don Carlo, inve\u00adce di rientrare in casa come al solito, si sedette sulla neve vicino al pane e aspett\u00f2 che la volpe si avvicinasse. La volpe aspett\u00f2 un po\u2019: non era mai stata cos\u00ec vicino ad un uomo ed aveva un po\u2019 paura. Ma poi si decise, cap\u00ec che don Carlo non le avrebbe fatto del male, si avvicin\u00f2 e, invece di scappare nella foresta con il pane, questa volta man\u00adgi\u00f2 l\u00ec, accanto a don Carlo. E cos\u00ec fece per un altro mesetto buono.<\/em><br \/>\n<em>Una volta don Carlo usc\u00ec dalla cella col suo pezzo di pane. La volpe aspet\u00adtava che lo posasse per terra, ma lui si avvicinava ed ogni passo che faceva la volpe arretrava un po\u2019 impaurita, fin\u00adch\u00e9 non si fermarono tutte e due.<\/em><br \/>\n<em>Lei aspett\u00f2 un po\u2019, poi si avvicin\u00f2 lentamente, si ferm\u00f2 ancora ed infine protese il muso fino alla mano del monaco e mangi\u00f2 il pezzo di pane.<\/em><br \/>\n<em>Da quella sera i due diventarono amici stretti ed ancora adesso la volpe dal pelo fulvo va a prendere il cibo dalla mano di don Carlo che ormai l\u2019ha addomesticata proprio come fece il \u201cPiccolo principe\u201d con la sua volpe.<\/em><br \/>\n<strong>(Da <em>Il libro di Alice<\/em>, Firenze 1996, pp. 44-46)<\/strong><\/p>\n<p>In questo racconto non c\u2019\u00e8 nessuna tristezza: non c&#8217;\u00e8 mai nessuna tristezza in tutto <em>Il libro di Alice<\/em>. Non poteva stare in piedi da sola ma amava la vita, tutta la vita, era vivissima, usava il computer, faceva le uscite con gli scouts, suonava e dipingeva. Persino \u2013 come poteva \u2013 sciava, sorretta dal pap\u00e0.<br \/>\nSi direbbe che Alice, nata con una croce addosso pi\u00f9 grande di lei, sia naturalmente cristiana. E il suo cristianesimo, anch\u2019esso \u2013 come lei \u2013 non ha nulla di triste, non \u00e8 ripiegato sulla sofferenza. Raccontano nel libro i genitori che dopo aver ascoltato un monaco che proponeva la sofferenza e il dolore come unica via per arrivare a Cristo, Alice disse candidamente: \u00abAllora io non posso vivere fino in fondo il Vangelo\u00bb. La guardarono stupiti e le chiesero perch\u00e8 e lei: \u00abPerch\u00e8 fino a ora non ho sofferto, sono fortunata\u00bb. Le dissero che le sue quattro operazioni, il busto e tutto il resto era certo una sofferenza e lei: \u00abNo, a questo non ci avevo pensato. Io pensavo ai genitori, che li ho tutti e due sani, non siete separati come quelli di A. e S. che sono tristi. Noi abbiamo la casa bella&#8230;, insomma, non abbiamo sofferenze di questo genere\u00bb.<br \/>\n\u00abPrego molto e faccio abbastanza caso a camminare col Signore\u00bb dice Alice stupendamente in una lettera a don Paolo, scritta in un momento di pi\u00f9 grave dolore, per la lussazione all\u2019anca. Termino questo invito alla lettura con le parole che Alice scrisse in quinta elementare, nel giorno dei morti: \u00abLi immagino vivi nel mio cuore e ne sono perfettamente convinta perch\u00e8 la morte \u00e8 l\u2019inizio di una nuova bella vita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ho conosciuto <em>Il libro di Alice<\/em> da una segnalazione della rivista <em>Koinonia<\/em> (piccola e bella, animata dal domenicano Alberto Bruno Simoni: piazza San Domenico 1, 51100 Pistoia), che ne ha parlato prima della grande stampa. Dopo la prima edizione di Polistampa, <em>Il libro di Alice<\/em> \u00e8 stato ripubblicato da Rizzoli nel 1997 ed \u00e8 stato tradotto e diffuso in tutto il mondo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/1996\/novembre\/23\/lezione_Alice_saggezza_bambina_co_0_96112311293.shtml\">Qui<\/a>, \u00e8 narrato qualcosa sul monaco amico di Alice, che \u00e8 don Paolo Giannoni. <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/1996\/dicembre\/15\/diario_Alice_nel_paese_dei_co_0_96121515302.shtml\">Qui<\/a> sul successo del Libro di Alice. Poesie, prose e foto di Alice si trovano anche in <a href=\"http:\/\/www.fotosantateresadiriva.com\/2007\/gennaio\/alice%20sturiale\/alice_sturiale_e.htm\">questa pagina<\/a>, datata 2007. <a href=\"http:\/\/www.lankelot.eu\/letteratura\/sturiale-alice-il-libro-di-alice.html\">Qui<\/a> una recensione del Libro di Alice del 2008. <a href=\"http:\/\/www.ciao.it\/Il_libro_di_Alice_Sturiale_A__93147\">Qui<\/a> nove opinioni su di esso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>[Testo pubblicato dall\u2019<em>Eco di San Gabriele<\/em> nel febbraio del 1997 &#8211; aggiornato nel febbraio 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo racconto \u00e8 stato scritto da Alice Sturiale, una bambina fiorentina colpita da atrofia muscolare spinale e che di questa malattia \u00e8 morta a dodici anni, il 20 febbraio 1996.&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/16-qui-e-perfetta-letizia\/alice-non-sta-in-piedi-e-dice-%e2%80%9cfinora-non-ho-sofferto%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Alice non sta in piedi e dice: \u201cFinora non ho sofferto\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2132,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3750","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3750"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3751,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3750\/revisions\/3751"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2132"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}