{"id":3754,"date":"2010-03-14T11:31:20","date_gmt":"2010-03-14T10:31:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3754"},"modified":"2010-03-14T11:31:20","modified_gmt":"2010-03-14T10:31:20","slug":"gianni-tonin-ospita-i-rom-per-sentire-le-loro-storie","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/21-parabole\/gianni-tonin-ospita-i-rom-per-sentire-le-loro-storie\/","title":{"rendered":"Gianni Tonin ospita i rom per sentire le loro storie"},"content":{"rendered":"<p>Un mobiliere veneto ospita quattro famiglie Rom nel cortile della sua azienda, paga le loro bollette, li sussidia, li convince a mandare i bambini a scuola. Dice che lo fa perch\u00e8 da bambino era povero e rubava \u201cle uova e le galline\u201d per mangiare e anche perch\u00e9 ricorda \u201cla fame dei popoli incontrati nei viaggi\u201d. Ma lo fa \u2013 soprattutto \u2013 perch\u00e9 vuole sentire da loro \u201cle storie del mondo\u201d. Ecco come ne ha parlato il <em>Corriere del Veneto <\/em>del 25 febbraio:<\/p>\n<p><em> SAN GIORGIO IN BOSCO (Padova) \u2013 L\u2019imprenditore \u00abzingaro\u00bb. E cacciatore di storie. Da dieci anni ospita quattro famiglie di rom all\u2019esterno del suo capannone: ha comprato le roulotte e ha dato loro la residenza, cos\u00ec i bambini possono andare a scuola (&#8230;). E&#8217; una storia che comincia nel Veneto contadino, quando al posto dei capannoni c\u2019era solo terra. E di un camion in cui si cucinavano gli spaghetti in corsa pur di arrivare in tempo all\u2019apertura dei mercati. Oltre il muro di Berlino, a Est (&#8230;). <\/em><br \/>\n<em>Incontriamo Gianni Tonin nel cuore del suo impero a San Giorgio in Bosco dove il mobilificio sforna mobili di design da quando ha inventato il marchio di famiglia. Un suo tavolo, per dire, \u00e8 finito in una delle edizioni del Grande fratello (\u2026). All\u2019esterno, oltre i capannoni hi-tech ultimati quattro anni fa, lasciati i suv aziendali nel piazzale, c\u2019\u00e8 un altro capannone dove risiedono \u2013 regolarmente iscritte all\u2019anagrafe \u2013 quattro famiglie rom. Sono originari della Romania e sono diventati negli anni italiani a tutti gli effetti. Vivono in un camper e altre roulotte: ci sono dei servizi igienici, la corrente e l\u2019antenna Tv. Hanno scelto di restare erranti per tutta la vita. Il riscaldamento lo forniscono le bombole del gas e il conto lo salda \u00abToni\u00bb. <\/em><br \/>\n<em>E\u2019 il soprannome dell&#8217;imprenditore diventato re degli zingari in casa propria. Ed \u00e8 l\u00ec nell\u2019accampamento con il fal\u00f2 ai piedi dei capannoni, che c\u2019\u00e8 il cuore del suo regno. Si siede nel camper a bere un caff\u00e8 e ad ascoltare le storie accendendosi l\u2019ennesima sigaretta. Accade in un Veneto dove in quasi tutti i comuni vige il divieto di stazionamento e ci sono sbarre nei parcheggi. Con un ghigno, Gianni Tonin ricorda quando ha pagato tutte le multe e ospitato nel piazzale le quattro famiglie: \u00abCos\u00ec imparano a mandarli via\u00bb. \u00abOgni giorno c\u2019era un polverone di denunce e io ho fatto prendere a tutti e sei la residenza, cos\u00ec ho risolto il problema e i bambini possono andare a scuola: ogni settimana ciascuno riceve ottanta euro, hanno la corrente il bagno esterno e il riscaldamento\u00bb. <\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 lo fa? \u00abSe lo domandano in molti: io voglio sentire le storie del mondo. E visto che posso, faccio qualcosa\u00bb. D\u00e0 un\u2019altra possibilit\u00e0. E\u2019 nella carovana, oltre la soglia del suo ufficio, che ricorda come \u00e8 nato tutto. Risale a quando c\u2019erano solo i campi dove adesso sorge la zona industriale. Tonin all\u2019epoca, non era \u00abnemmeno un contadino\u00bb. \u00abCon i miei genitori vivevamo in una baracca \u201cabusiva\u201d, perch\u00e9 chiamarla casa\u2026 Era in mezzo alle terre dei contadini, rubavo le uova e le galline per mangiare. L\u2019acqua la bollivamo per berla, la prendevamo a valle dopo che era passata dai maiali: perch\u00e9 non ci volevano dare niente nelle fattorie\u00bb. <\/em><br \/>\n<em>Il re del mobile si stiracchia sulla poltrona di design, distende le gambe e si scioglie un poco a ritrovarsi bambino. \u00abIo e i miei ridevamo e cantavamo sempre, avevamo la fede: poveri i ricchi!\u00bb. Racconta e arriva fino all\u2019incidente che lo ha fatto diventare imprenditore quando, a vent\u2019anni, faceva il camionista. In un viaggio gli capit\u00f2 di restare intrappolato sotto la motrice del camion mentre si scapicollava per le strade della Polonia, Cecoslovacchia (allora) e Romania. Ai tempi del muro di Berlino. \u00abEro specializzato nel cucinare gli spaghetti in camion mentre correvamo: il ritardo al mercato ci sarebbe costato  \u2013 dice sorridendo \u2013  una penale. Passavamo le frontiere dell\u2019Urss in silenzio tra carri armati e mitra, i militari guardavano sotto il camion con gli specchi: avevamo sempre un po\u2019 di burro di contrabbando\u00bb. E via con le discese in folle per lanciare il camion oltre i cento all\u2019ora. Una di quelle volte, il suo amico si scontr\u00f2 vicino a un ponte. Lui dormiva in cuccetta: \u00abMi sono ritrovato con il letto incastrato sotto la motrice che sprofondava nel fango, l\u2019olio del motore mi bruciava il petto e il peso mi stritolava: mi hanno salvato dei camionisti di passaggio che erano di Tombolo (Padova)\u00bb. <\/em><br \/>\n<em>Dopo essere tornato dalla Romania in treno con sette vertebre fuori posto, ha iniziato a vendere scarpiere a domicilio. Da qui nasce l\u2019impero Tonin (\u2026) con oltre cento di dipendenti: italiani, turchi, romeni, brasiliani. Il capomastro \u00e8 il primo romeno che Tonin ha aiutato e ce ne sono stati molti altri. Ancora, perch\u00e9? \u00abMi ricordo la fame dei popoli che ho incontrato nei miei viaggi. Una ventina di anni fa sono tornato in Romania e in un bar di notte a Baia Mare ho conosciuto Beni, uno di l\u00ec, che parla italiano e con lui ho ricostruito un villaggio di zingari\u00bb. \u00c9 fatto cos\u00ec. Un giorno poco prima di Natale gli hanno raccontato di romeni che vivevano in un bosco, fuori San Giorgio, nel suo paese. Non poteva lasciarsi sfuggire quel mistero. \u00abSono arrivato in Bmw con cappello e cappotto nero: pensavano fossi un poliziotto invece li ho invitati tutti a casa per il pranzo di Natale ed \u00e8 stato il pi\u00f9 bel pranzo di Natale che ricordi\u00bb \u2013 ride senza prendere fiato (\u2026). <\/em><\/p>\n<p><strong>Martino Galliolo, <em>Corriere del Veneto<\/em>, edizione locale del <em>Corriere della Sera<\/em>, 25 febbraio 2010 (<a href=\"http:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/veneto\/notizie\/cronaca\/2010\/25-febbraio-2010\/imprenditore-ospita-rom-giardino-dell-azienda-ero-povero-come-loro-1602537774878.shtml\">testo integrale<\/a>).<br \/>\nSull\u2019azienda, vedi il <a href=\"http:\/\/www.tonincasa.it\/?qsvar=0&amp;lang=IT\">sito Tonin Casa<\/a> \u2013 e vai alla pagina SOLIDARIETA\u2019.<\/strong><\/p>\n<p><strong>[Febbraio 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un mobiliere veneto ospita quattro famiglie Rom nel cortile della sua azienda, paga le loro bollette, li sussidia, li convince a mandare i bambini a scuola. 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