{"id":3804,"date":"2010-03-18T17:18:55","date_gmt":"2010-03-18T16:18:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3804"},"modified":"2010-03-21T18:48:21","modified_gmt":"2010-03-21T17:48:21","slug":"rosaria-e-domenico-badenchini-amore-cieco","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/9-la-voce-dello-sposo-e-la-voce-della-sposa\/rosaria-e-domenico-badenchini-amore-cieco\/","title":{"rendered":"Rosaria e Domenico Badenchini: amore cieco"},"content":{"rendered":"<p>Rosaria e Domenico Badenchini sono ciechi ma vedono chiaro nella vita e si amano e non temono di narrare la loro storia d\u2019amore. Li ho incontrati il 6 marzo 2010 al Centro Rai di Saxa Rubra, in un salottino dello Studio 1, Palazzina B, mentre loro e io eravamo in attesa della registrazione di due puntate della trasmissione <em>A sua immagine<\/em>. Mi sono parsi straordinariamente attivi ed efficienti soprattutto quando agiscono e parlano in coppia. Abili e persino divertiti quando si ingegnano a suggerire espedienti per la vita quotidiana ad altri ciechi, con consigli per le faccende domestiche Rosaria e per il computer Domenico. \u201cPer noi \u00e8 pi\u00f9 facile \u2013 argomentano \u2013 perch\u00e9 noi siamo ciechi dalla nascita e perci\u00f2 abbiamo dovuto imparare da subito a cavarcela senza vedere\u201d.<br \/>\nHanno un computer dotato di voce sintetica che permette loro di leggere la posta elettronica, scannerizzare libri e tanto altro.<br \/>\nMentre gli parlo Domenico prende appunti in braille con l&#8217;apposita tavoletta.<br \/>\nIl momento pi\u00f9 vivo della registrazione della loro puntata \u00e8 quando a sorpresa il conduttore Rosario Carello consegna a Rosaria una poesia che Domenico le ha dedicato per l\u2019occasione e che lei legge speditamente con le dita \u2013 per la prima volta \u2013 davanti alle telecamere. Eccola:<\/p>\n<p><strong><em>A Rosaria<\/em><\/strong><br \/>\n<em>Con la faccia rivolta verso il cielo<\/em><br \/>\n<em>di quaggi\u00f9 in un gioco da bambini<\/em><br \/>\n<em>contro le nubi gravide di pioggia<\/em><br \/>\n<em>soffiamo con speranza commovente<\/em><br \/>\n<em>ma il vento neppure se n\u2019accorge<\/em><br \/>\n<em>e ci getta addosso goccioloni<\/em><br \/>\n<em>che subito diventano fragore:<\/em><br \/>\n<em>cos\u00ec avvolto, ogni suono soffoca,<\/em><br \/>\n<em>sgomenta e tradisce ma, insieme,<\/em><br \/>\n<em>la mano nella mano, trepidanti<\/em><br \/>\n<em>stiamo nel temporale senza perderci.<\/em><\/p>\n<p>Il verso <em>stiamo nel temporale senza perderci<\/em> mi pare uno straordinario messaggio di questa coppia all\u2019umanit\u00e0 dotata di sguardo. Chiedo se possono farmi un racconto della loro vicenda e loro me la mandano per e-mail ed \u00e8 questa che riproduco nella forma esatta con cui me l\u2019hanno inviata, che attesta una piena padronanza della scrittura al computer e della posta elettronica:<br \/>\n<em>Era un fine settimana lungo, con ponte. Una amica comune, Eugenia, aveva invitato noi ed altri amici per una cena in compagnia, niente di sofisticato, giusto quel tanto per trascorrere una serata un po\u2019 diversa. Rosaria mi \u00e8 piaciuta subito perch\u00e8 estroversa, prudente ma con una gran voglia di vivere. In famiglia dissi subito \u201cHo incontrato una ragazza che se mi vuole la sposo. Non ci vede per\u00f2 ce la caveremo\u201d. Rosaria lavorava in comune a Roma come centralinista telefonica, io facevo lo stesso lavoro in comune a Rapallo. Si erano incontrate due solitudini, due persone che pur vivendo una intensa vita di lavoro e amicizie, erano sole e dunque non temevano ostacoli per incontrarsi. <\/em><br \/>\n<em>Andai a Frattamaggiore (Napoli) a conoscere la sua famiglia. Lei venne a conoscere la mia a Rapallo. I miei espressero qualche perplessit\u00e0 perch\u00e8 \u201cdue ciechi, come farete?\u201d. Lei 39 anni, io 45; eravamo abbastanza maturi, provati dalla vita, per sapere chiaramente tutto ci\u00f2 a cui stavamo andando incontro. E poi, ce ne sono tante di coppie non vedenti che vivono benissimo.<\/em><\/p>\n<p>Fede religiosa:<em> lei s\u00ec, io no.<\/em><br \/>\nRosaria: <em>Voglio sposarmi nel santuario di Pompei.<\/em><br \/>\nDomenico:<em> Non sarebbe pi\u00f9 semplice in comune? Dieci minuti davanti al sindaco ed \u00e8 tutto fatto.<\/em><br \/>\nRosaria: <em>Troppo squallido. Senza la chiesa non sembra neppure un matrimonio, sa di freddo contratto notarile.<\/em><br \/>\nDomenico:<em> Va bene. Tu sai che non credo, la religione non \u00e8 nel mio cuore, non vado a messa ma se ti fa piacere ci sposiamo in chiesa. Ma toglimi una curiosit\u00e0: perch\u00e8 proprio a Pompei?<\/em><br \/>\nRosaria:<em> Un giorno ho promesso alla Madonna che se mi avesse cambiata la vita mi sarei sposata a Pompei. La Madonna mi ha esaudita. \u00c8 una grazia e io devo mantenere la promessa. Inoltre, in famiglia siamo devoti a quel santuario per tradizione.<\/em><br \/>\nDomenico alquanto perplesso:<em> I miracoli&#8230; Ci credi davvero?<\/em><br \/>\nRosaria:<em> S\u00ec, profondamente.<\/em><br \/>\n<em>Quando ci incontravamo a Roma prendevo una stanza nel convitto dove lei risiedeva. Le suore sapevano che ci saremmo sposati, anche se non subito per motivi di lavoro, e mi ospitavano volentieri. Passavamo qualche ora insieme la domenica mattina. Andavo a messa con lei per non metterla in imbarazzo di fronte alle suore ma per me non era un sacrificio come non \u00e8 un sacrificio nemmeno adesso se mi capita di andare a messa con lei. Se le cerimonie religiose sono estranee al mio sentire, non lo sono i tanti valori cristiani che lei ed io condividiamo.<\/em><br \/>\n<em>Quando veniva a Rapallo andavo ad incontrarla a Pisa: prendevo il treno sul quale lei stava gi\u00e0 viaggiando da Roma e percorrevo le vetture una dopo l&#8217;altra finch\u00e8 riuscivo ad individuarla grazie alla radio che lei teneva accesa mentre mi aspettava di fronte al suo scompartimento:<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Sei tu Rosaria?<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Meno male! Sei arrivato. Temevo non riuscissi a trovarmi.<\/em><br \/>\n<em>Ambiente piccolo: la gente si stupisce anche per ci\u00f2 che altrove \u00e8 normale.<\/em><br \/>\n<em>All\u2019uscita di un bar incontrammo il mio capoufficio: \u201cAllora vi sposate\u201d. Rispondemmo che s\u00ec, tra qualche mese appena sistemate alcune cose. \u201cFate bene\u201d. Da saggio ligure di poche parole ma generoso verso gli altri ci salut\u00f2 senza aggiungere altro, lasciandoci in cuore gioia e gratitudine.<\/em><br \/>\n<em>Arriva anche la solita domanda in tono di meraviglia e di leggera disapprovazione: \u201cCome fate?\u201d mi chiede una collega d&#8217;ufficio. \u201c\u00c8 difficile spiegare adesso in poche parole\u201d, rispondo, \u201cVieni a casa mia questa sera dopo le dieci. Rosaria non c\u2019\u00e8\u201d, continuo in tono di complicit\u00e0 leggera, \u201cTi faccio vedere\u201d. Lei ride divertita, ha capito: \u201cDomenico tu scherzi sempre!\u201d S\u00ec; sorridere, sdrammatizzare con una battuta leggera, \u00e8 il modo migliore per convincere che la cecit\u00e0 \u00e8 scomoda ma non una tragedia infinita dalla quale non si pu\u00f2 uscire.<\/em><br \/>\n<em>Ed eccoci alla presentazione ufficiale. Durante una visita alla famiglia di Rosaria la mia futura suocera ci fece vestire eleganti e volle che andassimo con lei a passeggiare in paese. Ad ogni passo ci presentava a questo e a quello, spiegava che eravamo fidanzati e presto ci saremmo sposati, che sua figlia sarebbe poi andata ad abitare a Rapallo. Mi sottoposi divertito al rito: era giusto che anche mia suocera avesse il suo <\/em>riscatto<em> <\/em><em>sociale, la sua rivincita: il vicinato doveva sapere che sua figlia era una ragazza come tutte le altre. <\/em><br \/>\n<em>E arriva il giorno del matrimonio, la felicit\u00e0 di un giorno tanto atteso. Niente di eccezionale, si capisce: i parenti di Rosaria, alcuni amici e quel &#8230;<\/em> nella gioia e nel dolore<em>&#8230; che ci eravamo appena promessi. Quella, dunque, era la meta che non dovevamo, non volevamo perdere di vista, che il tempo e le avversit\u00e0 non dovevano offuscare. <\/em><br \/>\n<em>I viaggi non erano ancora finiti. Rosaria doveva lavorare a Roma ancora per un certo periodo. Appena fosse riuscita ad andare in pensione avremmo pensato a sistemare le nostre attivit\u00e0 in modo organico. Gi\u00e0 da tanti anni svolgevo presso l\u2019<\/em>Unione italiana ciechi e ipovedenti<em> una attivit\u00e0 intensa alla quale avrebbe partecipato anche Rosaria appena fosse stato possibile. Intanto, comunque, avevamo la nostra casa. Il che non \u00e8 poco. Il resto verr\u00e0, e di quel che non verr\u00e0 faremo serenamente a meno.<\/em><br \/>\n<em>Per Rosaria non era affatto facile <\/em>ambientarsi<strong><em> <\/em><\/strong><em>in una cittadina ligure dopo tanti anni vissuti a Roma e prima ancora a Firenze dove aveva terminati gli studi. Rapallo \u00e8 piccola, il tessuto socioculturale ancora marcatamente ligure nonostante la forte immigrazione da altre regioni. Non \u00e8 qui il caso di dissertare sui caratteri umano-regionali per\u00f2 non \u00e8 difficile intuire la differenza tra un piccolo ambiente chiuso e le ampie possibilit\u00e0 di socializzazione della Metropoli. Eravamo abbonati al teatro (ci piace la prosa) ma al termine della rappresentazione, il pi\u00f9 delle volte nemmeno mezzanotte, non si riusciva a trovare un taxi e dovevamo tornare a piedi. Se ti trovi in difficolt\u00e0 a Roma in genere trovi facilmente chi si offre di aiutarti. Qui, facilmente ognuno si fa i fatti propri.<\/em><br \/>\n<em>Coloro che nella mia famiglia non vedevano bene il nostro matrimonio ora si rendono conto che siamo bene organizzati e conduciamo una vita normale di lavoro ed impegni vari, abbiamo una buona autonomia. Raccogliamo fondi per l\u2019associazione ciechi e ipovedenti facendo ricorso a lotterie, pesche di beneficenza e simili, nel 2009 per celebrare la giornata del braille (21 Febbraio) Rosaria ha letto in alcune chiese durante la messa.<\/em><br \/>\n<em>Infine io Rosaria incontro <\/em>Comunione e Liberazione<em>. Incomincio a partecipare all\u2019incontro delle famiglie a Santa Margherita Ligure intorno all\u2019anno duemila su invito dell\u2019amica Eugenia. Ho cos\u00ec l\u2019occasione di conoscere alcune persone attive in CL e prendo ad unirmi alle loro gite, pellegrinaggi; circa nel giugno duemilasei vado a Roma quando il Papa incontra i movimenti. Partecipo una prima volta per curiosit\u00e0 ad un incontro di <\/em>scuola di comunit\u00e0 <em>in casa di una amica. Mi piace e vado agli incontri successivi. L\u2019ambiente \u00e8 intellettualmente ricco di stimoli che arricchiscono anche i rapporti sociali. Vi incontro persone aperte, disponibili non solo a parole, che si offrono di accompagnarmi a messa senza farmi pesare la loro disponibilit\u00e0, mi invitano ad effettuare interventi durante le riunioni. In poche parole, mi valorizzano. Intensifico la mia partecipazione al movimento: frequento i ritiri quaresimali e dell\u2019avvento, gli incontri in videoconferenza con don Carr\u00f2n. Anche se non partecipa a questa mia attivit\u00e0, Domenico \u00e8 contento e mi incoraggia.<\/em><\/p>\n<p><strong>La puntata della trasmissione di Rai1 &#8220;A sua immagine&#8221; che fu all&#8217;origine del mio contatto con Rosaria e Domenico Badenchini \u00e8 andata in onda sabato 20 marzo 2010<\/strong>. <strong><a href=\"http:\/\/www.uiciliguria.it\/chi\/consiglio.html\">Qui<\/a> si possono vedere i nomi di Rosaria e Domenico che aprono l\u2019elenco dei membri del Consiglio della sezione di Chiavari <em>dell\u2019Unione ciechi e ipovedenti<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p><strong><strong>[Marzo 2010]<\/strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rosaria e Domenico Badenchini sono ciechi ma vedono chiaro nella vita e si amano e non temono di narrare la loro storia d\u2019amore. Li ho incontrati il 6 marzo 2010&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/9-la-voce-dello-sposo-e-la-voce-della-sposa\/rosaria-e-domenico-badenchini-amore-cieco\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Rosaria e Domenico Badenchini: amore cieco<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2110,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3804","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3804","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3804"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3804\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3854,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3804\/revisions\/3854"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2110"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}