{"id":395,"date":"2007-05-02T01:23:00","date_gmt":"2007-05-02T00:23:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=395"},"modified":"2009-10-01T13:46:22","modified_gmt":"2009-10-01T11:46:22","slug":"1943-1945-tra-i-giusti-e-gli-ebrei-nasce-il-primo-dialogo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/18-giusti-delle-nazioni\/1943-1945-tra-i-giusti-e-gli-ebrei-nasce-il-primo-dialogo\/","title":{"rendered":"1943-1945: tra i &#8220;giusti&#8221; e gli ebrei nasce il primo dialogo"},"content":{"rendered":"<p>Torno sul  prezioso volume <em>I giusti d\u2019Italia. I non ebrei che salvarono gli  ebrei 1943-1945<\/em> (Mondadori, pp. 294, Euro 20), perch\u00e9 non mi \u00e8  bastato parlarne il mese scorso e segnalo qualcosa di ci\u00f2 che vi si  impara sulla reciproca scoperta di ebrei e cristiani sotto il fuoco  della persecuzione. Il libro narra le storie di 387 italiani &#8211; riconosciuti  come <em>giusti<\/em> da Yad Vashem &#8211; che durante l\u2019occupazione tedesca riescono a sottrarre allo sterminio  degli ebrei, per esempio ospitandoli in case private o in istituti religiosi  (tra i <em>giusti<\/em> vi sono 31 preti, 11 religiosi, 7 religiose, 2  vescovi). Qualche volta i fuggiaschi vengono vestiti da preti e suore  e ne vengono una grande quantit\u00e0 di finte preghiere.<br \/>\nSi tengono  falsi funerali per trafugare partigiani feriti, come quello che il medico  ebreo Carlo Alberto Luzzatti e don Vivaldo Mecacci organizzano nel comune  di Sovicille, Siena. Arrivano le SS e il Luzzatto e il partigiano &#8211;  che \u00e8 stato appena cavato dalla cassa e medicato su un letto &#8211; vengono  calati di furia nei sotterranei della torre medievale, dove restano  sette giorni al buio.<\/p>\n<p><strong>Vestite  da suore recitano  lo Shem\u00e0<\/strong><br \/>\nA Cessole,  Asti, le famiglie ebraiche dei Luzzatti e dei Tedeschi vengono soccorse  dagli Ambrostolo e dai Brandone: &#8220;Furono presentati in paese come  parenti sfollati e andavano a messa tutte le domeniche&#8221;. Per tre mesi  Serenella Fo\u00e0 \u00e8 ospite dei Galvani a Caneto di Palanzano, sull\u2019Appennino  di Parma e di domenica le figlie degli ospiti &#8220;la portano con loro  in chiesa, per evitare che i vicini si insospettiscano&#8221;.<br \/>\nLe &#8220;preghiere  cattoliche da recitare in chiesa&#8221; vengono insegnate a Charlotte Fullenbaum  a Secchiano, sull\u2019Appennino pesarese. Lo stesso insegnamento ricevono  &#8220;in fretta&#8221; Alessandro, Fiorenza e Lisetta Kalman a Monselice, Padova.<br \/>\nIl medico  ebreo Umberto Franchetti rifugiato a Giampereta &#8211; nel Casentino &#8211;  la domenica invece di andare con gli altri nella chiesa del posto sale  a piedi al santuario della Verna, &#8220;facendo credere che va a messa&#8221;.<br \/>\nAdolfo Vitta  \u00e8 un ragazzo di 13 anni salvato dalla famiglia Sgatti a Marina di Carrara,  presentandolo come uno sfollato venuto dall\u2019Italia meridionale. Per  non portarlo in chiesa inventano la storia che sia &#8220;allergico all\u2019odore  delle candele e all\u2019incenso&#8221;.<br \/>\nLa convivenza  prolungata di ebrei in canoniche e case religiose porta ai primi gesti  di accostamento ecumenico, dallo scrupolo di &#8220;non servire cibo proibito&#8221;  all\u2019aiuto per procurarsi pane azzimo. A Tagliacozzo Alto don Gaetano  Tantalo ospita per nove mesi le famiglie Orvieto e Pacifici, procura  loro delle Bibbie, augura lo <em>Shabbat Shalom<\/em> ogni venerd\u00ec sera,  li aiuta a calcolare le date delle festivit\u00e0 ebraiche. A pasqua procura  stoviglie e mattoni nuovi per cuocere il pane azzimo. Un pezzo di questo  pane non lievitato \u00e8 ancora conservato dai familiari.<br \/>\nGiulio Gradassi  parroco a Castiglioni, Firenze, &#8220;prima di pasqua si offre di cuocere  il pane azzimo&#8221; alla famiglia di Henia Pick, che salva e sfama &#8220;per  parecchi  mesi&#8221;. &#8220;Predispose per i fuggiaschi una stanza per  pregare&#8221; si legge di Benedetto Richeldi, parroco a Finale Emilia,  che d\u00e0 rifugio a una dozzina di ebrei jugoslavi.<br \/>\nDonne ebree  si salvano nel convento di San Giuseppe in via del Casaletto a Roma,  dove vestite da suore &#8220;recitano pi\u00f9 volte lo Shem\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Anche  don Mazzolari battezza  un bimbo ebreo<\/strong><br \/>\nSui bambini  ebrei battezzati per &#8220;protezione&#8221; in case cattoliche non emergono  vicende conflittuali, restando inteso &#8211; tra i protagonisti dei due  casi che vengono narrati &#8211; che quei piccoli restano ebrei a tutti  gli effetti. Mario e Lina Citterich &#8211; i genitori del collega giornalista  Vittorio &#8211; adottano a Salonicco una neonata ebrea, Rena Shaky, la  battezzano &#8220;per poter ottenere un documento ufficiale&#8221; e dopo la  guerra corrono a riportarla ai genitori &#8220;sopravvissuti&#8221; alla persecuzione.<br \/>\nPer salvare  Susanna Benyacar e la sua famiglia, rifugiata a Rivarolo Mantovano,  comune di Bozzolo, il parroco Primo Mazzolari l\u2019aggrega a un gruppo  di sfollati provenienti dall\u2019Italia meridionale e quando la donna  partorisce il terzo figlio don Primo &#8220;consiglia di battezzarlo&#8221;.  Negli stessi giorni a Milano muore la nonna Rebecca, che viene sepolta  con rito cattolico. Ebrei nascono e muoiono cattolici per finta come  un tempo l\u2019avevano dovuto fare per forza.<br \/>\nUn funerale  &#8220;falsamente cattolico e sotto falso nome&#8221; \u00e8 narrato nel salvataggio  della famiglia di Carlo Levi a opera della patriarcale famiglia di Adele  Zara a Oriago, Venezia. Mentre Letizia Camerini &#8211; protetta dalle suore  del Buon Pastore di Parma &#8211; viene sepolta s\u00ec con &#8220;nome falso&#8221;,  ma con &#8220;un vero funerale cattolico&#8221;. Modi diversi di raccontare  lo stesso benevolo imbroglio di pregare Ges\u00f9 per legittimare la sepoltura  di ebrei che altrimenti non avrebbero avuto pace neanche da morti.<br \/>\nDalle Serve  di Maria Addolorata di via Faentina, a Firenze, si rifugiano dodici  giovani ebree polacche e belghe: &#8220;Furono vestite con le uniformi e  vennero insegnate loro velocemente le preghiere cattoliche&#8221;.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8  chi li salva ma tenta  di convertirli<\/strong><br \/>\nA volte l\u2019arrivo  in convento di un\u2019ebrea appare &#8211; a chi non sa &#8211; come la scoperta  di una vocazione. E\u2019 il caso di Regina Schneider, che trova riparo  dalle domenicane di Fossano: &#8220;Seguiva le regole della religione dando  l\u2019impressione che sarebbe diventata un\u2019ottima suora&#8221;.<br \/>\nDodici tra  donne e bambini vengono accolti &#8211; per iniziativa di don Giovanni Simioni  &#8211; come &#8220;pensionanti&#8221; presso un convento di suore francescane a  Treviso, &#8220;dove si mischiarono alle altre donne e dove dovevano fingere  di essere cattoliche come le altre&#8221;.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8  chi si fa scrupolo di evitare che le ospiti ebree siano costrette ad  atti di piet\u00e0 che non possono essere sinceri. Madre Maria Giuseppina  Lavizzari, benedettina, accoglie a Griffa, Verbania, due bambine Coen  Torre accompagnate da una nonna e da una cugina: &#8220;per non creare problemi  con le preghiere che venivano recitate nel refettorio, a loro venne  riservata una saletta&#8221;. A seguito di una spiata le due donne vengono  spostate dall\u2019ala del pensionato a quella della clausura e vengono  &#8220;dotate di abiti talari&#8221;.<br \/>\nGrande sensibilit\u00e0  mostra anche Anna Ferrari, insegnante a Trarego, settecento metri sopra  il Lago Maggiore, che ospita in casa sette ebrei e porta con s\u00e9 a scuola  la bambina Renata Torre: &#8220;per non metterla in imbarazzo, dimentica  di far recitare le preghiere in classe&#8221;.<br \/>\nNon mancano  i tentativi di convertire gli ospiti ebrei di monasteri e conventi:  le storie dei <em>giusti<\/em> ne narrano cinque, se ho letto bene. Klara  Rosenfeld racconta d\u2019essere stata accolta in un convento di Traversetolo,  Parma, dove rest\u00f2 due anni e mezzo e dove &#8220;cercarono di battezzarla&#8221;:  era allora sui dieci anni.<br \/>\nAnche Amalia  Liuccia Fo\u00e0 aveva quell\u2019et\u00e0 quando la sorella Serenella riesce a  farla ospitare in un convento di San Giovanni, Parma, dove &#8220;non rimase  a lungo poich\u00e9 le suore avevano tentato di farla convertire&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Brava  la beata Hesselblad ma alcune  delle sue suore&#8230;<\/strong><br \/>\nGran diversit\u00e0  di atteggiamenti incontrano Emma Torre Pugliese e le figlie Giuliana  e Paola, di 19 a 13 anni, che vengono trattate &#8220;con pieno rispetto  della loro fede&#8221; nel convento di San Giuseppe in via del Casaletto  a Roma, mentre in precedenza &#8220;erano state ospitate nel convento di  Santa Brigida in piazza Farnese, lasciato perch\u00e9 alcune suore avevano  chiesto loro di convertirsi&#8221;. Occorre fare attenzione all\u2019espressione  &#8220;alcune suore&#8221;: perch\u00e9 quel convento aveva come superiora la fondatrice  Elisabetta Maria Hesselblad, svedese, che \u00e8 stata proclamata beata  nel 2000 e che nel 2004 ha avuto il titolo di <em>giusto<\/em> per aver  salvato dodici ebrei appartenenti alle famiglie Piperno e Sed, che hanno  attestato un suo comportamento esemplare: &#8220;Non cerc\u00f2 mai di convertirli,  al contrario insisteva perch\u00e9 osservassero i dettami della loro religione&#8221;.<br \/>\nSergio Itzhak  Minerbi fu salvato a Roma dal direttore del San Leone Magno, don Alessandro  Di Pietro, che lo accolse tra i novecento alunni. Attesta che fu &#8220;trattato  bene&#8221;, ma ricorda &#8220;un prete che ogni mercoled\u00ec pomeriggio gli dava  lezioni private e cercava di persuaderlo a convertirsi&#8221;.<br \/>\nIl trattamento  peggiore capit\u00f2 a Esther Franses Maissa e alla figlia Enrichetta accolte  nell\u2019ospedale di San Giorgio a Desio: &#8220;la madre superiora dell\u2019ospedale  si recava nella stanza di Esther per cercare di convertirla&#8221;. Enrichetta  protesta e la superiora &#8220;le scaccia dall\u2019ospedale&#8221;,<br \/>\nDai tentativi  di conversione alla massima generosit\u00e0, quale fu attestata per esempio  da don Arturo Paoli (\u00e8 appena tornato dall\u2019America Latina a Lucca,  portando con s\u00e9 la benedizione dei suoi 93 anni), che rifugia Herman  Gerstel nel seminario di Lucca e va &#8220;ogni sera&#8221; a &#8220;discutere con  lui di questioni religiose&#8221;, facendosi &#8211; emotivamente &#8211; perseguitato  tra i perseguitati: &#8220;Non temere, sei mio figlio e ti salver\u00f2 col  mio sangue&#8221;. Un giorno don Paoli ha &#8220;la luminosa idea di vestire  da prete Gerstel e di presentarlo come segretario del vescovo, con il  vantaggio di non doverlo pi\u00f9 nascondere e di poter usufruire della  sua conoscenza della lingua tedesca&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Un  ebreo in bicicletta vestito  da prete<\/strong><br \/>\nQuell\u2019uso  a parafulmine della veste talare non fu raro. Don Luigi Rosadini a Siena  &#8220;rischia la vita per accompagnare Piero Sadun, vestito da prete, in  bicicletta, ad Arezzo e permettergli di aggregarsi ai partigiani&#8221;.<br \/>\nDa un ebreo  segretario del vescovo a un\u2019ebrea bibliotecaria in parrocchia: l\u2019avvicinamento  di ebrei e cristiani segu\u00ec sentieri davvero imprevedibili! Guido Bartolameotti,  parroco a Cloz, Trento, nasconde in casa Augusto Rovighi e riesce a  dare impiego alla moglie Margherita Rovighi nella vicina scuola elementare.  Margherita va spesso &#8220;a trovare il marito nel suo nascondiglio&#8221;  e per &#8220;giustificare la sua presenza in canonica viene nominata bibliotecaria  della parrocchia&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Luigi  Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 12\/2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torno sul prezioso volume I giusti d\u2019Italia. I non ebrei che salvarono gli ebrei 1943-1945 (Mondadori, pp. 294, Euro 20), perch\u00e9 non mi \u00e8 bastato parlarne il mese scorso e&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/18-giusti-delle-nazioni\/1943-1945-tra-i-giusti-e-gli-ebrei-nasce-il-primo-dialogo\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">1943-1945: tra i &#8220;giusti&#8221; e gli ebrei nasce il primo dialogo<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2137,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-395","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=395"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2180,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/395\/revisions\/2180"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2137"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}