{"id":4203,"date":"2010-05-02T21:55:39","date_gmt":"2010-05-02T19:55:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=4203"},"modified":"2010-05-02T21:55:39","modified_gmt":"2010-05-02T19:55:39","slug":"claudio-a-cristina-%e2%80%9cbaci-abbracci-coccole-e-fusa%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/19-samaritani-centurioni-cananee\/claudio-a-cristina-%e2%80%9cbaci-abbracci-coccole-e-fusa%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Claudio a Cristina: \u201cBaci, abbracci, coccole e fusa\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Ho trovato questa lettera d\u2019amore di un uomo alla sua donna \u2013 scritta nel decimo anniversario della morte di lei \u2013 sul quotidiano <em>La Stampa<\/em> di marted\u00ec 6 marzo 2007. Non tutto si capisce a una prima lettura e forse neanche a una seconda, ma si coglie l\u2019oro di un amore intatto negli anni, anzi cresciuto \u2013 si direbbe \u2013 con essi. Cristina ci viene presentata come donna credente e solidale, provvida anche verso tante \u201cbestioline\u201d di cui si prendeva cura e tra esse vengono nominati i due gatti Gigia e Mim\u00ec. Lo sposo innamorato e di \u201cpoca fede\u201d, come di s\u00e9 dice due volte, le parla in un lessico familiare a noi oscuro ma pieno d\u2019affetto. \u201cFolle nella speranza\u201d accenna anche all\u2019attesa di un giorno \u201ctutto nostro\u201d che li riunir\u00e0. La lettera \u00e8 preceduta dalle date del decennale \u201c1997-2007\u201d e da una lunga citazione \u2013 che ometto \u2013 di un testo di Edgar Lee Masters, preso da <em>In memoria di Edith Conant<\/em> \u2013 <em>Antologia di Spoon River<\/em>. Segue un titolo a modo di iscrizione su lastra di marmo: <em>Cristina Domina \u2013 in Di Felice \u2013 6.3.97<\/em><\/p>\n<p><em>Ciao Cristina, Cristina mia dolce, auguri tanti e belli che dieci fanno oggi quegli anni da quando, reduce da quelle procelle che \u201cGenerosa\u201d la Sorte non risparmi\u00f2 al tuo vivere, approdasti alla spiaggia di quei giorni di cui parlavi e dicevi, anche alla mia poca fede. Una volta tanto, un vento dolce e un mare tranquillo vennero in aiuto a te, che nata a un mondo non facile, per reggerti scegliesti il bastone della solidariet\u00e0. E\u2019 cos\u00ec amore mio che la sera, anzi la notte, nell\u2019attesa di quella pace che non trovo, mi acquieta, mi consola, mi piace pensarti appisolata sul cuscino del male non fatto e del bene mai negato, quel cuscino che mai abbandonasti e, sono sicuro, ti sarai portata dietro. Sono anche sicuro, Cristina mia, che la sera quando il sonno ti accarezza la fronte tu mi pensi, e come sempre dirai \u201cNotte Papi\u201d; sono io invece che, da dieci anni orfano di un tuo segno, non posso che rivolgermi ai ricordi, e dire loro come facevo con te, \u201cNotte Mami\u201d.<\/em><br \/>\n<em>Che brutta cosa amore mio ripeterti sempre le stesse cose, ma come forse saprai, come forse vedrai, anch\u2019io ho il mio mare, un mare di amarezza, e una spiaggia, dove quando mi volto indietro vedo solo le mie orme, perch\u00e9 mancano le tue, quelle che una volta reggevano i miei passi. Accade cos\u00ec che, ogni tanto, folle nelle intenzioni e nella speranza, raccolga una conchiglia, l\u2019accosti all\u2019orecchio, e cauto nel respiro ascolti e attenda, perch\u00e9 forse chiss\u00e0\u2026 che dal vento, dalle onde, dai cieli, dal tuo amore, non mi giunga quel sussurro di te che mi doni forza e certezza, in attesa di quel giorno tutto nostro che finalmente ci riunir\u00e0. <\/em><br \/>\n<em>Queste cose Cristina ti ho detto, perch\u00e9 anche l\u2019eco del vuoto e dell\u2019assenza parlano, e a me non rimane che il balsamo non facile ma soccorrevole della mia voluta lontananza dalle cose di questo mondo, che onestamente non sento pi\u00f9 mio (&#8230;), ora che a farmi compagnia sono i tuoi ultimi giorni, quei giorni in cui i tuoi occhi erano un abbraccio d\u2019amore, d\u2019amore per me, i tuoi silenzi parole d\u2019amore, d\u2019amore per me, e i tuoi ultimi respiri li avresti voluti padri e madri dei miei, genitori novelli e messaggeri augurali di una mia lunga vita. D\u00ec la verit\u00e0 amore mio, come tuo ultimo desiderio, se ti fosse stato concesso, non avresti voluto diventare il mio secondo angelo custode, tu che credevi nel Primo? Ciao bella, anche se sono tante le cose che avrei e vorrei dirti ancora, ora devo lasciarti. Per questa prioritaria mi \u00e8 andata bene, per il futuro non so cosa dirti. Baci, abbracci, coccole e fusa. Claudio, Gigia, Mim\u00ec all\u2019alba del 3652\u00b0 giorno. Torino, 6 marzo 2007<\/em><br \/>\n<em>P.S. Amore, tra dieci giorni dieci, Gigia e Mim\u00ec fanno gli anni. Quel giorno, insieme a loro, in braccio a me e alla mia poca fede, ci sar\u00e0 anche una tua foto, che baceremo undici volte undici, anche a nome di tutte quelle bestioline che da te furono salvate, curate, confortate e assistite fino alla fine dei loro giorni. Per loro, quel giorno, provveder\u00f2 anche a \u201cfargli la pappa bella\u201d, perch\u00e9 cos\u00ec mi dicesti; cos\u00ec mi ricordasti, cos\u00ec mi raccomandasti a futura consegna, con la naturalezza dell\u2019amore, ma anche con l\u2019apprensione di una madre che vede orfani i suoi figli. Come gi\u00e0 allora, come gi\u00e0 oggi, come gi\u00e0 quel giorno sar\u00e0, a unirci, anzi a tenerci tutti stretti, sar\u00e0 un nodo alla gola, un nodo che solo una tua carezza potrebbe\u2026 sciogliere, ma tu, amore nostro, potrai? Al momento riposa e sogna, sogna e riposa Cristina nostra, mamma CICCIA, nostra MAMI.<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/marcogiacosa.blog.lastampa.it\/\">Qui<\/a> un \u201cOmaggio a Claudio Di Felice\u201d di Marco Giacosa intitolato \u201cL\u2019ultima lettera del cantore innamorato\u201d: ha la data del 9 gennaio 2008 e narra che Claudio, 75 anni, continua a coltivare la memoria di Cristina ma non le scriver\u00e0 pi\u00f9 lettere tramite il quotidiano <em>La Stampa<\/em> perch\u00e9 la pensione con cui vive non glielo permette. L\u2019ultima delle 22 lettere pubblicate in dieci anni, quella in cui ha detto \u201cAddio\u201d a Cristina, ha la data del 23 dicembre 2007. Da Giacosa apprendiamo che Claudio e Cristina si conobbero a Torino nel 1956 e a Torino si sposarono \u201csoltanto nel 1980\u201d. Lei mor\u00ec di un tumore nel 1997. \u201cAvevamo una vita felice, aiutavamo le persone in difficolt\u00e0\u201d, racconta Claudio, che cos\u00ec parla a Giacosa del proprio atteggiamento di fronte alla fede cristiana di lei: \u201c<em>Scrivo a Cristina, mi rivolgo a lei, e siccome ho sempre avuto il massimo rispetto per lei e per la sua fede, mi rivolgo a lei pensandola in cielo, come avrebbe voluto. Ma lascio sempre trasparire la mia non-fede, e lascio aperta una porta alla speranza, come a dire: se \u00e8 come dici tu, amore mio, un giorno ci rivedremo<\/em>\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>[Storia da me narrata nel mio blog alla data del 2 aprile 2007 \u2013 aggiornamento dell\u2019aprile 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho trovato questa lettera d\u2019amore di un uomo alla sua donna \u2013 scritta nel decimo anniversario della morte di lei \u2013 sul quotidiano La Stampa di marted\u00ec 6 marzo 2007.&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/19-samaritani-centurioni-cananee\/claudio-a-cristina-%e2%80%9cbaci-abbracci-coccole-e-fusa%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Claudio a Cristina: \u201cBaci, abbracci, coccole e fusa\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2140,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-4203","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4203"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4203\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4204,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4203\/revisions\/4204"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2140"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}