{"id":3871,"date":"2010-03-22T15:50:56","date_gmt":"2010-03-22T14:50:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3871"},"modified":"2010-03-22T15:50:56","modified_gmt":"2010-03-22T14:50:56","slug":"tonino-colombani-il-mangiapreti-convertito-dall%e2%80%99ave-maria","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/8-celebrazione-ecclesiale-della-propria-morte\/tonino-colombani-il-mangiapreti-convertito-dall%e2%80%99ave-maria\/","title":{"rendered":"Tonino Colombani: il mangiapreti convertito dall\u2019Ave Maria"},"content":{"rendered":"<p>Tonino Colombani \u00e8 un mangiapreti emiliano che ricorda il Peppone dei racconti di Guareschi. Resta lontano dalla Chiesa per tutta la vita ma infine chiede i sacramenti. La singolare storia della sua conversione in morte \u00e8 narrata da don Giovanni Camarlinghi, oggi parroco a Ferrara, che fu testimone dell\u2019ultima raccomandazione di Tonino ai figli perch\u00e9 avessero a \u201ccredere in Dio\u201d.<\/p>\n<p><em>Nel 1977 Andrea\u00a0 Colombani\u00a0chierichetto\u00a0in parrocchia, seconda media, al termine dell\u2019ora di religione mi si avvicin\u00f2 informandomi che il nonno, Tonino Colombani, era in\u00a0coma all\u2019ospedale San Giuseppe di Copparo e prima di aggravarsi\u00a0aveva chiesto al cappellano di potersi confessare e di ricevere la comunione.\u00a0\u201cSa, don Giovanni, mio nonno \u2013 disse Andrea \u2013 erano pi\u00f9 di sessant\u2019anni che non si confessava\u00a0e non si comunicava, cio\u00e8 dal tempo della prima comunione\u201d.<\/em><br \/>\n<em>Il mio cuore si apr\u00ec alla commozione e feci un grande sorriso esprimendo al chierichetto tutta la mia gioia. A me, giovane parroco,\u00a0tante volte\u00a0avevano parlato di Tonino Colombani come di un mangiapreti e di un acerrimo nemico della Chiesa. Uomo sicuramente\u00a0onesto e di principi laicamente sani anche se per la sua fede politica avrebbe fatto e commesso qualsiasi cosa: il partito prima di tutto e di tutti.<\/em><br \/>\n<em>Si raccontavano brutte storie della fine del periodo bellico.\u00a0A Serravalle il parroco era un certo don Giovanni Baravelli che durante la II guerra mondiale era partito volontario come cappellano militare e\u00a0dopo la disastrosa campagna di Russia era stato uno dei pochi che erano riusciti a tornare a casa. Una volta rientrato in parrocchia non nascondeva la sua simpatia con il regime fascista: aveva conservato la divisa militare di cappellano e la indossava al posto della talare. Ironia della sorte: aveva\u00a0un cappellano che invece sosteneva un gruppo di partigiani che operava in paese e nella zona del comune di Codigoro.<\/em><br \/>\n<em>Un giorno\u00a0i partigiani della zona, capeggiati da Tonino Colombani, decisero che a quel parroco fascista bisognava dare una lezione. Notte tempo, in quattro si presentarono in canonica:\u00a0due si\u00a0collocarono nella parte posteriore della casa del parroco per impedire fughe dal retro, uno presidi\u00f2 l\u2019ingresso delle sale parrocchiali e Tonino Colombani si diresse alla porta della canonica. Ma non avevano fatto i conti con la sorte in quanto a una finestra dell\u2019abitazione del direttore dell\u2019ufficio postale, che dava sulla piazza, era affacciato il figlio del direttore, certo\u00a0Livio Morelli, che era appena rientrato, pelle e ossa, dal campo di concentramento di Dacau e non riusciva a dormire. Tonino Colombani\u00a0tuon\u00f2 all\u2019indirizzo di Livio: \u201cLa posta chiuda la finestra\u201d. Rispose Livio, con un filo di voce: \u201cLa posta rimane alla finestra e tu vergognati\u201d.<\/em><br \/>\n<em>La missione non pot\u00e8 essere portata a termine per presenza di testimoni. E ancora si raccontava che nell\u2019occasione dei matrimoni dei figli e delle figlie, Tonino Colombani li aveva accompagnati alla porta della chiesa e poi era andato al bar a bere e a giocare a carte, raggiungendo gli sposi al ristorante.<\/em><br \/>\n<em>Conoscevo bene la famiglia Colombani.\u00a0 Venni chiamato dopo qualche giorno perch\u00e9 i familiari di Tonino avevano preso la decisione di riportarlo a casa, a morire nel suo letto. Mi presentai alla famiglia e, avendo egli fatto la confessione e la comunione in ospedale, mi sentii autorizzato ad\u00a0amministrargli il sacramento dell\u2019unzione dei malati. Miracoli della fede, dopo alcuni giorni\u00a0le condizioni di salute di Tonino migliorarono, usc\u00ec dal coma e piano piano\u00a0riprese conoscenza.<\/em><br \/>\n<em>Io avevo preso l\u2019abitudine di andare ogni giorno a trovare l\u2019ammalato. Ero accolto con grande affabilit\u00e0 e gioia da tutti, specie da Tonino. Quando arrivavo davanti a casa, i compagni di partito e alcuni amici\u00a0erano sempre fermi sull\u2019aia ma non potevano entrare perch\u00e9 le uniche persone che erano ammesse erano i familiari e il sottoscritto. <\/em><br \/>\n<em>Non mi rendevo conto di che cosa avesse innescato la \u201cconversione\u201d.\u00a0 Dopo qualche giorno mi si svel\u00f2 il mistero: Tonino volle che in camera da letto venisse anche la sua vecchia madre e mi disse che lui non era mai andato d\u2019accordo con i preti e tanto meno con la Chiesa per\u00f2 era sempre rimasto fedele all\u2019insegnamento della mamma che da piccolo gli aveva insegnato a recitare un\u2019<\/em> Ave Maria<em> prima di andare a letto, cosa che lui aveva puntualmente fatto ogni giorno. Al che io proposi\u00a0 di dire insieme questa preghiera e alla risposta affermativa cominciai:\u00a0\u201cAve Maria, piena di grazia\u2026\u201d e improvvisamente alle parole\u00a0\u201cadesso e nell\u2019ora della nostra morte\u201d\u00a0mi si rivel\u00f2 l\u2019arcano:\u00a0capii che era stata Maria, invocata per una vita, che aveva\u00a0esaudito\u00a0la richiesta di Tonino.<\/em><br \/>\n<em>Passarono alcuni giorni, la situazione peggiorava continuamente finch\u00e8 fummo chiamati d\u2019urgenza al capezzale di Tonino il quale prima di morire volle i figli, la mamma e il parroco attorno al letto e ci lasci\u00f2 con queste parole rivolte ai familiari: \u201cAssistete con amore la nonna, vogliatevi bene e andate d\u2019accordo tra di voi; pregate il Signore perch\u00e9 c\u2019\u00e8!\u201d Frase che io comunicai nell\u2019omelia del funerale. Mai avevo assistito a un invito cos\u00ec\u00a0straordinario.<\/em><\/p>\n<p><strong>[Marzo 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tonino Colombani \u00e8 un mangiapreti emiliano che ricorda il Peppone dei racconti di Guareschi. Resta lontano dalla Chiesa per tutta la vita ma infine chiede i sacramenti. 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