{"id":3965,"date":"2010-04-06T10:06:13","date_gmt":"2010-04-06T08:06:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=3965"},"modified":"2010-04-06T10:06:13","modified_gmt":"2010-04-06T08:06:13","slug":"raffaele-di-bari-%e2%80%9cbisogna-dare-voce-a-questa-gente%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/nuovi-martiri\/a-martiri-della-missione\/raffaele-di-bari-%e2%80%9cbisogna-dare-voce-a-questa-gente%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Raffaele di Bari: \u201cBisogna dare voce a questa gente\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Raffaele di Bari \u00e8 un missionario comboniano di 71 anni, nato a Barletta, che si dedica da un quindicennio al riscatto dei bambini soldato nel Nord dell\u2019Uganda e che viene ucciso in un\u2019imboscata il 1\u00b0 ottobre 2000 mentre \u00e8 in viaggio dalla sua missione di Opit verso Acholi Bur. Il direttore di <em>Misna<\/em> Giulio Albanese e la giornalista del <em>Corriere della Sera<\/em> Maria Grazia Cutuli ritennero credibile che fosse stato ucciso dai ribelli del Lord Resistence Army per il suo impegno a protezione della popolazione. Uomo estroso e generoso, chiamato \u201cDon Chisciotte\u201d per il continuo impegno a costruire mulini, cos\u00ec aveva descritto la situazione della propria missione in una lettera del 20 febbraio 1997:<br \/>\n<em>Qui la popolazione vive da 11 anni in un clima di guerriglia e di terrore per la presenza di criminali e feroci banditi. E\u2019 diventato normale vivere in tensione e paura. Per solidariet\u00e0 con la gente anch\u2019io sono tranquillamente agitato, alle volte scosso, traumatizzato e arrabbiato per tutto quello che succede. Sembra strano ma i ragazzi ignorano cosa vogliano dire pace e benessere, convinti che in tutto il mondo vi sia identica realt\u00e0 e analoga situazione di guerra. Sono tanti i bambini che ti vengono incontro con due occhini lucidi e con semplicit\u00e0 ti sorridono tristi nella speranza di ricevere qualcosa. Un solo biscotto o una zolletta di zucchero pur rendendoli momentaneamente felici non risolvono il loro problema. Attualmente nella nostra residenza di Opit abbiamo moltissimi rifugiati e sfollati e ognuno di loro ha da raccontare tragici episodi di parenti uccisi, bambini e giovani rapiti<br \/>\ne portati in Sudan, capanne e case bruciate e tanti mutilati per lo scoppio di mine. Non credo di essere incosciente e spericolato vivendo in questa zona ad alto rischio, tra gente poverissima e in balia di tante calamit\u00e0. Sempre con prudenza bisogna scomodarsi e sapere rischiare. E\u2019 proprio nella solidariet\u00e0 con questa gente che mi sono realizzato per manifestare con coerenza la mia fede.<\/em><br \/>\nMaria Grazia Cutuli aveva narrato due anni prima sul <em>Corriere della Sera<\/em> una razzia dei guerriglieri dalla quale il padre Raffaele si era salvato per miracolo:<br \/>\n<em>\u201cPadre, vieni fuori\u201d, hanno gridato. \u201cVieni fuori o t\u2019ammazziamo\u201d. Padre Raffaele Di Bari, 69 anni di cui quasi 40 passati nel Paese centrafricano, ancora oggi non sa come sia uscito vivo dai 70 e passa colpi sparati dentro la sua stanza. \u201cL\u2019attacco \u00e8 durato pi\u00f9 di tre ore \u2013 racconta \u2013. Fino a quando i militari del governo non hanno cominciato a bombardare\u201d. Ma a quel punto i ribelli avevano ottenuto il loro scopo: si erano portati via una ventina di bambini. \u201cSoltanto nella mia missione \u2013 racconta il padre \u2013 quest\u2019anno sono spariti 400 ragazzini\u201d. <\/em><br \/>\nIn una corrispondenza per l\u2019agenzia Misna aveva scritto di s\u00e9 queste parole impegnative qualche giorno prima di essere ucciso: \u201c<em>In tanti anni d\u2019Africa la missione pi\u00f9 grande che abbia mai ricevuto dal Signore \u00e8 stata quella di dare voce a questa gente, denunciando le atrocit\u00e0 che i ribelli commettono quasi quotidianamente su vecchi e bambini<\/em>\u201d.<br \/>\nRegalava agli amici una preghiera che aveva composto in forma poetica, nella quale Dio Padre risponde dal Cielo alle invocazioni di chi gli si rivolge con la preghiera di Ges\u00f9:<\/p>\n<p><em>Figlio mio,<\/em><br \/>\n<em>che sei su questa terra,<\/em><br \/>\n<em>preoccupato, triste e tentato,<\/em><br \/>\n<em>ti chiamo per nome,<\/em><br \/>\n<em>ti conosco e ti amo.<\/em><br \/>\n<em>Non avere paura,<\/em><br \/>\n<em>non sarai mai solo,<\/em><br \/>\n<em>ti sar\u00f2 sempre accanto,<\/em><br \/>\n<em>insieme spargeremo il seme della vita<\/em><br \/>\n<em>che ti dono in eredit\u00e0. <\/em><br \/>\n<em>Desidero solo che tu faccia<\/em><br \/>\n<em>la mia volont\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Non preoccuparti:<\/em><br \/>\n<em>ti dar\u00f2 cibo per ogni giorno<\/em><br \/>\n<em>da dividere col tuo prossimo<\/em><br \/>\n<em>pi\u00f9 povero, in solidariet\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Sappi che ti perdono ogni peccato<\/em><br \/>\n<em>anche prima che tu pecchi;<\/em><br \/>\n<em>ti chiedo solo di perdonare<\/em><br \/>\n<em>tutti quelli che ti offendono.<\/em><br \/>\n<em>Per non soccombere alla tentazione<\/em><br \/>\n<em>afferra la mia mano<\/em><br \/>\n<em>con forza e fiducia.<\/em><br \/>\n<em>Ti liberer\u00f2 dal male,<\/em><br \/>\n<em>figlio mio,<\/em><br \/>\n<em>a me tanto caro.<\/em><\/p>\n<p>Da padre Raffaele non ci si accomiata facilmente. Lo faccio con un ultimo omaggio: riportando per intero l\u2019articolo che gli dedic\u00f2 in morte la collega Maria Grazia Cutuli su <em>Sette<\/em>, il magazine del <em>Corriere della Sera<\/em>, il 19 ottobre 2000. Maria Grazia l\u2019aveva conosciuto e l\u2019ammirava. La sua testimonianza \u00e8 significativa perch\u00e9 si trov\u00f2 spesso a trattare di missionari nel suo lavoro di reporter per il quale ha dato la vita a 39 anni, in Afghanistan, il 19 novembre 2001.<\/p>\n<p><strong><em>Il testamento di Padre Raffaele di Bari<\/em><\/strong><br \/>\n<em>Di Maria Grazia Cutuli \u2013 \u201cSette\u201d 19 ottobre 2000<\/em><br \/>\n<em>La morte lo incalzava. P. Raffaele di Bari se l\u2019era scrollata di dosso una mezza dozzina di volte. Con noncuranza, persino con ironia. \u201cHanno scaricato 73 proiettili contro le finestre della mia stanza. Ma sono riusciti solo a graffiarmi la pelata\u201d, ci aveva raccontato tempo fa, dopo uno dei tanti attacchi dei ribelli alla sua missione, nel Nord dell\u2019Uganda. L\u2019ultima volta, prima che lo uccidessero, non scherzava pi\u00f9: \u201cal telefono piangeva\u201d, ricorda p. Giulio. Poi \u00e8 arrivata la resa dei conti. Domenica primo ottobre, i kalashnikov hanno colpito giusto: p. Raffaele \u00e8 morto, a quattro chilometri dalla missione di Pajule.<\/em><br \/>\n<em>Era un prete da barricata. I confratelli lo chiamavano \u201cDon Chisciotte\u201d per il suo entusiasmo a costruire mulini. Ma quel soprannome indicava anche una sfida, disperata e solitaria. Padre Raffaele, 71 anni, missionario comboniano, originario di Barletta, in provincia di Bari, in Uganda dal 1956, stava dalla parte degli Acholi, una delle pi\u00f9 estese e martoriate trib\u00f9 del Paese. Difendeva i loro bambini, rapiti, arruolati con la forza nelle file dell\u2019Esercito di Resistenza, il fronte guerrigliero che dal 1986 combatte contro il regime. L\u2019aveva fatto anche la sera prima di morire, quando aveva accolto in chiesa la gente in fuga dai villaggi vicini. I guerriglieri avevano dato fuoco alle capanne. E p. Raffaele aveva offerto la sua protezione. Emergenza di routine, nel Nord dell\u2019Uganda.<\/em><br \/>\n<em>L\u2019indomani si preparava a viaggiare verso Acholi Bur, un centro a una ventina di chilometri, dove avrebbe dovuto celebrare alcuni battesimi. Aveva chiesto in giro se la strada fosse sicura. \u201cTutto a posto\u201d, gli avevano detto. \u201cCi sono i militari del governo a pattugliare la zona\u201d. Padre Raffaele si era messo in cammino, accompagnato da una suora e da un catechista, con il suo Suzuki, la barba bianca, gli occhiali da sole. Ma qualcuno, nascosto tra le sterpaglie, aspettava da ore. I kalashnikov hanno centrato la jeep. Hanno rapito il catechista e dato fuoco all\u2019auto. Padre Raffaele \u00e8 morto sul colpo. Il suo corpo \u00e8 stato lasciato l\u00e0, tra le fiamme. Volevano colpire proprio lui? In un continente come l\u2019Africa, la Chiesa dei poveri piange spesso i suoi martiri accontentandosi di ipotesi. Ma nel caso di p. Raffaele non mancavano le ragioni perch\u00e9 qualcuno tentasse di farlo fuori: \u201cSe non parliamo per denunciare le ingiustizie, tradiamo la nostra vocazione. Prestare la nostra voce a questa povera gente \u00e8 pi\u00f9 importante che costruire scuole, ospedali, chiese\u201d, aveva ripetuto pi\u00f9 volte.<\/em><br \/>\n<em>Quando l\u2019avevamo incontrato a Milano, non si dava pace: \u201cCapisco che in Italia vi interessano di pi\u00f9 le sfilate di moda, ma bisogna fare qualcosa per fermare la strage\u201d. Aveva con s\u00e9 il documentario realizzato da un amico sulle vittime della guerriglia: \u201cQuest\u2019anno hanno rapito pi\u00f9 di 400 bambini nella mia missione. Altri 1.400 in quella di p. Tarcisio\u201d. Nello stesso periodo era stato pubblicato anche il rapporto dell\u2019Unicef che parlava di 8 mila bambini dagli otto anni in su, sottratti alle famiglie, sequestrati nelle scuole, catturati nei villaggi per alimentare le fila dell\u2019Esercito di Resistenza. \u201cI ragazzini subiscono violenze inaudite\u201d, spiegava p. Raffaele. \u201cSono costretti a marciare e trasportare pesi per centinaia di chilometri, a uccidere i loro compagni. A ogni segno di disobbedienza, vengono torturati o mutilati. Le bambine vengono stuprate e spesso prendono l\u2019Aids. Quelli che riescono a tornare a casa, rimangono traumatizzati per sempre. La religione non c\u2019entra. Gli interessi sono politici. Khartum utilizza l\u2019Esercito di Resistenza per un doppio scopo: destabilizzare il regime ugandese e combattere contro i ribelli attivi nel sud del Sudan\u201d.<\/em><br \/>\n<em> Padre Rodriguez era in vacanza quando l\u2019amico \u00e8 morto. \u201cGli avevo comprato una bottiglia di liquore\u201d, dice. \u201cCredo che la verser\u00f2 vicino alla sua tomba. \u00c8 cos\u00ec che il popolo degli Acholi onora i suoi antenati eroici\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.barlettacity.it\/STORIA\/UOMINI_FAMOSI\/Padre_Raffaele_Dibari.htm\">Qui<\/a> due foto e due testi di padre Raffaele che ho utilizzato nel mio profilo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.giovaniemissione.it\/spiritualita\/kauvgp9.htm\">Qui<\/a> la preghiera <em>Figlio mio<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>[Aprile 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raffaele di Bari \u00e8 un missionario comboniano di 71 anni, nato a Barletta, che si dedica da un quindicennio al riscatto dei bambini soldato nel Nord dell\u2019Uganda e che viene&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/nuovi-martiri\/a-martiri-della-missione\/raffaele-di-bari-%e2%80%9cbisogna-dare-voce-a-questa-gente%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Raffaele di Bari: \u201cBisogna dare voce a questa gente\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2206,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3965","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3965"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3965\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3966,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3965\/revisions\/3966"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2206"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}