{"id":4242,"date":"2010-05-08T17:19:59","date_gmt":"2010-05-08T15:19:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=4242"},"modified":"2010-05-08T17:24:49","modified_gmt":"2010-05-08T15:24:49","slug":"%e2%80%9cafflitti-ma-sempre-lieti%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/16-qui-e-perfetta-letizia\/%e2%80%9cafflitti-ma-sempre-lieti%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"\u201cAfflitti ma sempre lieti\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un segno cristiano oggi pi\u00f9 valido che mai<\/strong><br \/>\nSi d\u00e0 gioia nella tribolazione come vorrebbe l\u2019apostolo con l\u2019ardua consegna <em>afflitti ma sempre lieti<\/em> (2 Corinti 6,10)? A quanto ho capito in tanti anni di nascite e di morti, quel prodigio non si d\u00e0 in natura ma ho pure visto che quanto non \u00e8 possibile agli uomini \u00e8 possibile a Dio e mi sono capitati intorno uomini e donne che permanevano \u201clieti nella speranza\u201d (Romani 12, 12) anche quando venivano trascinati via dalla sofferenza. Mi \u00e8 anche capitato di avvertire, incredulo, che qualcosa di simile avveniva in me, non saprei dire se da sveglio o nel sonno, se nel corpo o fuori del corpo.<br \/>\nQuando mi \u00e8 stato chiesto di trattare il tema \u201cafflitti ma sempre lieti\u201d \u2013 per un marted\u00ec della Quaresima al Centro San Domenico di Bologna \u2013 mi \u00e8 parso chiaro che avrei dovuto chiamare a testimoni quelle persone e proporre \u2013 a me e agli altri uditori \u2013 le loro parole come un segno operato in noi dal Signore quando ci \u00e8 dato di vegliare con lui almeno un\u2019ora. Come un segno cristiano tra i pi\u00f9 originali e che abbonda oggi come sempre.<\/p>\n<p><strong>Anche in ospedale <\/strong><br \/>\n<strong>si pu\u00f2 essere felici<\/strong><br \/>\nMi sono anche proposto di partire da uomini e donne che ho conosciuto, in quanto a me meglio comprensibili nel loro vaneggiamento evangelico. Di altri potrei dubitare, di quelli che hanno pianto e riso in mia presenza no.<br \/>\nIl primo che nomino \u00e8 il padre Riccardo Palazzi carmelitano (1948-1999), che pat\u00ec paralizzato per cinque anni e volle che gli cantassero l\u2019<em>Exultet<\/em> alla messa di addio.<br \/>\nPer via dell\u2019<em>Exultet<\/em> la seconda persona che convoco \u00e8 il vescovo Luigi Maverna (1920-1998), che ebbe tagliate le due gambe dal chirurgo e chiese anch\u2019egli il preconio pasquale per accomiatarsi dalla scena di questo mondo.<br \/>\nChiara Luce Badano (1971-1990) \u2013 una focolarina morta di tumore a 19 anni, che sar\u00e0 presto beata \u2013 vuole essere vestita da sposa per il \u201cgiorno delle nozze\u201d e dice ai genitori: \u201c<em>Al mio funerale non voglio gente che pianga, ma che canti forte<\/em>\u201d.<br \/>\nRita Savelli di Parma, sposa e mamma di due bambine, muore di tumore a 35 anni nel 1994 e cos\u00ec indica la sua via alla speranza: \u201c<em>ringraziare il Signore sempre, anche ora che soffro, e poi dare a ogni giorno la sua carica di eternit\u00e0\u201d.<\/em><br \/>\n\u201c<em>Io sono senza misura contento di Dio<\/em>\u201d scrive il vescovo Vincenzo Savio (1944-2004) in vista del traguardo, anch\u2019egli rapito dal tumore.<br \/>\n<em>\u201cQuando si sta bene non si avverte sempre il valore, il dono, la ricchezza della vita. Adesso invece tutto diventa bello\u201d <\/em>scrive un altro vescovo, Donato Bianchi (1930-1999), quando si ritrova leucemico in ospedale.<br \/>\n<em>\u201cNon stupitevi se vi dico che si pu\u00f2 essere felici anche in un letto di ospedale e che si pu\u00f2 dimenticare il dolore per sorridere agli altri, mentre il proprio avvenire \u00e8 pieno di interrogativi\u201d<\/em>: cos\u00ec parla Sarah Calvano (1983-1992) di Avola, Siracusa, quando la ricoverano colpita da un melanoma che l\u2019uccide a 19 anni. Ecco: \u201csi pu\u00f2 essere felici anche in ospedale\u201d \u00e8 l\u2019equivalente, nella nostra lingua, del paolino \u201cafflitti ma sempre lieti\u201d.<br \/>\nA qualcuno \u00e8 dato di restare sereno nell\u2019afflizione anche davanti alla morte delle persone amate. <em>\u201cAspetto quel giorno in cui ci incontreremo ancora\u201d<\/em> scrive il giornalista Giovanni Fallani (1921-1999) in un\u2019ultima lettera alla sua Maria che se ne \u00e8 andata dal Signore senza di lui.<br \/>\nOsea Giuntella cos\u00ec ricorda il padre Paolo, quirinalista del Tg1 (1948-2008): \u201c<em>Pap\u00e0 ci ha lasciati gioved\u00ec \u2018ottimista\u2019 come ha voluto scrivere su un foglietto poco prima di morire. Ha sempre avuto la Speranza che ha caratterizzato il suo sorriso per tutta la vita. Era contento di quello che aveva avuto<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Andate a caccia della gioia tutti i giorni<\/em>\u201d lascia come consegna ai figli lo scrittore Luigi Santucci morto a ottant\u2019anni nel 1999 e che gi\u00e0 nel 1954 aveva pubblicato un volume intitolato <em>L\u2019imperfetta letizia<\/em> nel quale affermava che \u201cpi\u00f9 forte dell\u2019uomo c\u2019\u00e8 solo la gioia\u201d.<\/p>\n<p><strong>A partire da Ges\u00f9 <\/strong><br \/>\n<strong>entra gioia nella tribolazione <\/strong><br \/>\nGiovanni Cristini poeta bresciano (1925-1995) scrive anche lui prima di morire una \u201cLettera ai figli\u201d in cui dice che vorrebbe lasciare loro \u201c<em>un inno alla vita, all\u2019amore, alla speranza, con molta allegria e un pizzico d\u2019ironia<\/em>\u201d, perch\u00e9 la vita \u00e8 \u201cuna tempesta di emozioni e di lacrime, anche lacrime di gioia\u201d.<br \/>\nAntonio Thellung \u2013 che \u00e8 tra noi \u2013 ha scritto una volta: \u201c<em>Assistendo i morenti ho imparato a essere felice<\/em>\u201d. Un giorno mi ha spiegato quell\u2019ossimoro: \u201c<em>Prima pensavo che per godere qualche gioia fosse necessario allontanare il pensiero della sofferenza. Il mio atteggiamento \u00e8 cambiato quando ho sperimentato quali stupefacenti risultati si ottengono portando un sorriso nel dramma: \u00e8 l\u00ec che quel paradossale stato d\u2019animo che chiamo felicit\u00e0 mi ha conquistato. E ho capito che felicit\u00e0 e angoscia non sono in alternativa tra loro, ma possono convivere<\/em>\u201d.<br \/>\nFelicit\u00e0 e angoscia, cio\u00e8 afflitti e lieti. Suona come una sintesi della novit\u00e0 cristiana. L\u2019attesta il teologo e papa Benedetto XVI: <em>\u201cA partire da Ges\u00f9 entra gioia nella tribolazione\u201d<\/em>. Lo scrive nel volume <em>Ges\u00f9 di Nazaret<\/em> (Rizzoli 2007, p. 95) a interpretazione delle beatitudini e l\u2019accompagna con questa spiegazione: <em>\u201cSe l\u2019uomo comincia a guardare e a vivere a partire da Dio, se cammina in compagnia di Ges\u00f9, allora vive secondo nuovi criteri e allora un po\u2019 di \u00e9schaton, di ci\u00f2 che deve venire, \u00e8 gi\u00e0 presente adesso\u201d<\/em>.<br \/>\nAlla pagina seguente del suo libro il papa teologo cita il detto paolino afflitti ma sempre lieti e l\u2019altro contenuto nella stessa Seconda lettera ai Corinti che dice: <em>\u201cSiamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati<\/em>\u201d (4, 6-8).<br \/>\nCon questi paradossi Paolo viene a dirci che noi cristiani conosciamo l\u2019afflizione ma di essa non siamo schiavi. Abbiamo la speranza di vincerla: <em>\u201cNon siate tristi come gli altri che non hanno speranza\u201d<\/em> (1 Tessalonicesi 4, 13 e 14).<\/p>\n<p><strong>Portatori di una luce <\/strong><br \/>\n<strong>che il mondo non riconosce<\/strong><br \/>\nSiamo chiamati a farci portatori della speranza che viene dalla risurrezione di Ges\u00f9 mentre attraversiamo questo tempo intermedio in una piena comunanza di buio con la restante umanit\u00e0 e affrontando in noi le tenebre di ognuno. Portatori di una luce che il mondo di oggi \u2013 come quello di sempre \u2013 non riconosce.<br \/>\nDal profondo di quelle tenebre sar\u00e0 nostro compito elevare \u2013 a nome di tutti \u2013 l\u2019invocazione al Signore perch\u00e9 si manifesti e dia occhi a un\u2019umanit\u00e0 non vedente.<br \/>\nIntanto ci \u00e8 dato \u2013 questo s\u00ec \u2013 di cogliere i segni della speranza che lo Spirito manda al nostro tempo e di comunicarli \u2013 per quanto possibile \u2013 ai nostri contemporanei.<br \/>\nL\u2019attualit\u00e0 del martirio nel mondo d\u2019oggi, innanzitutto. La capacit\u00e0 \u2013 che si rinnova \u2013 di dare la vita per il Signore e per i fratelli. Dunque i martiri della missione ma anche quelli della carit\u00e0 e della giustizia.<br \/>\nOgni risposta al male con il bene. Pensiamo alla testimonianza cristiana in terra d\u2019Islam. Ai monaci dell\u2019Algeria sgozzati come agnelli, ad Annalena Tonelli, a don Andrea Santoro, a Leonella Sgorbati e a ogni cristiano che resta oggi disarmato e fiducioso in terra d\u2019Islam.<br \/>\nL\u2019accettazione della malattia, della vecchiaia e della morte. Essa trova forme nuove di espressione in un\u2019epoca che censura malati, vecchi e morenti.<\/p>\n<p><strong>Chi loda la vita <\/strong><br \/>\n<strong>dalla sedia a rotelle<\/strong><br \/>\nLa confessione della fede davanti alla morte: oggi \u00e8 data a noi \u2013 proprio a motivo di quella censura \u2013 una nuova opportunit\u00e0 di attestare il dono che ci \u00e8 fatto di \u201caddormentarci\u201d nella speranza della risurrezione.<br \/>\nIl perdono per l\u2019uccisione dei parenti. Nell\u2019Italia violenta del terrorismo, delle mafie e della criminalit\u00e0 diffusa, torna a fiorire l\u2019amore dei nemici che aiuta la comunit\u00e0 degli uomini a vincere il rancore.<br \/>\nLa reazione personale, familiare e comunitaria all\u2019handicap. Chi loda la vita dalla sedia a rotelle. Ogni svantaggiato che si mette al servizio dei fratelli.<br \/>\nL\u2019accettazione del figlio menomato e la scelta del bambino menomato per l\u2019adozione: in altre epoche non c\u2019era. E\u2019 un segno che non finiremo di capire.<br \/>\nLa disponibilit\u00e0 a ogni forma di accoglienza: adozione, affido, case famiglia. Anche questo un segno del tempo: allietare chi \u00e8 solo nell\u2019afflizione.<br \/>\nDedizione ai figli da parte di genitori abbandonati dal coniuge e scelta delle ragazze madri per il figlio: un altro segno evangelico che si mostra nella sconfitta.<br \/>\nConversioni inaspettate di drogati e morenti di aids: anche questa \u00e8 una grazia nel peccato e sta a dire che oggi come ai tempi di Ges\u00f9 \u201cai poveri \u00e8 annunciata la buona novella\u201d.<\/p>\n<p><strong>Aspettando l\u2019ira dell\u2019Agnello <\/strong><br \/>\n<strong>che ha patito la morte<\/strong><br \/>\nNell\u2019additare questi segni \u2013 e ogni altro che ci sia dato di scorgere \u2013 a noi stessi e a coloro che sono senza speranza, dovremo assumere l\u2019atteggiamento umile, fraterno, amichevole che ci \u00e8 dettato da un altro passo paolino che ci vuole <em>\u201clieti nella speranza e forti nella tribolazione<\/em>\u201d<em>, <\/em>che \u00e8 un diverso modo di dire \u201cafflitti ma sempre lieti\u201d: \u201c<em>Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto (\u2026). Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non fatevi giustizia da voi stessi ma lasciate fare all\u2019ira divina\u201d <\/em>(Romani 12, 12-20).<br \/>\nL\u2019esperienza dell\u2019afflizione ci accomuna all\u2019intera umanit\u00e0 e ci permette di esortarla a sperare sapendo di che cosa dispera e potendo annunciare che un giorno verr\u00e0 l\u2019<em>ira dell\u2019Agnello<\/em> (Apocalisse 6, 16) a vendicare ogni dolore. L\u2019ira di colui che ha patito la morte ed \u00e8 entrato in ogni sofferenza per poterla riscattare.<\/p>\n<p><strong>NB. Le storie delle persone qui nominate sono narrate nella pagina <a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=12\">CERCO FATTI DI VANGELO<\/a> del mio blog \u2013 <\/strong><a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/\"><strong>www.luigiaccattoli.it<\/strong><\/a><strong> \u2013 che si trova elencata sotto la mia foto. <\/strong><\/p>\n<p>Da <em>Il Regno <\/em>6\/2010<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un segno cristiano oggi pi\u00f9 valido che mai Si d\u00e0 gioia nella tribolazione come vorrebbe l\u2019apostolo con l\u2019ardua consegna afflitti ma sempre lieti (2 Corinti 6,10)? 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