{"id":393,"date":"2007-05-02T01:11:44","date_gmt":"2007-05-02T00:11:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=393"},"modified":"2014-01-29T08:58:53","modified_gmt":"2014-01-29T07:58:53","slug":"ecco-i-387-giusti-italiani-che-salvarono-gli-ebrei","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/18-giusti-delle-nazioni\/ecco-i-387-giusti-italiani-che-salvarono-gli-ebrei\/","title":{"rendered":"Ecco i 387 giusti italiani che salvarono gli ebrei"},"content":{"rendered":"<p><em>I Giusti  d\u2019Italia. I non ebrei che salvarono gli ebrei <\/em> \u00e8 il bel titolo di un volume Mondadori che contiene la storia degli  italiani che tra il settembre del 1943 e l\u2019aprile del 1945 &#8211; cio\u00e8  durante l\u2019occupazione tedesca &#8211; aiutarono gli ebrei a scampare alla  persecuzione nazista. Costa 20 euro e contiene &#8211; in 294 pagine &#8211;  brevi narrazioni riguardanti 387 <em>Giusti<\/em>.<br \/>\nQuesto libro  mi ha regalato tre mesi di lettura felice, con due o cinque storie per  sera che mi riconciliavano con l\u2019umanit\u00e0: non puoi perdere fiducia  nei tuoi simili, per quanta miseria tu possa sperimentare nella giornata,  in te e intorno a te, se ogni sera hai un vivo appuntamento con un gruppetto  di persone, sempre diverse, che hanno rischiato la pelle per aiutare  il prossimo.<br \/>\nIl numero  dei <em>Giusti<\/em> \u00e8 in continua crescita perch\u00e8 Yad Vashem &#8211; l\u2019Istituto  per la Memoria della Shoah, sorto nel 1953 a Gerusalemme &#8211; continua  la sua opera di ricognizione. Chi vuole i dati aggiornati pu\u00f2 visitare  il sito dell\u2019Istituto: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.yadvashem.org\/\"><u>www.yadvashem.org<\/u><\/a>, dove &#8211; al momento &#8211; trova che  i <em>Giusti<\/em> di tutto il mondo, al gennaio 2006, sono 21.310, mentre  gli italiani sono 391. Sono cio\u00e8 aumentati di quattro unit\u00e0 in sette  mesi, dal momento che il volume &#8211; realizzato in versione italiana  dalla storica della Shoah Liliana Picciotto &#8211; si limita ai <em>Giusti<\/em>   riconosciuti all\u2019aprile 2005.<br \/>\nL\u2019Italia  &#8211; come risulta dal sito &#8211; \u00e8 all\u2019undicesimo posto per numero di  \u201cgiusti\u201d, dopo la Polonia che ne ha 5.941, l\u2019Olanda 4.726, la  Francia 2.646, l\u2019Ucraina 2.139, il Belgio 1.414, l\u2019Ungheria 675,  la Lituania 630, la Bielorussia 564, la Slovacchia 460, la Germania  427. La densit\u00e0 dei giusti nei diversi paesi dipende dalla consistenza  della comunit\u00e0 ebraica locale, dalla durata e dall\u2019intensit\u00e0 della  persecuzione nazista che l\u00ec si svilupp\u00f2 e dalla motivazione della  gente a opporsi a essa. La Polonia ottiene il primo posto perch\u00e9 lass\u00f9  c\u2019erano tanti ebrei, l\u2019occupazione ebbe la massima durata e grande  fu la resistenza all\u2019occupante.<br \/>\nMa ovviamente  i giusti italiani &#8211; come di ogni altro paese &#8211; furono molti di pi\u00f9  di quelli che hanno ottenuto, spesso dopo la morte, il riconoscimento  di Yad Vashem. Liliana Picciotto calcola che su 32.300 ebrei residenti  nell\u2019Italia occupata dai tedeschi gli arrestati sono stati circa 8  mila, mentre 23.500 rimasero \u201cindenni\u201d. La percentuale di sopravvissuti  in Italia fu pi\u00f9 alta &#8211; pare &#8211; rispetto a ogni altro paese proprio  per la grande solidariet\u00e0 che i perseguitati trovarono nella popolazione.  Allora &#8211; come scrisse lo storico Renzo De Felice &#8211; \u201cogni ebreo  dovette la sua salvezza a un italiano\u201d.<br \/>\nL\u2019autenticit\u00e0  delle storie \u00e8 garantita dal metodo di ricognizione adottato da Yad  Vashem. Una commissione di trentanove membri presieduta da un ex giudice  della Corte Suprema vaglia la candidatura a <em>Giusto tra le nazioni<\/em>  &#8211; proposta da ebrei che furono \u201csalvati\u201d, o da loro rappresentanti  &#8211; e avvia un\u2019istruttoria per appurare che il candidato abbiano agito  spontaneamente e gratuitamente, in territori controllati dalle truppe  tedesche o da loro alleati, mettendo a rischio la libert\u00e0 e la vita.<br \/>\n\u00abIl Giusto  &#8211; scrive a premessa del volume Avner Shalev, presidente del Comitato  di direzione di Yad Vashem &#8211; simboleggia l\u2019essere umano e la sua  capacit\u00e0 di scegliere il bene contro il male e di non restare indifferente\u00bb.<br \/>\nTra i <em> Giusti<\/em> vi sono persone di ogni fede e ceto sociale: anziani, giovani,  contadini e professori (tra essi Carlo Arturo Jemolo), preti e atei,  persino dei fascisti, funzionari di polizia, carabinieri e \u00abcamicie  nere\u00bb.<br \/>\nVi sono contadini  (Pigliapoco Attilio e Lidia, di Polverigi, Ancona) e operai (la famiglia  Cerioli-Vaiani di Magenta, Milano) che salvano i proprietari ebrei del  terreno che lavorano o dello stabilimento di cui sono dipendenti. Colf  che nascondono nella propria casa la famiglia ebrea presso la quale  erano state a servizio (Teresa Giovannucci, romana), ma anche negozianti  (Mario Gentili di Roma, proprietario di un negozio di stoffe e nonno  di Francesco Rutelli, attuale leader della Margherita) che salvano i  loro garzoni ebrei.<br \/>\nAlcune storie  sono famose, anche perch\u00e8 narrate in libri e film. La miniserie televisiva <em>La fuga degli innocenti<\/em> (Rai 2004) narra l\u2019avventura di cui furono protagonisti don Arrigo Beccari e il dottor Giuseppe Moreali che presso Nonantola (Modena) nascosero un centinaio di bambini ebrei provenienti dalla Jugoslavia. Alla stessa vicenda, sempre nel 2004, la Rai dedic\u00f2 il film-documentario <em>I ragazzi di Villa Emma. Giovani ebrei in fuga<\/em>.<br \/>\n<em>Perlasca &#8211; Un eroe italiano<\/em> \u00e8 un altro film che racconta l\u2019impresa del nostro maggiore salvatore di ebrei: Giorgio Perlasca, che si trova per affari a Budapest e si spaccia per un diplomatico spagnolo, riuscendo a organizzare la  fornitura di documenti falsi a circa cinquemila appartenenti alla \u201crazza  giudaica\u201d. Il film \u00e8 tratto dal volume di Enrico Deaglio, <em>La banalit\u00e0 del bene<\/em> (1991).<br \/>\nCarlo Angela  \u00e8 un medico piemontese (padre di Piero Angela)  che nella sua clinica di San Maurizio Canavese nasconde ebrei facendoli passare per  malati. La sua azione rimane sconosciuta fino a quando uno dei salvati,  Renzo Segre, la racconta nel libro <em>Venti mesi<\/em> (1995).<br \/>\nTra preti  (31), religiosi (11), religiose (7) e vescovi (2) sono ben 51 gli ecclesiastici  riconosciuti come <em>Giusti<\/em>. I vescovi sono Giuseppe Nicolini (Assisi)  e Angelo Rotta (nunzio a Budapest, dove aiut\u00f2 Perlasca nella sua impresa).  Due che allora erano giovani preti poi divennero cardinali: Pietro Palazzini  e Vincenzo Fagiolo. E ci sono due pastori protestanti: il valdese Tullio  Vianay e il battista Daniele Cupertino.<br \/>\nI pi\u00f9 famosi  tra i preti sono il fiorentino Giulio Facibeni e il lucchese Arturo  Paoli, che oggi ha 94 anni. Tra i religiosi la figura di maggiore spicco  \u00e8 Giuseppe Girotti, domenicano piemontese morto a Dachau, per il quale  c\u2019\u00e8 la causa di beatificazione e la madre Elisabetta Maria Hesselblad,  originaria della Svezia, fondatrice delle Brigidine: ha avuto il titolo  di <em>Giusto<\/em> nel 2004, dopo che nel 2000 era stata proclamata beata  da Giovanni Paolo.<br \/>\nAffascinanti  &#8211; tra i <em>Giusti<\/em> &#8211; sono anche le figure di due cristiani laici  morti come Girotti nei campi di sterminio e per i quali \u00e8 avviata la  causa di beatificazione: Giovanni Palatucci, avellinese che diviene  reggente della Questura a Fiume e Odoardo Focherini, emiliano e amministratore  del quotidiano <em>Avvenire d\u2019Italia<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Luigi  Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>La Voce di Padre Pio<\/em> 6\/2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Giusti d\u2019Italia. 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