{"id":3762,"date":"2010-03-14T13:38:15","date_gmt":"2010-03-14T12:38:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3762"},"modified":"2010-11-21T22:03:42","modified_gmt":"2010-11-21T22:03:42","slug":"parabola-delle-due-figlie","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/parabola-delle-due-figlie\/","title":{"rendered":"Parabola delle due figlie"},"content":{"rendered":"<p><em>Per un incontro biblico dell\u2019Associazione Mambre <\/em><br \/>\n<em>presso la Certosa di Vigano &#8211; <em>Sabato 13 marzo 2010<\/em><\/em><\/p>\n<p>Una mamma sola aveva due figlie, Marta la pi\u00f9 grande e Sara la minore. Un giorno Marta \u2013 che stava per compiere 18 anni \u2013 le disse:<br \/>\n&#8211;\u00a0 Mamma, ti avverto fin d\u2019ora: io non voglio fare l\u2019universit\u00e0, ma voglio andare a vivere a Londra.<br \/>\n&#8211;\u00a0 A Londra? E perch\u00e9?<br \/>\n&#8211;\u00a0 E\u2019 una citt\u00e0 che ho sempre voluto conoscere, la pi\u00f9 cosmopolita del mondo.<br \/>\n&#8211;\u00a0 Per quello che ne possiamo approfittare noi, anche Roma lo \u00e8.<br \/>\n&#8211;\u00a0 Ma io non voglio restare qui. Non ci trovo significato a prendere una laurea facendo questa vita.<br \/>\n&#8211;\u00a0 Che pensi di fare a Londra?<br \/>\n&#8211;\u00a0 Non lo so, ma sar\u00e0 un\u2019altra vita!<br \/>\n&#8211;\u00a0 Sar\u00e0 tutto pi\u00f9 difficile. Non parli l\u2019inglese e non conosci nessuno\u2026<br \/>\n&#8211;\u00a0 Mi piace arrangiarmi, la lingua sono sicura che l\u2019imparo subito.<br \/>\n&#8211;\u00a0 Quella citt\u00e0 \u00e8 enorme e chi va alla ventura capita male. Ho letto un libro sui ragazzi italiani che lass\u00f9 finiscono in carcere\u2026<br \/>\n&#8211;\u00a0 Io ci vado lo stesso.<br \/>\nPresa la maturit\u00e0 e compiuti i 18 anni Marta disse alla mamma: \u201cOra sono maggiorenne e decido io. L\u2019anno scorso hai speso mille euro per la mia vacanza con i compagni di classe. Dammi altri mille euro e io parto per Londra\u201d.<br \/>\nLa mamma le fece una carta prepagata e la caric\u00f2 con mille euro. Marta part\u00ec e non fece sapere pi\u00f9 nulla per mesi. Fece la sguattera per dieci ore al giorno nella cucina di un ristorante. Dormiva in un ostello autogestito e quando la pagavano veniva derubata nel sonno. Da un furto venne una rissa e il carcere.<br \/>\nLa mamma corse a cercarla quando le arriv\u00f2 una comunicazione dal consolato italiano di Londra. Pag\u00f2 un avvocato, riusc\u00ec a cavarla dal carcere e la riport\u00f2 a Roma.<br \/>\nUna volta a casa la mamma volle ridarle la stanza che occupava prima di partire e che intanto era passata a Sara. Sara era combattuta tra la contentezza di riavere con s\u00e9 la sorella e la delusione per aver perso quella stanza tutta per s\u00e9. Abbracci\u00f2 la sorella ma pianse la prima notte in cui dovette tornare a dormire con la mamma, che era contentissima e continuava a dire: \u201cLa tua sorella \u00e8 tornata, non sei contenta?\u201d<br \/>\nUn anno dopo anche Sara divenne maggiorenne e pot\u00e8 tornare nella stanza lasciata libera dalla sorella che intanto era andata a convivere con un uomo sposato e separato, molto pi\u00f9 grande di lei. La convivenza dur\u00f2 cinque anni e al sesto Marta torn\u00f2 dalla mamma e dalla sorella \u2013 che s\u00ec e no aveva salutato per telefono una volta all\u2019anno \u2013 perch\u00e9 aveva litigato con quell\u2019uomo che l\u2019aveva cacciata.<br \/>\nArriv\u00f2 di sera senza preavviso e suon\u00f2 al citofono. Sar\u00e0 and\u00f2 a rispondere e grid\u00f2: \u201cMamma c\u2019\u00e8 tua figlia!\u201d<br \/>\nMarta piangeva sulla soglia ma la mamma fu contentissima e l\u2019abbracci\u00f2 a lungo e la fece dormire con s\u00e9 nel suo letto.<br \/>\nIl giorno dopo raccont\u00f2 la vita dura che aveva fatto con quell\u2019uomo e la lite perch\u00e9 quello la trattava come un oggetto.<br \/>\nLa mamma le disse: \u201cQuesta \u00e8 casa tua\u201d. La sorella minore rest\u00f2 silenziosa.<br \/>\nDopo tre mesi Marta di nuovo se ne and\u00f2, perch\u00e9 aveva trovato un altro uomo. E dopo altri tre mesi ritorn\u00f2. E cos\u00ec continu\u00f2 tra fughe e rientri, finch\u00e8 fin\u00ec di nuovo in carcere \u2013 stavolta per la droga di cui si era fatta spacciatrice \u2013 e la mamma viaggiava di notte per andarla a trovare e pagava gli avvocati per aiutarla a uscire.<br \/>\nIntanto Sara si era sposata e aveva avuto due figli. Un giorno and\u00f2 dalla mamma e le disse: \u201cNon puoi continuare cos\u00ec. Devi mettere alle strette quella tua figlia: o mette la testa a posto o tu non la rincorri e non la spesi pi\u00f9\u201d.<br \/>\n\u201cQuesto non si pu\u00f2 fare con una figlia\u201d fu la risposta della mamma.<br \/>\n\u201cE allora continuerai a correre dietro di lei come una scema! Per me e per i miei figli non hai mai neanche uno spicciolo, mentre per quella sei capace di spendere tutto\u201d.<br \/>\nUna volta che Marta, la pi\u00f9 grande, era in casa, distrutta da una crisi di astinenza, Sara arriv\u00f2 per caso \u2013 non sapeva del suo rientro \u2013 e quando la vide le disse: \u201cGuarda come ti sei ridotta! Non ti vergogni? E metti in croce la mia povera mamma\u201d.<br \/>\nPoi disse alla mamma: \u201cO la cacci di casa o io non verr\u00f2 pi\u00f9 da te\u201d. La mamma non la cacci\u00f2 e la figlia minore non volle pi\u00f9 mettere piede dove stava la maggiore.<\/p>\n<p><strong>Nota<\/strong><br \/>\n<em>La parabola \u00e8 costruita su tre spunti reali presi dalla vita dei nostri giorni: i ragazzi che vogliono \u201candare in un paese lontano\u201d quando diventano maggiorenni: gli argomenti per andare a Londra sono di una mia figlia; la vicenda reale di un ragazzo che conosco, finito in carcere a Londra e recuperato dal pap\u00e0; la disputa tra due figlie una giudiziosa e una fuggiasca, dove la giudiziosa accusa i genitori di debolezza nei confronti dell\u2019altra: mi fu narrata dalla \u201cgiudiziosa\u201d una volta che si rivolse a me per avere consiglio. <\/em><br \/>\n<em>Ho adattato gli spunti forniti dalla realt\u00e0 a una costruzione a specchio rispetto alla parabola di Luca 15, 11ss:<\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0 <em> l\u00ec il misericordioso \u00e8 il padre e qui \u00e8 la madre, <\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0 <em>li si tratta di una famiglia di proprietari terrieri e qui di una famiglia relativamente povera, <\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0 <em>l\u00ec sono in contrasto due figli e qui due figlie, <\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0 <em>l\u00ec il fuggiasco \u00e8 il minore e qui la maggiore, <\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0 <em>l\u00ec il padre attende il ritorno del figlio qui invece la mamma va a cercare la figlia, <\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0 <em>quel padre riaccoglie il figlio una volta mentre questa madre lo fa sette volte sette. <\/em><br \/>\n<em> Il gioco dei rimandi fornisce un elemento di comprensione forse efficace della storia proposta da Ges\u00f9: l\u00ec il colmo dell\u2019abiezione \u00e8 indicato dal ruolo infamante di guardiano di porci, qui da quello altrettanto odioso dello spacciatore di droga.<\/em><br \/>\n<em>Gli elementi reali presi dalla vita di oggi e la costruzione a specchio rispetto al racconto evangelico tendono a mostrare la variet\u00e0 odierna dei comportamenti che chiedono misericordia e l\u2019identica difficolt\u00e0 che l\u2019umanit\u00e0 di oggi incontra nell\u2019intendere la misericordia divina di cui quella genitoriale \u00e8 immagine.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per un incontro biblico dell\u2019Associazione Mambre presso la Certosa di Vigano &#8211; Sabato 13 marzo 2010 Una mamma sola aveva due figlie, Marta la pi\u00f9 grande e Sara la minore.&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/parabola-delle-due-figlie\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Parabola delle due figlie<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3762","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3762","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3762"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3762\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5731,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3762\/revisions\/5731"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3762"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}