{"id":38,"date":"2006-05-10T23:05:14","date_gmt":"2006-05-10T22:05:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=38"},"modified":"2008-09-22T20:58:43","modified_gmt":"2008-09-22T19:58:43","slug":"charles-annalena-e-don-andrea","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/charles-annalena-e-don-andrea\/","title":{"rendered":"Charles de Foucauld, Annalena e don Andrea nuove figure cristiane nella citt\u00e0 mondiale"},"content":{"rendered":"<p>Qui dico la mia  felicit\u00e0 per la beatificazione di Charles de Foucauld (13 novembre  2005) e mi avventuro ad affermare che senza di lui non avremmo avuto  Annalena Tonelli e don Andrea Santoro. Applico poi lo spirito di fr\u00e8re  Charles alla condizione di chi vive non a Tamanrasset ma in Babilonia.  Cio\u00e8 a Bologna, a Roma e dappertutto.<br \/>\nEro cos\u00ec contento quando  sentii annunciare la beatificazione del &#8220;piccolo fratello&#8221;, che  subito proposi un servizio al <em>Corriere<\/em> <em>della Sera<\/em>, ma  mi dissero &#8220;ne parleremo quando arriver\u00e0&#8221;. Non si pot\u00e8 fare neanche  allora e solo potei scrivere <em>trenta righe<\/em> perch\u00e9 in San Pietro  quel giorno comparvero una decina di Tuareg con le loro vesti colorate.<\/p>\n<p><strong>Quella pagina ardente del teologo  Ratzinger<\/strong><br \/>\nNon fecero quasi niente  neanche gli altri giornali commerciali e sottotono fu il discorsetto  che tenne il papa a conclusione della cerimonia. Eppure tra gli scritti  del teologo Ratzinger c\u2019era una pagina ardente su Charles de Foucauld  a Nazaret. Eppure il padre Yves Congar aveva detto per lui parole che  non si dimenticano: &#8220;<em>Alle soglie del secolo atomico la mano di  Dio ha acceso due grandi luci: si chiamano Th\u00e9r\u00e8se di Lisieux e Charles  de Foucauld<\/em>&#8220;. Altrettanto aveva sentito da Giovanni Battista Montini  e von Balthasar era arrivato a paragonarlo a Francesco d\u2019Assisi, il  cui esempio di povert\u00e0 egli ha &#8220;chiarito pi\u00f9 a fondo nel puro senso  evangelico&#8221; (<em>Il tutto nel frammento<\/em>, Jaca Book 1970, p. 110).<br \/>\nSi \u00e8 arrivati infine  al riconoscimento della santit\u00e0 sorprendente del piccolo fratello,  ma ci si \u00e8 arrivati come distratti dal gran numero di beatificazioni  degli ultimi vent\u2019anni, senza che quel riconoscimento sia arrivato  a costituire un segno per chi non lo conosceva. Mi sarei immaginato  che il papa facesse per lui un\u2019eccezione alla nuova regola di non  celebrare beatificazioni! Ma forse ha fatto bene a non fare eccezioni,  vedendo che cos\u2019era successo a Paolo VI, che volle celebrare la beatificazione  di Maximilian Kolbe e non si liber\u00f2 pi\u00f9 dal peso di ogni altra beatificazione:  &#8220;Se ha celebrato per Kolbe, perch\u00e9 non celebra per il nostro beato&#8221;?<br \/>\nMa davvero Charles meritava  d\u2019essere segnalato alto, tra i beati e i santi. Appunto come Kolbe,  o come la Stein, o come Madre Teresa. Vera icona evangelica per la nostra  epoca.<br \/>\nMi aspettavo che papa  Ratzinger dedicasse al nuovo beato qualcosa della forza di parola che  bene aveva trovato per parlarne da teologo, nel volumetto <em>Il Dio  di Ges\u00f9 Cristo<\/em> (Queriniana 1978, pp. 84-86). Ma con Benedetto abbiamo  questa risorsa, che possiamo integrare il papa con il teologo e rileggere  il teologo alla luce del papa. Godiamoci dunque quanto Ratzinger scrisse  nel 1976 (un anno prima di diventare arcivescovo di Monaco), citando  Charles de Foucauld tra i moderni che &#8220;riscoprirono il contenuto profondo  del mistero autentico di Nazaret&#8221;:<br \/>\n<em>Nella ricerca dell\u2019ultimo  posto trov\u00f2 Nazaret. Nel suo pellegrinaggio in Terra Santa fu proprio  questo il luogo che maggiormente lo colp\u00ec. Egli non si sent\u00ec pi\u00f9  chiamato a seguire Ges\u00f9 nella vita pubblica. Nazaret invece lo scosse  fin nelle pi\u00f9 remore pieghe del cuore. Ora egli intendeva seguire Ges\u00f9  nel silenzio, nella povert\u00e0 e nel lavoro (\u2026) In quei luoghi, nella  meditazione vitale sulla persona di Ges\u00f9, si  apriva una nuova via per la Chiesa. Qui lavorare con Ges\u00f9 lavoratore,  immergersi nella realt\u00e0 di Nazaret, signific\u00f2 un punto di partenza  per la nuova figura e la realt\u00e0 del prete operaio. Fu qui che si scopr\u00ec  il significato che per la Chiesa riveste la povert\u00e0. Nazaret \u00e8 un  messaggio permanente per la Chiesa. La nuova alleanza non ha inizio  nel tempio o sul monte santo, bens\u00ec nella casupola della Vergine, nella  casa dell\u2019Operaio, in una localit\u00e0 dimenticata della Galilea dei  pagani, da cui nessuno si attendeva qualcosa di buono. La Chiesa pu\u00f2  iniziare di continuo solo da qui, solo da qui pu\u00f2 riprendere. Essa  non riuscir\u00e0 a dare una risposta corretta a chi, nel nostro secolo,  si ribella al potere della ricchezza, fin quando non vivr\u00e0 in se stessa  la realt\u00e0 di Nazaret.<\/em><\/p>\n<p><strong>Testimoni segnati dall\u2019incontro con  l\u2019Islam<\/strong><br \/>\nEro dunque deluso dal  tono della beatificazione. Avevo raccolto qualcosa per parlarne in questa  rubrica, ma senza raggiungere il giusto calore. Che si \u00e8 fatto invece  sentire dopo la morte di don Andrea Santoro (5 febbraio). Mi torn\u00f2  evidente l\u2019intuizione che avevo avuto dopo l\u2019uccisione di Annalena  Tonelli (5 ottobre 2003): questi testimoni hanno seguito la sua stella.<br \/>\nAnnalena viene uccisa  a 60 anni, in Somalia, nell\u2019ospedale che dirigeva, dopo una vita passata  in un mondo &#8220;rigidamente musulmano&#8221;. Questa cristiana di Forl\u00ec  si considerava un\u2019allieva di Charles de Foucauld &#8220;che aveva infiammato  la mia vita&#8221;.<br \/>\nA sua volta, la vita  di Charles era restata ammaliata da Cristo, ma anche segnata dall\u2019incontro  con l\u2019Islam: &#8220;<em>Il contatto con  questa fede e con degli spiriti che vivevano sempre alla presenza di  Dio mi aiut\u00f2 a capire che c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 grande e di pi\u00f9  reale dei piaceri di questo mondo<\/em>&#8220;. E Annalena: &#8220;<em>I miei nomadi  del deserto mi hanno insegnato a tutto fare, tutto incominciare, tutto  operare nel nome di Dio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Per una presenza credente e amica<\/strong><br \/>\nDon Andrea, infine. E\u2019  un prete diocesano di Roma e quando il cardinale Poletti non l\u2019autorizza  ad andare &#8220;missionario&#8221; in Medio Oriente vive una stagione di folle  innamoramento per Charles de Foucauld, passa sei mesi a Gerico nel 1980,  a contatto con la comunit\u00e0 dossettiana e vorrebbe farsi &#8220;piccolo  fratello&#8221;. Don Giuseppe Dossetti \u2013 mi ha raccontato don Athos Righi,  attuale priore della Piccola famiglia dell\u2019Annunziata \u2013 lo dissuase,  indicandogli come pi\u00f9 &#8220;confacente&#8221; alla sua condizione di &#8220;presbitero  della Chiesa di Roma&#8221; l\u2019obiettivo di &#8220;attendere&#8221; l\u2019autorizzazione  dell\u2019ordinario.<br \/>\nN\u00e9 Poletti, n\u00e9  poi Ruini volevano lasciarlo andare, dicendogli che anche Roma era &#8220;terra  di missione&#8221;. Don Andrea aveva confidato a don Athos che &#8220;dopo molte  insistenze, il cardinale Ruini gli disse: \u2018Non capisco, per\u00f2 vai\u2019  &#8220;.<br \/>\nDell\u2019insistenza  di don Andrea abbiamo avuto un riscontro vivo nell\u2019omelia del cardinale  Ruini per la messa di addio. Il cardinale ha narrato il proprio rapporto  \u2013 che si indovina movimentato \u2013 con quel suo prete in cui &#8220;ardeva  la carit\u00e0 di Cristo&#8221;, che &#8220;a volte sembrava fargli dimenticare  un poco il senso della misura&#8221;. Don Andrea insiste per partire missionario  e infine il Vicario lo lascia andare in Anatolia, dove &#8220;intendeva  essere una presenza credente e amica, favorire uno scambio di doni,  anzitutto spirituali, tra l\u2019Oriente e Roma, tra cristiani, ebrei e  musulmani&#8221;.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Prega tu per l\u2019Europa&#8221;<\/strong><br \/>\nSono intenzioni e parole  simili a quelle che avevamo gi\u00e0 sentito sulla bocca di Charles de Foucauld: <em> &#8220;Voglio abituare tutti gli abitanti, cristiani, musulmani, ebrei e  non credenti, a guardarmi come un loro fratello, il fratello universale&#8221;.<\/em>  Ecco come don Andrea parla con ammirazione dei musulmani in preghiera,  in perfetta sintonia con Charles e con Annalena, vedendo in loro \u2013  oltre le tante &#8220;ombre&#8221; che pure segnala \u2013 &#8220;il senso istintivo  di Dio e della sua provvidenza, l\u2019abbandono fiducioso alla sua guida,  la preghiera quotidiana nel pieno della propria attivit\u00e0 e nello scorrere  della vita, la certezza dell\u2019aldil\u00e0 e della risurrezione&#8221;.<br \/>\nLa beatificazione di  Charles de Foucauld \u00e8 stata anche un\u2019occasione per vedere all\u2019opera  l\u2019ottimo vescovo di Viterbo Lorenzo Chiarinelli, che ha avuto il ruolo  di &#8220;ponente&#8221; nella causa. E\u2019 stato bello seguire per televisione  papa Ratzinger in San Pietro che frenava la sua camminata sveglia per  andare a parlargli. Debbo a don Lorenzo, come lo chiamo dai tempi della  Fuci, la segnalazione del dramma di Gilbert Cesbron, <em>E\u2019 mezzanotte  dottor Schweiter<\/em>, che fu scritto nel 1954. L\u2019ho letto con emozione.  Mette in scena il dottor Schweitzer e Charles de Foucauld (<em>Il padre  Carlo<\/em>) \u2013 uno protestante alsaziano e l\u2019altro cattolico francese,  divisi da tutto ma uniti dall\u2019amore cristiano per gli ultimi \u2013 che  in vita mai s\u2019incontrarono e li fa parlare un linguaggio ecumenico  e di pace, allo scoppio della prima guerra mondiale, in un ospedale  africano: &#8220;Ma non mi dica \u2013 dice Schweitzer al padre Carlo \u2013 che  gli uomini con i quali sono cresciuto, quelli che sono stati compagni  della sua infanzia si ammazzano fra di loro, in questo stesso istante  nel quale parliamo di Dio!&#8221;<br \/>\nChe straordinaria questa  immaginazione! Mi ha fatto pensare al poeta Vittorio Sereni che in <em> Diario d\u2019Algeria<\/em> (Vallecchi 1947), al momento dello sbarco in  Normandia, alla data &#8220;giugno 1944&#8221; canta il primo soldato americano  morto sulla spiaggia normanna che nel sonno gli &#8220;toccava la spalla  mormorando \/ di pregar per l\u2019Europa&#8221; e cos\u00ec gli risponde: &#8220;<em>E\u2019  il vento, \/ il vento che fa musiche bizzarre. \/Ma se tu fossi davvero  \/ il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna \/ prega tu se lo puoi,  io sono morto \/ alla guerra e alla pace<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>A Babilonia come a Tamanrasset<\/strong><br \/>\nHo pensato che l\u2019immaginazione  pu\u00f2 aiutarci a rendere creativa la nostra preghiera. Per esempio \u2013  sempre a proposito dell\u2019Europa \u2013 potremmo mettere in scena, sul  finire della seconda guerra mondiale, un polacco di 25 anni deportato  in Germania e un tedesco di 18 anni che ha appena indossato la divisa  e sta di guardia al campo e di notte parlano, Karol e Joseph. E pregano  per i loro popoli nemici, affratellandoli nel proprio cuore.<br \/>\nTermino questa divagazione  sull\u2019amatissimo Charles de Foucauld con un\u2019applicazione a quanti  vivono in Babilonia. Anche qui \u00e8 venuta da von Balthasar la parola  pi\u00f9 illuminante: egli &#8220;non vuole esplicitamente portare nel mondo  la Chiesa, ma solo il Signore e il suo amore&#8221; (<em>Sponsa Verbi<\/em>,  Morcelliana 1969, p. 22). E\u2019 la missione \u2013 io credo \u2013 anche dei  cristiani comuni di casa nostra in mezzo al mondo profano.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa  <em>Il Regno<\/em> 6\/2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qui dico la mia felicit\u00e0 per la beatificazione di Charles de Foucauld (13 novembre 2005) e mi avventuro ad affermare che senza di lui non avremmo avuto Annalena Tonelli e&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/charles-annalena-e-don-andrea\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Charles de Foucauld, Annalena e don Andrea nuove figure cristiane nella citt\u00e0 mondiale<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-38","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/38","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/38\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}